Capitolo 1: Un infausto inizio
25 Giugno 1996
Non avevo sentito più nominare Hogwarts da che avevo concluso i miei studi e un po' mi dispiaceva, sapevo com'erano le scuole babbane: i miei trovavano l'universo non magico veramente interessante e più giusto di quello nostro e per questo avevano deciso di mandarmi, fino al compimento degli undici anni, a una scuola babbana. Un inferno. Hogwarts a confronto era un paradiso.
Quest'anno però la situazione è cambiata, Hogwarts non era più solo sulla bocca degli studenti, ma di tutti: Silente aveva annunciato che "Colui-che-non-deve-essere-nominato" era tornato, Harry Potter, "il bambino sopravvissuto", aveva sostenuto di averlo combattuto a fine dello scorso anno, ma il ministero aveva, per un anno, sostenuto che preside e alunno fossero semplicemente impazziti. Per non scatenare il panico, ovviamente. Ma a me il clima oscurantista non è mai piaciuto e, essendo i miei strettamente impicciati con l'Ordine della Fenice, mi hanno inculcato una certa idea dei nostri politici e una certa di Silente.
Da un po' di tempo avevo iniziato a leggere il giornale per cercare di capire cosa stesse succedendo. Iniziai a vedere sempre più notizie di cronaca nera, notizie sempre più strane e inspiegabili, la gente scompariva e non si ritrovava più, o se veniva ritrovata era o morta o "in avanzato stato di decomposizione". Bella scelta.
Mi faceva abbastanza accapponare la pelle come si indagasse solo per così poco e il colpevole, sempre uno diverso, era sempre più improbabile. La mia famiglia non ci credeva più a quei falsi arresti.
Di recente però qualcosa è cambiato.
Il ministero ha finalmente ammesso che era effettivamente tornato
"È tornato".
Ricordo che sono quasi svenuta quando l'ho letto.
Mamma e papà avevano capito i segnali sin da subito, loro avevano partecipato attivamente già alla prima guerra magica, sapevano come fare, come riconoscere i suoi segni, ma io no.
Ancora adesso ho paura e spero che ciò che è successo non si ripeta mai, mai più.
Improbabile, certo, ma sono appena una diciannovenne, ho una vita davanti, la voglio vivere come una qualsiasi ragazza, non voglio trovarmi in mezzo a una guerra.
Mi fa paura la morte, mi fa paura la sofferenza e la guerra.
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