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Capitolo 31

Le piastrelle del bagno sono ormai gelate, e mi risveglio dal mio torpore ormai a notte fonda. Lo stereo deve averlo spento Kirishima, visto che dal soggiorno non sento arrivare neanche una nota. Il tuo fiato caldo, ora molto piú lento e quasi impercettibile, mi riscalda dolcemente.
Mentre i miei occhi si abituano al buio, sposto delicatamente la tua mano dalla mia pancia, per poi alzarmi senza fare rumore. Da parte tua arriva solo un piccolo sospiro, ma continui a rimanere immobile, con gli occhi chiusi.
Non riesco a credere che sia successo.
Deve essere stato un sogno, per forza. Non c'è altra spiegazione.

Eppure tu ci sei. La figura dormiente di fronte a me, abbandonata sul pavimento bianco del bagno, non è un allucinazione. Non è possibile nemmeno che io sia ubriaco: certo, non lo sono mai stato, ma sono assolutamente sicuro di essere lucido, con tutti i miei sensi perfettamente funzionanti e la mente lucida.

No: c'è qualcosa di profondamente sbagliato in questo. Non puó essere possibile che Kacchan e, soprattutto, io...

Io.
Io, mi vergogno. Profondamente. Quello che abbiamo fatto: non riesco a smettere di pensarci senza sentire le mie interiora scuotersi come se stessero andando in giostra. E' una sensazione orribile.

Chiudo la porta del bagno, con lo stomaco in subbuglio. Il soggiorno, ora immerso nell'oscuritá, è esattamente uguale a com'era prima che arrivassimo qui. Kirishima deve essersi dato proprio da fare, anche in quelle condizioni pietose. Almeno lui conosce i suoi limiti, al contrario di qualcuno.
Una piccola libreria di legno scuro attira la mia attenzione e mi avvicino fino a riuscire a leggere i titoli sui dorsi dei libri impolverati. Uno, piú grande e stretto degli altri, ha un titolo molto familiare.

" La Bella e la Bestia. "

È persino la stessa edizione.
Lo prendo con le mani tremanti, e non mollo la presa fino a quando non sono al salvo sul letto di una delle camere del piano di sopra. Sul comodino avevo messo una candela, e la sua fievole luce illumina la copertina dai toni sgargianti, con sopra raffigurata una ragazza con un voluminoso vestito di un giallo chiaro, con al suo fianco un mostro peloso e con due lunghe zanne, vestito con un completo settecentesco azzurro cielo.
Come quello che avevo a casa, quello che mia madre mi leggeva ogni sera prima di andare a letto. Ormai la conoscevo a memoria, ma quella storia aveva un posto speciale nel mio cuore. Quell'orribile bestia, punita per l' aver offeso una grande fata, era uno dei personaggi preferiti della mia infanzia.
" Ricorda, Izuku: l' amore vero supera ogni barriera e ogni incomprensione, rimanendo indenne. Anche se quelle persone dovessero perdersi la forza del loro amore le riunirà, facendole diventare una cosa sola. "
E dopo un bacio sulla fronte, le luci venivano spente.

"Ormai è passata una settimana. Spiegami ancora perchè non abbiamo mandato una pattuglia a riprendere quegli squilibrati. "
Pochissime volte Aizawa Shouta si poteva definire un uomo adirato, e questa era una di quelle. I capelli corvini erano raccolti in una crocchia scompigliata, e la barba non curata incorniciava un viso perennemente corrucciato ormai da giorni.
"  Te l'ho giá detto. Ce li avrebbero rispediti indietro con qualche arto in meno, e non voglio di certo sprecare uomini. Non sono soldati normali: sono alcuni dei migliori ragazzi della scuola. "
" Ti sei per caso dimenticato che portano con loro l' unico rimasto dei due soldati che avevamo catturato, nonchè il tuo protetto, e che in questo momento si sta imbarcando in una missione suicida nella tana dei piú grandi criminali dello Stato, il tutto in compagnia di un gruppetto di sbandati? Ti è andato di volta il cervello? "
" Stai calmo. Non possiamo fare nulla, ormai. Sono troppo lontani, e alla UA non abbiamo nessun quirk simile a quello che ha portato via da qui Todoroki Shouto. "
" Questo lo so benissimo. "
All Might si mise una mano tra i capelli. Certo che il ragazzo non aveva perso il suo spirito di un tempo. D'altro canto, non poteva non essere un pochino contento del fatto che Izuku si fosse subito lanciato all'inseguimento del suo compare. Almeno quei mostri non erano riusciti a  trasformarlo completamente in una glaciale macchina da guerra.
Prese il bicchiere d'acqua sulla scrivania, e lo bevve tutto in un sorso, per poi prendersi il mento tra il pollice e l'indice.
" Beh... per agevolarli un modo ci sarebbe. "
Eraser Head alzó lo sguardo di scatto.
" E sarebbe? "
" Costerá uomini, e vite, e tempo. E inoltre dovremmo chiedere l'autorizzazione speciale del preside. "
" Mi vuoi spiegare cosa intendi oppure continui a fare il misterioso? "
Il simbolo della Pace si alzó dalla sedia dirigendosi a passo svelto verso l'ala della scuola adibita ai laboratori.
" Impaziente... "
L'altro lo seguì, alzandosi sbuffando dalla sedia.
" Mei! Mei! "
" Mi spieghi cosa hai da urlare? "
" Sì? Che c'è? " La figura della ragazza comparve all'improvviso fuori dalla porta prima dei due insegnanti, i quali per lo spavento frenarono bruscamente.
" Ah, eccoti! Ti stavo cercando!"
" Lo avevo capito, posso fare qualcosa per lei? " disse la ragazza ridacchiando.
" Hai un pó di tempo libero? "
" Sono sempre libera per lei, signore! "
" Perfetto, perchè mi servirebbe un favore... "
" Ma certo, venga pure! "
I due uomini entrarono in quello che sembrava un laboratorio informatico d'avanguardia, ma che adesso era disseminato di ogni genere di cianfrusaglia, che ormai creavano dei veri e propri mucchi di robaccia agli angoli delle pareti di vetro.
" Allora, cosa le serve? Sa, ho appena finito un nuovo bambino, e in piú ho migliorato quello che mi aveva detto l'altra volta, Aizawa-sensei! Senta che roba! "
Prima che l'uomo potesse dire qualcosa si ritrovó con un fucile di precisione imbraccato addosso, ma che con una notevole sorpresa, aveva un peso molto minore.
" Sono riuscita a mantenere la gittata, ma il materiale è molto piú leggero! Com'è, le piace? "
" Certo Mei, ma, vedi, non siamo venuti per questo. "
" Volevo appunto chiederti, Mei... " lo interruppe All Might. " Tu te ne intendi di computer? "
" Diciamo che me la cavo. "
" Mi basta questo. Vedi, dovrei spedire un messaggio a una persona. Un messaggio, come dire, segreto. Pensi di potercela fare? "
" Se è solo per questo, possiamo usare i server di comunicazione del prof. Hizashi! Sono sicuri al cento per cento, garantito! "
" Perfetto. Ricorda, peró. Non dire a nessuno di questo incarico. Sará, come dire, un segretuccio tra noi tre. Capito? "
I lati della bocca della ragazza si incurvarono all'insú in un sorriso furbetto. Alzó il pollice, facendo l'occhiolino con aria complice.
" Afferrato, professore. "
" Va bene, io torno tra poco. Shouta, tu resta pure qui con Mei. Io vado un attimo dal preside. "
" Ma veramente io... "
" Non vorrai farla aspettare da sola, vero, collega? "
" Perfetto, così potró mostrarle i miei ultimi bambini! "
Con ormai le braccia piene di gadget, dalla bocca di Aizawa uscì solo un sibilo di disappunto.
" Maledetto... "

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