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2 || New Kid On The Block

Tyler esalò un profondo sbuffo, facendo correre le sue mani tra i capelli e trattenendo intensamente le ciocche. I sospiri entravano e uscivano dal suo petto, e la sua testa stava bruciando. Grugnì frustrato e addolorato, diventando sempre più irritato ogni secondo che passava.

Poi sentì qualcuno tenergli il polso, togliendo gentilmente le sue dita dai capelli. Il castano aprì gli occhi, e vide Josh che gli sorrideva. Era forzato, falso; l'uomo lo poteva capire. I suoi occhi si abbassarono affaticati, esausti e stressati, e la preoccupazione era spesso presente sulla sua faccia.

"Okay, è abbastanza per oggi," mormorò dolcemente il moro, assicurandosi di essere docile e di non far agitare l'altro.

"Sono vicino," insistette lui. "Sono davvero vicino."

"è abbastanza, piccolo, non vogliamo che succeda qualche altro incidente," affermò il fidanzato. Tirò su la manica dell'uomo, per esporre il suo braccio, e prese in mano la siringa che doveva essere infilata nel braccio di Tyler ogni giorno per non fargli perdere il controllo.

Lui prese questo momento di concentrazione del moro verso il suo braccio per ispezionarlo da testa a piedi. I suoi capelli erano ribelli, andavano in direzioni differenti. Le occhiaie sotto i suoi occhi erano di un colore più scuro della sua pelle, facendo sembrare che i suoi occhi fossero incavati. E ancora, Josh aveva un'aria di grazia e gentilezza, e intelligenza intorno a lui.

Alla fine, il ragazzo notò di essere l'oggetto di attenzione del fidanzato. "C'è qualcosa sulla mia faccia?"

"Nah. Solo, tipo, estrema bellezza," sorrise.

"Oh, sta' zitto," sospirò, ma la battuta gli fece comunque modificare le linee sul suo viso. "Devo andare a incontrare Debby, vuoi venire?"

Guardò nervosamente verso la porta, per poi scostare lo sguardo verso il più piccolo. "Uh, no. Resterò qui."

L'altro esitò. "Sei sicuro, Ty? E se..." si bloccò, ma il castano sapeva esattamente cosa stava per dire.

"Non preoccuparti, starò bene. Mi hai appena iniettato questa schifezza nel sangue, starò benissimo," alzò leggermente il braccio per sottolineare la sua frase.

Sospirò lievemente, ma sorrise. "V-Va bene. Sarò di ritorno il prima possibile." Il moro stava per girarsi verso la porta, ma Tyler fece un verso di protesta.

"Dimentichi nulla?" chiese in modo innocente.

Il sorriso del fidanzato si espanse, e tornò verso Tyler per baciarlo. "Tornerò indietro prima che tu te ne possa accorgere." disse mentre si avviava verso la porta. "Non ti mancherò nemmeno!" La porta si chiuse, lasciando da solo il castano nella grande stanza, troppo grande.

Sospirò, guardando in basso verso la sua pila di lavoro. "Mi manchi già," mormorò, per poi tornare al suo lavoro.

+++

Josh non era ancora tornato, ed era tardo pomeriggio; per allora, Tyler stava girando per la stanza, preoccupazione e un senso di vuoto lo stavano riempiendo.

Non veniva separato spesso dal fidanzato, non dopo l'incidente. Ma dopo quello... beh, era al suo fianco ventiquattr'ore su ventiquattro.

Guardò ancora l'orologio, mordendo le sue unghie e facendo scorrere le sue man tra i capelli. Potrebbe andare fuori per cercarlo, ma se avesse perso il controllo là fuori...

Altri pochi momenti passarono, e infine la porta si aprì e Josh entrò. Tyler esalò un rumoroso sospiro di sollievo e istantaneamente attrasse il fidanzato in un abbraccio, i suoi nervi cominciarono a sparire. "Gesù, pensavo che non saresti mai tornato," mormorò.

Josh ridacchiò. "Sono stati via solo per un paio d'ore, piccolo."

"Sono sembrate due eoni." Si staccarono, e il castano lo guardò. "C'è qualcosa che dovrei sapere?"

Tutte le informazioni su House Of Gold erano riferite a Tyler da Josh. Visto che lui non poteva uscire più in pubblico, non senza il pericolo di perdere il controllo, non riusciva nemmeno più a sapere cosa stava succedendo di persona.

"No," sorrise. "Va tutto bene, non c'è nulla di cui preoccuparsi."

"Sei sicuro?" piegò la testa di lato. "Nulla?"

Il moro annuì. "Già."

Tyler fissò il suo ragazzo per un secondo, e sapeva che stava mentendo. In ogni modo, quello non era il momento adatto per confrontarlo. Sorrise. "Wow, fantastico, allora."

Non riuscirono più a parlare tra di loro, perché la porta si aprì di nuovo ed entrò Debby questa volta. Jenna era di fianco a lei, con espressione scocciata.

Il castano alzò un sopracciglio, e si girò, appoggiandosi alla scrivania per sedersi parzialmente su di essa. Avvicinò a sé il moro, avvolgendo un braccio intorno alle sue spalle. "Qualcosa va storto, ragazze?"

"Sì, c'è un ragazzo che sta - " iniziò a parlare Debby, in un modo calmo e professionale, ma Jenna si intromise.

"C'è un ragazzo che sta cercando di abbordare la mia ragazza e sta facendo il cretino con il resto della classe," disse furiosa. "Sono venuta qui per ottenere il permesso di calciarlo fuori dalla classe."

La ragazza roteò gli occhi, ma annuì. "In termini rudi, sì, è il motivo per cui siamo qui. Non sarebbe espulso per combattimento."

"è quel ragazzino, Parker?" saltò su il moro.

Lei annuì.

"L'ho visto combattere, è bravo," alzò un sopracciglio, confuso.

"è bravo a combattere, è solo... non molto bravo a seguire gli ordini," spiegò Debby.

Il castano ascoltò attentamente, cercando di capire se avrebbe dovuto dare al ragazzino - Parker - un'altra possibilità o espellerlo dalla classe.

Josh si girò verso di lui. "è un bravo ragazzo, Ty," insistette. "Lascia che gli insegni io."

"E farlo flirtare con te invece che con Debby? Assolutamente no," disse deciso. "Da quello che ho sentito, il ragazzino è una peste."

Lo pregò. "Forza, ha bisogno solo di un piccolo aiuto."

"No, Josh, potrebbe tipo... farti qualcosa. Forse è uno di quei ragazzini stronzi!" esclamò. 

Il moro incrociò le braccia sul petto. "Stai dicendo che non posso difendermi da solo, Tyler Joseph?"

Istantaneamente, il castano si tirò indietro; Jenna sbuffò, e la sua ragazza gli diede una gomitata. "No, no, no, non è quello che sto dicendo, piccolo," disse lui velocemente.

"Allora lascia che io gli insegni," affermò.

La stanza piombò nel silenzio, finché Tyler non sospirò.

"Non accetterò un no come risposta, sai," aggiunse il moro.

L'altro alzò gli occhi al cielo. "Va bene. Vai e fallo. Ma se prova anche solo a torcerti un capello sul tuo corpo, lo strangolo."

Lui allungò una mano, "Affare fatto."

Se la strinsero, e Tyler guardò la bionda. "Grazie tante, hai appena spostato l'attenzione di questo nuovo ragazzino dalla tua ragazza al mio ragazzo."

Lei fece un sorrisetto. "Era quello che avevo pianificato sin dall'inizio, Joseph."

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I'm alive :D

Ci ho messo tre ore a tradurre sto coso aiuto, SPN mi distrae troppo rippone.

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