~* Condizioni *~
"Portami con te in questo viaggio senza meta ne destinazione,
Portami con te,
Portami con te,
Ancora un po' più in lá!"
Naturalmente il messaggio di queste parole è scontato: il ladro di pomodori vuole che diventi una loro compagna di viaggio e che mi spinga un po' più in là, verso l'America Meridionale.
La canzone dei Boomdabash risuona ancora nelle mio orecchie anche quando tolgo le cuffie e metto l'mp4 nel marsupio.
Sono le 10:50, tra dieci minuti quel buffo gruppo di musicisti sarebbe partito con una nuova compagna di viaggio. Anzi due.
Ormai avevo accettato l'idea. Anche se di loro sapevo poco e questo mi metteva molta ansia.
Dopo aver risistemato tutto, infilo Mella nello zaino, sperando che non miagolasse e , di nuovo carica come un mulo, esco dalla stanza e vado a pagare il mio soggiorno alla reception.
Finito il pagamento, mi ritrovo davanti alla band.
-Allora cos'hai deciso?- chiede Robert.
-Mi porterete con voi...- di sicuro hanno percepito la mia tensione, penso.
E invece no. Sono qui davanti a me ad esultare entusiasti, come se mi conoscessero da una vita.
Guardate che sono veramente strani.
-A una condizione però...- gli interrompo, mentre mi guardano ancora con il sorriso -Dovremo visitare almeno una città della California-
-Certamente!- risponde Rachelle-andiamo al camper!-
Mentre usciamo dal hotel, chiedo a Ashley se sono ammessi anche animali nel loro camper, ma non risponde.
Bhe... Chi tace, acconsente. Quindi...
Imbocchiamo una stradina che porta in un grande spazio non asfaltato. Una specie di parcheggio.
Io mi immaginavo un piccolo, classico camper da viaggio. Un camper normale insomma.
E invece mi trovo davanti uno dei camper più grandi e più lussuosi che io abbia mai visto: era gigantesco, con grandi finestrini chiusi da delle tende di un tessuto molto prezioso di color blu, come i capelli di Ashley.
Era enorme! Mai visto camper del genere!
Mi aiutano a salire a bordo e...
Oddio che lusso, ragazzi!
-Benvenuta Electra!- esclama Gil.
Io appoggio il mio zaino sul parquet e rimango a bocca aperta.
Cominciano a farmi fare il "giro" della "casa".
Davanti a me, ci sono circa 12/13 metri di... Di... Non so nemmeno se il termine lusso è adatto oppure è troppo poco per descrivere l'interni.
Ci sono divani imbottiti di pelle o di velluto rosso ,bagno con doccia a cascata, gli interni sono realizzati in pelle e legno. C'è una cucina, sala riunioni e sala da pranzo, televisione e altri aggeggi. Nella sala riunioni il tetto diventa un solarium.
Mentre camminiamo, Alice mi racconta un po' la storia di quello straordinario alloggio: in pratica, lo zio di Rachelle era l'avvocato più pagato di tutto la regione dello Yukon e vinceva sempre le cause giudiziarie più importanti. Cosí, quando è venuto a sapere che la sua nipote preferita faceva parte di un gruppo musicale, pensò di regararle uno dei camper più costosi che sfiorava i tre milioni di dollari, per permetterle di far conoscere la sua musica.
-... Eh cosí noi ci ritroviamo in questa bellezza- conclude Alice di parlare.
Mi sono voluti circa cinque minuti per riprendermi. "Wow" continuo a pensare.
Naturalmente, essendo il camper di un gruppo musicale, le custodie contenenti i strumenti non mancavano: sembravano due chitarre elettriche e una classica e forse c'era anche una batteria smontata.
Robert, mi prende per un braccio e, seguito dagli altri, mi mostra il mio divano di velluto rosso, su cui dormirò. In pratica, il mio letto.
Era morbidissimo e ,intorno a quest'ultimo, ce n'erano altri sei uguali al mio.
Ognuno aveva il suo divano assegnato, ma ce ne erano due in più, uno dei quali apparteneva a me.
Io mi trovo tra Ashley e Alice, mentre di fronte ci sono i divanetti di Robert, Gil, Rachelle e uno vuoto.
Ci sediamo, ognuno ai propri posti, e cominciamo a chiacchierare.
-Ragazzi, sono ammessi gatti qui?- chiedo.
-Perchè?- dice curioso Robert.
Io prendo il mio zaino e, aprendo la cerniera, caccio da lí Mella.
Loro la guardano incuriositi e le ragazze iniziano a coccolarla.
Mella, come al solito, si gode i suoi piccoli momenti in cui si trova al centro dell'attenzione.
Poi mi guarda e dalle braccia di Ashley, salta su di me e si siede di fronte ai miei nuovi compagni di viaggio con fare interrogativo, come per dire "allora, cosa avete deciso?"
Robert e Gil la guardano increduli, poi Gil inizia a parlare.
-Non saprei, ragazzi. È dolcissima senza dubbio, ma non possiamo tenerla con noi-
-Non posso abbandonarla-
-Ma rovinerà gli interni! Farà un casino quando mangierà, sporcherà! E poi la lettiera chi la cambia? Togliendo il fatto che non ne abbiamo una?-
-Me ne occuperò io, come ho sempre fatto... Per favore- imploro
-No Electra. Noi dobbiamo viaggiare. Non possiamo portarla con noi. Mi dispiace- dice Gil
-Ma... Ma...- vengo interrotta da Robert.
-Tranquilla, non ci vuole niente ad abbandonarla. Basta lasciarla sulla strada,qui. E poi ce ne andiamo. Se la caverà-
A quelle parole, scusatemi, ma non ci ho visto più.
Ho preso Mella e le mie cose, e mi diriggo verso l'uscita dicendo
-Allora, tieniti pure tutto questo lusso. Io non l'abbandono. Lei c'è stata sempre per me. Non posso abbandonarla. È la mia Amica con la A maiuscola. Se volete abbandonare lei, allora me ne vado anch'io-
Non riesco a capire cosa si dicono i cinque mentre percorro quei 12/13 metri di camper, ma so soltanto che sono fermata da un uomo grande e grosso che mi costringe ad arretrare.
-Ah Electra, ti presento Andrew, il nostro autista- dice Rachelle.
Ecco di chi era il divano vuoto.
L'autista era alto, robusto, pieno di muscoli e aveva una carnagione abbronzata.
Era vestito con una camicia fiorata, dei jeans e indossava occhiali rotondi neri e una bandana che teneva indietro la chioma ondulata di capelli lunghi e castani.
Era...non so... Assomigliava a un Hippy sui 35/40 anni.
Con tutta la sua goffaggine da uomo duro, mi prende la mano e mi da un bacio presentandosi.
Io, ormai rossa, gli dico il mio nome.
-Fate i bravi ragazzi!- Dice a loro.
Ma che tipi!
Lui si gira di spalle e va al posto guida, aspettando indicazioni su dove andare.
-Dai, ritorna qui Ele. Ho esagerato. Scusa- dice Robert.
Lo guardo incredula, ancora in piedi davanti a tutti e cinque.
-Siediti ,dai. Possiamo tenerla- continua Alice.
-Oh, così va meglio- rispondo sorridendo a Mella.
-Però te ne occupi tu. Dovrai stare attenta a cosa combina!- mi ricorda Gil.
-Starà buona vedrete!Grazie! - esclamo di gioia e, lasciando nuovamente il mio equipaggiamento sul parquet (compresa Mella che inizia ad annusare il nuovo ambiente) mi siedo sul mio divano.
Avevo avuto davvero paura di abbandonare Mella. Era la mia unica compagna. La mia unica Amica. Mamma mia, stavo sudando freddo al solo pensiero.
Gil osserva la gatta, sgridandola di tanto in tanto, quando sta per saltare su qualcosa. Sono costretta a prenderla e a posarla sulle mie gambe.
-Iniziamo male- dice Robert.
-Ma sta' zitto...- lo rimprovera Rachelle.
Cominciamo a parlare del viaggio.
Loro sarebbero dovuti arrivare sull'Isola di Pasqua entro il 12 Luglio.
Abbiamo deciso di non viaggiare di città in città, ma bensì prendere l'autostrada e fermarci solo quando c'è una città importante tipo Seattle, Portland, Los Angeles ecc.
Inizieremo questo nostro nuovo viaggio, non più alle 11:00, ma nel tardo pomeriggio dopo che avemmo mangiato e sistemato le cose di Mella, tipo la lettiera.
-Scusa, ma sbaglio o Mella in hotel non c'era?- chiede Ashley.
-Si. L'avevo nascosta-
-Aaaaah. Non si violano le regole- disse sarcastica e ridendo.
-Ops. Non me ne ero accorta- rido con lei.
Nella loro stranezza, questo gruppo mi piace da impazzire.
In fondo sono anch'io un po' strana: chi partirebbe senza prima stabilire le meta e il percorso da fare? Senza badare ai costi e senza dirlo a nessuno, ma solo ad una gattina di due mesi? Tua compagna tra l'altro.
~• spazio scrittrice •~
Bentornati ragazzi!
Grazie per le visualizzazioni, i commenti e i voti.
Ma ,sinceramente, come vi sta sembrando questa storia? Fatemelo sapere nei commenti.
Non nego che l'idea di cancellarla mi è già passata per la mente.
Fatemi sapere.
Alla prossima... Se vi va👍😕
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