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14. I lamenti di un Icaro

Konan's POV

Sogni confusi avevano tormentato il mio sonno per tutta la notte. Mi svegliai, madida di sudore, alle prime luci dell'alba con gli sgradevoli strascichi di visioni di fuoco, rabbia e dolore, un indicibile dolore.

Durante la colazione, rimasi abbastanza taciturna, nonostante i sorrisi di Fuyumi e la sua eccessiva cura nel chiedermi se volessi altra roba da mangiare.

Mi sforzai di sorriderle rifiutando altro cibo: il mio stomaco era completamente chiuso mentre una sgradevolissima pressione si era impadronita del mio petto.

"Konan, stai bene?" mi chiese ad un tratto lei, leggendo visibilmente la mia sofferenza.

Per un attimo mi chiesi se anche lei possedesse il Quirk dell'empatia. Poi mi resi semplicemente conto che le persone sensibili non ne hanno bisogno.

"Certo Fuyumi, non ho dormito molto e mi sento un po' intontita".

"Oh, mi dispiace moltissimo" mi rispose lei con espressione dispiaciuta "il letto forse non era abbastanza comodo?".

"No anzi era molto comodo" dissi imbarazzata "ho sempre qualche difficoltà a dormire in un letto che non sia il mio" e mi forzai di sorriderle per tranquillizzarla.

Mi sentivo dannatamente in colpa nei suoi confronti. Le stavo mentendo spudoratamente e lei si stava preoccupando della qualità del mio sonno. Avrei voluto con tutto il cuore raccontarle la verità, dirle con le lacrime agli occhi che suo fratello era ancora vivo, ma che probabilmente non sarebbe stata così felice nel rivederlo. Non essere stupida Konan, pensai, ne sarebbe ugualmente felice, senza ombra di dubbio. Il punto è che non potevo: né per lei né per lui né per me. Non avevo alcun diritto di spifferare quel segreto, specie se si trattava di Dabi.

C'era soltanto una persona con cui avrei dovuto parlare e il solo pensiero mi faceva contrarre ancor di più le viscere... non sarebbe stato contento, non c'erano dubbi.

Terminata la colazione era tempo di congedarsi.

Fuyumi mi abbracciò calorosamente "vieni a trovarci spesso" mi disse felice.

Ricambiai l'abbraccio mentre il senso di colpa continuava a tormentarmi "certamente, vi ringrazio per tutto".

"Natsuo si è offerto di accompagnarti alla stazione mi rispose raggiante "verrei anch'io, ma devo prepararmi per la scuola".

Qualche momento dopo, infatti, il fratello comparve sulla soglia visibilmente assonnato, con l'immancabile tuta da ginnastica e i capelli scompigliati.

"Posso tranquillamente andare a piedi" cercai di dire con un sorriso nervoso "non c'è bisogno di questo ulteriore disturbo".

"Nessun disturbo" mi rispose Natsuo cercando di nascondere maldestramente uno sbadiglio "tanto dovevo comunque svegliarmi presto per studiare".

Si grattò la testa sorridendo con un'espressione buffa che fece sorridere anche me.

"D'accordo, allora non insisto". Salii sulla sua macchina mentre Fuyumi continuava a salutarmi felice come una bambina.

Il tragitto era abbastanza breve, ma si stava creando un silenzio imbarazzante all'interno dell'abitacolo.

"Ti dispiace se metto un po' di musica?" mi chiese Natsuo dopo qualche minuto.

"Oh no affatto" gli risposi, ringraziandolo mentalmente. Non mi sentivo a disagio con lui, ma non avevo alcuna voglia di fare conversazione in quel momento.

Giunti a destinazione, mi attardai a scendere accorgendomi che avevo lasciato una tasca dello zaino aperta e le chiavi erano volate sul tappetino. Quando rialzai la testa, vidi Natsuo in piedi accanto al finestrino intento ad aprirmi la portiera. Arrossii di botto: non mi aspettavo di certo un gesto così galante.

"Grazie" cercai di dire con disinvoltura, ma probabilmente il mio imbarazzo era evidente.

"Purtroppo ho l'obbligo di frequenza all'università" disse Natsuo con le guance leggermente colorate di rosa guardando un punto indefinito di fronte a sé "altrimenti ti avrei accompagnata volentieri a casa... mi piacerebbe molto visitare Kamakura".

"Avete già fatto decisamente troppo per me" ribattei sentendo la mia faccia andare a fuoco "potremmo organizzare una piccola gita uno di questi giorni, magari la domenica così siamo liberi tutti e tre".

"Sarebbe bello" rispose lui con un sorriso.

L'imbarazzo stava nuovamente aleggiando così mi affrettai "adesso devo scappare al binario. Arrivederci Natsuo, è stato un piacere conoscerti".

Mi guardò per qualche secondo, prima di abbassarsi e posarmi un bacio sulla guancia. La sua mano sfiorò delicatamente la mia spalla e, purtroppo, il mio Quirk si attivò.

Immagini confuse si mostrarono alla mia vista. Due bambini con i capelli candidi giocano a palla, felici. Ad un tratto, la porta si spalanca di botto ed entra un uomo enorme, con i capelli rossi e lo sguardo truce. Afferra malamente uno dei due portandolo via senza alcuna cura.

No papà, ti prego non portarlo via

Ci stiamo divertendo... Lui non vuole questo, così gli fai male! Touya...

L'immagine si sfalda, sostituita da quella di Natsuo adolescente che piange sul letto dove avevo dormito la sera precedente.

Touya dove sei?!? Non è vero, non puoi essere morto, non te lo permetto!

Che cosa faccio senza di te? Mamma è stata rinchiusa in una clinica,

Shoto ci è stato portato via... come faccio a combattere contro quel bastardo senza di te?

Ritornai alla realtà con il fiato corto e le lacrime che mi rigavano il viso. Una familiare, sgradevole sensazione di dolore mi stringeva parte della spalla come una morsa. Davanti a me, Natsuo mi fissava con aria spaventata non capendo cosa mi fosse successo.

Cercai di ricompormi e di regolarizzare il respiro "Non ti preoccupare" la mia voce suonava debole e lontana "ho un Quirk davvero strano e imprevedibile... un giorno ti racconterò. Adesso è meglio che vada".

"Non posso lasciarti andare così" esclamò Natsuo visibilmente preoccupato "sei sconvolta, io non capisco... sono stato io?".

Gli sorrisi, poggiandogli una mano sulla spalla per tranquillizzarlo "sto bene, credimi, non c'è nulla di cui preoccuparsi. Mi piacerebbe molto raccontarti della mia Unicità, ma il mio treno parte tra cinque minuti e tra un'ora devo aprire la biblioteca. Ti prometto che quando ci rivedremo avrai tutte le risposte che vorrai".

Natsuo non era per nulla intenzionato a lasciarmi andare, ma alla fine si arrese sospirando sonoramente "va bene, ma almeno prendi il mio numero di telefono e fammi sapere come stai appena giunta a destinazione".

"D'accordo" gli risposi afferrando il cellulare e salvando frettolosamente il numero in rubrica "ti scrivo dopo... ciao Natsuo!" dissi salutandolo con la mano e avviandomi di corsa al binario.

Riuscii a salire sul treno per il rotto della cuffia abbandonandomi sulla poltrona con il cuore impazzito.

Troppe emozioni per non essere nemmeno le otto del mattino!

Facendo attenzione a non farmi vedere da sguardi indiscreti, spostai leggermente la maglia per controllare come stesse la mia spalla sinistra. Ancora arrossata, una cicatrice a forma di fiocco di neve brillava sulla mia pelle dolorante. In cuor mio ringraziai l'autunno e le maniche lunghe, poi la sensazione di dolore al centro del petto tornò prepotente a farsi sentire:

Touya... Dabi non sarà contento.




Dabi's POV

Shigaraki e gli altri erano in ritardo, come al solito. L'appuntamento era per le 7.30 spaccate, ma ancora non si era fatto vivo nessuno. A quanto sembrava, la presunta alleanza con la Yakuza era finita nel peggiore dei modi: avevamo perso Magne, il braccio di Compress e non ci avevamo guadagnato assolutamente nulla. Finalmente, Tomura si era ricordato di avere una spina dorsale e aveva deciso di fare fuori quell'uccellaccio della peste di Overhaul. A quanto sembrava, dopo il combattimento con gli Heroes era stato catturato. Ma non l'avrebbe passata così liscia, non dopo quello che ci aveva fatto. La giustizia sommaria e ipocrita degli Eroi non ci apparteneva: quella mattina l'avremmo fatto fuori, in un modo o nell'altro.

Erano le 7.45 quando il mio telefono squillò "cambio di programma" disse la voce di Shigaraki all'altro capo del telefono "fatti trovare all'ex deposito chimico. Stiamo arrivando".

Sospirai "Tomura, ti rendi conto che quel posto è a due passi dalla stazione e che sono le 8 del mattino, vero?".

"Prendi dai vicoli interni" mi rispose scocciato "non ti vedrà nessuno. Muoviti" e riattaccò.

Imprecai, prima di iniziare a correre. Conoscevo bene le strade secondarie e meno frequentate per evitare di farmi notare. Scavalcai qualche cortile interno, attraversai qualche sottopassaggio e in meno di 5 minuti giunsi a destinazione. Era stato incredibilmente facile. Trovai il furgone e i miei compagni ad aspettarmi. Salii di corsa senza farmi notare sedendomi lato passeggero. Spinner accese il motore avanzando a passo d'uomo una volta usciti dal vicolo: dovevamo passare in mezzo alla folla della stazione e non era affatto il caso di attirare l'attenzione.

Guardai distrattamente fuori dai finestrini oscurati la moltitudine di gente che correva a destra e sinistra. Una macchina si fermò in doppia fila costringendoci ulteriormente a rallentare "Ma guarda che stronzo!" esclamò Spinner "si aprile pure la portiera tanto qui noi non abbiamo nient'altro da fare!".

Mi fece ridere e osservai il ragazzo che Spinner stava insultando. Trattenni il respiro per un momento: Natsuo. Quanto tempo era passato dall'ultima volta che lo avevo visto? Certamente diversi anni, nemmeno io sapevo dire quanti con certezza. Era diventato alto, anche più di me e sicuramente molto più grosso. Vederlo mi provocò uno strano senso di calore al centro del petto, ma durò soltanto mezzo secondo: quando vidi la ragazza con lui scendere dalla macchina, una rabbia cieca si impadronì del mio corpo. Che cazzo ci faceva Konan lì con mio fratello?!?

Mi attaccai al finestrino continuando a seguirli con lo sguardo anche dopo che Spinner riuscì ad avanzare. Che diamine sta facendo?!? Lo vidi abbassarsi a baciarle la guancia e le fiamme si generarono incontrollate dalle mie mani.

"Ehi Dabi, conservale per dopo!" mi disse Compress provando a essere divertente. Lo ignorai totalmente.

Da quanto tempo si conoscevano? Che cosa si erano detti? A giudicare da quel gesto sembravano abbastanza... intimi. Scacciai quel pensiero che mi stava facendo ribollire il sangue. Ripensai al sogno che Konan aveva fatto mentre era nostra prigioniera e mi sentii andare a fuoco: quanto sapeva in realtà? Quanto non mi aveva detto?

Stavo impazzendo, non riuscivo più a ragionare "Spinner, fammi scendere!" ringhiai.

Mi guardarono tutti con espressione interrogativa.

"Non se ne parla" ribatté Shigaraki "qualunque sia il tuo problema dovrà aspettare". Gli regalai un'espressione truce, ma aveva ragione.

"Cazzo" imprecai tra i denti accendendomi una sigaretta. Konan avrebbe dovuto darmi delle risposte, una montagna di risposte.



Konan's POV

Per quanto amassi quel posto, quella giornata in biblioteca mi pesò e non poco. Non avevo voglia di vedere nessuno né tantomeno di pensare. Un migliaio di pensieri mi confondevano la mente lasciandomi una fortissima sensazione di nausea.

Sentii il cellulare vibrare nella mia tasca.

1 messaggio da Natsuo

"Non mi hai più scritto... sei arrivata? Stai bene?"

Cavolo, mi ero totalmente dimenticata della promessa che gli avevo fatto. Mi affrettai a rispondergli

"Scusami tanto, il treno ha portato ritardo e sono corsa ad aprire la biblioteca. Sto benissimo, grazie 😊".

Per la verità, non stavo bene per niente e la cura che quel ragazzo continuava ad avere nei miei confronti non faceva altro che acuire il mio già enorme senso di colpa.

Finalmente arrivò l'ora di pranzo e mi avviai verso casa. Per mia fortuna, quel pomeriggio la biblioteca sarebbe rimasta chiusa e sperai, in cuor mio, di riuscire a rassettare almeno un po' il vortice di pensieri che mi stavano mangiando viva.

Il mio stomaco continuava a non darmi tregua e non riuscii a toccare cibo. Mi gettai sul divano e accesi la televisione.

I Villains hanno attaccato il furgone blindato che trasportava il criminale Kai Chisaki all'ospedale. Quest'ultimo, conosciuto anche con lo pseudonimo di Overhaul, è stato ridotto in fin di vita dalla Lega. Nell'incidente, un Hero ha perso la vita per mano del pluriomicida conosciuto con lo pseudonimo di Dabi. Vi avvertiamo che le immagini trasmesse dai nostri droni potrebbero urtare gli spettatori più sensibili

Spensi la tv, incapace di assistere a quell'orrore. Sentivo i miei occhi diventare lucidi e le mie mani tremare. Ancora morte, ancora disperazione. La mia mente ripensò alla foto che avevo visto in casa Todoroki, a quel bambino buono e gentile con gli occhi tristi e per la prima volta da quando lo avevo conosciuto, mi chiesi se, in mezzo a tutta quella cenere, a tutte quelle bruciature, restasse ancora una parte da salvare.


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Il rumore di forti pugni contro la porta mi fece ridestare di botto. Intorno a me, l'oscurità totale. Per quanto tempo avevo dormito? Guardai velocemente l'orologio: le 22.

Altri pugni giunsero alle mie orecchie mentre il cuore iniziava a martellare nel mio petto. Immaginavo chi fosse, ma nello stesso tempo ne avevo paura.

Dopo parecchi istanti, decisi di alzarmi, accesi la luce e aprii la porta.

Non ebbi nemmeno il tempo di guardarlo in faccia che Dabi si scaraventò contro di me chiudendo la porta con un calcio. Mi bloccò contro il muro alle mie spalle tenendo saldamente una mano sul mio collo. La sua espressione mi faceva paura.

"Dabi... così mi fai male" dissi con un filo di voce cercando invano di allontanare le sue mani dal mio collo. I miei occhi divennero subito lucidi.

"Questo è niente" ringhiò "hai esattamente 30 secondi per dirmi cosa cazzo stai architettando o ti giuro che questa volta ti ammazzo con le mie mani. Sei riuscita a infinocchiarmi la prima volta: non succederà di nuovo". Non c'era più nulla di umano in lui.

Con estrema fatica cercai di respirare "di... di che cosa parli?".

La sua stretta sul mio collo diventò ancora più salda "smettila di prendermi per il culo, cazzo!" urlò "ti ho vista stamattina alla stazione, non puoi più prenderti gioco di me. Allora, qual è il piano? Che cosa ti ha promesso quel bastardo? È talmente sadico da chiederti di giocare con me prima di arrestarmi? Farti scopare valeva come incentivo?".

Sentivo la mia vista appannarsi e le mie forze venire meno: ancora qualche secondo e sarei svenuta. Dabi mollò leggermente la presa per permettermi appena di respirare.

"Dabi..." biascicai stremata "ho conosciuto Fuyumi ieri mattina... era qui, a Kamakura, con la sua classe e mi ha chiesto delle indicazioni. Abbiamo fatto amicizia e mi ha invitata a casa sua. Lì ho conosciuto anche Natsuo. Si è fatto tardi e mi hanno proposto di passare la notte lì. Stamattina, Natsuo mi ha accompagnata alla stazione..." mi interruppi, sentivo la testa confusa e incredibilmente leggera, mi mancava il fiato.

Finalmente Dabi si decise a lasciare il mio collo, continuando a guardarmi con sguardo glaciale "continua".

"Fuyumi mi ha fatto vedere l'altare per suo fratello" mi tremava la voce. Ci siamo, pensai "Touya... lo stesso bambino che avevo sognato mesi fa".

Sentivo distintamente il calore propagarsi dal suo corpo: cresceva di secondo in secondo.

"Continua" ripeté con tono grave e minaccioso.

"Mi ha parlato della sua morte e del suo Quirk... è solo lì che ho capito la verità...".

"Quale sarebbe questa verità? Voglio sentirtela pronunciare ad alta voce".

Deglutii a vuoto "Touya sei tu" dissi con un filo di voce "ho capito solo in quel momento per quale ragione hai perso le staffe quando mi avevi sentito pronunciare quel nome, perché eri terrorizzato all'idea che avessi scoperto il tuo segreto... non c'è alcun complotto contro di te Dabi, dopo tutto questo tempo non riesci ancora a fidarti di me?".

Mi fissava con lo stesso sguardo di fuoco, finché non iniziò visibilmente a sanguinare. Rivoli di sangue gli rigarono il volto martoriato, ma lui sembrò non accorgersene nemmeno.

"Touya è morto" disse con un tono che non ammetteva repliche "il suo corpo debole e idiota non è che un mucchietto di cenere ormai".

"So che non è così..." sussurrai "ti prego... Fuyumi e Natsuo ti vogliono bene, non hanno smesso nemmeno per un secondo di pensarti... so che dentro di te c'è ancora una parte buona, l'ho vista con i miei occhi".

"Tu non hai visto proprio un cazzo!" ringhiò contro di me stringendomi con forza le spalle e strattonandomi come una bambola "tu sei solo una stupida ficcanaso con dei seri problemi mentali. Che cosa credevi? Che mi sarei innamorato di te e con il tuo amore mi avresti salvato? Che sarei diventato un uomo rispettabile mettendo il passato da parte? Funziona così soltanto nelle cazzate che ti piace tanto leggere".

Si allontanò da me quasi fossi un insetto repellente dandomi le spalle.

"Touya... ti prego" sussurrai ingoiando le mie stesse lacrime.

Si voltò di scatto verso di me rivolgendomi un'espressione di puro odio. Mi sollevò di peso per le spalle portando il mio viso a pochi centimetri dal suo.

"Non osare mai più rivolgerti a me con questo nome" scandì ogni singola parola con una lentezza e una rabbia tali che pensai mi avrebbe fatta a pezzi "non ti azzardare mai più a immischiarti in cose che non ti riguardano. Sei soltanto un'altra delle mie scopate, nulla di più. Sei talmente inutile che non vali nemmeno il disturbo di farti fuori".

Mi scaraventò a terra con forza. Sbattei il braccio destro contro il pavimento mentre altre lacrime correvano dai miei occhi. Istintivamente mi allontanai, accucciandomi all'angolo come un animale ferito.

Mi guardò dall'alto in basso e per un secondo, un minuscolo secondo, mi sembrò che il suo sguardo fosse diventato triste "ma se parli con qualcuno" disse con lo stesso tono agghiacciante "con i tuoi cari Fuyumi o Natsuo o ancora meglio con Endeavor, ti giuro che questa volta sei morta".

Se ne andò lasciandomi lì, rannicchiata in me stessa e incapace di muovermi. Piansi tutte le mie lacrime sentendo un dolore lancinante colpirmi in pieno. Non c'era più nulla da fare. Lo amavo disperatamente e, se avessi potuto, avrei tanto voluto togliere dal suo cuore tutto quel dolore e portarlo sulle spalle.

Ma per lui non ero niente, che cosa potevo aspettarmi? Mi accarezzai il braccio dolorante mentre sentivo un livido comparire sulla pelle. Non sarei stata in grado di salvarlo, nessuno avrebbe potuto. E nessuno, se non l'unica persona che non l'avrebbe mai fatto, avrebbe potuto ricompattare il mio cuore ridotto in pezzi.


Dabi's POV

Mollai la moto su un punto lontano dalla città, in mezzo al niente più totale. La testa mi ronzava e le mani tremavano. Quelle cazzo di lacrime di sangue continuavano a scendere senza poterle fermare. Mi voltai di scatto contro un vecchio albero e gli scaraventai addosso una pioggia di fuoco riducendolo in cenere.

Mi diedi due forti pugni contro le cosce urlando come un pazzo. Che cosa stavo provando in quel momento? Rabbia, dolore, tristezza? Non ne avevo idea. Da ormai parecchi anni la mia alessitimia aveva raggiunto un livello tale che tutto ciò che non fosse odio o noia mi risultava difficile da comprendere.

Le immagini del viso di Konan deformato dal dolore mi tormentavano come un'allucinazione. Ripensavo a come l'avevo scagliata per terra, a come le avevo stretto il collo quasi fino a farle perdere i sensi e a tutta la merda che le avevo lanciato addosso.

Nemmeno una parola di odio era fuggita dalla bocca di quella ragazza, nemmeno un insulto, niente.

"Konan..." sussurrai mentre altro sangue scorreva sulla mia guancia destra. Lo scacciai con un dito.
"Mi dispiace tanto, ragazzina. Non te lo meriti, tra tutte le persone di questo mondo, eri l'ultima a meritarsi quello che ti ho fatto. Non è giusto che sia capitato nella tua vita e non è giusto che tu non faccia nulla per farmi uscire. Devi odiarmi. Se mi incontrassi per strada, dovresti guardarmi con lo stesso sguardo terrorizzato che avevi stasera, quando cercavi di nasconderti dentro l'angolo della parete".

Ripensai a quell'immagine e il mio cuore si strinse in una stretta dolorosa "lo sguardo di qualcuno che si è trovato davanti al peggiore dei mostri. Perché è questo che sono, nulla di più".

Tolsi la moto dal cavalletto guardando per l'ultima volta l'oscurità prima di indossare il casco.

"Forse, stasera ho fatto la prima buona azione di tutta la mia vita..." dissi al nulla con un mezzo sorriso "forse, fare in modo che tu possa odiarmi, che tu possa allontanarti da me, è la cosa migliore che potessi regalarti".


Immagine: https://flame-tits.tumblr.com/tagged/bnha+oc

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