Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

13. Il sonno della ragione genera mostri


Konan’s POV

Con il naso schiacciato contro il finestrino, osservavo il paesaggio scorrere veloce. Le mie palpebre iniziavano a diventare pesanti mentre la stanchezza e la mancanza di sonno della notte precedente si facevano sentire in maniera prepotente.

Accanto a me, Fuyumi se ne accorse “chiudi gli occhi” mi disse con il suo dolce sorriso “ti sveglierò io quando arriveremo alla stazione”.

La ringraziai silenziosamente con un cenno del capo e mi abbandonai completamente.

La giornata era trascorsa in modo incredibilmente piacevole. Come promesso, avevo accompagnato Fuyumi e la sua classe a visitare i luoghi più famosi di Kamakura con i suoi templi e i suoi splendidi giardini.

Quelle poche ore a disposizione non erano sufficienti per apprezzarne a pieno le meraviglie, ma ad ogni modo tutti i bambini ne furono entusiasti.

Il pomeriggio, dopo la visita a Enno-ji, ci rilassammo sotto gli alberi di ciliegio mangiando il tanto atteso gelato che la maestra Fuyumi aveva promesso ai suoi piccoli alunni.

Era davvero una persona dolcissima. Entrammo praticamente subito in sintonia. Per qualche assurda ragione, le anime affini si riconoscono immediatamente: sarà per il tono di voce, sarà per il modo leggermente sognante di guardarsi intorno… fatto fu che io e Fuyumi andammo subito incredibilmente d’accordo.

Mentre i bimbi si riposavano sotto gli alberi, io e lei ne approfittammo per chiacchierare un po’.

Come me, nutriva una grandissima passione per i libri, in particolare per la letteratura classica. Era una persona incredibilmente socievole, ragion per cui mi stupì e non poco lo scoprire che fosse anche incredibilmente sola. Esattamente come me.

Mi parlò della sua famiglia e dei suoi fratelli che rappresentavano interamente il suo mondo. L’amore e la devozione nei loro confronti trasparivano in ogni sua parola.

Non c’era spazio per alcun uomo nella sua vita: tutto ruotava intorno ai suoi fratelli e a suo padre. Fuyumi si era caricata sulle spalle l’ardua battaglia di ricompattare con le unghie e con i denti la propria famiglia che si andava sgretolando come un castello di sabbia.

Ogni tanto percepivo un’aura di tristezza nei suoi occhi, ma durava appena un attimo, sostituita immediatamente da un altro sorriso.

Un’altra cosa di Fuyumi che mi stupì e non poco, fu lo scoprire che il mio Quirk non funzionava nemmeno con lei. Inizialmente non me ne ero nemmeno resa conto, dato che gli occhi di quella ragazza erano talmente limpidi e trasparenti che bastava davvero poca attenzione per riuscire a leggerli.

Me ne accorsi, invece, quando si aggrappò delicatamente alla mia mano per evitare di scivolare a terra su un terreno scivoloso. La sua presa sarebbe stata sufficiente per attivare la mia Unicità, ma non accadde nulla. Dopo quell’episodio mi incuriosii e tentai, guardandola negli occhi, una conferma alla mia teoria. Niente di niente, non funzionava.

Mi domandai a cosa fosse dovuta quella stranezza, al perché talvolta senza alcun motivo il mio strano Quirk decidesse di non rispondere… e ovviamente, il mio pensiero andò ad un paio di splendidi occhi azzurri, pericolosi e letali come una tempesta. Ripensai alla sua espressione truce, al suo andarsene alle prime luci dell’alba senza dire una parola…a come mi faceva sentire ogni volta che il suo sguardo si posava su di me.

“Non so proprio come ringraziarti, Konan” fu Fuyumi a interrompere quel pericolosissimo vortice di pensieri “sei stata davvero preziosa”.

Le sorrisi sentendo le mie guance arrossire “è stato un piacere, non devi ringraziarmi di nulla”.

Fuyumi mi osservava continuando a sorridermi “mi rendo conto che forse è scortese chiedertelo con così poco preavviso, ma mi piacerebbe davvero moltissimo invitarti a cena a casa mia per sdebitarmi”.

“Non ce n’è bisogno, Fuyumi” provai a dirle, ma mi interruppe.

“Mi farebbe proprio un grandissimo piacere. Con il treno arriveremo in meno di un’ora e poi, forse stasera dovrebbe esserci anche Natsuo, mi piacerebbe moltissimo presentartelo! Non sono certa che passerà anche Shoto, sai ormai vive al campus della…”, era un fiume in piena, quando parlava della sua famiglia era praticamente impossibile fermarla.

Mi grattai la testa ridendo nervosamente, non sapendo cosa rispondere.

Probabilmente Fuyumi se ne accorse, dato che smise di parlare scoppiando a ridere “sono davvero una chiacchierona! Perdonami Konan, non volevo risultare inopportuna. Sono molto felice di conoscere una nuova amica e credo di essermi fatta prendere un po’ troppo dall’entusiasmo. Mi sentirei davvero onorata se accettassi il mio invito a cena per questa sera, ma sentiti comunque libera di rifiutare. Potremmo rinviarla ad un’altra data per te più comoda”.

Riflettei per qualche secondo. Ero parecchio stanca, ma non avevo alcuna voglia di ritornare alla solitudine della mia casa, non per quella sera almeno. Ero scappata dal mio appartamento che profumava di lui in una maniera indescrivibile e, probabilmente, nemmeno tutta la stanchezza del mondo avrebbe potuto distogliermi dal pensiero di quel dannatissimo ragazzo.

“Accetto” dissi con un sorriso “per il ritorno potrei tranquillamente prendere il treno delle 22 ed essere a casa prima delle 23. Grazie Fuyumi, accetto con grande piacere”.

La ragazza si illuminò al punto che i suoi occhi grigi per un attimo si colorarono di una patina argentata. Con un gesto che non mi aspettavo minimamente, mi abbracciò trasmettendomi tutta la sua gioia “mi hai resa davvero felice”.


Villa Todoroki era splendida. Un enorme giardino mi si presentò davanti quando varcammo il grande cancello della residenza. Non c’era un singolo filo d’erba fuori posto, ogni cosa in quel luogo trasudava ricchezza. L’interno non era certo da meno.

L’ordine quasi maniacale che regnava mi metteva quasi a disagio. Il design era abbastanza classico, con qualche dettaglio di oggettistica un po’ più moderno.

Era tutto incredibilmente luminoso grazie ai giochi di luce creati dalle pareti in carta di riso. C’era un buon profumo di pulito e tanto, tantissimo silenzio.

“Fa' come se fossi a casa tua” mi disse Fuyumi “se hai bisogno di rinfrescarti, ti mostro il bagno”.

“Sto bene” le risposi di buon umore “mi piacerebbe aiutarti a cucinare”.

Le si illuminò il viso “oh beh, allora da questa parte!” mi indicò con un gesto la cucina.

Era decisamente molto più brava di me a cucinare e, difatti, mi limitai a darle una mano tagliando le verdure. Quella ragazza mi metteva di buon umore in una maniera incredibile. Era capace di parlare di mattonelle e rendere la conversazione interessante.

“Ma invece non mi hai detto praticamente nulla di te”, esclamò mentre ero intenta ad affettare un cipollotto “domanda più banale del mondo: sei fidanzata?”.

Arrossii di colpo e per poco non mi affettai un dito “no, non lo sono”.

“Oooh” esclamò con un’espressione buffa “al giorno d’oggi gli uomini sono decisamente strani! Mi stupisce che una ragazza bella e intelligente come te sia single”.

“Beh, potrei dire lo stesso di te...” le risposi, leggermente imbarazzata.

Lei mi osservò con uno sguardo buffo, prima di scoppiare a ridere “guarda, ho decisamente già troppi uomini a cui badare. Penso che un altro non lo reggerei!”.

L’ora di cena arrivò praticamente in un lampo. Mi apprestai ad apparecchiare, ignorando le continue richieste di Fuyumi di sedermi e “comportarmi da ospite”: non ero proprio la persona adatta a seguire cerimoniali.

Udii la porta d’ingresso aprirsi e una voce maschile allegra aleggiare per il corridoio “mmm, che buon profumo Fuyumi!”. Qualche istante dopo vidi un ragazzo poco più piccolo di me, ma decisamente alto e robusto osservarmi con aria incuriosita e interrogativa.

“Buonasera”, mi affrettai a rispondere, ma Fuyumi comparve correndo dalla cucina per togliermi dall’imbarazzo.

“Natsuo! Ti presento la mia amica Tanaka Konan. Oggi mi ha letteralmente salvato la vita”.

“Fuyumi sei davvero esagerata” risposi sorridendo e avvicinandomi al ragazzo per stringergli la mano “molto piacere”.

“Il piacere è mio” esclamò lui sfoderando uno splendido sorriso “gli amici di Fuyumi sono anche miei amici”. Aveva i capelli bianchi come la neve e gli occhi grigi come la sorella. Indossava una tuta da ginnastica che aderiva perfettamente al suo fisico palestrato. Lo trovai estremamente attraente.

“Sai se Shoto riuscirà a passare?” chiese Fuyumi con espressione dubbiosa. Natsuo fece di no con la testa.

“Peccato… penso che nemmeno papà si farà vivo stasera” e a quella frase Natsuo alzò leggermente gli occhi al cielo. “Bene, allora direi che possiamo accomodarci”.

La cena era strepitosa: Fuyumi era una cuoca eccezionale. Nonostante la mia timidezza, i due fratelli mi misero immediatamente a mio agio. Mi bombardarono di domande su quali fossero i miei interessi, su che genere di musica ascoltassi e quali fossero le mie letture preferite.

Diverse volte, durante il pasto, scoprii Natsuo osservarmi con occhi luminosi. Ogni volta che i nostri sguardi si incontravano, arrossiva leggermente e abbassava gli occhi sul piatto.

Era un ragazzo estremamente interessante, non soltanto per l’aspetto fisico. Mi raccontò dei suoi studi universitari e di come avesse rinunciato fermamente all’idea di diventare un Eroe. La cosa mi incuriosì considerato che, per quello che mi fecero capire, entrambi possedessero uno splendido Quirk ereditato dalla madre. Nonostante la mia curiosità, però, evitai di fare domande in merito.

C’erano davvero tantissimi segreti all’interno di quella famiglia e, da quel poco che riuscii a intuire, non si trattava di storie piacevoli. Gli occhi di Natsuo tradivano rabbia e tristezza, emozioni mal celate sotto il suo dolce sorriso.

Quando finimmo di cenare, mi invitarono a sedermi con loro in giardino. Fuyumi accese un vecchio giradischi e Natsuo si sedette accanto a me accendendosi una sigaretta.

Quel gesto mi scosse leggermente. Aveva un modo insolito di reggere il filtro tra il pollice e l’indice, in maniera pressocché identica ad un’altra persona…

“Ne vuoi una?” mi interruppe osservando la mia espressione da ebete. Arrossii violentemente, rendendomi conto che mi ero bloccata a fissarlo più del dovuto. “No grazie, non fumo” risposi con voce decisamente troppo acuta distogliendo bruscamente lo sguardo.

Lo vidi sorridere “sai, mi fa davvero molto piacere che tu abbia conosciuto Fuyumi. Lei è davvero incredibile. Si occupa sempre di tutto e non lascia mai un solo spazio per sé stessa… senza di lei, questa casa sarebbe crollata a pezzi già da parecchio tempo”. Aspirò profondamente un tiro, poi voltandosi verso di me “ti ringrazio per averla fatta sorridere, Konan”.

I suoi occhi, così buoni e sinceri mi fecero battere il cuore un po’ più velocemente. Gli sorrisi di rimando senza aggiungere altro. Mi sentivo percorsa da un piacevole calore.

“Konan!” la voce cristallina di Fuyumi che mi chiamava dall’ingresso mi fece voltare di scatto. “Stavo pensando… insomma, che ne diresti di restare a dormire qui stanotte? Mi sentirei molto più tranquilla se prendessi il treno domani mattina”.

“Penso di avervi già disturbato abbastanza” le risposi grattandomi la testa imbarazzata, sebbene la stanchezza accumulata rendesse incredibilmente allettante quell’offerta.

“Ma che disturbo!” esclamò Fuyumi “abbiamo… abbiamo una stanza libera dove puoi riposare. Domani mattina ti accompagnerò io stessa alla stazione con il primo treno”.

“Fuyumi ha ragione” disse Natsuo “non mi sento tranquillo a lasciarti prendere il treno a quest’ora”. Il tono protettivo con cui pronunciò quella frase mi fece arrossire.

“D’accordo, allora va bene. Vi ringrazio nuovamente”.

La gioia di Fuyumi era palpabile e anche Natsuo mi rivolse un dolce sorriso.

“Vieni, ti mostro la tua stanza!” esclamò la ragazza.

“Io penso che proverò a studiare un po’” disse il ragazzo con un tono poco convinto “buonanotte, Konan”.

“Notte Natsuo”.

Fuyumi mi accompagnò lungo dei corridoi che fino a quel momento non avevo visto. Riconobbi una grande palestra interamente in legno e una piccola sauna personale.

Devono essere parecchio benestanti, dissi tra me e me.

“Questa qui è la mia stanza” disse Fuyumi indicando una porta sulla destra “quella accanto è la camera di Natsuo” proseguiva indicando man mano le varie porte “questa è la camera di papà, la stanza di Shoto… e questa è la tua”.

Aprì la porta mostrandomi una stanza incredibilmente ordinata, come tutto il resto. L’arredamento, però, era decisamente differente. Tradiva una certa personalità molto più “alternativa”, con poster di gruppi musicali alle pareti, una chitarra elettrica esposta accanto al letto e un’enorme collezione di CD.

Questa volta, non riuscii a tenere a bada la mia curiosità “Fuyumi, perdona la domanda… di chi è questa bellissima stanza?”.

La vidi abbassare lo sguardo, la sua espressione era diventata improvvisamente triste “è… era di mio fratello Touya...”.

Il mio cuore perse un battito. Quel nome lo avevo già sentito, o meglio, lo avevo sognato. Ricordavo con estrema vividezza il sogno che avevo fatto mentre ero prigioniera e l’espressione di puro orrore che si era dipinta sul volto di Dabi al solo sentire pronunciare quel nome.

“Vieni, te lo faccio conoscere” mi disse proseguendo lungo il corridoio.

Si fermò per qualche secondo davanti ad una porta chiusa, prima di decidersi ad aprirla. Quando entrammo, mi trovai davanti un piccolo altare illuminato da diverse candele. L’odore di incenso impregnava l’aria. Al centro dell’altare, la foto di un bambino bellissimo, con i capelli candidi, lo sguardo triste e gli occhi di un blu indescrivibile.

Quegli occhi…

“Lui è Touya” disse Fuyumi accendendo un’altra candela.

Cominciava a mancarmi il respiro “che… che cosa gli è successo?”.

“Un tragico incidente” la voce di Fuyumi iniziò a tremare mentre le lacrime scendevano incontrollate “il suo Quirk era troppo forte per il suo corpo. Mio padre pensava che sarebbe diventato l’eroe più grande di tutti i tempi e così lo sottopose ad addestramenti massacranti. Natsuo non è ancora riuscito a perdonarlo per questo… lui e Touya erano così legati. Era un ragazzo dolcissimo, premuroso e gentile. Ancora oggi non riesco a farmi una ragione di quello che accadde”.

Iniziava a mancarmi il respiro mentre un insano, inquietante pensiero si impadroniva della mia mente. “Fuyumi” cercai di mantenere un tono calmo “qual era la sua Unicità?”.

“Fiamme blu” disse stropicciandosi un occhio “delle splendide fiamme blu. Raggiungevano una temperatura nettamente superiore a quelle di mio padre e di Shoto. Era uno spettacolo bellissimo osservarlo mentre dava vita a quelle fiammelle dirigendole come uno strano burattinaio… Konan, ti senti bene?!?”.

Mi ero appoggiata alla parete sentendo le mie forze venire improvvisamente meno. Il mio cuore batteva all’impazzata e la mia testa vorticava. “Perdonami Fuyumi, sono davvero molto stanca”.

Lei si ricompose immediatamente, sorridendomi “ma certo, scusami tu, forse sono stata inopportuna. Ti accompagno nella tua camera”.

Le augurai la buonanotte, richiudendomi la porta alle spalle.

Mi gettai sul letto cercando di calmare il mio respiro.

Dabi, ecco che cosa nascondi...

Un ragazzo solo, assolutamente perfetto e con un futuro promettente si era trasformato in un mostro, inscenando perfino la sua stessa morte pur di abbandonare un passato pieno di orrori.

Provai una fitta al centro del petto ricordando con estrema vividezza il dolore che avevo provato nel mio sogno: la puzza di bruciato, la carne che si andava sciogliendo, la totale, assoluta solitudine.

Istintivamente, annusai l’odore di pulito di quelle lenzuola quasi a voler cercare una traccia del suo passaggio. Le lacrime iniziarono a scendere dai miei occhi stanchi mentre la mia voglia di rivederlo diventava sempre più tangibile. Era rimasto solo, esattamente come me. Soltanto per una serie di strani scherzi del destino non avevo fatto la sua stessa fine.

Aveva nascosto al mondo la sua vera identità, aveva rinunciato completamente alla sua vita in nome della vendetta. Ma da qualche parte, in quel corpo martoriato era ancora nascosto un ragazzino sensibile, con i capelli bianchi, che voleva solamente non essere lasciato solo.

Touya, sussurrai al cuscino mentre il sonno iniziava a scivolare prepotente sui miei occhi, non lasciare che l’odio si impadronisca di te… ti prego, non nasconderti più da me…

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro