2. De profundis clamavi
"Tu..." pronunciai quella sillaba condensandovi tutto il mio nervosismo "ti serve un altro libro per caso?".
Tutta quella situazione mi stava realmente dando sui nervi: ero stanca, affamata e quel tipo continuava a guardarmi con un ghigno strafottente...
Dio, quanto avrei voluto prenderlo a sberle solo per vedergli sparire quel sorriso idiota dalla faccia!
L'uomo avanzava nella stanza con passi misurati, felini... sembrava mi stesse studiando.
I suoi occhi, glaciali, non mi trasmettevano alcun tipo di emozione, nonostante il suo sguardo non si fosse staccato dal mio nemmeno per un secondo.
"Mi dispiace deluderti tesorina" mi canzonò, fermandosi a qualche passo da me "non sono un tipo che legge molto".
"Peccato... potresti imparare qualcosa" mi dava sui nervi in una maniera inspiegabile.
Tutto il mio self-control e la pazienza dimostrate con il ragazzo dai capelli azzurri erano finite dritte a farsi fottere.
Il suo ghigno diventò ancora più largo e spaventoso: quasi tutti gli anellini sul viso erano tesi e per un secondo pensai che gli si sarebbe strappata la faccia
"Per quanto apprezzi la tua sfacciataggine, fai molta attenzione.
C'è un motivo se mi faccio chiamare Dabi. Se fossi in te, valuterei attentamente la possibilità di collaborare: le bruciature sanno essere molto fastidiose da fare guarire! E poi, sarebbe davvero un peccato rovinare un visino carino come il tuo".
Continuavo a guardarlo dritto negli occhi.
Aveva degli occhi bellissimi, probabilmente i più belli che avessi mai visto, ma oltre questo, non riuscii a vedere nient'altro.
Non riuscivo a capirne il motivo, ma per qualche strana ragione, il mio Quirk non funzionava.
La risposta più probabile che riuscii a formulare nella mia mente fu che avevo sprecato una gran quantità di energia con l'accidentale attivazione precedente con Shigaraki e adesso avevo davvero bisogno di riposare...
"Ehi, mi hai sentito?!?"
Cazzo, ero talmente impegnata a capire perché non riuscissi a utilizzare la mia Unicità contro il ragazzo che avevo di fronte che perfino le sue mal celate minacce erano passate in secondo piano.
"Oi, ma mi stai prendendo per il culo per caso?" il suo tono di voce era decisamente più cupo di un momento prima.
No, non lo stavo prendendo in giro.
La verità è che non provavo assolutamente nulla.
Da troppi anni mi ero talmente tanto abituata ad una vita fatta di dolori, sofferenza e poi solitudine da non riuscire più a preoccuparmi per cose che normalmente dovrebbero preoccupare le persone, prima fra tutte, la propria incolumità.
Erano anni e anni che mi trascinavo giorno per giorno conducendo una vita che guardavo passare come L'Étranger... una vita che scorreva dietro i vetri di una finestra mentre lui, lo straniero, semplicemente attendeva.
Ma io che cosa stavo aspettando se non la migliore occasione possibile per abbassare il sipario e sparire?
"No", la mia voce era completamente atona "non ti sto prendendo per il culo".
Dalla sua espressione riuscivo a cogliere la sua sorpresa: probabilmente non si aspettava da parte mia la totale mancanza di terrore, paura o di qualsiasi altra emozione o reazione umana.
"Il tuo Quirk deve essere davvero molto potente" proseguì Dabi, ricomponendosi "per non tremare minimamente di fronte a me".
La mia pazienza aveva un limite e quel limite era stato di gran lunga superato.
Finalmente, in quel totale stato di apatia riuscii nuovamente a provare dentro di me un po' di emozione umana: primordiale e rettiliana rabbia.
"È questo il vostro problema" sbottai "Villain o Heroes non fa differenza. Pensate che i Quirk siano la risposta a qualsiasi cosa: alla forza, alla bellezza, e adesso perfino alle mie reazioni!".
Dabi mi guardava incuriosito senza staccare gli occhi dal mio viso. Ancora delle sue emozioni nessuna traccia.
"Ti fa sentire meglio pensare che non abbia alcuna paura di te grazie alla mia Unicità?" continuai.
Ero un fiume in piena e il desiderio di urlare sempre più tangibile "Beh, mi dispiace davvero tanto per te: la verità è che non hai nulla, assolutamente nulla con cui tu possa ricattarmi. È solo per questo che non mi fai alcuna paura".
Per un attimo lo vidi confuso, incerto sul da farsi come se stesse riflettendo seriamente sulle mie parole.
Ma durò soltanto un attimo.
Un momento dopo, era comparso nuovamente quel ghigno sulla sua faccia, questa volta ancora più sadico di qualche attimo prima.
"Questo è tutto da vedere" il suo tono di voce sarebbe bastato per fare impallidire chiunque... chiunque sano di mente.
Fece qualche passo e in un attimo fu davanti a me.
Adesso riuscivo a vedere chiaramente le sue bruciature e mi chiesi quanto dolore gli avessero provocato... empatia del cazzo!
"Adesso vedremo se il fuoco non sarà in grado di farti collaborare, bambolina. Passerai dalla nostra parte, che tu lo voglia o no!".
Un'accecante fiamma blu spuntò dalla sua mano sinistra. Per un attimo mi soffermai ad osservarne la straordinaria bellezza.
Poi, in maniera estremamente controllata, l'avvicinò al mio corpo, non abbastanza da bruciarmi, ma in maniera sufficiente a farmi provare un caldo insopportabile.
Era davvero impegnativo respirare e tenere gli occhi aperti e pensai che i miei capelli e i miei vestiti stessero bruciando.
Quando pensai di essere sul punto di svenire, Dabi bloccò il suo Quirk.
Con una mossa veloce e stranamente delicata, afferrò una piccola ciocca di capelli sulla mia fronte che stava per bruciarsi e la spense tra pollice e indice.
"Perdonami dolcezza, non avevo intenzione di rovinarti l'acconciatura" rise divertito.
Poi, si accorse che anche una buona parte della manica destra della mia felpa era letteralmente diventata cenere.
"Ops!" aveva il tono di voce di un bambino che fa una marachella e gli occhi da folle.
"Beh, a questo punto, tanto vale toglierla del tutto" sogghignò.
Prima di poter capire a che diavolo si stesse riferendo, lo vidi strappare a metà la mia felpa con espressione trionfante.
In cuor mio, ringraziai me stessa per aver indossato una canottiera.
Poi, qualcosa cambiò.
Il mio Quirk continuava a non funzionare, ma non era necessario alcun potere particolare per rendersi conto che l'espressione di Dabi era cambiata.
Il ghigno sadico e lussurioso di un momento prima adesso si era trasformato in un'espressione incredibilmente seria, quasi funerea mentre osservava il mio corpo.
Lo seguii con lo sguardo per capire dove stesse guardando e notai tutte le mie cicatrici, le vecchie e quella nuova di Shigaraki infertami qualche minuto prima.
Aveva l'aspetto di una brutta scarificazione.
Senza dubbio, avevo cicatrici più belle!
"Cosa c'è Dabi?" il mio tono di voce, nonostante la rassegnazione, era fermo "credevi di essere l'unico a portare delle cicatrici?".
Lui passava lo sguardo dal mio petto alle mie spalle al mio viso. Sembrava confuso, ma non potrei dirlo con certezza.
"È come ti ho detto poco fa" proseguii "non c'è niente con cui tu possa ricattarmi... non c'è niente che tu possa farmi che non mi sia già stato fatto".
Dabi mi guardò fisso negli occhi: erano fuoco liquido e per un attimo sentii la mia fermezza e spavalderia venire meno.
Avrebbe potuto uccidermi, stuprarmi o staccarmi un arto o due in qualsiasi momento e non sarei minimamente stata in grado di difendermi.
Ma non fece nessuna delle tre cose.
Avvicinò le sue mani alle mie e con uno scatto agile mi liberò finalmente i polsi.
Poi, si alzò in piedi con espressione indecifrabile e, rivolto verso la porta disse "tra poco ti porto da mangiare". Dopo di che, uscì richiudendosela alle spalle.
Io rimasi bloccata a fissare la porta, massaggiandomi i polsi doloranti.
Non mi ha fatto niente... pensai senza capire.
A fare eco, giunse un altro pensiero che mi fece perdere un battito.
Mi ha sfiorato le mani, ho sentito chiaramente il suo calore... ma il mio Quirk non si è attivato nemmeno in questo modo...
Che cosa mi stava succedendo?
Dabi's POV
Chiusi la porta alle mie spalle e appoggiai la schiena alla parete.
Che cazzo mi è preso?
Avevo avuto l'occasione perfetta per metterla alle strette, ancora qualche secondo e avrebbe ceduto, ne ero praticamente certo...
Ma allora, perché non ero più riuscito più a muovermi dopo aver visto tutti quei segni?
Perché quelle cicatrici mi avevano provocato un dolore strano al petto e avevo, senza volerlo, trattenuto il respiro?
Deve essere il Quirk di quella stronza, pensai, la prossima volta farò in modo che non mi fotta il cervello come adesso!
Mentre escogitavo i miei piani futuri su come farla pagare a dovere a quella ragazza, mi accorsi di tenere ancora in mano un pezzo della sua felpa.
Lo rigirai tra le mani e scoprii che nella parte interna c'era un piccolo taschino.
Al suo interno trovai un foglietto di carta, stranamente intonso. Probabilmente, si era salvato solo perché la tasca era interna.
La scrittura era precisa, anche troppo e mi dava sui nervi quell'eleganza ai limiti del maniacale.
E dunque non c'è orrore che vinca sotto i cieli
la silente ferocia di questo sole gelido,
e questa immane notte, al vecchio Caos uguale.
Io invidio la sorte d'ogni abietto animale
che può felice immergersi in un torpore ottuso,
così pigro del tempo si sgomitola il fuso...*
"Dabii!!" la voce fastidiosa di Shigaraki echeggiava in tutto il corridoio facendomi sobbalzare e alzare lo sguardo.
"Allora? Il tuo incredibile fascino ha avuto successo?".
Cercai di ignorarlo, sebbene la mia evidente sconfitta mi facesse incazzare non poco.
Continuavo a rigirarmi tra le mani quel foglietto di carta, incapace di capire che cazzo mi stesse succedendo in quel momento. Poi, feci esattamente ciò che facevo ogni volta che non ero in grado di comprendere le mie emozioni: decisi di ignorarle e passarci sopra.
"Aaah fanculo!" imprecai a denti stretti trasformando il foglietto in cenere "ehi squilibrato, vedi di portarle qualcosa da mangiare, a meno che non ti serva un cadavere come membro onorario".
Dopo di che, mi diressi in camera mia ignorando le risate isteriche di Shigaraki.
Quel tipo mi stava sul cazzo ogni secondo di più.
Stupida ragazzina secchiona, dissi tra me e me prima di chiudermi la porta alle spalle e tentare di riposare qualche ora mettendo definitivamente punto a quella giornata di merda.
*Baudelaire, trad. Bufalino
Immagine copertina: Pinterest
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