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42) Uomo misterioso

Akko...

Nonostante cercasse di nasconderlo aveva uno sguardo un po' preoccupato, ma in quel momento non me ne ero accorta, o forse non volevo accorgermene.

Prima di tornare a lavorare Diana mi racconta che ha detto di noi ad Hannah e Barbara, subito mi spunta un sorriso in volto, sono davvero orgogliosa di lei, che è riuscita a fare una cosa di cui aveva paura.

E poi hanno detto che lo sapevano già perché era ovvio...

Dice divertita emettendo una piccola risata, mi sembra che questa cosa sia già successa... Ah si, quando lo dissi a Lotte e Sucy per loro, soprattutto per quest'ultima, non era affatto una sorpresa.
Ad ogni modo ritorno a lavoro fino all'ora di chiusura che arriva in breve tempo, e il cielo comincia a farsi scuro, per cui mi affretto ad arrivare alla fermata dell'autobus e aspetto.
Ad un tratto una voce proveniente dall'angolo della strada cattura per un attimo la mia attenzione, non era niente di che, la voce era quella di un uomo sui quaranta anni, e parlava al cellulare dicendo cose come "Si, si, ho capito.", nulla di speciale, ma ha catturato la mia attenzione perché quella voce aveva un non so cosa di nostalgico, giro lo sguardo in quella direzione, ma tutto ciò che si riesce a scorgere era una valigetta e un braccio, il resto del corpo era coperto dal muro dell'angolo. Poi sento dire da quell'uomo "Procederò con prudenza." e se ne va.
Mh, che uomo misterioso.

Diana...

Quando Akko mi ha rivelato la storia del padre, di quando le ha abbandonate, mi sono sentita infinitamente dispiaciuta per lei, ma mentre me lo raccontava aveva il suo solito sguardo e tono spensierato, quindi non sono riuscita a dire molto, ho ascoltato la sua storia e questo sembra averla resa felice comunque, però quando ha detto che ci sono possibilità che suo padre sia in questa città... La mia prima reazione è stata "è impossibile", lo stavo anche per dire, ma Akko era molto presa da quell'idea e non mi ha sentita, in parte è meglio poiché non si è scoraggiata a causa della mia razionalità, d'altra parte però... Non voglio che si illuda inutilmente, per poi essere delusa, perché le possibilità che lui sia realmente qui di tutta l'Inghilterra sono realmente basse, e so che lei ha la capacità di esaltare quelle percentuali perché è molto ottimista, ma quando scoprirà che ci vuole quasi un miracolo perché lui abiti qui... Ho paura che ci rimarrà molto male, ci sono più probabilità che sia a Londra in questo momento.

Ad ogni modo dopo che abbiamo parlato per un po' la saluto e torno a casa, dove per fortuna non c'è nessuno, quindi per un po' posso godermi questa quiete.
Ma dura poco perché appena mi sdraio sul letto per leggere qualche pagina di un libro, sento suonare il campanello, così sono costretta a scendere e aprire.

Bentornate.

Finalmente a casa, ah e Diana, dobbiamo parlare. Lo faremo a cena.

Afferma mia zia guardandomi con uno sguardo severo, mentre si toglieva la sua giacca color cachi e la appoggiava sull'attacca abiti, seguita da mia cugina che per sostenere la recita di mia zia, mi fulmina con lo sguardo, ma ormai non mi faccio intimorire, è successo varie volte, quando magari ho fatto qualcosa che non seguiva perfettamente le loro regole, come frequentare le persone reputate da loro sbagliate.
Onestamente questa volta non mi viene in mente nulla.
Ma dopo averci pensato è stato come se una lampadina si illuminasse nella mia mente, non avevo ricordato che questi ultimi due giorni io e Akko ci siamo comportate come una coppia in pubblico, più che altro a scuola dove c'è la spia di cui ormai noi sappiamo l'identità, e a nostro vantaggio abbiamo che loro non ne hanno idea, o almeno credo... A meno che la professoressa Finnland in realtà ci ha viste quella volta e sta facendo finta di nulla, oppure mia zia ha iniziato a leggere le menti. Spero che non sia così, anche se non so di cosa dovremmo farcene di questo vantaggio, e questo perché non so quali siano i loro piani, e secondo me si tratta di un quadro più grande di quello che penso. In ogni caso, mi parleranno sicuramente di Akko, ora spero solo che non si inventino qualcosa per minacciarci.
Appena la cena è pronta, con un po' di tensione nel corpo, mi avvio al tavolo nel grande salone dove raramente, giusto per occasioni come queste dove "dobbiamo parlare", mangiamo tutte e tre insieme.
Devo essere forte ora, più che mai, quindi prendo un respiro profondo e mi siedo al capotavola, mentre nell'altro ci stava mia zia e accanto Maril.
Dopo aver mangiato il primo piatto, mia zia si alza dalla tavola e prende qualcosa dalla sua borsa, poi torna a sedersi, e finalmente prende parola.

Devi imparare a memoria questo libro sul galateo entro la prossima settimana, abbiamo ospiti importanti a cena.

E posa sul tavolo questo libro di grandezza media.

Ma lo ho già imparato tempo fa il galateo.

Infatti è da letteralmente una vita che mi danno libri sul galateo da leggere e imparare per bene, e lo capivo inizialmente, provenendo da una famiglia nobile, anche se ormai decaduta, era mio dovere imparare tutte quelle regole, ma ora non ne capisco il motivo, già so tutto quello che c'è da sapere, ne ho abbastanza di libri sul galateo.

È un'edizione nuova che ho comprato oggi, è bene che tu la sappia, hanno modificato delle cose e non ammettiamo figure imbarazzanti, specialmente durante cene che possono decidere il futuro e la reputazione della nostra famiglia.

Ovviamente, che constatazioni inutili che faccio, non è che io abbia scelta comunque. Anche se non ho voglia di partecipare, ogni volta l'ipocrisia è evidente in tutti i partecipanti, soprattutto nei membri della mia famiglia, mia zia soprattutto che è quella che prende l'iniziativa, è una bugiarda patologica in quegli incontri, finge di essere una persona intellettualmente elevata come se avesse vinto chissà quali nobel, quando l'ultima volta che l'ho vista con un libro in mano, invece che solite riviste di trucchi e moda, è stato tanto tempo fa, ma certo in quanto bugie e presunzione gli altri su quella tavola non sono da meno, alla fine finisco la serata sempre esausta.
Se non altro, non mi ha parlato di Akko...? Ne della spia? Non sono ancora state informate? È strano.

Va bene. Quindi è solo questo quello che volevate dirmi? Non c'è altro?

Chiedo per sicurezza.

Perché, c'è altro da dire?

Dice mia cugina con un sorriso furbo sul suo volto, seguita da mia zia. Ecco, mia cugina è molto abile nel sostenere mia zia e nel mettere all'angolo le persone, per cui sussulto e mi intimidisco per un attimo, come se sapessero e mi stanno stuzzicando, ma non si può mai essere sicure con loro, per cui mi calmo, mi alzo da tavola sparecchiando e mi avvicino a loro per prendere il libro.

Ci aspettiamo grandi cose da te la prossima settimana, Diana.







Questa volta ho pubblicato presto, e sto già pensando al prossimo capitolo ;)
See yaa~

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