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~• Progetti •~

-ELECTRA-
-Ragazze...- le chiamo preoccupata.

-Ehi- mi risponde Francesca ancora con un pezzo di panino in bocca.

-Guardate... é di John- dico loro porgendogli il portafoglio che ho trovato sotto la palma.

Loro cominciano a passarselo e a guardare il contenuto: non c'erano soldi, c'era il passaporto, alcune tessere di negozi situati nella capitale, la fotografia di una donna, un uomo e un'altro ragazzo (probabilmente la sua famiglia)e un biglietto già timbrato per un pullman.

Sono in ansia... se aveva il passaporto nel portafoglio voleva sicuramente andarsene da qualche parte in aereo. Fortunatamente per me, l'ha perso, non potrà partire.

-Dove credete che sia andato?- chiedo alle due gemelle mentre porto una scatoletta aperta a Mella per farla mangiare.

-Mmm...vediamo. Abbiamo capito che voleva raggiungere l'aereoporto nella capitale giusto?- dice Federica.

Cominciamo a guardare per terra per vedere di trovare qualche altro indizio, ma non c'è niente a parte l'impronta di alcuni copertoni d'auto e delle impronte confuse di piedi sul sottile strato di sabbia che circonda quella palma.Guardo più attentamente quelle cose che all'inizio mi sfuggivano.

-Ragazze guardate qui- le richiamo ancora - qui c'è odore di John, mischiato con quello di uno sconosciuto e con quello di terra. Dev'essere successo qualcosa qui- gli dico mentre annuso l'aria con il mio naso super sensibile.

Loro fanno lo stesso e rimangono a bocca aperta.

-Oddio, no- dice con un tono d'inquietudine Francesca mentre si osserva con Federica che ha avuto la sua stessa reazione.

L'ansia mi sale ancora di più e ho i nervi a fior di pelle... Cosa sarà successo di così tanto grave? L'idea che John stia male mi mette i brividi.

-Ehm ragazze... cosa succede?- chiedo con la voce che trema.

-Vieni, ti dobbiamo parlare- fa Federica prendendomi la mano e trascinandomi a riva per calmarmi, seguite da Francesca.

-Allora?- chiedo di nuovo con una vocina isterica.

Arrivate riva, iniziano a spiegarmi.É notte inoltrata -Allora, Electra...stammi bene a sentire... qui sull' Isola c'è un certo Garrett che da queste parti si fa chiamare Capo.É un uomo antipatico e superbo, è grande e grosso ma di mezza età, ha un aspetto minaccioso e una cicatrice sul l'occhio sinistro che solo chi lo frequenta sempre sa cosa é successo per procurarsela.É molto ricco ma nessuno sa con certezza da dove ricava tutti quei soldi: in giro si racconta che recupera i ragazzi che sono finiti in strada e li fa lavorare come operai, ma nessuno sa cosa fabbricano o per quale scopo lavorano. Si dice che questa sua fabbrica o questo suo lavoro che gli fa guadagnare un pozzo di soldi, si trova in una grande steppa vicino a Cerro Terevaka, il più grande vulcano dell'Isola che si trova dalla parte opposta da dove ci troviamo noi...-spiega Francesca.

-Credi che John sia stato catturato da Garrett?- chiedo spaventata sperando che la risposta sia negativa.

-Bhe, guardando il caos di quelle impronte... credo di si...-risponde Federica.

Ma perchè deve essere sempre tutto così difficile? Ma perchè non l'ho costretto a restare con me? Chissà cosa starà facendo, se se la sta cavando oppure no, se viene trattato bene da questo Garrett oppure viene maltrattato... quante domande mi frullano nella testa in questo momento!

Federica continua a darmi alcune informazioni su quest'uomo -Comunque, la polizia sta sulle sue traccie da mesi ormai, perchè vogliono capire un po' come sta la situazione... loro aspettano solo delle prove per fare alcuni passi avanti nell'indagine-

-E se chiamassimo Phil per vedere in che punto è localizzato?- chiede Francesca.

-Chiamarlo? Localizzare? Vi ricordo che il nonno è rimasto nella grotta... come facciamo?- chiedo confusa.

-Bhe... nelle vostre collane e nel mp4 di legno c'è un sensore GPS abbastanza potente che permette a tuo nonno di localizzarvi su un monitor del laboratorio. Mentre a noi, ha dato una specie di telefono, chiamiamolo così anche se non lo è, il cui segnale, arriva fino alla grotta- spiega Francesca.

Io sbuffo e alzo gli occhi al cielo perchè devo sempre sapere le cose a metà -E allora cosa aspettate? chiamatelo,no?- dico.

Ritorniamo sotto alla palma e Federica comincia a frugare nel mio zaino ed estrae una specie di walkie talkie sempre costruito in legno, con un bottone d'accensione e uno per trasmettere e sentire la voce dall'altro capo, un display che faceva vedere solo quanto campo c'era e un'antenna allungabile.

Io guardo stupefatta l'aggeggio, ora capisco perchè il nonno mi ha fatto utilizzare uno zaino così grande e il fatto che ha frugato dietro quel tavolo da laboratorio per più di un quarto d'ora... Cosa nascondeva altro il mio zaino? Una spada laser? Una pistola di legno che sparava qualche sostanza pericolosa? Qualche pozione? Mbha... devo imparare a controllare le cose.

Francesca schiaccia il bottone a destra per trasmettere la sua voce -Phil, phil mi senti?-

Una voce metallica ma riconoscibile risponde dopo qualche minuto -Eccomi Francesca, cos'è successo?É scappata Electra?-

-No, nonno son qui- trasmetto la mia voce.

-Ah bene...cos'è successo?- chiede.

-Nonno, sul tuo monitor appare la posizione di John?-

-Un attimo...no Ele ancora no... è scomparso dalla notte scorsa- dice il nonno. A quelle parole il senso dello sconforto si impadronisce di me... è stata colpa mia! Lo dovevo fermare!

-Phil, abbiamo trovato qualcosa... la vedi la posizione di Electra?-fa Federica e dopo aver ricevuto una risposta affermativa continua a spiegare -Bhe, abbiamo trovato impronte di un fuoristrada, di due paia di piedi appartenenti a due persone diverse, il portafoglio di John e il suo odore e anche quello pessimo di terra e... Garrett-

Da come ha decritto l'odore di Garrett sembra la fragranza di un nuovo profumo: terra e Garrett. Da quello strano Walkie Talkie esce un ghigno di disgusto da parte del nonno - Ragazze rimanete in linea, vado ad attivare SuperGPS...-

-Che?!- chiediamo all'unisono mentre il nonno va ad attivare quel coso.Dare nomi scientifici strani per ogni cosa che si inventa? Bhe ecco, il nonno lo poteva spuntare dalla sua lista delle cose da fare quando non si è licantropi.Ecco che ritorna-Ragazze, ho individuato la posizione di John... si trova nel campo di lavoro forzato (chiamiamolo così) di Garrett che è situato di fronte alla steppa del vulcano più alto dell'Isola: il Cerro Terevaka-

-Dove immaginavo- risponde Francesca.

-Ok, state molto attente, quell'uomo è molto spietato, almeno così si dice in giro. Per non rimanere indietro con la missione di Electra, arrivate al grande vulcano continuando a seguire la costa attivando i Moai che troverete sul vostro cammino. Appena arrivate davanti al campo in cui è rinchiuso John,richiamatemi e vi dirò come procedere-

-Va bene- rispondo io.

-Buona fortuna...- e il nonno riaggancia.

Pff... ci mancava solo un'altra missione nella missione. Questa non ci voleva proprio.Stupido Garrett, te la farò pagare cara per aver rapito il mio migliore amico, l'angelo tatuato, solo per i tuoi stupidi scopi di lucro!

Tiro un calcio ad un ciottolo sulla riva per scaricare un po' la rabbia che mi mangiava in quel momento.

Ma la reazione che ne seguì, di certo non era a causa mia, ma di un'energia più grande infatti... la terra sotto i nostri piedi subisce una leggera vibrazione che ci fa spaventare.

Dobbiamo sbrigarci,pur di non dormire come abbiamo fatto fino ad adesso... infatti è già mattina.

-JOHN-

La porta si spalanca e Capo entra nel capannone sbattendo i piedi furioso alla vista di quei tre che stavano pestando me ed Enea.

I tre bulletti finalmente si fermano e vedendo l'uomo diventano dei teneri agnellini e cominciano ad inventare scuse.

-Ci hanno provocati!- dice il Nick.

-Ci hanno insultati- continua Gabriel.

-Si, ma voi mi avete provocato e volavate derubarmi- rispondo io, mentre "il velocista" aiuta ad alzarmi da terra con il sangue che ancora gocciolava del naso. Faceva male...ma le forze per rispondere ancora ce l'avevo.

Così dopo che Enea si alza, Capo vuole delle spiegazioni e così chiede ai testimoni che si dividono in due gruppi: uno che difende i tre, minacciati dallo sguardo di Nick come per dire "Se non stai dalla mia parte ti gonfio la faccia", e un altro, composto secondo me da chi aveva il coraggio di pensare con la propria testa senza seguire i tre bulli, proteggeva volontariamente me ed Enea. Alla fine si era creato il caos più totale.

-BASTA!! Stupidi mocciosi! Io vi tengo qui per lavorare non per prendervi a pugni! Le vostre forze servono, non dovete sprecarle! Adesso per punizione finirete di lavorare alle 21:00 oggi ed Enea e il signor Newton, dormiranno di fuori!! Lavorerete un'ora in più: voi perchè siete rimasti a guardare e voi perchè vi siete azzuffati senza motivo!!!- comincia a gridare.

I tre bulletti, che stanno di fronte a noi, ci fanno un ghigno di dispetto. Odio quella loro superbia, già dal primo momento in cui gli ho visti... e sono qui solo da un' ora.

-Nessun problema Capo... è bello dormire sotto le stelle!- rispondo accennando un sorriso di sfida... questi gradi di comando inizio a non sopportarli più ed Enea mi tira un'altra gomitata che alla fine mi spezzerà una costola se continua.

Capo si avvicina e mi ringhia contro - Senti ragazzino, sei qui da solo un'ora e mi stai già dando dei problemi.. vedi di non fare lo stupido con me, altrimenti le stelle te le faccio vedere un po' più da vicino!-

Detto ciò, si avvicina al letto di Enea e da lì prende un'asciugamano e me lo lancia in faccia -Asciugati quel sangue...fai schifo! Uscite fuori a lavorare! Rosso tu aiuta il moccioso- e se ne esce dal capannone tutto infuriato.

Gli altri escono fuori, mentre noi andiamo in quel piccolo bagno in fondo... di sicuro mi sgriderà anche lui per aver disobbedito ai Big.

Comincio a lavarmi la faccia.

-Sei stato grande,fratè!- sussurra per non farsi sentire.

Io lo guardo incredulo mentre ancora avevo la faccia insanguinata -Stai dicendo sul serio?E il rimprovero? Le gomitate?-

-Nha! Tutta scena! Nessuno si era mai comportato in quel modo con quelli!-

-Sei un licantropo come me, vero? Ci siamo fatti pestare solo per non far più male a loro.- chiedo, mettendo fine al suo entusiasmo.

Enea sgrana gli occhi e abbassa lo sguardo -Ne parleremo questa sera...fuori-

Annuisco e dopo aver pulito completamente la faccia, usciamo fuori armati di pale. Pronto per il mio primo giorno di lavoro alle fosse.

La giornata passa molto lenta, troppo lenta.Usiamo tutte le nostre forze solo per scavare delle fosse profondissime senza trovare né cose di valore né il tesoro del suo bisnonno. Delle fosse scavate a caso, inutili. Il sole ci ustiona e parecchio anche, facciamo delle pause solo per bere.Capo ci osserva col binocolo dal suo ufficio e quindi, alcuni ragazzi, a cui è venuta un' insolazione, sono costretti a ripararsi di nascosto nelle fosse che loro stessi scavano, al fresco, e se il capo esce a controllare cosa stanno facendo, alcuni di noi, cominciano a tossire oppure a fare finti starnuti come segnale, ed ecco che i ragazzi a riposo ricominciano a lavorare.Capita ogni tanto, che Capo becchi qualcuno che non sta lavorando ed ecco che scatta un ceffone sulla nuca per punizione.

Verso le 14:00 il capo ci ordina di andare da lui e così facciamo. Arrivati vicino all'ufficio, ci riempie di nuovo le bottiglie di acqua e ci consegna un piatto pieno di zuppa... calda... perchè, naturalmente, secondo lui, il caldo ustionante del sole non ci basta.

Ed ecco che, finalmente, con molta lentezza, arriva la sera. Il capo ordina a me ed Enea di andare a rinfrescarci un po' e a toglierci la tuta per metterci i nostri vestiti, quindi i miei pinocchietto e la mia canotta che ,sempre secondo lui, sono il nostro pigiama.

Ci rinfreschiamo con un po' d'acqua fresca, indossiamo i nostri vestiti (pinocchietto e maglietta a maniche corte per Enea)percorriamo il corridoio tra i letti del capannone con tutti gli sguardi addosso e dopo che Capo ci ha consegnato un piatto (di zuppa,ovviamente) ci spedisce fuori.

Ah se fossi rimasto con la mia Electra e con quella rompiscatole di Mella! Mi mancano un casino. Quel sorriso, i suoi capelli blu,i suoi occhioni dorati e la sua apparente fragilità, solo apparente perchè è più forte di quanto lei crede. E poi quella pulciosa di una gatta sempre pronta a contraddire i miei pensieri da licantropo... Ah se non avessi reagito d'istinto.

I versi della canzone "Nulla accade" di Guè Pequeno e Marracash avevano ragione... e oggi ne ho avuto la conferma "Il coraggio è come un' arma[...] solo credere in te è la cosa che ti salva".

Ci sediamo vicino alle fosse, su una collinetta ottenuta dalla terra estratta da lì stesso e cominciamo a mangiare sotto lo sguardo attento del capo, sicuro che non possiamo fuggire perchè il caldo del mattino ci ammazzerebbe.

Il venticello serale ci rinfresca.

-Allora?- chido al mio nuovo amico.

-Come hai fatto a capire che sono un licantropo?- chiede guardandomi negli occhi.

-Bhe, lo sono anch'io perchè...- comincio a raccontargli tutta la mia storia, da quando ho incontrato Electra e Mella, alla caduta nel burrone, del mondo sottosopra, di Phil... fino ad arrivare alla missione che ci ha affidato il vecchio.

Appena sente la parola missione lui pronuncia "profezia" e sgrana gli occhi dicendo -Tu non dovresti stare qui!!-

Comincia a raccontarmi che lui ha lavorato con il vecchio Phil e siccome non è riuscito ad uscire in tempo dalla grotta ha completato la trasformazione.

Mi spiega tutta la profezia di L.J. e, naturalmente, il primo nome che mi viene in mente è quello della mia ragazza-lupo: Electra!

-Enea... dobbiamo uscire da qui, dobbiamo trovarla!- dico in tono determinato.

-Andrai da solo- risponde.

-No no, non se ne parla neanche! Questo non è il tuo posto... se ti faranno arrabbiare poco poco di più, farai una strage nel trasformarti e non sarà più un segreto!Ti piace per caso stare qui?- cerco di convincerlo e sembra che ce l' ho fatta: sta fissando le stelle che ci sovrastano con fare pensieroso.

-Va bene, hai ragione. Scapperò con te, amico. Sono stanco di questa vita... solo che...-

-Dovremo progettare la fuga- diciamo all'unisono.

-E anche un'altra cosa per farci sbattere di nuovo qui fuori, insieme-continua lui, con un sorrisetto di complicità.

-Ottimo- dico io mentre gli batto il cinque.

-Alla fuga!- brindiamo con le bottiglie d'acqua ed entusiasti delle cose che faremo succedere.É stato semplice convincerlo... si vede da chilometri di distanza che vuole evadere da questo postaccio... chissà da quanto ci è rinchiuso dentro, si è accesa una scintilla di speranza nei suoi occhi.

La terra ai nostri piedi poi, inizia a tremare. Ci guardiamo, l'energia sta avanzando.

Ele stiamo arrivando,tranquilla.

~•spazio scrittice•~

Ciao ragazzi!!

Grazie a tutti quelli che mi stanno supportando con le visualizzazioni (arrivate a 1k!!!!!), voti e commenti!! Grazie infinite! Non smetterò mai di ringraziarvi!😉

Allora... cosa ne pensate di questo nuovo capitolo? Cosa succederà ora che i nostri due protagonisti hanno la consapevolezza che il fatto di essersi separati è stato un grandissimo sbaglio? 😕
Potrete scoprirlo solo continuando a leggere...

Come vi sembra la nuova copertina di questa storia? Fatemi sapere eh!
Ci ho messo un sacco di tempo a comporla!😰

Come sempre, oltre a lasciarvi con le domande, se volete, lasciate una bella stella qui, se vi è piaciuto questo capitolo, oppure scrivetemi nei commenti se non avete capito qualcosa, pareri e consigli per ulteriori miglioramenti!

Siete fantastici! Grazie ancora!😘

Al prossimo capitolo!😃😃😃

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