23| THE CALM OF THE SEA
fire on fire would normally kill us
but this much desire, together, we're winners
▶️Fire on fire, Sam Smith
29/09/2020
<<Nessuno di noi sarebbe qui se non fosse per causa tua, quindi pretendiamo come minimo una spiegazione, e se non puoi darcela allora significa che hai qualcosa da nascondere. In tal caso, la situazione si complicherebbe. A te la scelta.>>dice Ryan, mantenendo il tono di voce saldo e sicuro.
Scarlett emette un grosso sospiro e, prima di parlare, si passa parecchie volte la mano tra i capelli, nervosa. Poi, di colpo, le viene un'illuminazione. Un discorso che li zittirà totalmente e che, unito alla sua testa alta e alla sua espressione di ghiaccio, sicuramente le permetterà di incrinare la loro corazza, almeno temporaneamente, finché non avrà pensato ad un altro attacco da sferrare.
L'unico obiettivo al momento è guadagnare tempo, per poter riflettere lucidamente sul da farsi, e non sbagliare nessuna mossa. Se porterà a termine questo processo, allora magari potrà uscire da quella maledetta stanza come vincitrice.
<<Criticate tanto i giornalisti perché sono troppo invadenti, ma voi siete addirittura peggio. Vi ostinate a voler sapere tutto della mia vita, così come di quelle delle altre modelle, e sareste anche disposti a licenziarmi definitivamente se non ve le dessi. Avevamo un accordo ragazzi, che, se non ricordo male...>>dice Scarlett, estraendo dalla borsa i fogli che si era portata con sé, sicura che le sarebbero stati utili in un modo o nell'altro, e sbattendoli sulla scrivania, di fronte ai tre uomini, che la guardano attoniti.<<...diceva che a voi era consentito entrare nella mia vita soltanto a scopo lavorativo, e vi era vietato qualsiasi altro tipo di interazione con me al di fuori di esso. Ecco, è scritto proprio qui, alla riga quattordici.>>aggiunge, indicando sul foglio esattamente le stesse parole che ha appena pronunciato, ma in versione scritta.
I tre uomini continuano a fissarla, sbalorditi.
James e David si aspettavano che, con l'intervento di Ryan, la situazione si sarebbe calmata, come sempre, e con essa anche la ragazza, ma non sarebbero potuti essere più lontani dalla realtà.
Perché Scarlett ha imparato che, per poter vincere, si deve procedere sempre a testa alta, e affrontare chiunque con orgoglio. Si devono sferrare attacchi astuti, riflettere prima di fare o dire qualsiasi cosa. Solo così, si può sperare di vincere. Solo combattendo.
E poi, ovviamente, non si deve aver niente da perdere.
Scarlett solleva un sopracciglio, guardando a turno tutti e tre gli uomini come se si aspettasse una loro reazione che vada oltre gli occhi sgranati e la bocca spalancata.
Ryan è il primo a schiodarsi da quella situazione, scuotendo la testa e mormorando tra sé e sé:<<Tutto questo è assurdo.>>
<<Cos'è assurdo? Il fatto che la tua dignità si stia sgretolando per colpa di uno inferiore a te o che questo "inferiore" sia una donna?>>lo provoca Scarlett, ormai senza più nessun freno.
James prende un respiro profondo, come per prepararsi al peggio.
E, in effetti, poco dopo il peggio ha davvero inizio.
<<Non permetterti di parlarmi così. Solo perché il tuo fidanzatino o la tua famiglia te le danno sempre tutte vinte, non vuol dire che il mondo funzioni così...>>inizia Ryan, ma Scarlett, furiosa di fronte a quelle parole, non lo lascia finire e ribatte immediatamente.
<<Tu non sai niente della mia vita, okay? Credimi, io so come funziona il mondo molto meglio di te, che te ne stai sempre dietro ad una scrivania a nasconderti dalle responsabilità che tu e solo tu dovresti assumerti. Questa è la tua concezione del mondo vero? Credi sia la cosa giusta, ma sai che c'è? A certe persone non importa del tuo comportamento brusco, semplicemente perché sanno che tutta quella antipatia nasconde una profonda debolezza. E includo me stessa in queste persone, quindi non tentare di difenderti perché sai anche tu che hai già perso in partenza.>>
Un silenzio gelido cala nella stanza.
I tre uomini, basiti, fissano l'unica donna lì presente, come se avesse appena detto la più grave delle bestemmie.
Dal canto suo, Scarlett si rende conto che con quelle parole potrebbe essersi giocata definitivamente il posto di lavoro, ma in fondo si dice che ha fatto la cosa giusta. Ryan andava rimesso al suo posto, ormai stava acquistando troppo potere in quel mondo, e Scarlett era una delle poche a possedere il coraggio necessario per farlo.
Il primo a riprendere la parola è James, rimasto in silenzio fino ad allora, che, mantenendo sempre lo sguardo fisso su quello della ragazza, sibila:<<Stai toccando i tasti sbagliati, smettila.>>
<<Oh, guarda chi salta fuori improvvisamente. Anche tu non sei da meno, James, così come non lo sei tu, David. Devo ricordarvi cos'avete fatto a Katia un anno fa, pur di farla andare a quella festa? Tutto per soldi, ovviamente. Il denaro è il vostro unico interesse, e le misere vite che noi modelle conduciamo non vi toccano minimamente. Basta che noi sfiliamo e che siamo talmente magre da essere costantemente sull'orlo dell'anoressia, del resto non v'importa.>>
<<Non osare ricattarci, o il tuo contratto finirà dritto nella spazzatura.>>la avverte James, sfruttando l'unica possibilità che gli è ancora rimasta per prevalere sulla ragazza.
Non sa, però, che le sue possibilità di vincita sono andate in fumo da un po'.
Scarlett scoppia a ridere in modo isterico e, alzando le braccia in alto, risponde:<<Tanto ormai non posso più rimediare, il mio contratto è già in mille pezzi. Io non ho niente da perdere, voi invece sì.>>
David respira profondamente, prima di prendere parola con tono rassegnato:<<Okay va bene, hai vinto. Cosa vuoi da noi?>>
Scarlett annuisce, soddisfatta di aver finalmente raggiunto il suo obiettivo. La richiesta che sta per far loro non si rivelerà semplice da accordare, ma tanto vale provarci. Come ha detto lei stessa, non ha più assolutamente nulla da perdere.<<Voglio principalmente due cose. La prima, è che lasciate in pace le persone a me care. Per quanto mi riguarda potete anche licenziarmi, ma non toccate Charles, Lewis e Daniel. E non osate far niente nemmeno a Cynthia e Emma, loro non c'entrano con tutto questo.>>
Ryan, dopo essersi scambiato una breve occhiata con gli altri due uomini, annuisce a nome di tuti e tre, dicendo:<<Qual è la seconda cosa?>>
<<Voglio che quelle foto spariscano. E non fate quelle facce, sapete benissimo di cosa sto parlando, dato che siete stati proprio voi a mandare il vostro amico a fare irruzione in casa mia e rubarmi cose estremamente private.>>
Una sensazione di disagio aleggia nella stanza, soprattutto da parte dei tre uomini. Se ne stanno fermi, immobili, con il cervello che lavora senza mai fermarsi, in cerca di una soluzione, o di qualsiasi altro appiglio che possa farli uscire da quella situazione scomoda.
Raramente hanno avuto a che fare con modelle con così tanta sfacciataggine e allo stesso tempo grande personalità, ma se c'è una cosa che impareranno dopo questo incontro è che qualsiasi questione può essere ribaltata a tuo vantaggio o svantaggio, basta soltanto essere abili a farlo.
<<Non puoi biasimarci per averlo fatto. Abbiamo registrato un volo prenotato all'ultimo minuto e, dato che tu dimostravi di non volerci dare spiegazioni, ce le siamo prese da soli. Volevamo proteggerti.>>prova a giustificarsi David, facendo leva sulla compassione come ultimo appiglio. Ma la ragazza non ci casca.
<<E guardate dove vi ha portato questa ossessione di proteggermi. Mi dispiace dirvelo ragazzi, ma vi siete scavati la fossa da soli. Quindi o fate sparire quelle foto, o diffonderò i vostri segreti, e non solo quello di Katia. So più cose di quante credete, sappiatelo.>>sentenzia, prima di afferrare la borsa e lasciare la stanza a passo spedito.
Ritrovatasi fuori all'aria aperta, si ferma per un secondo, prendendo un respiro profondo.
È stata una lunga discussione, ma alla fine ha l'impressione di averla vinta. Il coltello dalla parte del manico, ora ce l'ha lei. È riuscita a ribaltare la situazione a suo favore, di modo che si, ci guadagnassero tutti, ma che le dettasse lei, le regole. Perché se vogliono giocare, allora anche lei partecipa, ma alle sue condizioni.
Immersa nei suoi pensieri, inizia a camminare verso la spiaggia, in cerca di un po' di tranquillità, che sa che potrà trovare solo davanti alla calma delle onde del mare, particolarmente lente questa mattina.
È ancora relativamente presto, quindi non fa molto caso alla gente che perlopiù sta facendo sport, e in pochi minuti i suoi piedi arrivano a contatto con la sabbia, ancora fredda dalla notte terminata da poco.
Scarlett trova una roccia su cui sedersi, abbastanza lontana dal mare ma non così tanto da impedirle di godere di quella placida tranquillità che l'acqua da sempre le trasmette.
Guardando le onde che si infrangono nei pressi della spiaggia, i pensieri nella sua mente pian piano si diradano, lasciando posto ad una serenità che non provava da tempo ormai, e che la porta a chiudere gli occhi, beandosi del tocco delicato del sole ancora timido sulla sua pelle e della salsedine nell'aria.
D'improvviso, a rompere quella pace è un peso morto che si lascia cadere sui piedi di Scarlett, facendola sobbalzare. La ragazza scatta immediatamente in piedi per vedere cosa sia e, quando, tra i raggi del sole, riconosce a malapena la figura di un cane, sorride e si china per accarezzarlo.
Capisce solo dopo, però, che quello non è un cane qualsiasi.
<<Roscoe, Roscoe vieni qui e lascia stare la signorina. Mi scusi tanto, mi è scappato e...>>inizia Lewis che, correndo col sole in faccia, riconosce Scarlett solo quando è nelle sue vicinanze. La sua bocca si spalanca e, quando incontra il suo sguardo felice, tutto ciò che riesce a mormorare è <<Scar>>
<<Si prospetta una bella giornata, no? Guarda che sole.>>commenta lei con indifferenza, ancora con dei residui della tranquillità di prima addosso, continuando ad accarezzare il cane, che intanto ha preso a leccarle affettuosamente la mano.
<<Che ci fai qui? È abbastanza presto per te.>>prova a buttarla sul ridere Lewis, sedendosi sul masso accanto alla ragazza.
Quest'ultima sorride e, facendo un vago gesto della mano, risponde:<<Al momento mi sembra che la giornata sia già iniziata da dodici ore, comunque mi stavo godendo un po' di tranquillità prima di tornare a casa.>>
Volgendo lo sguardo verso il ragazzo, Scarlett si rende conto che indossa soltanto un paio di shorts scuri, e che porta la maglietta annodata in vita. Il petto è interamente nudo, e la pelle madida di sudore luccica a contatto con il chiarore del sole, risaltando i tatuaggi scuri.
Scarlett deglutisce, parzialmente travolta dalle emozioni. Non può negare di sentire la mancanza del ragazzo, della propria pelle contro la sua, delle sue mani che gli percorrono tutto il petto tonico, che lo esplorano, che disegnano i tatuaggi come se dovesse ricalcarli più e più volte al fine di non scordarli mai, di ricordarsi per sempre ogni loro minimo dettaglio. La lontananza sta diventando troppo duratura, ma non può fare altrimenti.
<<Anche io a dir la verità. Per me la mattina è il momento della giornata più adatto per correre; c'è pochissima gente, e chi c'è è lì soltanto per sport, esattamente come me. Mi sento più tranquillo, più rilassato.>>confessa Lewis, osservando il mare davanti a sé e buttando un'occhio di tanto in tanto alla ragazza seduta al suo fianco.
<<E poi ci sono io.>>scherza quest'ultima, sogghignando.
Lewis si unisce alla risatina, annuendo mentre dice:<<E poi ci sei tu, si.>>
Poco dopo però la sua espressione diventa improvvisamente seria, tanto da costringere Scarlett a guardarlo, accortasi di quel repentino cambio d'umore.<<Che c'è?>>chiede lei.
<<Ci sono solo due motivi per cui tu potresti essere qui a quest'ora. Uno, vuoi goderti il sole mattutino, il che è abbastanza impossibile perché tu hai sempre odiato il sole che entra dalle tende la mattina e che non ti lascia dormire. Due, hai appena incontrato i tre capi.>>afferma Lewis, estremamente sicuro delle sue parole, e capisce di aver fatto centro quando la ragazza abbassa lo sguardo.
<<Diciamo un po' entrambe, ma la prima è una conseguenza della seconda.>>sussurra lei, cercando nel cane una distrazione dal discorso.
<<Che è successo?>>domanda immediatamente Lewis, preoccupato. Ma Scarlett rimane in silenzio, continuando ad accarezzare il cane ai suoi piedi, con movimenti distratti. Finché Lewis le poggia due dita sotto il mento e le ruota il viso verso di sé, di modo che i loro sguardi si incrocino.
Perché sa che da lì nessuno dei due avrà più scampo. E se per entrare dentro l'anima della ragazza è necessario immergersi in quegli occhi blu col rischio di rimanerci anche intrappolato, lui è pronto a farlo. Per lei, sarebbe pronto a fare qualsiasi cosa.
<<Scar, ti hanno fatto male? Ti hanno ricattata? Dimmelo e potremo risolverlo insieme, qualunque cosa sia.>>
<<No, sono stata io a ricattarli. So delle cose che non dovrei sapere, e ho fatto leva su questo per fargli fare ciò che chiedevo.>>
<<Cos'hai chiesto?>>domanda Lewis, che forse non vuole davvero sentire la risposta della ragazza. Risposta che, suo malgrado, non arriva come sperava, ma come aveva previsto.
<<Mi sono tolta un paio di sfizi, tutto qui. Niente di grave.>>dice semplicemente la ragazza, sollevando leggermente un angolo della bocca in un piccolo sorriso.
<<Sicura che vada tutto bene?>>chiede ancora Lewis, e Scarlett lo liquida annuendo semplicemente e sottraendosi alla sua presa, per poi ruotare il capo nuovamente verso il mare.
Per un paio di minuti rimangono fermi, in quella sorta di stallo necessario ad entrambi, per riprendere fiato, per pensare lucidamente, per analizzare bene la situazione.
Il primo a riprendere la parola è Lewis, che dice in tono malinconico:<<Non mi dirai mai cosa vi siete detti, vero?>>
Scarlett volge il suo sguardo verso di lui, che la stava già guardando. In quell'occhiata gli trasmette tutta la sua tristezza nel dover mantenere così tanti segreti con lui, ma allo stesso tempo gli chiede di capirla, perché non è lei che vuole tenerlo all'oscuro di tutto ma le circostanze glielo impongono. Se questa faccenda non riguardasse il suo lavoro, sicuramente gli avrebbe già confessato ogni minimo dettaglio, ma questa è una situazione delicata, che abbraccia anche il mondo giuridico, e meno persone possibili devono esserne a conoscenza.
Il silenzio continua ad aleggiare tra i due, rotto solo dal cinguettio di qualche uccello e dal respiro pesante del cane, che trotterella a destra e sinistra da quando Scarlett ha smesso di accarezzarlo. I due giovani continuano a fissarsi negli occhi, a perdersi l'uno dentro l'altra, accompagnati dal rumore placido delle onde.
E' un momento speciale, Scarlett se lo sente. Malgrado tutti i segreti che ancora sussistono tra di loro, la loro sintonia in questo momento è qualcosa di indescrivibile, persino per loro. Non la saprebbero spiegare a parole, perché nemmeno loro ne conoscono la vera entità. Tutto ciò di cui sono a conoscenza è che, quando sono insieme, l'intesa c'è e basta, senza tanti perché.
Ed è proprio quella stessa intesa a farli avvicinare, sempre di più, lentamente ma inesorabilmente, un millimetro alla volta.
Finché le loro labbra non si congiungono, e così anche i loro cuori.
A entrambi era mancato questo contatto, questo essere vicini ma incredibilmente lontani eppure sempre in armonia, questa sensazione di non avere la più pallida idea di cosa si stia facendo ma di essere maledettamente felici.
Felici insieme.
La lingua ruvida di lui va ad accarezzare dolcemente quella di lei, che risponde immediatamente al contatto, con una delicatezza quasi pungente. La mano di lei va a posarsi sulla nuca del ragazzo, mentre quella di lui le sfiora dolcemente la guancia, passando il pollice sulla pelle candida e morbida.
In quel momento, esistono solo loro. Nient'altro conta, perché in fondo, come potrebbe importargli, quando hanno già tutto ciò che gli serve tra le mani? Quando hanno già tutto il loro mondo davanti a sé, come potrebbero curarsi di quello esterno?
Anzi, continuano a baciarsi, ad accarezzarsi, a sfiorarsi, a trasmettersi tutto l'amore di cui hanno tanto sofferto la mancanza, quello che ha dato loro tanta gioia, e allo stesso tempo tanta sofferenza. Ma loro sono disposti anche a star male giorni e giorni, pur di sentire nuovamente le loro pelli a contatto, le carezze e i baci dell'altro, le parole sussurrate al buio della stanza, con le lenzuola a far loro da scudo contro il resto del mondo, contro la realtà. Quella stessa realtà che li ha piegati tante volte, ma che, quando sono insieme, non li tocca.
Durante il tragitto di ritorno a casa di Scarlett, quest'ultima ha riflettuto molto su questo concetto, mentre era mano nella mano con Lewis. Non ha potuto fare a meno di chiedersi: tutto ciò è davvero giusto? Far finta di essersi perdonati, pur di trascorrere un paio di ore di romanticismo insieme? E, soprattutto, ne vale la pena?
Finalmente, quando giunge a casa, arriva anche a formulare una risposta per ogni sua domanda, attraverso una semplice frase, due parole.
Lo amo.
Che, fondamentalmente, è un po' l'essenza di ogni sua azione, ogni suo comportamento, ogni sua parola quando è insieme al ragazzo.
E, per la prima volta, realizza di essere finalmente riuscita ad ammetterlo a se stessa. Certo, ammetterlo ad alta voce davanti a lui è un'altra questione, ma considera già un grande traguardo averlo ammesso a se stessa.
Lo ama.
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