~• Pedine •~
Siamo ancora nel mondo al contrario di Phil e lui sta continuando a narrare la sua storia a cui io rimango indifferente, cercando di capire fin dove la sua immaginazione vuole arrivare.
- ... Dopo una pausa dalle mie ricerche durata circa otto anni... Lo so è un periodo troppo lungo, ma ne avevo bisogno: vedere quel corpo deformato dalle bruciature causate dalla sua scoperta, da quell'esperimento, fu uno shock per me, tanto da abbandonare la scienza senza chiedermi perché Selen aveva pronunciato il nome di quest'isola prima di morire.
Intanto, io mi dedicavo alla mia nipotina Electra, che cresceva in un baleno. Le ho imparato tante cose...-
Rimane in silenzio per un secondo, aspettava una mia reazione che non avviene.
"Non sei mio nonno" continuo a pensare
-Vivevo a casa con mio figlio, sua moglie e sua figlia e stavo bene, fin quando non ebbi la notizia che ci saremmo dovuti trasferire a Whitehorse. Ero pronto ad a abbandonare l'Italia. Scesi in laboratorio per prendere le mie cose, quando mi inbattei nei vecchi appunti di Selen: aveva trovato l'energia e voleva riprodurla con l'esperimento che gli è costato la vita...Ma era un'energia ancora più potente di quanto mi immaginassi-
-È opera dell'energia tutto questo?- chiede John.
Phil non lo calcola minimamente quindi va avanti -Appena arrivato a Whitehorse decisi di riprendere le ricerche: Selen aveva scoperto che quest'energia era conservata tutta all'interno di Rapa Nui, l'ombelico del mondo ovvero l'isola di Pasqua.
Comprai i miei tre carissimi e giovani cavalli: Rinaldo,Cecilio e Freespirit. In due anni ho insegnato ad Ele a montare, in modo che un giorno avrebbe potuto raggiungermi.
Decisi di andare via, presi i miei tre cavalli e partì, galoppando per lunghi quattro anni lungo le coste americane...-
-Il mio stesso viaggio...- sussurro.
-Certo che ce n'hai messo di tempo ad arrivare eh? Comunque... Decisi di partire in groppa ai miei cavalli per evitare di farmi trovare dalla polizia, visto che era inevitabile che voi denunciaste la mia scomparsa-
-Ma perché non l'hai mai raccontato?- chiedo ancora scettica.
-Perché tuo padre mi considerava pazzo a cercare qualcosa che non esiste (secondo lui) e non mi avrebbe mai permesso di andarmene-
-Tu non sei mio nonno... Mio nonno si chiamava Filippo-
-Ho dovuto cambiare identità...- poi continua -Una volta arrivato qui, notai i Moai e i cavalli selvaggi. All'inizio, avevo intenzione di lasciare liberi anche i miei Quarter horse, ma avvenne qualcosa di strano a cui non crederete se prima non ve lo mostro-
Ci guardiamo in silenzio, poi Phil fa cenno di seguirlo.
Ci alziamo e iniziamo a seguirlo all'interno di quel mondo troppo strano.
John mi regge per aiutarmi a camminare con il dolore alle costole, senza sforzarmi troppo.
Ci guardiamo in giro , sbalorditi, poi Phil aggiunge -Vedete quelle costruzioni al contrario?Le cose appese al soffitto della grotta?-
Noi annuiamo.
-Bhe, è il mondo di sopra, riflesso qua sotto dalle pozzanghere... Quando esse scompaiono, anche le cose riflesse se ne vanno via...-spiega e poi ci indica un edificio che riconoscerei ovunque: il villaggio turistico Anakena. Solo che qui sotto, era capovolto e a metà, perché, evidentemente la pozzanghera che lo rifletteva, si stava assorbendo nel terreno a causa del sole.
-Quindi vuoi dire che quando siamo di sopra, il riflesso nell'acqua non si ferma lì e finisce giù?- chiede John incuriosito.
-Si, fin quando non scompare, ad esempio adesso stiamo camminando sul cielo- risponde Phil indicando una chiazza blu mentre passiamo sotto il villaggio -E tutto questo a causa dell'energia-
John è abbagliato da tutta la scienza che lo circonda che a stento si ricorda di reggermi. I suoi occhi verdi scrutano tutto e esprimono curiosità.
Arriviamo ad un sentiero buio, molto buio, su cui penzolano i rami degli alberi del mondo di sopra.
Il sentiero è illuminato da strani fiori fluorescenti simili a delle piante carnivole, ed emanano una luce soft.
Phil si ferma davanti a una di queste -Ragazzi, vi presento le Fluoflores: sono dei fiori fluo che crescono qui nella grotta,illuminandola, catturano alcuni microrganismi presenti nell'aria e in base al loro colore, producono sostanze utili al nostro corpo- spiega, mentre mette le sue mani rugose a coppa sotto la bocca della pianta giallo fluo - Quelle gialle, producono la sostanza che aggiusta le articolazioni rotte-
La pianta apre la sua bocca mettendo in vista dei piccoli dentini e versa un po' di sostanza viscosa nelle sue mani, lui la beve e improvvisamente si sente uno scocco che fece sparire il suo gobbo -Dai, provate. Siete letteralmente in mille pezzi-
-No- replico
-Non fare la bambina- mi rimprovera John.
-Non mi fido-
-Ele, Phil è bravo, è tuo...-
-Non ti azzardare! Non dire nonno!... Lo faccio,pur di non sentire quella parola!- lo interrompono bruscamente.
-Dai... Ne hai bisogno...- si rattrista John.
Mi dispiace... Non volevo trattarlo cosí.
-Scusa...- gli dico guardandolo negli occhi.
Lui sospira e mi incita a prendere un po' di quella sostanza.
Mi piego lentamente con il suo aiuto ,ne prendo un po'.
È viscosa e viscida...mi fa "leggermente" ( si fa per dire) impressione, ma se voglio guarire, la devo bere, anche se l'idea di sorreggermi a John sia moralmente e sia fisicamente non mi dispiaceva, ma non può portarmi con sè per sempre.
L'avvicino alla bocca e schifata la bevo, l'assaporo: ha il gusto di paprika o pollo con la paprika, non riesco a capire, ma è buona. Pensavo peggio.
Sento le mie ossa fare "Tha", scricchiolare, ma non provo dolore mentre si ricongiungono.
Wow! Ho risparmiato mesi di ingessatura e di altre cose fastidiose!
Fu così che anche John e il suo polso guarisce.Entusiasti della nostra guarigione, continuiamo per il sentiero.
Cosa ci doveva mostrare Phil di tanto sorprendente? D'altronde era tutto strano lí.
-Sai,Phil... Come hai fatto a scoprire questo posto?- chiede John.
-Grazie a tua madre...- risponde con disinvoltura.
-COSA?! Mia madre?!- chiede sbalordito.
-Tua madre, c'hai presente la signora che ha vissuto con te nella tua stessa casa?- dice sarcastico.
-Si si ma... Non è questo il punto... Cosa c'entra mia madre con questa storia?- chiede aggrottando la sua fronte perfetta.
-E Ryan e Alice?- chiedo io.
-Ahi,allora... John, tua madre è una scienziata. Ha lavorato e condotto le ricerche a distanza, in parallelo con me e Selen. Dopo la morte di mia moglie e dopo aver saputo che io ero qui in America... Tua mamma mi ha chiamato per dirmi che Selen ,prima di morire, le aveva detto che per accedere all'energia, dovevo entrare all'interno dell'isola tramite un tunnel di lava che si apriva sul mare.
Tua madre, pensò che avevo bisogno di un nuovo scienziato per continuare e così mi ha mandato te-
Osservo John, i suoi occhi verdi sono spalancati e delusi...
Gli prendo la mano e gliela stringo e lui ricambia con una presa simile a quella di un padre nei confronti di una bimbina, che vuole allontanare da un pericolo. È shockato.
-... Quindi ha convinto tuo padre... Nel frattempo, io volevo anche mia nipote accanto a me. Mi è dispiaciuto troppo lasciarla crescere da sola e quindi ho fatto di tutto per farla venire qui...- continua Phil.
-Mi ha mentito tutto questo tempo...- sento John sussurrare mentre fissa rabbioso a terra.
-Non sono tua nipote...- dico a Phil.
-Un giorno, spero che mi crederai bambina mia...- risponde.
-E Alice e Ryan?- ripeto di nuovo, cercando di ignorarlo.
-Alice e Ryan sono solo due dei miei attori.
Ho architettato un piano per farvi arrivare fin qui: John, grazie a sua madre è arrivato facilmente, quindi bastava soltanto trattenerlo al villaggio con i turisti; mentre per Electra ho dovuto creare una situazione: ho chiesto a Jake se poteva lasciarti in cambio di denaro e lui ha accettato senza problemi...-
Io (senza parole) mi viene solo in mente il nome di Elisabeth, la sua nuova ragazza. Era ovvio. Stupido!
-Poi...- continua Phil -Ho fatto apparire Ryan nel tuo giardino, per spaventati e lasciarti la scatola e infine sono entrati in gioco i Keesm e tutti coloro che avevano la collana, con cui vi hanno riconosciuti. E ora siete qui-
Io e John non sappiamo cosa dire... Siamo stati imbrogliati fin dal primo secondo, per di più dalle persone che amavamo.
Che vigliacchi.
Andiamo entrambi con la rabbia dentro. Sarà forse una reazione esagerata? In quel momento non voglio provare altro.
-Questo è troppo! Ci avete trattati come delle marionette!!!- grida John e la sua voce rimbomba in tutta la grotta.
Prende Mella con l'altra mano e se la stringe a sé.
Ci guardiamo negli occhi, facciamo dietro front cominciamo a correre nel buio, insieme.
-Vi aspetterò qui...Non...- grida il vecchio, ma non capiamo l'ultima frase.
C'è una foresta, con altre piante. Superiamo una casa al contrario che sta per scomparire e ci inoltriamo tra le piante più strane.
Corriamo insieme sempre più forte, sempre più lontani.
Gil,Ashley, Rachelle, Robert... Da Alice me l'aspettavo ma loro...Come hanno potuto?Perché?
E io che confidavo tutto a loro. Che stupida... È stato brutto scoprirlo.
Ci fermiamo vicino a un piccolo ruscello di colore viola.
-Aah BASTA!!!- grida John ormai fuori di sé con le lacrime agli occhi dalla rabbia.
Molla Mella e la mia mano, prende un ciottolo e lo scaraventa contro un'albero sull'altro lato del fiume.
-Non ci credo...- sussurra sedendosi su un masso mentre le lacrime scendono amare.
Anche io ci rimango parecchio male, ma ormai ci sono cosí abituata che le lacrime che verso, escono senza nessun effetto. Cadono silenziose.
-John...-
-Oh Ele, aiutami sto impazzendo...- singhiozza.
Ha il viso di chi ha appena ricevuto la più brutta notizia della sua vita.
-Shh... Piccolo, va tutto bene...- cerco di rassicurarlo ripetendo le sue parole (che dette da me suonano come se una piccola formica stesse incoraggiando un leone).
Lui alza la testa e allarga le braccia, prendo Mella e mi ci tuffo cercando di stringerlo più forte che posso, senza schiacciare la gattina.
-Va tutto bene...- gli sussurro, massaggiandogli la schiena.
-Ti voglio bene, Ele- singhiozza.
-Anch'io- rispondo e lo sento tirare un sospiro di sollievo.
-Aiutami...non mentirmi anche tu,per favore- piange.
-Mai... E tu non abbandonarmi- ormai sono in lacrime anch'io.
-Mai...promesso-
-Promesso-
Mella scivola dalla nostra morsa e noi rimaniamo abbracciati, finché le lacrime non diminuiscono.
È stato un duro colpo per entrambi sapere che le persone che ritenavamo le più affidabili in assoluto, ci avevano usato come delle bambole per i scopi di quel vecchio.
I keesm... Addirittura la madre di John...
Due pedine facili dei loro giochi.
Dobbiamo uscire da qui.
•~ Spazio scrittrice ~•
Wei ragazzi!
Come va?
Grazie ancora di tutto e per il vostro supporto.
Se domani riuscirò ad aggiornare, ne vedrete delle belle.
Come sempre, se vi è piaciuto questo capitolo, lasciate una stellina oppure un parere nei commenti!
Alla prossima! Baci😘
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