Capitolo 4°.
- Alex! Potresti anche uscire dall'acqua!- dissi sbuffando e alzando gli occhi al cielo per la millesima volta.
Alex era il mio fratellino.
Era in acqua da tipo venti minuti e avevo paura che con il vento che c'era si prendesse un'influenza.
- Non voglio! - urlò prima di scomparire sotto acqua e per poi ritornare in superficie dopo pochissimi secondi.
- Amanda, ci sta guardando ci sta guardando! - mi disse a bassa voce Matt prima di arrossire e gesticolare come un presentatore televisivo agitato.
Sam Wilkinson e Dana Anderson erano in spiaggia quando eravamo arrivati e questo aveva causato in Matt delle reazioni a dir poco spaventose.
In me invece aveva causato odio, gelosia, tristezza e delusione.
Mi sarebbe piaciuto dire a tutti che se la faceva con il professore di matematica, ma il fatto è che in un certo senso la capivo. Anche io volevo la stessa cosa. Cioè, non andare a letto con lui, ma stare con lui.
Arricciai il naso disgustata nel guardare quella depravata che muoveva la mano all'interno della coscia di Sam mentre questo, come se non fosse più nel nostro pianeta si stava eccitando da morire.
Chissà se Nate sapeva di quello che succedeva tra i due mentre lui non c'era.
- Pensi sia una copertura?- chiesi a Matt continuando a guardargli.
- Non saprei. So solo che io non ho possibilità.-
- Non è giusto. Non è giusto ne per Nate ne per Sam. - dissi cercando di mantenere la calma. Quel pomeriggio Matt aveva fatto il ripasso di tutte le parolacce e gli insulti del mondo uscite dalla mia bocca.
Non mi piaceva essere volgare ma certe cose erano inaccettabili. Per iniziare con il triangolo Nate-Dana-Sam.
Sapevo già quello che c'era da fare.
****
Quella mattina decisi di alzarmi presto e andare a scuola arrivando, stranamente, in anticipo.
- Ehy fai attenzione sfigata- disse Nash dopo avermi dato una spallata e avendomi fatto cadere tutti i libri a terra.
- Coglione..- sussurrai abbastanza forte da farmi sentire dal moro.
Nash si girò, per prendermi per il collo e sbattermi all'armadietto.
- Come hai detto? - due grandi occhi azzurri cominciarono a fissarmi, penentrandomi fin dentro l'anima.
- N-niente- balbettai.
Non avevo alcuna intenzione di cominciare a discutere con il ragazzo più irritabile di tutta la scuola.
Lasciò il mio collo, per poi voltarsi e andarsene.
Era tanto stronzo quanto dannatamente bello.
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