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7| LIES

lately, I've been fucking up a good thing
any chance I can get
somebody to lean on

▶️Maybe, Lewis Capaldi
20/07/2020

<<Quindi mi stai dicendo che era tutta una farsa per farmi tornare a Monaco e che papà in realtà è in ottima salute? Ma tu sei malato Nico, fattelo dire.>>sbotta Scarlett, infuriata più che mai. Non sopporta che le vengano raccontate delle bugie, né tantomeno se riguardano disgrazie ipoteticamente accadute ai suoi cari. Se poi ci aggiungiamo anche il fattore "manipolazione", allora ha tutto il diritto di arrabbiarsi sul serio.

Il fratello si limita ad abbassare il capo, conscio della gravità delle sue azioni, ma consapevole anche del fatto che, se avesse lasciato la sorella stare liberamente da Lewis, prima o poi la scintilla tra loro sarebbe scoccata. E lui vuole spegnere questo fuoco sul nascere.

<<Parlami, Nico. Prova a darmi un motivo per non tornare a ciò che stavo facendo prima della tua telefonata di ieri.>>lo incita la ragazza, scandendo il tempo con il piede che batte nervoso sul pavimento di parquet tirato a lucido.

<<Scar, ascolta. Tra te e Lewis non può esserci niente, lo sai anche tu. Lui non è il tuo tipo, non è il ragazzo che ti meriti.>>tenta di spiegarle pazientemente Nico, avvicinandosi di un passo a lei, che indietreggia immediatamente, tanto è l'odio che prova nei confronti del fratello al momento.

<<Questo non è un valido motivo. E comunque cosa ne sai di cos'è meglio per me? Me l'hai mai chiesto? No, mai nella vita. Mi hai sempre comandata a tuo piacimento come un burattino, sfruttando sempre qualche scusa senza esporti mai troppo, perché lo sapevi anche tu che prima o poi l'avrei scoperto. E ora che è accaduto, te ne stai zitto. Mi spieghi che diavolo ti passa per la mente?>>si sfoga Scarlett, il tono di voce saldo e tagliente. Non da segni di cedimento, e questo per il fratello è un vero problema.

<<Non è come la pensi tu. Forse non capisci che tutto ciò che faccio, lo faccio per proteggerti. L'ho sempre fatto, te lo giuro.>>risponde Nico, iniziando a sua volta ad alterarsi ma provando a mantenere comunque il sangue freddo.

Al contrario, Scarlett perde definitivamente la pazienza a quelle parole.

<<Ah quindi per te proteggermi significa allontanarmi da ciò che amo? Credo che io e te abbiamo due concezioni diverse di "protezione".>>si difende Scar, senza riflettere bene sulle parole che le sono uscite spontanee. E che forse non avrebbe dovuto dire, non al fratello, non in un momento del genere.

<<Cos'hai detto? Lo ami? Seriamente?>>sputa velenoso Nico, stringendo i pugni furente di rabbia.

La ragazza non ha la minima idea di come controbattere, perché in fondo non sa nemmeno lei quali sono i suoi sentimenti per Lewis, tuttavia continua a tenere la testa alta e lo sguardo freddo. Arrendersi ora non è più possibile. <<Non lo so, Nico. Ma anche se fosse? Non te ne deve importare, non sono affari tuoi.>>

<<Certo che sono affari miei Scar, altrimenti non ti avrei fatta tornare a Monaco, non credi?>>tenta di difendersi l'ex pilota, un po' più calmo ma ancora lontano dalla pace interiore.

<<Devo ricordarti che è stato a causa tua che quattro anni fa ho dovuto allontanarmi da lui? Meglio non riaprire il discorso.>>questa volta è Scarlett ad agire in attacco, sferrando un colpo che sa benissimo avrà l'effetto desiderato sul fratello. Infatti, poco dopo lo vede crollare.

<<Ti prego Scar, non peggiorare le cose. Il duemila sedici è un anno da dimenticare, eccetto per il mio titolo. Lo sai anche tu.>>risponde sussurrando Nico, privo di forze.

<<Solo perché tu lo reputi da dimenticare, non dev'essere a tutti i costi così anche per me. Io in quell'anno ho vissuto momenti stupendi, ed è forse uno tra i periodi più belli della mia vita. Quindi non cercare di mettermi contro Lewis, perché non ci riuscirai.>>

Pronunciate queste parole, Scarlett si getta la borsa in spalla, ed esce dall'appartamento di suo fratello a passi pesanti. Mentre sale sulla sua Mercedes e la mette in moto, le viene quasi da piangere, ma si impone di trattenere le lacrime fino a quando non sarà giunta a casa.

Una volta arrivata, scoppia in un copioso pianto.

I singhiozzi si mescolano alle lacrime e agli urli che di tanto in tanto riempiono le pareti della casa, vuota come il petto della ragazza.

Se all'inizio aveva un motivo per piangere, ora non lo trova più, eppure le lacrime continuano a solcarle le guance rosse. Forse è perché la sua mente ha rivolto i pensieri a Lewis, forse è per una serie di altri svariati motivi. Fatto sta che immaginare l'amico solo e disperato fa male alla ragazza. Le provoca una fitta nel petto che non riesce a togliersi di dosso, e che sa che non se ne andrà prima di aver sentito la voce del pilota.

Ha bisogno di sapere che è tranquillo, che sta bene, che l'ha perdonata. Deve andare tutto bene.

Proprio per questo prende un bel respiro profondo e digita sul suo cellulare il numero di Lewis, con la speranza che quella telefonata possa risolvere qualcosa. Si siede sul letto a gambe incrociate e aspetta.

<<Si?>>risponde una voce dall'altro capo della cornetta. Una voce che, però, non è maschile.

<<Con chi parlo?>>domanda incerta Scarlett, temendo di aver sbagliato tutto. Di nuovo.

<<Scar, sono Angela. Non mi riconosci più?>>replica la donna con fare gentile e affettuoso. Certo, chi altro poteva essere al telefono se non Angela Cullen, fisioterapista -ma fondamentalmente assistente personale- di Lewis Hamilton? Scarlett si sente una stupida ad aver pensato al peggio.

<<Oh scusami Angela, è che ultimamente ho la testa completamente sulle nuvole. Come stai?>>si giustifica quest'ultima, ricambiando la gentilezza della donna.

<<Io bene, tu invece? Deduco che se hai telefonato a Lewis dopo tutti questi anni di lontananza ci sia un valido motivo.>>giunge ad una conclusione Angela, pensando di aver più o meno capito le intenzioni della modella. Peccato che la donna non sappia gli avvenimenti degli ultimi mesi.

<<A dir la verità sì. Se è lì con te, potresti passarmelo un attimo?>>domanda timida Scarlett, abbassando il tono di voce man mano che la frase giunge al termine.

<<Tesoro, credimi che vorrei tanto farti parlare con lui, ma purtroppo al momento non è qui.>>rimane appositamente sul vago Angela, che, da buona sostenitrice del rapporto tra Scarlett e Lewis, non ha alcuna intenzione di ferire la ragazza rivelandole la reale occupazione momentanea del pilota.

<<Angela, non mentirmi. Dov'è Lewis?>>domanda secca Scar, ma non sa nemmeno lei se vuole sentire la risposta o no.

<<Lewis è partito ieri sera, e prima di andarsene ha cambiato numero lasciando momentaneamente questo a me. E' tornato a Londra per incontrarsi con una ragazza, una delle sue tante ex. Non so quale sia lo scopo di questo incontro, ma se ti dico che l'appuntamento era per mezzanotte a casa di lei credo tu ci possa arrivare da sola.>>si decide a raccontare la donna, ormai messa ai ferri corti. <<Mi dispiace Scar, mi dispiace tanto.>>

Scarlett, in quel momento, può giurare di aver sentito il suo cuore fare crack. Lo sente andare in frantumi, come un vaso che si scaglia sul pavimento e si riduce ad un mucchio di cocci. I cocci della sua vita.

L'unica cosa che vuole è sparire per sempre, andarsene in un'isola lontana senza nessuno che la conosca e ricominciare la sua vita da capo, senza Lewis.

Emozioni contrastanti si diffondono in lei nel pensare a lui: si sente in primis viva, come non lo è mai eccetto quando sta in sua compagnia, però poi si sente tradita, umiliata, e sente la sua fiducia nel pilota scemare ogni secondo di più.

Ha perso anche lui.

Non può fare a meno di chiedersi perché nessuno riesca mai a sopportarla per più di un anno intero, perché tutti, alla prima occasione, si allontanino da lei, perché debba essere sempre lei a mandare tutto all'aria. Si sente sbagliata, inadatta, mai al suo posto.

<<Scar, tutto bene tesoro?>>le domanda Angela, preoccupata di non aver ricevuto risposta dalla giovane.

No, niente va bene.<<Si, sto bene. E non dirmi che ti dispiace, non serve: in fondo non siamo fidanzati, non mi deve niente lui.>>

<<Come vuoi, Scar.>>

<<Senti Angela, non è che per favore potresti darmi il nuovo numero di Lewis? Tranquilla, farò in modo che non ti dica una sola parola di rimprovero, puoi starne certa.>>

Angela esita dall'altro capo della cornetta, indecisa se dare alla ragazza il numero che il pilota le ha chiesto esplicitamente di non comunicare a nessuno, ma alla fine si decide che non può lasciarla così, a disperarsi senza nemmeno sapere come entrare in contatto con l'inglese. Quindi le promette che glielo scriverà per messaggio.

<<Grazie Angela, sei un tesoro. A presto.>>la ringrazia la più giovane, avendo risolto almeno una delle tante faccende che la tormentano.

<<Chiamami più spesso, ora che sai dove trovarmi.>>la saluta la donna, prima di chiudere la telefonata.

Rimasta sola, Scarlett riprende quel pianto di sfogo che in realtà non aveva mai concluso del tutto, sdraiandosi sul morbido letto e stringendo a sé un cuscino nel quale affonda il volto.

Si domanda costantemente perché la vita abbia dovuto metterle davanti così tante prove, e per giunta tutte in una volta sola. Lei non è una che crede nel destino, piuttosto è fermamente convinta che le persone se lo possano scrivere da sole, ma in questo momento riesce solo a pensare che tutto ciò non può essere una semplice coincidenza.

Sa che Lewis non è andato a Londra per puro caso, e sa anche che l'unica responsabile è lei. Non direttamente, però.

La voglia di dimostrarlo a Lewis è tanta, e cresce ulteriormente quando le arriva un messaggio da Angela con un contatto scritto sopra. Scarlett si ritrova pochi secondi dopo a memorizzare il numero e a digitarlo sulla tastiera del cellulare, per poi premere la cornetta per avviare la chiamata.

<<Angela, te l'ho detto ieri che non sarei tornato fino a giovedì. E' qualcosa di urgente?>>risponde Lewis dall'altro capo, la cui voce roca le provoca un dolore nel petto.

<<Lew, sono Scarlett.>>dice timidamente lei, con la sensazione di aver sbagliato tutto per la seconda volta di oggi.<<Mi chiedevo se potessimo parlare, dal vivo intendo. Ti devo delle spiegazioni.>>

<<Certo, e magari devo anche mettermi in ginocchio davanti a sua maestà la regina? Non sono tutti ai tuoi servizi, Scarlett.>>ribatte scocciato Lewis, sbattendo una porta con rabbia. A quel tonfo Scarlett si sente gelare il sangue nelle vene.

<<Lewis, ascolta. So che non vuoi vedermi, né tantomeno parlarmi, ma io ne ho bisogno. E sono disposta anche a farmi Monaco-Londra a piedi pur di farlo.>>lo supplica lei, sincera.

<<Magari è meglio se prendi un aereo. Ti aspetto stasera alle otto nel nostro ristorante.>>taglia corto Lewis, chiudendo subito dopo la telefonata. Se avesse continuato a sentire la voce della ragazza solo per un altro secondo, non avrebbe resistito alla tentazione e sarebbe partito immediatamente per raggiungerla.

Ma ha ancora una dignità, ed è proprio per questo che, racimolate le sue cose, lascia silenziosamente casa della ragazza dalla quale si era fermato per la notte per recarsi nella sua ed avere un paio di ore di tranquillità per prepararsi all'incontro di quella sera.

Dall'altra parte, Scarlett si sente più in ansia che mai, tanto che, mentre prenota il suo biglietto aereo, le mani le tremano e le dita premono nervose sulle lettere della tastiera. Ha paura che il cellulare le cada di mano da un momento all'altro, talmente è nervosa, ma riesce a reggerlo fino a quando non ha ricevuto la conferma della prenotazione del suo biglietto.

Poi lo lascia cadere, e si sdraia sul letto sfinita.

Rimane per una manciata di secondi lì, in quella posizione, ad osservare il soffitto bianco sopra di lei, finché non si decide a recuperare la valigia non ancora disfatta dall'ultimo viaggio e ad uscire dall'appartamento, richiudendosene la porta alle spalle.

L'aeroporto di Nizza non è particolarmente affollato in questa tarda mattinata di Luglio, e le poche persone presenti sono solamente turisti che partono per una vacanza o arrivano nella città francese per iniziarne una.

Per Scarlett l'aeroporto è stato praticamente la sua seconda casa negli ultimi giorni, tanto è il tempo che ci ha passato. Ormai conosce quel luogo come le sue tasche.

Il viaggio in aereo è leggermente più lungo rispetto alla tabella di marcia, ma riesce comunque a rispettare le due ore e dieci minuti previste, e Scarlett si ritrova in Inghilterra poco dopo l'ora di pranzo.

A Londra trova il solito cielo plumbeo ad accoglierla, ma paradossalmente le trasmette allegria. Quella tranquillità stride molto con il caos presente nella sua testa, però contribuisce almeno un po' ad alleviarlo.

In pochi minuti si ritrova dentro un taxi giallo, tipico del Regno Unito, che ha come destinazione l'unico hotel che, dopo una serie di telefonate, ha messo a disposizione della ragazza una camera dove stare per due notti.

Camera nella quale Scarlett entra e deposita i suoi bagagli, uscendo successivamente sul balcone per ammirare la vista di cui si può godere da lì. Inspira a fondo l'aria londinese, riempiendosi i polmoni e svuotandoli, per poi ripetere il processo fino a quando non trova la calma necessaria per affrontare il resto della giornata.

Nel tempo libero che le rimane tra l'acquisto di un vestito per la serata e la preparazione per essa, decide di chiamare le sue amiche Emma e Cynthia, considerato che è da molto tempo che non le sente.

Sceglie però di non raccontare loro dove si trova, limitandosi a riportare l'evoluzione del rapporto tra lei e Lewis, che già crea scompiglio nelle due ragazze.

<<Dimmi, come faccio a non dirti di correre da lui? Non posso.>>è il commento di Cynthia quando Scarlett termina di raccontare ogni cosa fino al suo ritorno a Monaco, specificando che non è avvenuto per sua volontà.

<<Scar, se te lo lasci scappare sei proprio idiota. Tutte le ragazze sognano di essere al tuo posto, vedi di renderti utile.>>afferma invece Emma, che, da normale donna, non disprezza affatto la bellezza di Lewis. Anzi.

<<Ragazze, calmate gli ormoni. Non siamo adolescenti, ormai quel periodo è lontano e preferirei non riportarlo alla luce.>>cerca di calmarle Scarlett, alimentando però ulteriormente le urla delle due amiche.

<<Quel periodo ti sembra brutto solo perché non conoscevi ancora Lewis, e guarda caso da quando ti sei riavvicinata a lui sei molto più felice. Non può essere un semplice caso.>>le fa notare Emma, e la bionda non può che darle ragione.

Con Lewis lei è felice, felice davvero, e soprattutto non ha pensieri, se non quello di rimanere il più possibile insieme al pilota e godersi ogni momento trascorso con lui. Che è proprio ciò che ha intenzione di fare la sera stessa.


🌹🌹🌹

approfitto di questo capitolo per augurarvi un dolce e sereno Natale ed un felice anno nuovo (non diciamolo troppo in fretta, che già lo scorso anno l'abbiamo fatto e guardate come siamo finiti)!

tralasciando il mio cinismo cosmico che manco Leopardi, spero davvero che cogliate queste vacanze per rilassarvi, cosa che farò anch'io -o perlomeno cercherò di fare, dati i tanti compiti che ci hanno assegnato i prof-. come già detto nelle storie Instagram, prenderò una pausa da tutto (UNFORGETTABLE compresa), perché ho davvero bisogno di staccare, onde evitare di finire in manicomio.

forse il 4 gennaio uscirà il prossimo capitolo, ma non assicuro nulla. intanto per Natale vi lascio tranquilli, se volete approfittatene per una rilettura generale di tutta la storia, così da recuperare gli avvenimenti in vista del primo lunedì di gennaio.

ci sentiamo nei commenti o su IG, ancora buone feste!✨

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