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Nei giorni successivi alla loro chiaccherata, i due si erano continuati a scrivere non riuscendo però a vedersi. Elisa era piena di lavoro al bar a cui si aggiungeva il disordine causato da suo fratello, sempre più spaventato per la imminente sessione di esami, non lasciandole neanche un minuto libero. Mentre dall'altra parte gli allenamenti per Mario erano sempre più intensi, visto anche il pareggio in casa contro il Totthenam che rischiava di buttarli fuori dalla Champions decisamente troppo presto, almeno in campionato le vittorie continuavano, così come le sue partenze da titolare. Domenica il croato e tutto il resto dei suoi compagni erano liberi da qualsiasi impegno sportivo, decidendo così di vedere la ragazza. "Riusciresti a tenerti libera questo pomeriggio?" le scrisse quella mattina mentre si trovava in centro con Sami Khedira e Blaise Matuidì, nonostante la grande voglia di rimanere sul divano aveva accettato di andare con loro, sperando che smettessero di riempirlo di messaggi e chiamate. Dopo aver camminato senza una meta precisa per minimo un'ora, i tre si sedettero per prendere qualcosa da bere. "Ragazzi per favore la potete smettere di fissarmi? Iniziate ad essere inquietanti." i due non gli avevano staccato gli occhi di dosso da quando era uscito di casa e la cosa iniziava a farlo sentire a disagio "Scusa. In realtà ti abbiamo chiesto di uscire perchè Blaise voleva chiederti una cosa." gli rispose il tedesco tirando una gomitata al ragazzo seduto al suo fianco, incitandolo a parlare "Ehi avevamo deciso che avresti parlato tu. L'idea è stata tua!" ribattè l'altro lanciandogli un'occhiataccia "Si può sapere perchè litigate come due bambini?" li interrupe Mario dopo che questi avevano iniziato a discutere rispettivamente in francese e in tedesco senza essere consapevoli di non riuscire a capirsi "Siccome qualcuno qui non ha nemmeno il coraggio di farti una semplice domanda...Ahi!" cominciò Khedira mentre riceveva un calcio sugli stinchi da parte del suo amico "Dicevo, in queste settimane abbiamo visto dei comportamenti strani" continuò lanciando al croato uno sguardo malizioso "C'è qualcosa che ci devi dire?" prima che il diretto interessato potesse ribattere, il francese prese la parola "E non dire che non c'è niente! Guardi costantemente il telefono sorridendo, ti metti a ridere da solo e non meno importante a Firenze hai detto che saresti andato in camera quando sei uscito fare non si sa cosa. Quindi che ti sta succendendo mon frerè?". Sapeva che quei due non si sarebbero bevuti una qualunque scusa, magari sul momento gli avrebbero dato corda, ma sarebbero presto tornati a tormentarlo per sapere la verità e lo facevano perchè erano suoi amici, aveva legato così tanto con loro che ormai non poteva nascondergli niente "Okay però mi lasciate parlare finchè non ho finito, dopo potete fare tutti i commenti che volete." detto ciò iniziò a raccontare.

"Quindi ecco tutto. Ora fatemi tutte le domande che volete." dopo aver terminato, lasciando i due amici senza parole "Quindi tu sei uscito nel bel mezzo della notte per incontrare una ragazza che praticamente non conoscevi?" Sami era rimasto senza parole, non era da lui compiere dei gesti così impulsivi, soprattutto per una ragazza "Bhe quando siamo andati a restituirgli il portafoglio hanno parlato, io testimone." disse Blaise cercando di sminuire la domanda del compagno "Sì per quanto? 10 minuti? E poi darle il tuo numero, sul serio?" il tedesco non riusciva a capacitarsi della situazione "Piantala Sami. Non è come tutte le altre, ci si può fidare di lei." rispose forse troppo aggressivamente Mario, senza però scalfire l'altro "E l'hai capito dopo averci parlato per solo due volte? Anzi dai facciamo tre con quella volta al bar. Non ti conviene dare così tanta confidenza fin da subito, siamo calciatori, si sa che la maggior parte delle ragazze ci va dietro per avere una vita migliore." Sami si rese conto di quanto ci era andato pesante, ma l'ultima cosa che voleva era vedere uno dei suoi migliori amici soffrire per amore, eppure il croato non sembrava essersi offeso, anzi "Non è come le altre Sami, te lo posso assicurare. Dopo tanto tempo riesco ad essere spontaneo anche con qualcun'altro che non sia la mia famiglia, i miei amici in Croazia o voi due." disse spostando lo sguardo prima su uno poi sull'altro "Mi conoscete, sapete che non faccio gesti così decisi se non sono sicuro." era pronto a difendere quell'amicizia che stava nascendo con tutto se stesso. Blaise sospirò dandogli una pacca sulla spalla "Se questo ti fa felice noi siamo con te" anche Khedira annuì "Siamo pesanti, soppratutto io, ma lo siamo perchè ti vogliamo bene." Mario sorrise "Lo so e vi ringrazio."

Quella tarda mattinata di domenica si trovava nell'appartamento dell'amica a Torino per pranzare insieme "Quindi ci andrai?" le chiese mentre apparecchiavano la tavola "Ho chiamato mio papà e sembra che il grosso del lavoro sia passato, possono farcela anche senza di me." ovviamente per i suoi genitori avrebbe passato il pomeriggio con Michela, non le sembrava il caso di urlare ai quattro venti che si vedeva un calciatore, perchè era quello che sarebbe successo se ne avesse parlato con loro "Ne hai fatti di passi avanti da Firenze eh!" esclamò l'amica "Deve averti presa proprio in simpatia questo Mario." Elisa borbottò un "Non lo so." mentre nascondeva il viso per non far vedere all'amica quant'era diventata rossa. Per la sua felicità durante il pranzo cambiarono argomento concentrandosi sulla vita sentimentale dell'amica "Ma quindi non l'hai più sentito il tipo della camicia?" Michela lavorava in un negozio che aveva aperto in autonomia in centro, il ragazzo in questione era uno dei tanti che aveva lasciato il numero alla sua bella amica "Ho scoperto che si chiama Maicol e comunque no, ci siamo scritti per un po' ma abbiamo perso i contatti e poi stare con le persone che hanno la tua stessa inizale porta sfortuna." l'altra la guardò di traverso "è un modo carino per dire che non ti piaceva?" la mora scoppiò a ridere mentre le lanciava un pezzo di mollica di pane "Sul serio, quanti poveri ragazzi hai lasciato mentre aspettavano un tuo messaggio?" continuarono a ridere mentre sistemavano le varie stoviglie dopo aver terminato di mangiare "Ma tutta questa vena poetica da dove salta fuori? Non è colpa mia se non mi piace nessuno!" sbuffò esasperata  "Magari averceli tutti i pretendenti che hai tu." disse Elisa mentre si sedeva sul divano dell'amica "Bhe tu non lamentarti! Ti sei beccata un calciatore!" la rimproverò mentre si accomodava al suo fianco "Ci stiamo solo conoscendo." rispose lei "E poi dubito che possa nascere qualcosa di più di una semplice amicizia." mentre istintivamente apriva la loro chat Whatsapp "Stai attenta però. Ti sei già esposta molto verso di lui e sai quanto possono farti stare male quelli come lui." l'avvisò la mora, ma si girò verso di lei lanciandole uno sguardo confuso "Che intendi dire?" l'altra si mosse nervosamente mentre si girava completamente verso di lei "Lo sai come sono i calciatori, credono che tutte le ragazze cadano ai loro piedi, sfruttando questa situazione per illuderle." d'un tratto Elisa si sentì avvampare "Non sono quel tipo di ragazza e lui non è quel tipo di calciatore. Credimi è una persona molto più semplice di quello che sembra." la parte della tifosa era uscita per difendere il suo idolo, o forse anche una parte di lei che ancora non conosceva? "Lo so, volevo solo avvisarti, hai già sofferto abbastanza." le disse Michela appogiandole una mano sulla spalla "So come difendermi e credimi che non succederà, non più." la rassicurò chiedendosi se davvero sapeva come difendersi da quella nuova situazione.

ANGOLO AUTRICE

Finalmente ho trovato un minuto per scrivere! Purtroppo la scuola è ricominciata e con la scusa che sono in quarta i miei prof mi hanno già riempita di compiti. Che ne pensate del capitolo? Fatemi sapere se è troppo lungo per voi, così la prossima volta faccio un cpaitolo in più. Baci,Manu.

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