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16| ONE MONTH LATER

they say that time's supposed to heal ya
but I ain't done much healing

▶️Hello, Adele
05/09/2020

<<Scar, dimmi tutto.>>

<<Ciao Emma, senti avrei bisogno di un favore.>>chiede Scarlett, tenendo il telefono con una mano e con l'altra cercando di ripararsi dal freddo tipico della sera.

<<Tutto ciò che vuoi cara.>>risponde Emma.

<<Avresti un letto in più per stanotte? Ci sono stati vari inconvenienti e non ho un posto dove dormire.>>domanda Scarlett, e anche senza vedere Emma immagina già l'espressione euforica che si fa strada sul suo viso al pensiero di passare una notte tra amiche.

<<Certo Scar, non devi neppure chiederlo. Ti aspetto.>>acconsente Emma, come previsto.

<<In realtà sono già sotto casa tua. Potresti aprirmi per favore? Qui fuori si congela.>>

<<Oh, certo.>>afferma Emma, e poco dopo Scarlett sente il tac della porta d'ingresso che si apre.

Salita al terzo piano, Scarlett trova già la porta dell'appartamento di Emma aperta, e quest'ultima sulla soglia ad accoglierla a braccia aperte. Ci si fionda immediatamente, facendosi stringere e contagiare dall'affetto dell'amica.

<<Fammi indovinare, Lewis?>>chiede Emma, una volta fatti accomodare Scarlett e il suo bagaglio nella casa.

<<Non avrei mai detto di poter essere così prevedibile.>>scherza Scarlett, che però in questo momento avrebbe voglia di fare tutt'altro che scherzare. Vorrebbe urlare, piangere, spaccare qualcosa, eppure continua a sogghignare insieme all'amica.

<<In effetti non lo sei mai stata, però devo ammettere che come amica sei tutt'altro che noiosa.>>ride Emma, infilando nella mano di Scar una tazza di the caldo.<<Comunque non è a causa tua che so cos'è successo con Lewis.>>

<<Come lo sai allora?>>domanda Scarlett, il tono di voce stanco. È davvero stufa di questi continui problemi che insorgono tra lei e Lewis, senza mai concederle un attimo di tranquillità. Non ne può davvero più.

Per giunta, non vede come la sua amica possa essere venuta a sapere degli avvenimenti accaduti tra lei e Lewis soltanto pochi giorni fa. Nessuno lo sa, eccetto loro due ovviamente, anche se inizia a dubitare che la sua amica abbia qualche spia segreta che controlla tutto e tutti.

Ma no, impossibile. Emma non è il tipo da ingaggiare qualcuno. Anzi, semmai si reca di persona sul posto per monitorare l'andamento dei fatti.

<<Tutte le riviste di gossip ne parlano da due settimane, ma come hai fatto a non accorgertene?>>esclama Emma, dirigendosi verso la cucina e prendendo un giornale, per poi lanciarlo a Scarlett.

Quest'ultima da subito un'occhiata alla copertina, e, non appena vede l'immagine su di essa, chiude gli occhi.

Li riapre soltanto quando sente il cuscino del divano infossarsi sotto al peso di Emma, sedutasi al suo fianco, la quale inizia ad accarezzare lentamente la schiena dell'amica per darle conforto.

<<So che fa male, ma prima o poi saresti dovuta venirne a conoscenza. E fidati che è meglio che tu lo sappia da me piuttosto che magari ad una cena con perfetti sconosciuti con cui non puoi nemmeno versare una lacrima.>>cerca di calmarla Emma, ma Scarlett sembra impassibile.

È ferma, immobile, gli occhi fissi sulla fotografia che ritrae il suo -ormai ex- fidanzato sotto braccio ad un'altra ragazza.

Ma la cosa peggiore di tutte non è quella.

La cosa peggiore per Scarlett è che a fianco del pilota nell'immagine è ritratta la sua ex migliore amica. Colei che le ha voltato le spalle tempo fa, colei che ha tradito la aua fiducia, colei che ha fatto cose imperdonabili nei suoi confronti. Colei che ora si è messa con la sua anima gemella.

<<Karola...>>mormora Scarlett, confusa, e i ricordi dei bellissimi momenti passati con la sua ex migliore amica le riaffiorano in mente, facendole velare gli occhi di lacrime.

<<Quella Karola? Ma non faceva la cuoca in Austria?>>domanda Emma, ovviamente a conoscenza delle discordie tra le due.

Scarlett scuote la testa, perché in fondo non sa nemmeno lei cosa rispondere. Non sa neanche cosa pensare, figuriamoci cosa dire.

<<Ho bisogno di dormire, puoi dirmi dove posso sistemare la mia roba per favore?>>chiede Scarlett all'amica, che, con un sorriso, la accompagna nella stanza degli ospiti, che per questa notte sarà di sua proprietà.

<<Se hai bisogno di qualsiasi cosa io sono qui fuori. Ti ho lasciato una bottiglia di Prosecco sul comodino. Sai, nel caso volessi lasciare da parte i pensieri per qualche ora.>>le dice Emma sulla soglia della stanza, appoggiandosi con entrambe le mani allo stipite della porta.

<<Mi conosci troppo bene.>>afferma Scarlett, dirigendosi verso la sua valigia per far intendere all'amica di lasciarla da sola.

<<Notte Scar.>>la saluta infatti Emma, per poi sparire nel corridoio solo dopo aver ricevuto la risposta dell'altra.

Rimasta sola, Scarlett si siede sul letto, prendendosi la testa tra le mani e iniziando a districare i nodi delle ciocche bionde. Questo gesto l'ha sempre aiutata a smaltire la rabbia, e lo fa in parte anche questa volta.

È talmente nervosa che avrebbe voglia di prendere le chiavi della macchina, correre da Lewis e urlargli in faccia tutto ciò che le sta passando per la testa in questo momento. Vorrebbe che tutti i loro litigi finissero, ma allo stesso tempo ha quasi voglia di litigare. Ma non un semplice litigio, bensì uno che possa offrirle la possibilità di buttare fuori tutti i suoi pensieri, e liberarsi da quel peso che le opprime lo stomaco.

Allo stesso tempo però non è pronta ad affrontare Lewis, non di nuovo, non dopo ciò che è successo. Un loro ipotetico incontro arrecherebbe danno ad entrambi, e di problemi i due ne hanno già abbastanza.

Piuttosto Scarlett preferisce rimanere ad autocommiserarsi seduta su un letto -tra l'altro nemmeno suo- con un calice di buon vino in mano, dando un'occhiata di tanto in tanto al suo cellulare nella speranza che lui chiami.

Sa che non lo farà, ovviamente, eppure dentro di lei brilla ancora una fioca luce di speranza. Speranza che, all'alba delle due del mattino quando la bottiglia di Prosecco è ormai vuota sul comodino e parecchi fazzoletti imbevuti di lacrime sono gettati a terra, la abbandona definitivamente, lasciandola così preda di un sonno profondo che la accoglie non appena si sdraia sul morbido materasso.

Si sveglia parecchie volte durante la notte, finendo perfino per alzarsi per andare a scaldarsi una tazza di latte, nella speranza di prendere sonno più in fretta. Ed è proprio quand'è in cucina che sente il suo telefono emettere il suono che tanto ha aspettato. Il suono di una chiamata in arrivo.

Correndo, si precipita in camera e, non appena legge il nome sul display, un sorriso le si dipinge in volto. Non è il sorriso che avrebbe sfoggiato se fosse stato lui a chiamarla, ma è pur sempre un sorriso sincero.

<<Sapevo di trovarti sveglia.>>dice Daniel non appena la sua amica risponde alla chiamata.

<<Che succede, Dan?>>chiede subito Scarlett, che di parlare alle tre e mezza del mattino non ne ha la minima voglia, sebbene il suo interlocutore abbia energia da vendere.

<<Devo parlarti, dove sei?>>risponde l'australiano, battendo nervosamente il piede sulla moquette beige della sua stanza d'albergo.

Scarlett solleva gli occhi al cielo, poi prende il suo bicchiere di latte e si siede sul divano, iniziando a sorseggiare un po' della bevanda calda.<<Non posso dirtelo, però se devi parlarmi ti ascolto.>>

<<Si tratta di Lewis.>>inizia Daniel, sorvolando il fatto che l'amica non voglia dirgli dove si trova, ma lei lo interrompe immediatamente con uno sbuffo.

<<Senti, se mi hai chiamata per farmi la solita ramanzina su di lui puoi anche riagganciare, così andiamo entrambi a dormire che è meglio.>>

<<Rallenta Scar, sei partita in quarta ma ora devi scalare marcia e ascoltarmi. Ti ho chiamata per dirti che oggi ho parlato con Lewis, e mi ha raccontato tutto ciò che è successo tra di voi negli ultimi giorni.>>

Scarlett si blocca com'è sul momento, con ancora il bicchiere sollevato a mezz'aria nella mano sinistra e il telefono nella destra. Sente il sangue gelarsi nelle vene, e tutto ciò che riesce a fare è mormorare:<<Cosa ti ha detto di preciso?>>

<<Se non mi avessi aggredito come una tigre te l'avrei già detto. Ad ogni modo, mi ha raccontato tutto quel che c'era da sapere, sue testuali parole. Non so se ci sia altro, ma mi chiedo comunque perché tu mi abbia tenuto all'oscuro di una cosa così importante.>>spiega Daniel, tornando lentamente nella sua camera e sedendosi sul letto.

Scarlett, ancora mezza coricata sul divano, respira profondamente. L'ultima cosa che vorrebbe al momento è rievocare i ricordi degli ultimi giorni, eppure Daniel sembra volere tutto il contrario. Se ne sta zitto in attesa di ulteriori spiegazioni, che però la ragazza non vuole dargli. Non è nemmeno pronta a dargliele, a dirla tutta.<<Non ti riguarda Dan, stanne fuori.>>

<<Cosa? Non mi riguarda? Però casualmente quando ne avrai bisogno mi riguarderà, non è vero?>>sputa Daniel, velenoso come lo è stato pochissime volte in vita sua.<<Sei una pessima persona Scarlett, fattelo dire. Goditi la tua solitudine, perché ho l'impressione che ci rimarrai a lungo.>>

Il tu tu di fine chiamata riecheggia sordo nell'orecchio di Scarlett, che lancia il cellulare sul divano il più lontano possibile da lei.

Non può fare a meno di chiedersi nuovamente perché tutti la abbandonano, proprio quando le ne ha più bisogno. C'è anche da considerare però che una buona parte la fa il suo carattere, che costruisce una cinta di mura attorno alla sua persona ogni volta che attraversa un momento brutto e qualcuno cerca di oltrepassare quella linea invisibile, quella linea che sancisce il confine tra il mondo esterno e Scarlett.

Quel confine che non è stato attraversato da chiunque, anzi poche persone sono riuscite a superarlo. E per ora Dan non rientra tra quelle.

Molte gettano la spugna non appena vedono questo muro formarsi ed ingigantirsi ogni secondo di più, altre invece restano, e affrontano tutti i pericoli del caso pur di attraversarlo. La maggior parte purtroppo si ferma al primo ostacolo.

Pochi altri invece continuano il loro cammino, come ad esempio Emma, che, proprio in quel momento, fa il suo ingresso in cucina, e si accomoda sul divano affianco a Scarlett.<<Ei, ti ho sentita parlare. Va tutto bene?>>

<<Si. Ti ho svegliata?>>risponde Scarlett, breve e concisa, il tono di voce monocorde e atono.

<<Non preoccuparti per me. Tu piuttosto, ti va di parlare?>>

Ancora una volta, Scarlett sceglie la via più semplice: trincerarsi dietro le sue mura.<<Magari un'altra volta.>>dice infatti, e, risciacquato e sistemato al proprio posto il bicchiere di latte ormai vuoto, si dirige verso la sua camera, borbottando un:<<Buonanotte Emma.>>

<<Notte Scar.>>si arrende Emma. Conosce talmente bene Scarlett che, quando vede che inizia a rinchiudersi dentro se stessa, è meglio lasciar perdere e ritentare in un momento più consono, quando le acque saranno calme. Per ora, è meglio tornare a dormire, ognuna nella propria camera, evitando ogni sorta di dialogo.

Fino alle otto, infatti, la casa resta silenziosa e calma, poi Emma fa il suo ingresso in cucina, solo dopo aver controllato che Scarlett dorma ancora. Si preoccupa tanto per l'amica, forse un po' troppo, ma non crede di esagerare. Scarlett ha bisogno di aiuto in questo momento, e l'unica che può offrirglielo è lei.

Il caffè è ormai pronto e la colazione servita in tavola quando Scarlett mette piede in cucina, ancora con la vestaglia da notte addosso e con una mano a stropicciarsi gli occhi.

<<Buongiorno dormigliona. Lunga nottata eh?>>domanda retorica Emma, sorridendo all'amica che intanto si appoggia con una mano al tavolo della cucina.

<<Ho bisogno di una doccia. Puoi prestarmi un cambio per favore?>>

<<Cerca nel mio armadio, c'è tutto ciò che vuoi.>>acconsente Emma, e Scarlett le rivolge un sorriso di profonda gratitudine prima di dirigersi verso la camera della ragazza.

Mentre cerca dei vestiti da indossare, sente il cellulare dell'amica suonare ripetutamente all'arrivo di parecchie notifiche, e non può trattenersi dall'andare a dare una sbirciatina, non prima di essersi assicurata che l'amica non possa vederla.

Ciò che legge sul display del dispositivo le fa dapprima gelare e poi ribollire il sangue nelle vene.

Afferra il cellulare e si precipita in cucina, dove ad attenderla c'è una sorridente Emma intenta ad addentare un morso del croissant, ma appena vede l'amica sbianca e sgrana gli occhi.

<<Cos'è questa storia? Te e Lewis? Sul serio? E avevi pure il coraggio di criticare Karola ieri sera!>>la accusa Scarlett, mostrandole lo schermo del telefono che, proprio in questo momento, mostra una chiamata in entrata. Ovviamente da parte di Lewis. E ovviamente Scarlett risponde, senza nemmeno dar tempo ad Emma di esporre la propria versione dei fatti.

<<Vaffanculo Lewis, sei un vero stronzo. Spero tu ti diverta con le mie migliori amiche, a quanto pare hai una fissa per loro.>>inveisce immediatamente Scarlett, senza nemmeno lasciare il tempo a Lewis di dire qualsiasi cosa. Non che lui riuscisse a dire più di tanto.

<<Scarlett>>mormora infatti Lewis, incredibilmente sollevato nel sentire la voce della ragazza.

<<Cosa vuoi ancora da me? Dopo tutto ciò che hai già fatto direi che è sufficiente così.>>attacca la ragazza, chiudendosi nella sua stanza per sfuggire a Emma, che tenta di strapparle il telefono di mano.

<<Nemmeno tu sei una santa Scar, devo ricordarti chi hai invitato da te due settimane fa?>>ribatte Lewis, il tono freddo e tagliente allo stesso tempo.

<<Scar, apri questa porta o ti giuro che rompo la serratura.>>urla intanto Emma da fuori, alzando e abbassando ripetutamente la maniglia come se la porta magicamente si aprisse da un secondo all'altro.

Scarlett prende un respiro profondo, tentando di calmarsi. Sono troppe le cose che la opprimono, e lei sente di non poter reggere tutta quella pressione ancora a lungo.

Le urla di Emma.

La discussione con Lewis.

È davvero troppo per lei.

<<Rassegnati Lewis, io e te non potremmo mai essere niente. Né amici, né tantomeno una coppia, e perfino nemmeno nemici. Dobbiamo semplicemente ignorarci. Io a destra tu a sinistra, fine della storia. Non c'è futuro per noi, e non hai idea di quanto questo mi faccia male, ma non ci possiamo fare niente. Mi dispiace tanto Lewis. Prenditi cura di te, e buona fortuna per la gara di oggi.>>

Era la cosa più semplice da fare.

Arrendersi, mollare tutto, perché tanto quando si comprende che non c'è più speranza, una via d'uscita non la si può più trovare.

Tutto è perduto, e i momenti tra i due rimangono solo un lontano ricordo.

Probabilmente si ritroveranno tra vent'anni, seduti ad un tavolino del bar più in di Monaco, davanti ad un bello spritz. Lewis avrà perlomeno dieci mondiali, e Scarlett sarà diventata la modella più celebre al mondo. E rideranno di queste cose, dei monologhi di lei, delle risposte poco calme di lui, del loro amore, che, in fondo, non tramonterà mai. Magari i due saranno addirittura sposati, ma con qualcun altro, non insieme.

Perché la loro non è la classica storia d'amore che si legge in romanzi quali Cime tempestose o Orgoglio e pregiudizio, per citare i più classici. No, la loro storia è più come un libro drammatico, come Io prima di te, o anche Il sole a mezzanotte. L'unica differenza con questi ultimi è che nella storia tra Lewis e Scarlett non ci sono defunti. Ma ciò non vuol dire che sia tutto rose e fiori, anzi è esattamente il contrario.

Proprio per questo, secondo Scarlett, la migliore opzione è lasciarlo andare. Per quanto dolore le causi questa scelta, in futuro capirà che ha fatto la cosa giusta.

Dopo il lungo monologo al telefono, Scarlett preme il tasto rosso di fine chiamata, onde evitare che le parole di Lewis possano spezzare ulteriormente il suo cuore già frantumato.

Tutti se ne stanno andando lontano da lei e, per quanto vorrebbe scaricare la colpa su di loro, non può. E' lei l'unica responsabile di tutto ciò.

Nel frattempo Emma è riuscita ad entrare nella stanza dov'è rinchiusa Scarlett, grazie alla chiave di riserva che ha di tutte le stanze della sua casa, e si accomoda di fianco all'amica.

<<Vattene>>ordina Scarlett, iniziando già a sentire le lacrime pizzicarle gli occhi. Si, vuole piangere, ma se lo fa vuole farlo da sola.

<<Lasciami spiegare...>>inizia Emma, ma Scarlett scatta immediatamente in piedi, rivolgendo all'amica uno sguardo di fuoco.

<<Non hai proprio niente da spiegare, ho già capito tutto. E se ora uscissi da questa dannata stanza e mi lasciassi in pace mi faresti un grande favore.>>inveisce la bionda.

Emma prende un respiro profondo nel vederla in quello stato, e sfoggia il suo sguardo più dolce per tentare di calmare la furia Scarlett. <<Una volta mi chiedesti di non lasciarti mai piangere da sola, e se te lo ricordi io te lo promisi. Perciò no, non me ne andrò da questa camera finché non mi lascerai darti una spiegazione.>>

<<Parla allora.>>

<<Hai frainteso Scar, tra me e Lewis non c'è assolutamente nulla. Probabilmente ha soltanto immaginato che fossi da me quindi ha provato a chiamarmi, tutto qui.>>prova a giustificarsi Emma, alzando una mano per appoggiarla sulla schiena dell'amica ma ritraendola subito dopo, col timore che quel semplice contatto possa farla scoppiare definitivamente.

<<E dove avrebbe preso il tuo numero?>>chiede Scarlett, ancora sospettosa.

<<Ricordi quella volta che è venuto a prenderti in aeroporto a Nizza dopo la sfilata? Mi aveva contattata via mail e da lì gli ho dato il numero e ci siamo accordati sulla sorpresa per te.>>spiega Emma, osservando l'amica che intanto si è seduta nuovamente sul letto, questa volta più vicina a lei.

Emma, da buon'amica, coglie immediatamente quel segnale, e stringe Scarlett a sé, sentendola subito dopo singhiozzare.

Le lacrime scorrono rapide e consecutive sulle guance rosse della bionda, che, accoccolata al petto della sua amica, accoglie le sue parole di conforto come un calmante, e, tra respiri profondi e sorrisi strappati, finalmente smette di piangere.


🌹🌹🌹

si, vi meritate delle spiegazioni. e ve le darò, ve lo assicuro, ma non ora. prima creiamo ancora un po' di suspense e di contrasto tra questo capitolo e quelli successivi, così da confondervi le idee ahahah. ma tranquilli, appena queste fatidiche spiegazioni arriveranno vedrete che saprete collegare tutto, trust me. per ora rimaniamo così, semplicemente in attesa. prima di queste spiegazioni però ci tengo ancora ad affrontare con voi alcune cose, che ci terranno occupati per i prossimi due capitoli circa. dopodiché, inizieranno i chiarimenti. in ogni caso, vi aggiorno su tutto sul mio profilo Instagram (@gonely_wattpad). scappo a fare i compiti, baciiii

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