9 ||La prima partita della stagione
La prima partita della stagione era da sempre portatrice di diversi stati di animo, soprattutto quando ad inaugurare il campionato erano i Grifondoro.
Quella mattina, al tavolo dei grifoni la tensione era alta, l'aria che si respirava euforica e gli sguardi agguerriti: tutti pronti a soffiare, per l'ennesimo anno consecutivo, la coppa ai temuti Serpeverde, da sempre eterni rivali.
Roxanne e Fred, in qualità di battitori più folli che Grifondoro avesse mai avuto negli ultimi dieci anni, avevano appena intrapreso una gara all'ultimo sangue, le bocche colme di zuccotti di zucca e gli sguardi di mezzo tavolo fissi su di loro.
James faticava a trattenere le risate, sorseggiando divertito una tazza di fumante e caldo caffè. Sua sorella Lily, a pochi metri da lui, portava invece avanti con devozione il giro di scommesse illegali messo su dalla stessa Roxanne, riscuotendo sottobanco fiotti di galeoni e appuntano con dell'inchiostro invisibile, su una pergamena speciale di George Weasley, le varie puntate.
Dominique le era accanto, la divisa indossata alla perfezione e i lunghi boccoli biondi legati in una coda alta, mentre osservava disgustata Hugo e Lucy, cercare di rifilare uno strano intruglio dal colore per nulla rassicurante ad uno scettico Louis.
In quello stesso istante Rose li raggiunse, il volto eccessivamente pallido e gli occhi azzurri contornati da vistose occhiaie scure.
Con un sospirò affittò si lasciò cadere sulla panca, prendendo posto esattamente di fronte a suo cugino James.
Quest'ultimo le rifilò una mezza occhiata preoccupata, che mascherò però velocemente con un dolce e premuroso sorriso.
«Capitano, la trovo in splendida forma.»
Rose in realtà sembrava sul punto di vomitare anche l'anima, tesa e ansiosa per l'imminente partita.
James la osservò in silenzio servirsi di una quantità sproporzionata di caffè, provando l'attimo dopo a mandarlo giù con fatica e sperando che una dose massiccia di caffeina come quella, potesse darle le forze per salire in sella alla propria scopa.
Perché nessuno più di lei, in quel momento, aveva paura di fallire, di deludere le aspettative.
«Come ti senti?» Rose aveva scrollato le spalle, indicando il proprio volto pallido che non ammetteva repliche, e che strappò a James un ulteriore dolce sorriso.
Nonostante lo straordinario talento, l'indole battagliera che l'aveva fatta eleggere capitano quello stesso anno e la sfilza di boccini afferrati alle sue spalle, non c'era partita in cui Rose non passasse la notte in banco, con le tende del baldacchino tirate e l'ansia di non essere all'altezza.
«Quanto hai dormito stanotte?» suo cugino fece scivolare verso di lei, lungo la superfice del tavolo, un piatto con all'interno una fetta di pane imburrata, sorridendole incoraggiante. Ma Rose fu costretta a distogliere lo sguardo, passando stanca una mano sullo stomaco chiuso.
«Due ore, forse tre.» aveva poi sussurrato. James sorrise ancora: conosceva il talento e la dedizione di Rose, e in meno di dieci minuti il boccino sarebbe stato suo, non aveva dubbi.
«Vedrai raggio di sole, ci porterai tutti alla vittoria.» e ne era così sicuro, che alle sue parole Rose parve rilassarsi appena, concedendogli un flebile sorriso. Una manciata di secondi dopo, diede un piccolo morso alla fetta di pane, guardandolo grata.
«E poi ho scommesso gli ultimi galeoni sulla vittoria di Grifondoro. Se non vinciamo sono ufficialmente povero.» Rose sgranò i grandi occhi azzurri, richiamandolo tra il severo e il divertito a gran voce, tanto che alcuni ragazzi si voltarono curiosi.
Ma James rise, la sua risata cristallina che riecheggiava nella Sala Grande, regalandolo subito dopo un occhiolino.
Da lì in poi, James prese a raccontarle fiero delle corna di fumo che da giorni aleggiavano sul capo di Avery, e che portavano indubbiamente la sua firma.
E il nodo al centro del petto di Rose si sciolse definitivamente, soprattutto quando Lucy e Hugo, che finalmente avevano portato a termine la loro missione, scoppiarono in una assordante risata che coinvolse anche lei.
Il povero Louis, era appena diventato di un blu elettrico, e non sembrava per nulla contento.
***
«Perché noi siamo i fottutissimi Grifondoro, e Merlino, vinceremo questa dannatissima partita!»
Un'ovazione euforica accompagnò le urla di incoraggiamento di Rose, tra applausi e pacche sulle spalle, e fu così che la squadra al completo, con in mano le proprie scope e negli occhi la sete di vittoria, si riversò fuori dagli spogliati, impaziente di raggiungere il campo.
Tutti tranne Rose, che non si stupì una volta fuori, di trovare Scorpius Malfoy, appoggiato al muro a braccia conserte.
James, al suo fianco, provò a trascinarla via, afferrandole con delicatezza un polso, ma Rose gli fece col capo di allontanarsi per raggiungere il resto della squadra, sorridendogli sicura.
«Cosa ci fai qui?» il tono duro, la mascella rigida e il volto spigoloso, fecero sì che le labbra di Scorpius si sollevassero in ghigno che non prometteva nulla di buono. Proprio, come la sua presenza lì.
D'altro canto, il ragazzo percepiva la tensione della Grifondoro anche a tutti quei metri di distanza, mentre i grandi occhi azzurri lo scrutavano con sospetto.
«Sono venuto ad augurati buona fortuna Weasley.» Rose alzò gli occhi al cielo, chiedendosi come d'abitudine perché non potesse schiantarlo e farla finita il prima possibile.
Aveva una partita da vincere, un boccio da afferrare, la tensione alle stelle ed era sicura di non aver bisogno di mettere ulteriormente a dura prova i suoi nervi restando ancora lì.
Eppure, non si mosse, incatenata a quelle iridi grigie così distanti e glaciali, le uniche in grado di renderla inquieta.
«E a dirti che ho scommesso.» perché tutti quella mattina avessero deciso di scommettere proprio su di lei, per Rose continuava a restare un fastidioso mistero.
Le labbra di Scorpius si sollevarono in un ampio sorriso beffardo, staccandosi dal muro per avvicinarsi di qualche metro. Sentiva infatti il bisogno di guardare da vicino i grandi occhi azzurri della ragazza.
«Dieci galeoni sulla vittoria di Grifondoro.» Scorpius si fece ancora più vicino, così vicino che per ogni passo che il ragazzo compiva in avanti, Rose ne faceva altrettanti all'indietro.
«Ma non sarai tu a prendere quel boccino Weasley.» le aveva poi sussurrato quasi sulle labbra, tanto che Rose ne percepì il respiro e il familiare profumo di menta fresca.
I lunghi capelli rossi le scivolarono lungo le guance, nascondendo il rossore del suo volto.
Rigida e sull'attenti sollevò di poco il mento, i grandi occhi azzurri che ardevano di collera, punta nell'orgoglio.
«Hai veramente scommesso su Giselda? Quella Giselda Stubbing? Merlino Malfoy, devi essere ancora più stupido di quanto pensassi.» Rose ardeva, nonostante cercasse di mantenere una calma e una pacatezza che non le appartenevano. Al contrario, Scorpius pensò di non averla mai vista così bella e fiera come in quel momento.
E lo sapeva, fin troppo bene, che Rose avrebbe afferrato il boccino in meno di dieci minuti con tutta sé stessa. Non che avesse mai dubitato del contrario.
«Cerca di trovare un posto comodo sugli spalti e goditi la partita, perché una volta che sarò scesa da quella scopa Malfoy, giro su Godric che ti farò ingoiare quel boccino.» Rose gli aveva sorriso, in un invitante mix di miele e veleno, e quando Scorpius fece un ulteriore passo in avanti per colmare le distanze, la Grifondoro trovò alle sue spalle il muro di mattoni contro cui si scontrò.
Occhi negli occhi, si scrutarono a lungo, come due cacciatori con le rispettive prede.
Con naturalezza, Scorpius sollevò una mano, l'attimo dopo giocherellava tranquillo con una delle tante ciocche rosse di Rose.
Lasciava scorre sul palmo della mano ciuffetti di capelli, incantato da quel colore così intenso e ipnotico. O era Rose ad esserlo?
Al contrario, la Grifondoro non si mosse, ne distolse lo sguardo, incantata dai lineamenti regali del suo volto e rabbrividendo al suo tocco.
«Fossi in te li legherei. A più tardi Weasley.» le aveva poi sussurrato con voce bassa tra i capelli, quella che suonava come una vera e propria promessa, con il profumo di menta così intenso, che quando le voltò le spalle e si avviò in direzione del campo, Rose lo percepì per i restanti minuti ancora nell'aria.
Ehilaaaa, sono tornata!
Scorpius che punzecchia Rose, pur essendo sicuro che sarà lei ad afferrare il boccino, credo sia una delle cose più dolci di sempre.
E quindi anche oggi, Scorpius Malfoy, si supera domani.
Che mi dite di questo capitolo? Piaciuto?
Oggi ho deciso di lasciarvi con un bella notizia, motivo per cui, non smetterò di ringraziarvi.
BELLO VERO? IO ANCORA NON CI CREDO!
Vi auguro una buona giornata, Roxanne.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro