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•~ Fuga e spari ~•

-JOHN-

-Shh! Vuoi fare piano?- mi rimprovera Enea, visto che ho gettato le nostre pale nella fossa appena scavata.

É notte fonda ed é ora di attuare il nostro piano... Cosí cominciamo ad avvicinarsi all'ufficio.

-ELECTRA-

-Ragazze, non me la sento di dormire, sapendo che John é a cosí poca distanza- imploro le mie due compagne di viaggio, mentre mangiamo l'ennesimo panino. Naturalmente ci si mette anche Mella, che ogni volta che mi trasformo mi rimprovera dicendo che vuole dormire di piú anche stando nel mio zaino o tra le mie braccia, e siccome se lo merita per la pazienza che ha nel seguirmi in missione, allora le lo concedo.

-Ele, dai... Solo poche ore di ristoro e lo rivedrai- dice Federica.

-Ti prego Fede...-

Le ragazze si guadano negli occhi -Va bene... Ma promettimi che dopo ci prenderemo un giorno di riposo...- risponde.

-Si, si! Ve lo prometto!!-

Francesca estrae dal mio zaino il Walkie-Talkie di legno e subito la voce del nonno risuona metallica -Ragazze!-

-Ciao...Ora?- rispondiamo all'unisono.

-Siete arrivate davanti al campo?-

-si nonno, siamo ai piedi del grande vulcano, basta attraversare un piccolo tratto di steppa e siamo arrivate- rispondo agitata.

-Cosa vedi?- mi chiede.

-Vedo...- scruto in lontananza, affilando la vista - Vedo un casolare, in stile vecchio west, come quello dei sceriffi, poco illuminato...-

-Molte fosse con delle collinette di terra ai lati, sicuramente estratte da lì stesso. In una di queste é precipitato un fuoristrada...- continua Francesca.

-Aspettate, c'è anche un capannone bianco poco distante dalle fosse, delle pale gettate a terra a caso e un serbatoio d'acqua accanto all'ufficio- conclude Federica

-Ok ragazze, il campo é quello. Il SuperGPS ha rilevato John lì, dove siete voi, ma non mi dice in quale punto preciso- annuncia il nonno.

-Adesso?- chiedo.

-Dovete assumere un passo felino, come quello di Mella- la gatta si impettisce orgogliosa- Superate la steppa che vi separa e nascondetevi da qualche parte... Non fatevi vedere da Garrett!!... Alla prima occasione, cercate di entrare nel capannone bianco, cioè il dormitorio dei ragazzi e di John. Prendetelo e scappate subito- conclude.

-Dobbiamo farlo proprio ora?- chiede Francesca con un minimo di speranza, pregando che il nonno dicesse di riposarci.

-Dovete farlo di notte, ora. Di giorno al campo si lavora- risponde.

"Pff... Lavorare! Lavoro forzato per dei ragazzi che ora dovrebbero frequentare l'Università! O comunque un lavoro che piace a loro!" penso - Nonno potresti segnare le coordinate di questo postaccio?- chiedo, e lui senza fare troppe domande lo fa.

-State attente. Comunque, l'energia e scesa del 30%. Quindi il monitor indica che l'isola é carica al 70%: dobbiamo farla arrivare al 50. Buona fortuna!- e il nonno riaggancia tra i sbuffi delle gemelle e il miagolio di disaccordo di Mella.

-Forza ragazze!- le incito mentre iniziamo a percorrere la steppa. Le energie mi sono ritornate in un baleno.Manca poco e l'isola si potrà ritenere salva.Ah l'adrenalina! Il lupo che c'è in me cerca di riaffiorare ma mi devo trattenere!

John... Sto arrivando.

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Le tre ragazze e Mella non hanno visto John ed Enea perché quest'ultimi si muovevano nell'oscurità tra una collinetta e l'altra, dritti dritti verso l'ufficio.
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-JOHN-

Eccoci qui, di fronte all'ufficio.

-La chiave sarà nascosta sotto lo zerbino- dice Enea.

-Ti guardi troppi film- gli dico ridacchiando.

-Scusa, dove credi che nasconderebbe le chiavi di scorta di casa, un tipo che nasconde quelle dell'auto in essa stessa?- dice sarcastico, guardandomi sorridente.

-Dai, andiamo- dico.

Così, quatti quatti eccoci di fronte alla porta in legno e diversamente da come previsto, la chiave si trova nel vaso di una pianta grassa.

-Grandioso- dico.

Enea si fa una risatina sommessa -Hai davvero paura di farti male? Ti ricodo che siamo licantropi-
Detto ciò, infila la mano tra le spine possenti e prende la chiave. Sul dorso, all'inizio delle dita, ecco che prende iniziativa un rivolo di sangue che cola veloce. Cosi Enea mi esorta a prendere la chiave e poi mi stende il dorso della sua mano verso di me.

-Guarda, guariamo in pochissimo tempo- dice.

Il sangue scompare e il graffio profondo provocato dalla spina si richiude.

-Allora Phil aveva ragione... Io che credevo che erano le Fluoflores a dare quell'effetto...-

-No no, siamo noi- dice, mentre fa scattare la serratura.

In silenzio apriamo la porta cigolante e sulla poltrona dietro la scrivania c'è Capo che russa molto profondamente con una bottiglia di Vodka in mano, vuota, e un'altra accanto a metà... Credo che si é ubriacato per bene, oggi.

Pian piano, ce ne andiamo alle sue spalle e iniziamo a leggere...

C'erano appunti e studi su l'energia, progetti su uno strano oggetto simile ad una pistola.

Enea toglie un foglio dalla lavagna e mi indica di leggere dopo aver assunto un'espressione spaventata. Era un elenco puntato, segnato su un foglio vecchio e sgualcito:

"• Assumere lavoratori.
Scavare fosse sempre piú profonde per trovare la fonte dell' energia.
Caricare il laser con l'energia.
Distrugere Phil e scoprire il tesoro che nasconde in quella grotta."

Cosa?!! Come fa a conoscere Phil?!
La sua stupidità ancora mi stupisce: crede che nella grotta ci sia qualcosa di valore con cui guadagnare. E poi non si sa l'origine dell'energia! Ecco perché ci fa scavare quelle fossi enormi ! E giacché vende i suoi ritrovamenti casuali ad alto prezzo!
Lo dobbiamo fermare! Per fortuna si é fermato al primo step... Per ora.

Ridò il foglietto ad Enea che se lo infila nella tasca dei pantaloni.
Mi fa cenno di andarcene e, mentre camminiamo silenziosi dietro all'uomo ubriaco, succede la cosa meno utile in quel momento.... A causa mia.

Sto camminando dietro ad Enea verso la porta, mentre osservo ancora il progetto di quello strano laser che avrebbe dovuto contenere l'energia per distruggere Phil, quando per sbaglio, il mio piede destro blocca il tallone di Enea che, inciampando arriva dritto dritto con la faccia a terra, provocando un tonfo che fa svegliare Garrett che comincia a stropicciarsi gli occhi.

Frettolosamente,stacco il foglio del progetto dalla lavagna e prendendo Enea per un braccio, lo aiuto a rialzarsi.

-Scappiamo!!!- gli grido.

Appena sente la mia voce, Capo sgrana gli occhi -EHI!!! VENITE SUBITO QUI!!- grida e comincia a frugare nel cassetto della scrivania.

Io ed Enea cominciamo a correre veloci come i cavalli a riva, forse un po' di più, mentre Capo ci sta inseguendo.

Ad un tratto uno sparo -MI AVETE PROPRIO STANCATO!!!- grida Garrett.
Il proiettile colpisce Enea al polpaccio e cade di nuovo a terra lanciando un grido di dolore nel buio della notte.

Garrett non é molto agile e continua a camminare anziché correre, comincia a sparare colpi di pistola al cielo.

-Dai Enea! Ci sta raggiungendo! Ti aiuto io!- gli grido tra il frastuono.

-No John, lasciami sparare,morire qui... Non servo più a niente, ti sarò di peso!- risponde lui ancora a terra mentre la ferita inizia a richiudersi con tutto il proiettile bollente nella carne. Urlava disperato dal dolore di quel pezzo di metallo.

Non posso lasciarlo qui.

-Finiscila di parlare cosí ! Tu sei il mio migliore amico e non ti lascerò morire solo per stare agli ordini del vecchio Phil! Ho già sbagliato una volta e non me ne andrò di nuovo da un amico!- grido veloce, con le prime lacrime che scendono, guardando la rassegnazione del mio amico.

-No..non..- non lo faccio finire di parlare e con il suo dolore lancinante, lo prendo per un braccio e lo sorreggo come avevo fatto con Electra quando si era rotte le costole -Smettila!- gli grido.
Il capo si avvicina sempre di più, furioso, spara a casaccio, per aria facendo tremare le pietre. Sta gridando insulti su insulti! Mi viene voglia di andare a prenderlo a schiaffi.

Io ed Enea cerchiamo di correre più veloci per seminarlo, infatti lui stringe ancora di più il braccio al mio collo per sorreggersi meglio e tra pochi minuti mi strozza.
Ci stiamo dirigendo verso il capannone, dove non può sparare perché ci sono gli altri ragazzi...

Siamo quasi arrivati, quando qualcosa all'entrata del dormitorio cattura la mia attenzione... Sarà forse Nick a bloccarci il passaggio?

-ELECTRA-
-Francy, Fede, Mella... Aspettatemi qui. Vado a prendere John e torno subito- sussurro loro. Siamo dietro ad una collinetta ai margini del campo.

-Ma...- cerca di contraddirmi Francesca.

-No no, niente "ma". Rimanete qui! Qualunque cosa accadrà- la interrompo e senza ascoltare ciò che mi dicono comincio a correre di soppiatto tra fosse, collinette e pale fino ad arrivare all'entrata del dormitorio.

Prendo un bel respiro e tra la luce lieve della luna sposto quel pezzo di telo bianco che fa da porta e mi affaccio scrutando nelle penombre che crea un raggio di luce.

Ci sono circa una quindicina di letti, sistemati a due a due in una struttura a castello. Tutti i ragazzi dormono nella quiete piú assoluta, solo che ci sono due letti vuoti.

-John!- sussurro, ma naturalmente non ho nessuna risposta -John!- lo richiamo e a questo punto da un letto si alza un ragazzo, troppo muscoloso per essere John.
I suoi occhi scuri cominciano a fissarmi e poi un sorrisetto maligno spunta sulla sua faccia.
Comincia ad avvicinarsi a me a passo lento e deciso. Quando é abbastanza vicino è circa un metro più alto.

-Chi sta cercando questa graziosa donzella?- chiede con un filo di sfottò.

-John é qui?- chiedo.

-Oh oh oh... Stai cercando quello stupido... Bhe, signorina bella, John non c'è, forse é morto nel caldo, insieme al suo amico-

Io sgrano gli occhi e mi viene una fitta al cuore. Non può essere morto!

-In ogni caso...- continua, guardandomi con quegli occhi neri che mi mettono a disagio -ci sono sempre io,Nick, che sono mille volte meglio di lui- conclude baciandosi il muscolo del braccio come uno scemo. Scusate ma la mia pazienza davanti ai vanitosi é poca.

-Senti, io non so chi sei tu,e non mi importa. Sto solo cercando John per una questione importante!- gli grido.

Ad un tratto degli spari! Il cuore mi sale in gola e il panico mi fa restare sbigottita!

-Ops! John é morto- ghigna quel Nick. Io, con le lacrime agli occhi di rabbia e paura gli mollo un ceffone in piena faccia, ma non si fa niente.

Lui continua a ghignare -Mi piacciono quelle che si ribellano- riesce a prendermi per un braccio ,anche se io mi dimeno inutilmente , e mi fa uscire fuori dal capannone.

Mi prende per le spalle e cerca di baciarmi, ma prima che ci riesca due mani e un pugno riescono a scaraventarlo a terra, liberandomi così da quelle due tenaglie d'acciaio...

-JOHN-

Cosa?!

Siamo vicini all'entrata del dormitorio mentre i spari continuano e dal capannone esce Nick con una ragazza che si dimena, cercando di liberarsi da quelle sue manaccie che le tengono le spalle.

Capelli blu, capelli lunghi e ondulati: ecco il dettaglio che mi fa capire che non si trattava di una ragazza normale ma bensì di Electra. Cosa cavolo ci faceva qui?.

Appoggio Enea al suolo, il più vicino possibile alla nostra via di fuga verso la costa e vado ad aiutare la ragazza-lupo.

Mi scaravento davanti ad Electra, prendo Nick per le spalle e con un gancio destro (mossa imparata da Enea che intanto faceva il tifo da seduto come se fossimo su un ring) lo butto a terra facendoli uscire sangue dal naso.
Prendo la mano di Ele per scappare, ma quel tutto muscoli mi prende un piede e sono costretto a tirargli un calcio nella pancia con quello libero.

E ora? Come facciamo a spostarci tutti e tre insieme e compatti più veloce del vecchio che ci sta ancora inseguendo a suon di spari? Ma mai finisce le munizioni?

Ho un idea: mi allontano sia da Enea che da Electra e mi trasformo nel grande e grosso lupo nero che mi ero promesso di non farlo uscire mai più. Ho capito che con le promesse non sono un granché.

Mi avvicino a tutti e due, che mi guardano perplessi e poi li faccio segno di salire sul mio dorso.

Un attimo dopo, i due si stavano tenendo saldamente alla mia pelliccia,Enea aveva raccolto il mio mp4 di legno e il foglio del progetto che tenevo nei pantaloni ormai scoppiati, correndo veloce, ululando di gioia.
Ululando per la gioia della nostra liberta riacquistata.

<<John!>> grida Mella nei miei pensieri.

<<Micia!>> la saluto.

<<Ehi sto seguendo il tuo odore! Cerca un riparo sicuro da questi spari!>> dice.

Comincio a correre ancora più veloce con i miei amici sul dorso , fino a quando i spari cessano e trovo una pineta abbastanza fitta...

Un altro lupo dal manto molto folto, di cui non riesco a distinguere il colore perché é seduto in controluce, ci aspetta tra due palme.
La cosa mi preoccupa, visto che non é nè Electra nè Enea. Sarà un amico o un nostro nemico?

•~ spazio scrittrice ~•

Ciao ragazzi!!!!
Come vi é sembrato questo capitolo? Vi ha tenuto almeno un po' in ansia, oppure l'avete letto annoiandovi?
Spero in ogni caso che vi sia piaciuto!

E ora? Chi sarà quel lupo sconosciuto? Electra si arrabbierà con John? E poi?😕

Come sempre vi lascio con le mie domande. Se questo capitolo vi é piaciuto lasciate una stella oppure un vostro parere nei commenti, come sempre.

Vi ringrazio tantissimo per il vostro supporto!!!!!! Siete fantastici!

Arrivederci al prossimo capitolo!! 😘😘

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