36) Frammenti del passato
Akko...
Sussurra con voce flebile, e come farebbe a sapere la password? In realtà è meglio per il piano ma non per la privacy di Diana in generale. Mi sporgo anche io per cercare di capire e... Vedo la spia che sta effettivamente inserendo tranquillamente la password, non come la scorsa volta che ha dovuto sfasciare l'armadietto, ma la cosa che mi colpisce di più è l'identità della spia, da una parte è meglio che sia lei perché non è nessuno che ha un legame effettivo con Diana, dall'altra parte...
Dall'altra parte perché arrivare a usare come spia una persona che è più importante di uno studente nella scuola? Comincio a pensare che abbiano doppi fini, non vogliono solo che Diana sia perfetta per l'onore della famiglia, deve esserci qualcos'altro... O forse fantastico troppo, fatto sta che hanno ingaggiato la professoressa Finnland, colei che mi infastidisce sempre per i miei comportamenti non corretti e irresponsabili, quando lei è la prima a violare la legge, onestamente non me lo aspettavo, però ci sono state certe coincidenze in questi ultimi mesi, quando stavo con Diana lei nei limiti del possibile era sempre vicina, eppure la scuola è grande, inoltre anche quando quella volta che io e lei abbiamo discusso per i corridoi, e dopo quando dovevamo organizzare la trappola, lei ha affidato a Diana sin troppi lavori da svolgere anche se non è lei che dovrebbe occuparsene. L'unica cosa che mi viene in mente da dire al riguardo è: ma che razza di professoressa sarebbe?!
《Oh, c'è davvero qualcosa qui dentro. Ora tu vieni con me...》
Sussurra tra sé e sé pensando non ci sia nessuno nei corridoi, per poi velocemente richiudere l'armadietto e fuggire. Dunque ora smetto di sbirciare poiché non c'è più nulla da osservare e mi volto verso Diana, la quale era un po' sovrappensiero e se ne stava seduta con le gambe piegate sul petto guardando verso il basso.
《Tutto bene?》
Si volta verso di me e scuote un po' la testa per ritornare alla realtà, poi risponde alla mia domanda.
《Si, sono solo un po' confusa, intanto torniamo dalle altre.》
Dice per poi alzarsi in piedi e andare verso il bagno da dove in quell'esatto momento escono Lotte e Sucy. Ad ogni modo immagino che Diana abbia da fare le sue considerazioni riguardo l'identità della spia, così non mi preoccupo granché e torno anche io dalle mie amiche e insieme usciamo dall'edificio scolastico mentre parliamo di ciò che abbiamo visto.
《Secondo me questa è una cosa più grande di noi, non avremmo dovuto ficcare naso.》
Proferisce Sucy con il suo solito fare arrendevole e pessimista, poi continua Lotte dicendo che probabilmente è così.
《E invece abbiamo fatto la cosa giusta! Inoltre solo se avessimo delle prove non solo oculari, potremmo denunciarla...》
Dichiaro io come se fossi una paladina della giustizia, per poi sprofondare nell'incertezza e qualche rimpianto, seguito da impotenza di non poter fare altro.
《Io vorrei sapere come sapeva della mia password... Io la inserisco sempre con discrezione.》
Dice dubbiosa Diana, al che tutte stiamo in silenzio per cercare di dare un senso a tutto.
《Ma certo! Quando mi ha vista inserire il biglietto mi avrà scorta mentre mettevo la password, magari non sono stata attentissima durante la prima fase...》
E così dopo un po' di strada insieme ci dividiamo, e mentre mi ritrovo sull'autobus non riesco a fare a meno di pensare che probabilmente abbiamo sentito ciò che non dovevamo, insomma, vogliono corrompere la direttrice? La nostra scuola diverrà complice, anche se già lo è parzialmente, di un chissà quale piano malvagio? Non riesco proprio a capire cosa tramano, se avessero coinvolto uno studente della nostra età forse non mi starei facendo troppi problemi, ma una professoressa... Cosa più importante è che se davvero corrompessero la preside a quel punto saremmo circondate, e quindi anche se cercassimo di procurarci delle prove schiaccianti che c'è una persona che spia Diana, e che arriva ad aprire il suo armadietto o a scassarlo, non darebbero mai ragione a noi, no probabilmente perderemmo la causa, forse la direttrice ci passerebbe sopra direttamente.
L'autobus si ferma e mi accorgo che sono giunta alla mia meta, ossia il Four Season visto che è lunedì e ho il turno dalle 14 alle 17, quindi arrivo e con la testa un po' tra le nuvole finisco di lavorare, ma non sono riuscita a dire ad Amanda quello che abbiamo scoperto in quanto oggi c'era molto da lavorare, e non ho avuto il tempo.
Ad ogni modo, prendo di nuovo l'autobus e dopo questa stancante giornata riesco a tornare a casa. Entro nel palazzo, suono il campanello ma non risponde nessuno, evidentemente mia madre non è ancora a casa, così cerco le chiavi nello zaino e le estraggo, le inserisco nella fessura, giro la chiave apro la porta ed entro finalmente in casa.
Stanca come sono, butto lo zaino all'ingresso e mi levo le scarpe, e mentre facevo ciò sentivo dei rumori, cioè dei piccoli versi, così percorro il corto corridoio e noto mia madre seduta davanti al tavolo del salone, con la testa rivolta verso il basso retta dalle mani, subito mi faccio prendere un po' dall'ansia, non sembra stare bene, quasi sembra star piangendo, e quindi mi precipito da lei posandole una mano sulla schiena.
《Tutto ok? È successo qualcosa di grave?》
Cerca di asciugarsi le lacrime in fretta per poi guardarmi negli occhi con sorpresa.
《Oh scusa, non ti avevo sentita suonare. Dai, vai su io comincio a preparare la cena.》
Ovviamente non farò quello che mi ha detto, sono troppo preoccupata per lei, non ha neanche sentito il campanello, è palese che è successo qualcosa, o per lo meno che lei non stia bene.
《Se non mi dici quello che è successo, continuerò ad assillarti.》
Lei sospira, e poi si arrende sapendo che non mi sarei data per vinta sul serio.
《Sai che giorno è oggi, Atsuko?》
《Ehm, lunedì? Oh, è la festa di qualche santo?》
Mia madre emette una piccola risata per la mia sbadataggine nel rispondere, ma poi mi suggerisce lei la risposta.
《No, è il compleanno di tuo padre, e mi sono lasciata un po' andare ai ricordi... Sai, non era così quando ci siamo sposati, ma poi purtroppo è accaduto... Ingiustamente, ma è successo.》
Afferma per poi sollevarsi e andare verso l'angolo della cucina per estrarre qualcosa dal frigorifero. Non riesco bene a capire quello che intende soprattutto con la seconda frase, ma con il suo discorso si riferisce al motivo per la quale siamo finite quaggiù, ormai sono passati mesi, e ho cercato di non pensarci, e ha funzionato poiché in quest'ultimo periodo sono stata presa da totalmente altre cose, ma ora il peso di quella vicenda ritorna a fare pressione su di me, soprattutto vedere mia madre in pena per lui, anche se è impossibile biasimarla, sono stati insieme per molto tempo, per circa vent'anni, quindi deve essere accaduto qualcosa, non credo mia madre sceglierebbe di sposarsi con uno che non la rende felice, qualcosa è cambiato da quando ho compiuto circa 6 anni. Quando ero molto piccola infatti ricordo mio padre come una persona gentile, mi veniva a prendere a scuola quando finiva prima di lavorare, poi mi portava al parco e se faceva caldo mi comprava il gelato, poi dopo che ho spento la candelina del mio sesto compleanno, cambiò lavoro e cominciò ad assentarsi spesso, non lo vedevo quasi più a casa, e quelle sere che rimanevo sveglia per aspettarlo per poter stare con lui, era sempre di cattivo umore e irascibile come non lo avevo mai visto prima, e da quei momenti in poi sono stata sempre vicino a mia madre. Tutto ciò che è accaduto dopo mi ha fatto talmente arrabbiare che avevo quasi omesso i ricordi positivi di mio padre.
D'un tratto mi risveglio dai miei pensieri per raggiungere mia madre e aiutarla con la cena. Prepariamo qualcosa, aspettiamo il tempo che ci vuole per cuocersi e infine ci sediamo a tavola.
《A proposito di papà... Tanti anni fa non era una persona crudele, ho dei ricordi felici con lui, ma tu sai cos'è successo? Perché siamo arrivati a questo punto?》
Rimane in silenzio per vario tempo, quasi pensavo che non avesse intenzione di parlarne.
《Io credo non sia mai diventato crudele.》
Questa volta rimango io in silenzio per svariato tempo, confusa e con un senso di smarrimento per via delle parole di mia madre. Non capisco, come descriveresti una persona che ti abbandona con un figlio? C'è qualcosa che devo sapere e che mi sta omettendo?
《Se non è crudele, allora perché non lo chiami per fargli gli auguri?!》
Esclamo alzandomi di scatto sbattendo le mani sul tavolo, e nuovamente regna il silenzio in quella piccola stanza.
《Non è ancora il momento, ma sono sicura che un giorno capirai, quando sarai più grande.》
Afferma in modo calmo e pacato, mentre io sento il sangue che mi ribolle nelle vene per la rabbia, non riesco a capire cosa stia dicendo, e poi che significa che "capirai quando sarai più grande", non sono una bambina... !
《Questa frase non ha senso! Cosa devo capire?! Che sei ancora innamorata e non vuoi accettare la realtà!?》
Ormai dalla mia bocca uscivano fuori frasi che non avrei voluto dirle, perché so che possono far male, ma in quel momento ero così furiosa di non poter capire perché nessuno mi dice nulla, perché evidentemente mia madre sta omettendo parte del racconto, ma io non ho la minima idea di cosa.
《So che ti senti confusa, ma vedi di calmarti. Questo è il motivo per la quale ancora non posso rivelarti nulla.》
Mentre proferiva quelle parole non era arrabbiata, né offesa, stava solo usando il tono di una madre che cerca di insegnare qualcosa al proprio figlio, mentre prendeva il suo piatto vuoto e lo portava sul lavandino per lavarlo.
Io con ancora tutto il cibo nel piatto mi rimetto a mangiare, ma l'appettito mi è ormai passato e comincio a sentire una fitta dolorosa tra il cuore e lo stomaco, eccoli, i sensi di colpa per ciò che ho detto, il pentimento per il mio comportamento infantile. Nonostante ciò non riesco proprio a pentirmi di tutto, insomma, è normale una reazione del genere quando non ti viene detta la verità, giusto?
Forse devo indagare da sola, perché visto il comportamento di mia madre sta sera, c'è evidentemente qualcosa che devo scoprire su mio padre, ma sono troppo stanca per ulteriori indagini... In cosa si sta trasformando la mia vita? In un film del mistero a quanto pare, e i misteri sembrano non finire più.
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