15| CHARLES
I wasted so much time on people that reminded me of you
gave you a million reasons to walk away
▶️Best years, 5SOS
02/09/2020
<<Scarlett>>
<<Scar, sveglia.>>
Gli occhi fanno fatica ad aprirsi, e appena Scarlett lo fa la prima cosa che giunge nel suo campo visivo è il viso di Charles, che le sorride allegramente.
Scarlett non capisce subito dove si trova, né tantomeno come ci sia arrivata, ma quando realizza che è sdraiata sul letto di casa sua tira immediatamente un sospiro di sollievo.
Ma un altro pensiero le balena nella mente, facendole aumentare notevolmente il battito cardiaco.<<Cos'è successo ieri sera?>>
<<Niente, te lo giuro. Abbiamo deciso di guardare Colpa delle stelle da me, ma dopo i primi cinque minuti tu eri già addormentata, quindi ho pensato di riportarti a casa. Mi sono anche permesso di dormire qui, così che tu ricevessi le spiegazioni che ti meritavi la mattina seguente, e mi sono appropriato del divano. Spero non sia un problema.>>spiega Charles, prendendo il bicchiere d'acqua dal comodino e passandolo a Scarlett, la quale lo beve tutto d'un fiato.
Ora è tutto più chiaro.
<<Credo di aver corso troppo ieri sera, ero distrutta scusami.>>si sente però in dovere di giustificarsi Scarlett.
Ma Charles le sorride cordialmente, facendo un gesto con la mano destra per invitarla a lasciar cadere la questione.<<Non scusarti, tranquilla. A proposito, io ora devo andare, però...>>
<<Dove vai?>>lo interrompe Scarlett, ma, appena pronunciate quelle parole, se ne pente subito. Si alza bruscamente dal letto, così da impedire a Charles di vedere il suo viso imbarazzato, ma lui la segue anche in cucina.
<<Devo andare in Italia, questo weekend c'è il gran premio.>>
Merda è la prima parola che viene in mente a Scarlett, considerato che circa un mese fa, nel cuore della sua relazione con Lewis, aveva promesso alla sua amica Emma -che abita nei pressi del circuito- di passare da lei nel weekend di gara, dato che avrebbe senza dubbio accompagnato il suo ragazzo per sostenerlo. Ma poi sono successe tante, troppe cose, e i suoi piani di andare in Italia sono andati in fumo. Fino ad ora.
<<A Monza?>>chiede la ragazza, ostentando disinvoltura.
Charles annuisce, afferrando la tazzina di caffè che lei gli porge gentilmente e aggrottando le sopracciglia, come a chiederle il perché di quella domanda.
<<Posso approfittarne per venire con te?>>chiede Scarlett, nascondendo il viso dietro la tazza di caffè da cui prende un sorso della bevanda.
<<Certo, ma ce la fai a prepararti entro un quarto d'ora?>>chiede Charles, che, avendo l'aereo tra un'ora, ha a disposizione soltanto quindici minuti di tempo per prepararsi e partire da casa affinché si trovi all'aeroporto di Nizza in orario.
Scarlett rivolge un sorrisino al ragazzo, poi finisce il caffè in un sorso, ripone la tazzina nel lavandino e corre verso la sua camera, fermandosi prima davanti al monegasco per mormorargli in tono spavaldo:<<Sfida accettata.>>
Charles annuisce, e, proprio come previsto dalla ragazza, in poco più di dieci minuti Scarlett si ritrova nuovamente in soggiorno, già cambiata per partire e con un piccolo trolley in mano. Prima di lasciare la casa, lascia un biglietto alla domestica, chiedendole se può gentilmente lavare i piatti nel lavandino e promettendole una paga extra, poi chiude l'appartamento e scende le scale, accompagnata dal ragazzo.
<<Sicura di avere abbastanza vestiti in quel minuscolo trolley?>>domanda Charles, entrando in macchina e mettendola in moto, per poi partire subito dopo.
<<Il resto lo comprerò là, i negozi di moda in Italia sono i migliori.>>afferma Scarlett, seduta sul sedile del passeggero, alzando un po' la radio avendo sentito una delle sue canzoni preferite. E' proprio la radio a tessere la colonna sonora del viaggio di Scarlett e Charles, i quali canticchiano allegramente all'unisono tutte le canzoni, anche quelle che non sanno, inventandosi di tanto in tanto le parole.
Arrivati all'aeroporto di Nizza, i due notano subito il contrasto tra l'atmosfera che era presente in macchina fino a pochi minuti prima e quella che aleggia tra i membri del team di Charles, in attesa davanti all'ingresso dell'edificio, i volti corrucciati e le espressioni piuttosto scocciate.
<<Aspetta qui.>>dice Charles a Scarlett, per poi uscire dall'auto e dirigersi verso il suo team, tra cui sbuca subito Andrea Ferrari, probabilmente il più arrabbiato di tutti. Corre verso Charles, per poi fermarglisi davanti e urlargli qualcosa, con tono davvero furioso e gesticolando parecchio.
Brutto segno pensa Scarlett, che ormai -grazie ad Emma- gli italiani li conosce bene. Quando iniziano a gesticolare con così tanta veemenza, non si prospetta nulla di buono.
Dopo aver discusso per un paio di minuti, Charles si volta in direzione dell'auto, dalla quale Scarlett ha osservato tutta la scena, e le fa segno di raggiungerlo, cosa che lei fa immediatamente.
<<Andrea è uno che segue le regole, a volte anche troppo.>>dice semplicemente Charles, per poi iniziare a seguire il resto del team all'interno dell'edificio, con Scarlett affianco.
Mentre percorrono la hall dell'aeroporto diretti al check-in, né Charles né Scarlett dicono una parola, il primo timoroso che il team possa udirli e la seconda troppo intimorita dall'atteggiamento scontroso di quell'Andrea. Spera vivamente di andare d'accordo con lui, altrimenti non avrà un posto dove stare all'interno del paddock. Sempre che ci voglia tornare.
L'aereo che li porterà in Italia si rivela essere un jet privato della Ferrari, dedicato solo agli esclusivi membri dei team, e a Scarlett in quest'occasione.
Quest'ultima prende posto nei sedili più in fondo dell'aereo, di fianco a Charles, come suggeritole da lui stesso, e collega gli auricolari al cellulare, come fa sempre durante un viaggio in aereo.
Le canzoni dei Coldplay le riempiono le orecchie, inducendola a chiudere gli occhi ed abbandonarsi completamente ad un'attenta analisi della musica, che ha già fatto altre mille volte ma che la rilassa sempre.
All'improvviso, poco dopo il decollo, Scarlett sente una cuffia che le scivola via dall'orecchio, quindi solleva immediatamente la mano per sistemarla nuovamente al suo posto. Ed è proprio qui che la sua mano incontra quella di Charles.
I loro sguardi si incrociano, e i loro occhi rimangono incollati gli uni a quelli dell'altra per una manciata di secondi, prima che entrambi abbassino sia lo sguardo che le mani.
Uno strano disagio intercorre tra i due, ma non appena i loro sguardi si incontrano nuovamente e Charles sfoggia il suo sorrisino sghembo, tutto l'imbarazzo scompare di botto.
Il ragazzo si infila nell'orecchio la cuffia che aveva precedentemente rubato a Scarlett, e appena il flusso della musica raggiunge le sue orecchie un ampio sorriso si impadronisce del suo volto.<<Sono i Coldplay!>>esclama poi, tutto entusiasta.
<<Proprio loro. Sono la mia band preferita.>>afferma Scarlett, avvicinandosi quasi impercettibilmente al pilota per agevolarlo nell'ascoltare la musica insieme a lei.
<<Anche la mia! L'hai fatto apposta vero?>>domanda Charles, il tono di voce tutt'altro che sospettoso. Anzi, è quasi rallegrato di trovare una somiglianza tra i suoi gusti musicali e quelli della ragazza, anche se è convito che lei abbia messo i Coldplay di proposito.
<<No, come avrei potuto? Tutto ciò che so di te me l'hai raccontato tu, e non ricordo che abbiamo mai parlato di musica prima d'ora.>>mente Scarlett, che in realtà ha cercato qualcosa sul Web riguardo al pilota Ferrari, ma non aveva idea di quali fossero i suoi idoli musicali.
<<Puoi mettere Miracles per favore?>>domanda Charles.
Scarlett annuisce, poi fa partire la canzone richiesta dal ragazzo.
La ascoltano entrambi in silenzio, con gli occhi chiusi e le mani che si sfiorano, entrambe appoggiate nello spazio che intercorre tra un sedile e l'altro. La connessione che Scarlett aveva sentito la sera prima a casa di Charles si sta manifestando nuovamente ora, in un modo tutto suo, in un modo sempre più intenso, con due mani che si sfiorano ed una canzone a collegare due anime.
Che poi a volte non serve il contatto fisico, per stabilire un legame.
Basta un semplice sfiorarsi.
Basta un'intesa.
Basta un collegamento psichico.
Basta una melodia, a collegare due mondi apparentemente diametralmente opposti, eppure in questo momenti paradossalmente simili. Racchiusi nella stessa bolla, respirando la stessa aria, i corpi vicini. Tutto questo basta già.
E anche una volta che la canzone è ormai giunta al termine, le loro mani non si muovono di un millimetro, così come gli occhi di entrambi restano chiusi. Vogliono godersi ancora un po' quel momento, rimanere ancora per un attimo collegati, come mai lo erano stati prima d'ora.
E' Charles il primo a spezzare quell'equilibrio, lasciandosi andare ad una confessione parecchio intima:<<E' la mia canzone dei Coldplay preferita. La ascolto spesso prima di una gara, mi aiuta a capire che non c'è niente che io non possa fare.>>
Scarlett si limita a sorridergli, poi fa un gesto che indubbiamente vale più di ogni parola: sposta lentamente la sua mano verso destra, dove incontra quella di Charles e, come quando due atomi si incontrano si verifica un'esplosione che libera energia, così scie di intensi brividi percorrono le braccia dei due ragazzi, che però rimangono sempre lì, le mani unite e gli sguardi incatenati tra loro.
I centimetri tra loro diventano sempre meno, un po' per merito -o per colpa- di entrambi. Finché la miccia si accende, e le loro labbra si ritrovano a pochissimi millimetri di distanza.
Charles schiude lentamente le sue, alzando lo sguardo per incontrare gli occhi blu di Scarlett, e in quello sguardo c'è tutto.
L'attesa.
La gioia.
L'impazienza.
L'entusiasmo.
L'attesa, quella stessa attesa che porta anche Scarlett a schiudere lentamente le labbra, in un sospiro. Charles coglie subito quel segnale, e si avvicina alla ragazza fino a far sfiorare le loro labbra, ma solo sfiorare, senza un vero e proprio contatto.
Che poi quel semplice contatto rappresenta appieno il loro rapporto. Né veri e propri amici, né qualcosa di più. Né si conoscono davvero, né sono completamente sconosciuti. Né si toccano, né stanno lontani. Sono in una sorta di limbo tra due mondi, una striscia che non sta né da una parte né dall'altra, ma semplicemente a metà.
Le loro labbra restano esattamente in quella metà, senza toccarsi davvero ma senza nemmeno star lontane. I loro respiri si mescolano tra loro, dando origine ad un mix da far girar la testa ad entrambi, gli occhi vanno via via chiudersi sempre di più, al passo con le labbra che si aprono ogni secondo un po' di più. Ma semplicemente si sfiorano. E forse quello è meglio di un vero e proprio contatto.
<<Charles>>sussurra Scarlett, le labbra ancora schiuse e le palpebre che si abbassano lentamente. Forse lo sta pregando di cessare questa tortura definendo completamente questo contatto, o forse gli sta chiedendo di pensare, di riflettere sulle sue azioni, prima di compierle. Ad ogni modo, Charles prende come buona la prima opzione, e appoggia delicatamente le sue labbra su quelle di Scarlett.
Ma è proprio lei, a questo contatto, a ritrarsi di botto, con un profondo senso di colpa che le divora la mente.
<<Scusami>>dice, prima di alzarsi di tutta fretta e oltrepassare Charles, diretta al bagno. Il ragazzo prova a dirle aspetta, ma lei è già sparita dietro la porta.
Giunta in bagno, si accovaccia contro una parete e si prende la testa tra le mani, con troppi pensieri che la tormentano. La cosa che più la dilania, però, è che lei avrebbe voluto baciare Charles. Non per niente gli si è avvicinata, non per niente ha schiuso le labbra, non per niente ha sussurrato il suo nome a fior di labbra. Avrebbe davvero voluto baciarlo, eppure si è tirata indietro.
Forse per paura? Indubbiamente. Si, ma paura di cosa? Del giudizio degli altri? Dei suoi sentimenti? O di cosa avrebbe pensato Lewis nel venirlo a sapere?
Lewis.
Questa è la prima volta che pensa a Lewis da ieri, e, nonostante tutto l'impegno che ci mette, non riesce a trattenersi dal piangere.
Le manca Lewis, le manca terribilmente, eppure è lei questa volta che ha mandato tutto a puttane. E' lei che ha rifiutato categoricamente la sua proposta di rimediare all'errore, è lei che l'ha sbattuto fuori casa ieri sera, ed è anche lei che l'ha perfino bloccato su ogni piattaforma mediatica che potesse consentirgli di mettersi in contatto con lei. Si è isolata da lui, praticamente.
Ora però se ne pente. Vorrebbe chiamarlo, sentire la sua voce che le dice che andrà tutto bene, e che troveranno una soluzione insieme. Ma non ce la fa, non ha le forze nemmeno per stare in piedi al momento, figuriamoci per affrontare un discorso simile.
Quindi se ne resta lì, a piangere, chiusa nel bagno di uno stupido aereo che barcolla ogni secondo di più. Finché non sente una voce, la voce di Charles, chiamarla flebilmente da fuori.
<<Vattene>>ribatte lei, in tono duro. Subito dopo una scossa fa sobbalzare tutti i passeggeri.
<<Scar, ti senti bene?>>si premura di assicurarsi Charles.
<<Si, e ora va' via.>>dice secca, e un altro scossone la destabilizza.
<<Il comandate ha detto di tornare ai propri posti, stiamo attraversando una turbolenza. Esci fuori per favore.>>la prega Charles, il tono più insistente e persuasivo che sa sfoggiare.
<<Non preoccuparti, sto bene. Torna a sederti.>>risponde Scarlett, decisa a non uscire. Ha ancora bisogno di tempo per se stessa, non se la sente di uscire ora, e soprattutto non nelle condizioni in cui si trova.
<<Non ci torno senza di te. Esci da lì, ti prego.>>la supplica Charles, con tono disperato.
<<Torna a sederti.>>ripete lei.
<<No, per favore...>>inizia Charles, ma non ha tempo a finire la frase che un'altra turbolenza, questa volta nettamente più forte delle altre, scuote l'aereo.
Da dentro il bagno proviene un tonfo, poi un secondo, più lieve, dopodiché più niente.
Charles si rialza in piedi, massaggiandosi la parte dell'addome che ha urtato contro la parete durante la caduta, ma si preoccupa più della ragazza ancora chiusa dentro il bagno che del suo dolore. Anche perché le sono arrivati forti e chiari i due rumori provenienti da lì dentro.<<Scar, stai bene?>>
Niente.
<<Ti prego Scar rispondimi.>>ripete, l'angoscia che gli attanaglia la gola.
Silenzio.
A quel punto, Charles inizia a gridare aiuto.
Andrea è il primo a correre in suo soccorso, seguito immediatamente da altri tre membri del team, che si uniscono per tentare di aprire la porta. E quando, dopo vari tentativi, finalmente ce la fanno, lo spettacolo che si presenta loro davanti è agghiacciante.
Il corpo di Scarlett è steso esanime sul pavimento azzurro, e una chiazza di sangue, di cui si notano tracce anche sul wc, va diradarsi attorno al suo capo, imbrattandole i capelli di rosso.
<<Cazzo>>mormora Charles, precipitandosi immediatamente verso la ragazza e inginocchiandosi sul pavimento al suo fianco. La scuote lievemente per le spalle, facendo attenzione a non muoverla troppo e urlando il suo nome, ma lei continua a non svegliarsi.
<<Ordina un atterraggio di emergenza, dobbiamo portarla in ospedale. E chiamate un dottore, subito!>>ordina Charles, più in panico che mai, osservando il volto pallido di Scarlett. Tutti i membri del team si dileguano, e lo lasciano da solo con la ragazza, priva di sensi.
<<Andrà tutto bene, tranquilla.>>continua a ripeterle, come un mantra anche per se stesso, per darsi coraggio, per non perdere la speranza.
<<Charles siamo già in Italia, atterreremo a Milano come previsto.>>dice Andrea, dopo essersi consultato con il comandante.
<<Lei non ci arriva fino a Milano in queste condizioni, atterriamo subito.>>si oppone Charles, guardando ancora una volta il volto di Scarlett ma distogliendone lo sguardo subito dopo per rivolgerlo al suo interlocutore.
<<No Charles, è deciso: atterriamo a Milano. Mancano cinque minuti, torna al tuo posto.>>sentenzia Andrea, ma il pilota Ferrari è totalmente contrario.
<<In cinque minuti lei si dissanguerà sicuramente, se non facciamo qualcosa subito morirà!>>insiste Charles, le lacrime che gli velano i bei occhi chiari.
<<Calmati, Charles. Ora arriva il dottore, le fermerà l'emorragia e tutto si sistemerà. Tranquillo, ora torna a sederti.>>ripete Andrea, scostandosi per permettere al dottore che viaggia sempre nel team con loro di passare per raggiungere il corpo di Scarlett.
<<Io non la abbandono.>>afferma Charles, e lo sguardo di pietra che rivolge ad Andrea basta per farlo arrendere definitivamente e farlo allontanare con un sospiro.
<<Se vuoi puoi andare, ci penso io qui.>>prova a rassicurarlo il medico, sostituendo Charles che intanto si è alzato in piedi per lasciare il posto a chi di medicina se ne intende indubbiamente più di lui.
<<No grazie, se non sono d'intralcio rimarrei qui.>>risponde Charles, regalando all'uomo un sorriso che gli costa tanto in una circostanza del genere, ma si sa: nascondere le emozioni è una delle sue specialità.
Dunque rimane lì, in piedi, ad osservare il medico compiere il suo lavoro, cercando di non volgere mai lo sguardo al volto di Scarlett, e di impedire ai rimorsi di divorargli la coscienza.
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