~* Cercando di sconfiggere la noia *~
-Non ti permettere a rispondermi così!-
-Ma papá ! Io non ce la faccio piú! Ormai ho 16 anni! Ce la posso fare!-
- Quando dico No è No! Tu non passerai tre mesi della tua estate in quel campus! Senza conoscere nessuno e in delle città dove ti perderesti!-
-Papá è fatto apposta per conoscere nuove persone. E poi non staremo da soli ci saranno dei tutor!- cerco di convincerlo.
-No! Non ci andrai chiaro?!-
-Uffa papà, mi sono scocciata di stare qui isolata dal mondo intero!! Non c'è nessuno! Non c'è vita, per me è una prigione lo vuoi capire?!- inizio a gridare.
-Non è colpa nostra se la casa meno costosa si trovava a 3 km dalla città!- replica mio padre.
-Papá a me piace stare tra la gente, partecipare ad eventi importanti: tipo concerti e cose varie...- mi interrompe subito.
-Senti Electra, tu a quel campus non ci andrai! Punto e basta. Quando sarai una maggiorenne abbastanza matura potrai fare quello che vuoi! Ed è inutile che metti il muso-
Il nostro litigio finisce così.
Eh sí, mi toccherà passare un'intera estate qui, in questo posto sperduto, troppo tranquillo per i miei gusti invece di partecipare al campus alla scoperta della California.
Non ce la faccio.È stressante!
Le altre estati invece erano più divertenti: io e la mia famiglia vivavamo in Italia e lí avevo molte amiche con le quali mi ritrovavo ogni estate e ci divertivavamo ogni giorno sulla spiaggia.
Poi, quando arrivai a circa 9 anni, i miei decisero, per problemi lavorativi, di trasferirci con nonno Filippo vicino a Whitehorse, nel territorio dello Yukon, in Canada. Hanno comprato una casa distante 3 chilometri da Whitehorse. È una casa isolata, è per questo che ora mi annoio tanto l'estate, quando i miei vanno a lavorare in città. Mentre, d'inverno, vado a scuola e non c'è spazio per la noia.
Intanto, nonno Filippo aveva comprato la grande casa di fronte alla nostra e, siccome era un amante dei cavalli, aveva acquistato anche tre quarter horse e praticava monta americana.
L'estati col nonno erano state indimenticabili per me: mi ha insegnato ad andare a cavallo ( il mio quarter horse era quello sauro con la lista, il più basso. Si chiamava Rinaldo e lo adoravo), lo aiutavo nella piccola scuderia, mi insegnava molte cose e mi narrava moltissimi racconti. Non mi annoiavo mai con lui. Era fantastico nonno Filippo!
Poi arrivò quel giorno.
Come ogni mattina, mamma e papà stavano andando a lavorare a Whitehorse, ma prima di andare, mi accompagnarono a casa del nonno.
-Papá- chiamò mio padre ma non ebbe nessuna risposta.
Cominciammo a cercarlo per tutta casa. Ma niente, era sparito!
Andai nella sua piccola scuderia ed erano spariti anche i suoi tre magnifici Quarter horse, compreso Rinaldo.
Sconvolti, denunciammo la sua scomparsa alla polizia, ma non trovarono neanche il suo corpo o uno dei suoi tre cavalli.
Era sparito senza lasciare traccia. Dov'era finito? Credetemi, mi era letteralmente caduto il mondo addosso.
Da quel giorno sono passati circa cinque anni e del nonno nessuna traccia. Cinque estati noiose.
I miei genitori così, decisero che avrei potuto adottare un gatto per avere un po' di compagnia, anzi precisiamo: siccome sono passati otto anni da quando mi sono trasferita in Canada, so la lingua di qui alla perfezione ormai ,e quindi a scuola ho molte amiche e amici con cui passare l'inverno e la scuola, solo che quando arriva l'estate tutti partono per i vari campus o per fare un viaggio in famiglia e così ,io rimango qui sola insieme alla mia gattina.
Sinceramente, all'inizio ero contraria all'idea di adottare un gatto: era come condannarlo ad annoiarsi con me.
Mamma e papá ci hanno messo anni prima di convicermi, infatti abbiamo adottato una gattina solo adesso.
Del mio 16° compleanno, mi hanno accompagnata in un gattile in città e me ne hanno fatto scegliere uno: guardavo nei vari recinti, quando notai una gattina piccolissima dal manto grigio ,dalla faccia bianca e dagli occhi grigio/blu.
Scelsi lei. Me ne innamorai. Ed è così che in casa nostra, ora scorrazza una gattina di solo due mesi di nome Mella (Lo so, lo so è strano. Il nome è un' altra storia).
Ritornando a noi.
Non sono riuscita a convincere mio padre a mandarmi al campus estivo che avrebbe avuto come programma partire in California.
Ora mi tocca provare a convincere mamma.
Vado in cucina da cui proviene un odorino abbastanza delizioso. Di sicuro sta preparando i biscotti per la colazione. Lo fa ogni sera.
-Mamma...-
- Dimmi Electra-
- Non è che... Cioè...-provo a fare la vittima - Sai, mi sembra ingiusto che papà non vuole che partecipi al campus che è diretto in California. In fondo, io qui mi annoio tantissimo da quando il nonno è sparito, e...- vengo interrotta.
- Electra, lo sai benissimo come la pensiamo. Da quando il nonno è sparito siamo spaventati e cerchiamo di proteggerti. Guarda la situazione dal nostro punto di vista: cosa faresti se tua figlia venisse e ti chiederebbe di partire per un altro stato da sola,sapendo che non riesce ad orientarsi neanche dentro casa, figuriamoci in una città della California?-
- Questo non è vero! Non sono una bambina mamma!- mi fa innervosire quando fa così.
-Non sei una bambina,certo. Ma non sei neanche un'adulta... Lo stai diventando pian piano. E quando sarai abbastanza grande e matura ti prometto che ti farò fare il viaggio dei tuoi sogni-
- Ahi!-
Piano B: fallito.
Ok, mi tocca starmene qui un'altra estate.
Mia madre mi abbraccia e io ricambio. Poi volto le spalle e salgo in camera mia.
Trovo Mella stesa sul mio letto che mi accoglie con un -Miao- e mi fa spazio accanto a lei. Mi stendo di fianco e rimaniamo tutte e due così, mentre lei gioca con i miei capelli e mi fa le sue fusa da cucciola, come per rassicurarmi.
-E così, dobbiamo sopravvivere a tre mesi di noia insieme- dico alla gatta sospirando.
Lei mi guarda con quegli occhioni che ,per quanto sono dolci, rischio di farmi salire il diabete.
-Dobbiamo inventarci qualcosa, Mella- le dico.
Mi alzo dal letto e vado a mettermi il mio adorato pigiama. Poi vado a dare la buonanotte a mamma e papà, seguita da Mella che si ferma a mangiare i suoi bocconcini. La dovrò aspettare ,visto che ha il vizio di dormire sul mio letto e, essendo troppo alto per una gattina di due mesi, si mette a miagolare ai piedi del letto finché non la prendo in braccio e la poso sulle coperte.
Ritorno in camera mia e lascio la porta un po' aperta in modo che la gattina possa entrare.
Nell'attesa accendo la Tv: c'è il film che guardavo sempre con mio nonno "War horse". Decido di vederlo tutto. Eh si... La mancanza del nonno si fa sentire.
Comincia il classico minuto di pubblicitá e (con un tempismo perfetto tra l'altro) arriva Mella e inizia a miagolare, così la prendo e si sistema sul letto,addormentandosi.
-Vuoi partire ma non sai dove andare? E se ti organizzassimo un viaggio avventuroso? Passa dalla nostra agenzia!- è la voce del tipo della pubblicità a catturare la mia attenzione.
Mi ripeto questa domanda in testa "E se organizzassi un viaggio avventuroso?".
No no, devo togliermelo dalla testa. I miei non me lo permetterebbero mai. E se organizzarsi tutto da sola credo che mi rinchiuderebbero dentro casa a vita.
Meglio non pensarci. Meglio formulare un'altra domanda:
"Cosa farò per non annoiarmi?"
😺😺😺😺😺😺😺😺😺😺😺
•~ spazio scrittrice ~•
E come promesso, eccomi ritornata con un'altra storia!
Come vi sembra Electra? Secondo voi, come farà a non annoiarsi durante l'estate?
Se vi va lasciate un vostro parere nei commenti oppure, se vi è piaciuto questo primo capitolo, lasciate una bella stellina.
Alla prossima! Baci!😘
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