La caduta
Dall'imbarazzo mi gratto subito la nuca e diventando rossa come un pomodoro a causa degli sguardi di tutti e dico subito loro: <<Non volevo dire nulla, cioè ho pensato ad alta voce tutto qui...>>
Subito dopo tutti ritornano a fissare la pista, tranne Silvia e Celia che dopo essersi lentamente avvicinate mi dicono all'unisono: <<A che stavi pensando?>>
Di tutta risposta le guardo una per volta e sussurrando dico loro: <<Sono sicura che la coperta me l'abbia data quel ragazzo.
Lui e la coperta emanano lo stesso odore>>
Subito Celia mi prende una mano e dopo avermela stretta tra le sue mi dice: <<Ti aiuteremo a trovare una risposta, stai tranquilla non investigherai da sola!>>
<<Sì, Celia ha ragione, uniremo le forze per scoprire ciò che vuole dirti con quella lettera ricamata>> dice subito dopo Silvia con tono allegro e speranzoso.
Ah, queste due ragazze erano veramente stupende!
D'improvviso a interrompere il mio mare di pensieri è Roland che sorridendo dolcemente mi prende una mano e mi trascina sua una panchina.
In quei pochi secondi di strada fatta insieme non emetto nessun suono, ero solo un po' sbalordita da quel gesto.
Appena mi fa sedere mi lascia la mano destra che mi aveva precedentemente stretto e poi con tono dolce mi dice: <<Se mi dici il tuo numero di scarpe mi procuro dei pattini, così puoi entrare anche tu in pista con i tuoi amici>>
Di tutta risposta arrossisco per l'imbarazzo e cercando di coprirmi il viso per non farglielo notare gli dico subito: <<38, però se non ci sono vanno bene anche più grandi, sta tranquillo>>
Subito dopo la mia frase il ragazzo dalla mascherina in testa scompare tra gli altri ragazzi.
Passano infiniti minuti e non lo vedo arrivare, nel frattempo in pista c'erano già tutti i miei amici comprese Celia e Silvia che tenendosi per mano cercavano di farsi forza ed equilibrio a vicenda per cercare di non cadere.
Subito dopo aver visto i miei amici divertirsi su quella pista ghiacciata porto il mio sguardo avanti, tra i tanti altri ragazzi che stavano per entrare a pattinare anche loro sulla nostra stessa pista.
Pian piano le altre panchine si svuotano e ad uno ad uno vedo gli altri ragazzi iniziare a pattinare, intanto di Roland neanche l'ombra.
"Che fine aveva fatto quel Roland?" penso perplessa.
Stanca di restare seduta ad aspettarlo mi tolgo gli scarponi per la neve per velocizzare i tempi per quando dovrò indossare i pattini.
Subito poi mi appoggio alla ringhiera e con una mano inizio a salutare i miei amici.
Il primo a vedermi è Mark che alzando euforicamente la mano per salutarmi a sua volta, perde l'equilibrio e pur di riuscire a restare in piedi si aggrappa ad Axel che a sua volta si aggrappa al mantello di Jude.
A questo punto il ragazzo col mantello non avendo nessun appoggio cade a terra seguito a ruota dal cannoniere e dal portiere.
Boom!
Ecco l'unico rumore udibile anche a miglia di distanza.
Avevano fatto l'effetto domino, cade uno cadono tutti.
Subito tutti, vedendo la scena scoppiano a ridere e poco dopo anche io inizio a ridere come una pazza.
Certo, era stata un po' colpa mia però la scena era stata fin troppo esilarante.
Poco dopo i tre ragazzi si alzano tutti contemporaneamente e subito con velocità e molta destrezza si avvicinano alla ringhiera sulla quale stavo poggiata.
<<Grazie per avermi salutato>> mi dice improvvisamente Mark con tono da bambino offeso.
Di tutta risposta vedo poi Axel e Jude guardare male Mark per poi dirgli insieme: <<La prossima volta vedi di cadere da solo!>>
Di tutta risposta mi avvicino ai tre ragazzi e lascio loro un bacio sulla guancia giusto per confortarli.
D'improvviso però vengo interrotta da Roland che mi dice: <<Scusa se ti ho fatta aspettare, questi sono i tuoi>>
Subito mi giro di scatto e sorridendogli prendo i pattini che mi stava porgendo e, con molta velocità li indosso.
Finalmente potevo iniziare a pattinare anche io!
Dopo aver indossato i pattini, senza l'aiuto che Roland mi aveva precedentemente offerto mi dirigo verso l'entrata della pista.
Appena metto i piedi sulla pista il mio equilibrio inizia a mancare, pattinare non era affatto facile come credevo...
Inizio quindi lentamente a pattinare e proprio quando arrivo vicino a Silvia e a Celia mi fermo aggrappandomi subito alle loro braccia.
<<Voglio andare via, mi sento in costante pericolo>> dice improvvisamente Celia con voce alquanto impaurita, ma dopo averlo detto il suo caro fratellone si affianca e con tono dolce le dice: <<Tieniti a me, ho molto equilibrio>>
E poi Jude si trascina subito con se la nostra cara amica, lasciando così me e Silvia da sole in balia di una probabile caduta.
<<Io vado un po' a sedermi lì Anna>> mi dice improvvisamente Silvia indicandomi le panchine fuori dalla pista di pattinaggio.
Di tutta risposta le annuisco e lentamente mi stacco dal suo braccio.
Adesso si che sarei caduta in men che non si dica.
Pian piano cerco di acquistare fiducia in quei pattini bianchi e nel mio scadente equilibrio.
Inizio lentamente a pattinare in modo decente, ma d'improvviso sbaglio a mettere il piede sul ghiaccio e scontrando dunque il piede destro con il sinistro inizio a roteare senza sosta fin quando non incontro il corpo di qualcuno.
Appena mi scontro con il corpo di un altro ragazzo presente in pista i nostri piedi si scontrano e subito cadiamo a terra insieme, lui sotto e io sopra di lui.
Di tutta risposta restiamo così per pochi secondi fin quando alzando velocemente la testa, lo guardo negli occhi e cazzo, le parole mi muoiono in gola.
Era il ragazzo dalla sciarpa bianca!
Quel ragazzo non emette parola proprio come me, però subito mi scosta dal suo corpo e dopo essersi alzato si abbassa e mi prende in braccio.
Subito gli allaccio le mie braccia al collo e guardandolo ancora una volta nei suoi grandi occhi grigio-azzurri gli dico: <<Scusa, non volevo farti male>>
Però il ragazzo sembra non sentirmi, difatti non ricevo nessuna risposta...
Improvvisamente lo sento parlare per la prima volta.
<<Ragazzi andiamo a pranzare, posate i pattini ai loro posti e prendete tutta la vostra roba che dopo faremo ritorno all'hotel>>
Dopo averlo sentito parlare resto come incantata, aveva una voce stupenda.
Subito dopo aver pronunciato quelle parole con passi veloci si dirige all'uscita della pista e solo quando si trova vicino una panchina mi poggia delicatamente sopra per poi sparire tra i ragazzi ai quali faceva probabilmente da guida.
Subito tutti i miei compagni iniziano anche loro a levarsi i pattini per poi dirigersi verso Roland, faccio anche io lo stesso e mi affianco a Celia e a Silvia che sorridenti mi dicono all'unisono: <<Ti ha detto qualcosa?!>>
Di tutta risposta le guardo con sguardo un po' triste e solo dopo aver scosso la testa a destra e a sinistra dico loro: <<No, gli ho anche chiesto scusa, ma non mi ha risposta, non mi ha minimamente pensato...>>
Subito dopo le mie parole Celia mi abbraccia e sorridendo mi dice: <<Dai tempo al tempo, quel ragazzo ha qualcosa di oscuro, magari non si fida delle persone.
E poi ricorda che a volte i piccoli gesti valgo molto di più di milioni di parole>>
Aveva ragione Celia, dovevo dargli tempo, dopotutto anche io sentivo che qualcosa in lui era diverso, c'era qualcosa che lo frenava.
Subito dopo esserci a cerchiati attorno a Roland ci dirigiamo verso la sala da pranzo vicino alla pista di pattinaggio, ci sediamo distanti dal gruppo dell'altro ragazzo e solo dopo aver ricevuto un piatto contenente la pasta con il brodo iniziamo a mangiare.
Quel brodo caldo era proprio rigenerante sotto qualsiasi aspetto.
Mentre stavo ancora a metà piatto vedo Jack alzarsi per chiedere il bis e Nathan parlare con il portiere della Reinon che aveva deciso di indossare i guanti da portiere invece dei soliti guanti per la neve.
"Le solite idee di Mark Evans" penso ridendo.
Angolo autore
AHHH il nostro ragazzo misterioso...
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