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~•Inconveniente•~

Appena entriamo nel Mini club- Candy, veniamo accolti dallo scenario di caos più fastidioso che abbia mai visto.

C'erano circa 25-30 bimbi dai 4 ai 7 anni, tutti agitati: chi correva di qua, chi di là, chi cadeva, chi giocava, chi piangeva e strillava... Odiavo vedere i bambini piangere e urlare ma gli amavano quando ridevano e si divertivano.

Era una scena troppo snervante!
Siamo solo quattro animatori: io, Alexis, John e Ryan.

Ci lanciano uno sguardo d'intesa.
"Ok. Tocca a me" penso.

Sembra di essere in un film: vedo John scattare alla mia destra per dividere due bambine che si stavano tirando i capelli per una bambola; Ryan a rincorrere un bimbo che correva con un vasetto di pittura rosso e Alexis cercare di ascoltare quello che chiedevano due bimbi di circa sei- sette anni.

La situazione è fuori controllo: aveva ragione John a non sopportare.

E poi ci sono io che non so cosa fare e mi viene in mente la cosa più stupida: fare amicizia con uno di loro.

-Ciao piccolo!- esclamo con gioia avvicinandomi a un bambino intento a giocare con la plastilina.

-Non sono piccolo ho già sei anni!- risponde arrabbiato.

-Ah, scusami!-

Mi inginocchio accanto a lui e comincio anch'io a modellare la pasta. Faccio un piccolo cuore: la cosa più banale che mi viene in mente, infatti un attimo dopo il bambino mi rimprovera - Non si fa così! Sei proprio un'asina! Guarda che bella la mia torre! Sai, si può anche trasformare in un treno se la metti così! Ciuuuuf ciuuuf....-

Gli faccio i complimenti e mi scuso per la mia ignoranza nel campo di ingegneria fantasiosa.
Poi mi manda a quel paese e se ne va sbattendo i piedi.

Un po' più lontano, vedo una bimba seduta in un angolino con la testa fra le ginocchia che piangeva.

Flashback...

Avevo 9 anni, ero lí nel mio angolino, nella stessa situazione della bimba al Mini-club, solo che ero a scuola.
Ero appena arrivata in America e piangevo sul mio banco perché non capivo la loro lingua.
Mi sentivo sola ed emarginata. Era una bruttissima sensazione.
Poi arrivarono le mie amiche Dora, Mady e Cloe a salvarmi.

Ritorno...

Ritorno con la mente al presente e vedendo in quella bambina me stessa, all'età di nove anni, decido di avvicinarmi.

Mi avvicino piano e appena sono abbastanza vicina, le accarezzo la testolina castana.

Lei alza i suoi occhi dorati verso di me. È dolcissima nel suo bel vestitino rosa.

-Ciao, come ti chiami?- le chiedo sorridendo.

-Emme- risponde con le lacrime agli occhi. Voleva dire Esme, in fondo aveva solo 4 anni.

-Io mi chiamo Electra. Va tutto bene? Perché stai piangendo?-

-Joathan cattivo! Ha rapito Fragolino!-

-Chi è?-

Invece di dirmi chi è Fragolino, mi ha indicato Jonathan, il bimbo che le l'aveva rubato e nessuno voleva aiutarla.
Io lo chiamo e gli dico:

-Ehi Jonathan! Dov'è Fragolino?-

-No- dice lui alzando gli occhi al cielo.

-Dai su ridarglielo-

-No-

-Daaai-

-No-

-Ma i tuoi genitori solo a dire "no" ti hanno insegnato?-

-No. Mi hanno insegnato taaaante altre cose-

-Allora ridai Fragolino ad Esme oppure dico ai camerieri di farti mangiare spinaci per tutta la tua permanenza qui-

-Io odio i spinaci! BLEAH!!- grida Jonathan lanciando in faccia alla bimba la sua scimmia di peluche, che naturalmente era Fragolino.

Mi guardo intorno. Avevo capito cosa fare: basta ritornare un po' bambini e guardare tutto con gli occhi della fantasia. Avevo un piano per fargli calmare tutti quanti e anche per dar un minuto di pace a John e agli altri che intanto correvano da una parte all'altra inseguendo i bambini: dovevo inventare un gioco.

La bimba mi guarda con quei suoi occhioni e comincia a correre in giro dicendo che ero una principessa per aver salvato Fragolino dalle grinfie di uno stregone malvagio.
Non capisco il senso delle principesse:le principesse vengono salvate, non salvano gli altri. Ma...Dettagli, mi sento troppo grande.
Ahahah....rivoglio subito la mia fantasia da bambina per fantasticare come Esme!

Vado ad aiutare Alexis nel portare la merenda dei bambini, sul tavolo al centro del Mini-Club.

Poi mentre cerco di raggiungere Ryan e John, cala un silenzio tombale (finalmente) e i due animatori mi guardano incuriositi indicandomi di girarmi.

-Bambini le torte in faccia non sono consentite, eh!- grido senza girarmi.

-No no girati ora!- mi sussurra John che sta di fronte a me.

Mi giro e vedo 30 bambini tutti di fronte a me che mi guardano come se fossi la cosa più affascinante del mondo.
Io rimango sbigottita guardando tutti i marmocchi.

-Cosa succede?- chiedo.

Sento tirare un lembo del pantalone.
Guardo giù e c'è un bambino con la faccia tutta sporca di acquarelli.
Mi inginocchio e gli sorrido mentre tutti gli altri osservano attenti.

-Sei davvero tu la principessa che ha salvato Fragolino?-

-Ehm... in un certo senso...- rispondo.

-Ci puoi raccontare del tuo regno?-

-Certo!-

E ora cosa racconto ai bambini? Devo inventare qualcosa.
"Pensa con la fantasia di Esme, pensa con la fantasia di Esme" comincio a pensare.
Il mio più grande sollievo è che posso inventarmi cose assurde senza dar conto ai limiti della realtà.

-Racconta della regina!- grida un'altra bimba.

-No! Dei cavalieri!- ribatte un'altro.

-No no! Del castello!- grida un'altra.

Nasce un battibetto generale e dopo averli calmati con un "tranquilli vi raccontero tutto" (anche se non so niente), inizio a narrare.

Ripenso a tutti i libri letti da quando ho imparato a leggere e comincio a fare un mix, creando un regno tutto mio: comincio a mischiare i tratti della collana "viaggio nel Regno della fantasia" del mio carissimo Geronimo Stilton con alcuni tratti del libro "Le Cronache di Narnia" di Lewis. Poi ,per accontentare anche i maschetti amanti dell' azione, aggiungo qualche combattimento tra gli ibridi cattivi e Katniss, Peeta e Gale di "hunger games" di Suzanne Collins, quest'ultimi, alleati con i due bellissimi vampiri Bella ed Edward e i licantropi Jacob e Seath presi dai libri della saga di "Twilight" di Stephenie Meyer che ,naturalmente, abitavano nel mio regno.

Insomma, avevo mescolato un bel po' di storie per accontentare i gusti di tutti e sembrava funzionare.
I bambini erano attentissimi ad ogni mia parola e ad ogni mia onomatopea ,che mi aiutavano a dare più vitalità alla storia, a renderli più partecipi.
Si stavano godendo lo spettacolo anche John, Rayan e Alexis, che sembravano fantasticare insieme a me.

Alla fine,tra un "Boom!", uno "Sbam!" e un "vissero per sempre felici e contenti", la mia storia finisce, e arrivano i primi genitori a prendersi i bambini. Sono circa le 18:30, così la sala diventa vuota e i schiamazzi di gioia si allontanano serenamente.

Prima di andarsene, Esme viene e mi abbraccia e con un -Gazie- se ne va tutta contenta con il suo Fragolino.

- Wow sei stata fantastica! Gli hai ammutoliti!Ma...ma come hai fatto?- esclama entusiasta John.

-Grazie. Ci vuole solo fantasia- rispondo sorridendo.

-Ci vuole fantasia anche per chiedere di accompagnarti in stanza?- mi chiede alzando un sopracciglio accompagnato da un sorriso sghembo.

-No. Non credo- ridacchio

Finiamo di mettere in ordine e salutando Ryan e Alexis ci avviamo verso l'ascensore e ci entriamo.

-Sai... Mi chiedevo, chi te l'ha data quella collana? Mi è famigliare perché ne ho una anche io- chiede mostrandomi la sua collana, che qui sembra andare di moda.

-Veramente, l'ho trovata in giardino e me l'ha lasciata un ladro-

Lui ride serenamente - Sai almeno cosa simboleggia?-

-Ehm no- rispondo sorridendo, vergognadomi di non aver cercato informazioni.

-L'isola ha origine da una dorsale oceanica. Infatti il territorio è composto da quattro vulcani: Poike, Rano Kau, Rano Raraku e Terevaka e le coste sono per la maggior parte composte da ripide scogliere che si inabbissano per circa tremila metri.
Una delle poche spiagge sabbiose e l' Anakena, da cui prende il nome il nostro villaggio turistico-

L'ascensore si apre e una volta fuori, io mi fermo a guardare i suoi lineamenti perfetti con aria confusa.

Lui ride per la mia faccia e poi dice -Sai, dopo quattro anni che vivo qui,mi è capitato molte volte di fare la guida turistica-

-Ah, ok... Per un momento mi è sembrato di avere di fronte il mio prof. di scienze-

Ridiamo insieme, mentre camminiamo lenti. È piacevole stare con lui, l'ammetto.
Guardo la collana, ora capisco a cosa si riferisce quel quattro: ai vulcani.

-Posso chiederti quanti anni hai?- chiedo incuriosita.

-Diciannove- risponde lui.

-Quindi vivi qui da quando ne avevi quindici?-

-Ehm... si...-la sua voce si spezza, lo sguardo si abbassa come se avesse ricordato qualcosa di brutto, mentre viene subito interrotto dalla voce di Ashley che mi chiama dall'interno della mia stanza, visto che ora stiamo fermi lí vicino.

Uffa... Stupido tempismo di Ashley.

-Ehm..ok. Immagino che devi andare. Ciao- dice abbassando lo sguardo.

-Ciao John- rispondo.

Se ne va, con un filo di tristezza che traspariva nei suoi occhi. Non volevo fargli ricordare qualcosa di doloroso. Sono stata un idiota! Mannangia alla mia curiosità!

Lo seguo con lo sguardo finché non gira l'angolo alla fine del corridoio.
Ahi...Giuro che non volevo!

Entro in camera e trovo ad accogliermi Ashley, Rachelle e Alice che naturalmente mi chiedono subito di cosa parlavamo io e John fuori alla porta.
Ho raccontato com'è andato il pomeriggio al mini-club e loro mi hanno detto che hanno passato tutto il tempo solo a suonare e nient'altro, perché Gil si distraeva in continuazione e dovevano ripetere sempre lo stesso brano per la festa in onore della sposa.

Saluto Mella che mi salta addosso con il pelo ancora più morbidoso e profumato del normale.
-Ragazze... Cosa le avete fatto?- chiedo con fare investigativo.
-Il bagnetto! Shampoo alla fragola, balzano al mirtillo e bagno schiuma all'eucalipto. Tutti prodotti naturali!- si accende Rachelle.
Io cominco a ridere di gusto. Povera Mella in che mani ti ho lasciata, sapendo che odi l'acqua più di chiunque altro gatto!
Ma sembrava felice e non finiva di chiedere altre coccole con la zampa, mentre mi sono seduta sul letto.

Dopo aver parlato del più e del meno, mi faccio una lavatina veloce e dopo andiamo a cenare congiungendoci con Rob e Gil.
Il rapporto di Robert e Ashley sembra migliorare, ora stanno sempre insieme.
Come la luna con la Terra, sembra che Ashley sia il satellite di Robert e viceversa: non li vedevo mai separati.

Una volta ero anch'io così, poi le cose sono cambiate, come sapete.

Arriviamo a cena e cominciamo a mangiare.

Mi guardo intorno per cercare di incrociare quei suoi occhi verdi o intravedere la sua pallida pelle oppure il suo ciuffo nero.

Ma John non c'è.

•~spazio scrittrice ~•

Ciao ragazzi!

Che fine avrà fatto John? Quale ricordo ha fatto riaffiorare la nostra Electra?
Bho!

Se questo capitolo vi è piaciuto, lasciate una bella stella; come al solito accetto di buon grado vostri pareri e consigli nei commenti!

Arrivederci nel prossimo capitolo!😘

P.S: grazie di cuore per tutte le visualizzazioni, voti e commenti!

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