24. Credevo che tu fossi debole...
Harry camminava velocemente per le strade di New Orleans, come se Louis non pesasse nulla fra le sue braccia.
Quest'ultimo era rannicchiato sul suo petto con le braccia intorno al suo collo e continuava a ringraziarlo e a piangere.
Ad un certo punto il silenzio della notte venne rotto dal rumore della sirena di un'ambulanza e Louis iniziò a tremare violentemente cercando di portarsi le mani sulle orecchie.
" È solo una sirena, Louis, non ti farà alcun male. Non conosci nulla del mondo moderno in cui viviamo ora?" chiese Harry.
Louis rimase in silenzio per un po', poi rispose:
" Quando...quando mi sono salvato dalla palude ero ridotto davvero male e l'unica cosa che ho potuto fare è stata quella di trovarmi un rifugio e cercare di rimettermi in sesto.
Solo che tutto è cambiato...
I primi tempi non riuscivo a muovermi e l'unico mio nutrimento erano i topi che vivevano lì.
Solo che, come ben sai, i topi non bastano, soprattutto per come ero ridotto, con il corpo quasi privo di sangue, le ferite e tutto il resto...
Poi, anno dopo anno, sono rimasto lì sulla poltrona dove mi hai trovato, a pensare e ad attendere forse la morte...
Solo che un vampiro non può morire, se non quando il suo corpo viene bruciato "
" Ma perché non sei uscito, avresti trovato un mortale con cui nutrirti..." disse Harry.
" Vuoi la verità ? Avevo paura. Paura dei nuovi e strani rumori che sentivo, paura dei cambiamenti avvenuti nel mondo e paura, soprattutto, di affrontare tutto da solo " sussurrò sincero Louis.
Harry istintivamente lo strinse maggiormente a sè e il vampiro più vecchio aggiunse:
" Credevo fossi debole, angelo, credevo davvero che tu fossi debole, invece tu, da solo, hai affrontato ogni cosa, anche il cambiamento del mondo.
Io, invece, che ero convinto di essere forte, sono diventato un relitto umano.
Come ti ho pensato in questi anni....quante volte ho sognato che tu saresti tornato da me..."
" Vedrai che ti riprenderai, Louis, vedrai che tornerai il vampiro forte e coraggioso che eri un tempo " lo confortò Harry.
Dopo queste parole fra i due calò il silenzio.
In breve tempo Harry arrivò nella villetta dove abitava, digitò con un po' di fatica il codice dell'allarme e poi entrò dal cancello, richiudendolo dietro di sè.
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