11| RACE DAY
l'amore è questo
è soltanto una parola che non vale niente fino a quando qualcuno arriva a darle un senso
▶️Icaro, Irama feat. Mr Rain
02/08/2020
Lewis non è mai stato una persona ansiosa prima di una gara. Piuttosto che farsi prendere dall'agitazione con il rischio di sbagliare qualcosa in pista, preferisce concentrarsi e revisionare le strategie e il layout del circuito, discutendone anche insieme al suo team.
Si confronta con loro, discute delle curve, cerca sempre un posto del tracciato dove potrebbe potenzialmente migliorarsi, il tutto per non permettere alla tensione di influire troppo sul suo comportamento.
Ma oggi, oggi è un giorno particolare. Oggi c'è la sua ragazza lì con lui, e, sebbene sappia che qualunque posizione porterà a casa lei sarà sempre pronta a ricordargli quanto bravo e talentuoso e competitivo sia, non ha intenzione di deluderla. Le ha promesso la vittoria, e a quella punterà, come sempre.
Questo weekend vuole davvero vincere, ma vincere non solo per la gloria o la fama o il successo, vuole vincere per lei. Vuole vincere per ringraziarla di tutto ciò che fa quotidianamente per lui, di rallegrare le sue giornate, di essere sempre al suo fianco come nessuno faceva da tempo nei suoi confronti, perché in fondo è troppo codardo per dirglielo a voce, e preferisce di gran lunga far parlare i fatti.
Il cielo è plumbeo sopra il tracciato di Silverstone, sebbene sia ormai agosto, e le nuvole fanno da sfondo alle macchine che si posizionano sulle rispettive caselle.
La griglia di partenza è già parecchio affollata quando Lewis la raggiunge con la sua monoposto, dopo aver effettuato le consuete prove di partenza all'uscita della pit lane. I membri del suo team lo portano fino alla casella dalla quale dovrà scattare, la prima, dove trova già Angela ad attenderlo.
Nel frattempo, a pochi passi di distanza, Scarlett è in un angolo semi nascosto del box, dove telecamere e giornalisti non possono accedere ma dal quale si vedono perfettamente i monitor che trasmettono la gara. Non voleva perdersela, ma soprattutto non voleva che Lewis pensasse che l'aveva abbandonato. È giunto il momento di accantonare le paure e accompagnare il pilota ad un gran premio, glielo deve.
Ogni volta che le immagini sul teleschermo si soffermano su Lewis, il cuore di Scarlett accelera di botto nel pensare che giusto pochi minuti fa l'ha salutato e gli ha augurato fortuna per la gara. Lei c'era, era lì con lui giusto pochi attimi fa, talmente pochi che riesce ancora a sentire la felpa impregnata del suo profumo.
Scarlett abbassa per un attimo gli occhi sul cellulare, sul quale compare la chat aperta con Emma e Cynthia, che le chiedono foto del paddock. Ne scatta un paio, sbucando anche fuori dal box -dal lato dei motorhome dei team-, per catturare l'atmosfera da ogni angolazione, ed è proprio mentre sta rientrando nel suo angolino sicuro che sente un <<Ei>>
Si volta di scatto, e, anche se non sa se il saluto fosse davvero riferito a lei, quando incontra gli occhi chiari di Charles Leclerc tutto le risulta subito più chiaro.
<<Ei>>ripete lui, avvicinandosi alla ragazza di un paio di passi.<<Non ti ho mai vista nel paddock, sei nuova qui?>>
Scarlett rimane impassibile di fronte a quella domanda, indecisa se dare al pilota la vera risposta oppure no.
È strano per lei dialogare con qualcuno del circus che non sia Lewis o qualcuno del team Mercedes, e proprio per questo non si è preparata un discorso da propinare a chiunque le avesse chiesto che ci facesse da quelle parti. Poi, considerando anche che non ha idea di chi sia il ragazzo che le sta davanti, la situazione non può che peggiorare.
Però, sul momento, decide che è meglio che non si sappia molto della sua presenza lì. Anche se il ragazzo che si trova di fronte a lei è uno che le ispira fiducia a pelle, con quei suoi occhioni verdi e quel suo sorrisino storto, per ora sceglie di non rivelare nulla nemmeno a lui.
<<Sì, sono qui per Lewis.>>dice infatti, stringendo le labbra con fare nervoso. Cosa che, ovviamente, a Charles non sfugge.
<<Attenzione a farti vedere con lui, anche se non le vedi le telecamere lo riprendono sempre, perfino quando esce dall'hotel per venire al circuito.>>la avverte quest'ultimo, sfoggiando un sorrisino che tanto stride con le parole che gli escono dalle labbra subito dopo.<<Ma stai tranquilla, se mai dovessi leggere qualcosa su di voi su qualche sito di gossip non esiterò a venire in tuo soccorso.>>
<<Stai scherzando, vero?>>decide di dargli corda Scarlett, che in fatto di giochini mentali non è certo alle prime armi.
<<Forse>>ribatte lui, inclinando leggermente il capo.<<Beh, spero di dover leggere al più presto qualche sito di gossip, così avrò una scusa per rivederti.>>
<<Buona gara, guida bene la Ferrari.>>lo liquida lei, avendo dedotto dalla tuta rossa la squadra per cui corre il ragazzino, voltandogli le spalle e rientrando alla svelta nel box prima che i giornalisti inizino ad accumularsi in prossimità di esso.
Per tutta la giornata rimane destabilizzata da quell'incontro con il pilota Ferrari, di cui non conosce nemmeno il nome -cosa che si vergogna ad ammettere persino a se stessa-, e anche a pochi giri dalla fine della corsa non riesce a non buttare un occhio alle macchine rosse attualmente in pista.
Non sa nemmeno riconoscere con quale dei due piloti abbia parlato un'ora e mezza prima, se con quello il cui cognome inizia per Vet, attualmente in undicesima posizione, oppure con Lec, al momento quarto. Però sarebbe troppo imbarazzante per lei chiederlo anche solo a qualche membro del team Mercedes, quindi resta lì col beneficio del dubbio.
Anche a due giri dalla fine, Lewis continua a mantenere la testa della corsa, seguito da Bottas e da Verstappen, entrambi ad una notevole distanza da lui.
Poi succede.
Succede che la ruota anteriore di Bottas scoppia, e lui inizia a scendere nella classifica, ritrovandosi così costretto a tornare ai box per un cambio gomme.
E, pochi secondi dopo, succede che anche lo pneumatico anteriore sinistro di Lewis si sfascia, togliendosi dal proprio cerchione.
All'interno del box si leva un grido di terrore, e si sentono chiaramente le preghiere dei membri del team che sperano che l'inglese riesca a tagliare il traguardo.
Infatti, è proprio quello che accade pochi minuti dopo. Lewis Hamilton passa sotto la bandiera a scacchi e vince il gp di Gran Bretagna, su letteralmente tre ruote.
Scarlett inizia a saltare sul posto, immensamente felice per la vittoria di Lewis, che è riuscito a guidare sopra i problemi e a portare alla vittoria la sua Mercedes, nonostante l'inconveniente dell'ultimo giro. Al fianco della ragazza, anche il padre dell'inglese è molto orgoglioso, e sente per l'ennesima volta che tutti i sacrifici che ha fatto per quel piccolo bambino che sognava di entrare in Formula Uno non sono stati inutili. Finalmente ce l'ha fatta, anzi ce l'hanno fatta.
Dentro l'abitacolo della macchina, Lewis si lascia andare ad un urlo liberatorio, ovattato dal casco, che gli inonda le orecchie prima che la voce del suo ingegnere Bono lo faccia.
Si scambiano i soliti complimenti e le solite constatazioni sulla gara, cosa che il pilota fa anche con Toto, il quale, una volta finito il suo discorso, gli dice <<Non chiudere l'audio>>. Lewis non può fare a meno di domandarsi di chi sarà la prossima voce che sentirà, dato che ormai quelle di Bono e di Toto le ha già sentite, ma quando sente la sua il cuore gli manca un battito.
<<Ti aspetto qui, Lew.>>
<<Copy>>risponde lui, semplicemente. Non saprebbe cos'altro dire al momento, sempre che ci sia bisogno di dire qualcosa.
Sente lo stomaco in subbuglio e il cuore gli martella forte nel petto, quasi come se volesse uscire da un momento all'altro. Le lacrime non possono fare a meno di scendere, mentre gira lentamente il volante per effettuare il giro d'onore che lo condurrà in pit lane dal suo team, da Toto, da Angela, ma soprattutto da Scarlett.
E' proprio quest'ultima che va a cercare non appena scende dal podio e, quando la trova sorridente nel punto esatto in cui l'ha lasciata prima della gara, il suo cuore sembra esplodere di gioia. Cammina lentamente verso di lei, legandosi nel frattempo le treccine con l'elastico che portava al polso.
Scarlett resta ferma dov'è, limitandosi a sorridere al ragazzo che procede a passi blandi nella sua direzione, perché in fondo è tutto ciò che riesce a fare.
Quando poi le braccia di Lewis vanno a circondarle il bacino sollevandola da terra, sente che le gambe le cedono definitivamente. Quindi si aggrappa a lui, con tutta la forza che ha, e lui è ben felice di sorreggerla. A dir la verità, è già felice per il solo fatto di condividere un momento così speciale con lei, con l'unica persona che tollera prima e dopo una gara.
Le mani di Lewis si incollano al busto sottile di Scarlett, sfiorandole anche qualche ciocca di capelli e accarezzandola, come se fosse la creatura più fragile al mondo. La ragazza affonda il viso nell'incavo del collo di lui, inspirandone il profumo che tanto le era mancato.
Sentono in lontananza delle persone che li chiamano, che cercano l'attenzione di Lewis per condurlo nella zona interviste, ma la loro magia è troppo solida per spezzarsi. La sintonia che hanno creato non permette ai loro corpi di dividersi, né tantomeno nessuno dei due vorrebbe farlo.
<<Non immaginate neanche quanto mi dispiaccia separarvi, ma sono costretta a farlo. Lewis, fila alla conferenza stampa.>>li interrompe però Angela, probabilmente l'unica persona a cui il pilota avrebbe dato ascolto.
Prima di dividersi da Scarlett, Lewis le lascia un piccolo bacio appena sotto l'orecchio e le sussurra:<<Promettimi che quando tornerò dalla conferenza stampa, questa volta ci sarai.>>
<<Ci sarò, promesso.>>mormora Scarlett, dividendosi da lui prima che quel semplice abbraccio possa essere notato da altre persone all'infuori dei pochi membri del team Mercedes ancora dentro il box.
Lewis si allontana da Scarlett e, dopo averle rivolto un ultimo sorrisino, esce a passo svelto dal box.
Nella mezz'ora successiva senza Lewis, Scarlett e Angela si recano a Northampton in auto e qui si concedono una passeggiata fuori dal paddock, facendo sempre attenzione a farsi notare il meno possibile ma allo stesso tempo godendosi quei pochi minuti di tranquillità dopo la botta di adrenalina che ha dato loro la gara. Decidono anche di prendersi un gelato in un bar poco distante dall'hotel dove alloggia Angela, facendo successivamente una tappa sulla panchina di un parco e mettendosi a chiacchierare tranquillamente.
<<Allora Scar, come procede il lavoro? Hai delle sfilate in programma per i prossimi giorni?>>domanda Angela, gustando un po' del suo gelato alla vaniglia.
<<Niente sfilate fino a inizio settembre, ma ho un photoshoot programmato per il diciassette agosto.>>risponde Scarlett, sorridendo all'amica.
<<Quindi salterai il gp di Spagna, giusto?>>
<<In realtà non credo che verrò più a nessuno dei gran premi, almeno per quest'anno.>>afferma Scar, abbassando il capo.<<Devo ancora parlarne con Lewis, però ormai ho deciso.>>
<<Lo capisco Scar, e se hai bisogno di consigli su come dirlo a Lewis non esitare a chiamarmi, anche se credo che tu lo conosca meglio di me ormai.>>scherza Angela, osservando un signore che passeggia nel parco col suo cane.
Scarlett si limita ad annuire, e nel giro di pochi minuti le due si ritrovano con i gelati finiti e le mani che iniziano a raffreddarsi, data la sera che incombe sulla città. Le felpe che indossano non bastano più a ripararle dal freddo, che sta diventando ogni minuto più pungente, e solo la parte inferiore del viso è calda, data la mascherina che la copre.
<<Scar, forse è meglio se andiamo al caldo. Vuoi un passaggio fino alla villa di Lewis?>>propone Angela, ma ormai Scarlett ha già mandato un messaggio al ragazzo per domandargli di venirla a prendere. Non vuole far scomodare la sua amica, che ha già parcheggiato l'auto nello spiazzo del suo hotel e che quindi per accompagnare lei da Lewis dovrebbe farsi da Northampton a Kensington, andata e ritorno.
<<Tranquilla, ci pensa già Lewis.>>afferma la più piccola, poi, vedendo che Angela le rivolge uno sguardo poco fiducioso, aggiunge con un sorriso:<<Sta arrivando.>>
<<Come vuoi, Scar. Mandami un messaggio quando arrivi a casa.>>le dice Angela, congedandola con un abbraccio prima di voltarsi e iniziare a camminare in direzione del suo hotel.
Ormai sola, Scarlett estrae il telefono dalla borsa, usando la mano libera per circondarsi il busto, come per ripararsi dal freddo, poi avvia la chiamata con Lewis.
<<Se non arrivi entro cinque minuti mi troverai sotto forma di iceberg.>>esordisce lei, non appena vede che Lewis ha accettato la sua chiamata. Con non poche difficoltà, tra l'altro, dato che proprio in quel momento stava oltrepassando i controlli per uscire dal paddock e aveva le mani quasi completamente occupate.
<<Sto uscendo dal paddock, tu resta in linea finché non arrivo da te. Si sta facendo buio e non mi fido a lasciarti da sola.>>dice Lewis, chinandosi per raccogliere il pass che gli era caduto dalle mani nella foga di rispondere a Scarlett.
<<Non ho cinque anni Lew, e le basi delle arti marziali me le hai insegnate tu. So difendermi.>>gli ricorda lei, decisamente non intenzionata ad avere qualcuno che le dica cosa fare. Anche se quel qualcuno è Lewis.<<E poi tu non puoi telefonare e guidare allo stesso tempo, ci sono un sacco di pattuglie che girano oggi.>>
<<Sfido qualsiasi poliziotto inglese a fare una multa a Lewis Hamilton dopo che ha vinto il gran premio di casa su praticamente tre ruote.>>scherza il pilota, afferrando il telecomando della sua auto e aprendone la portiera.
<<Sul serio Lewis, non voglio avere nessuno sulla coscienza, tanto meno te. Quindi è meglio se stacchiamo, io intanto raggiungo il bar vicino all'hotel di Angela.>>lo liquida Scarlett, alzandosi dalla panchina sulla quale nel frattempo si era accomodata per iniziare a camminare.
<<Va bene, hai vinto. Ci metto il meno possibile.>>la asseconda Lewis, ormai anche lui consapevole che non avrebbe mai potuto vincere, non contro di lei, non in queste circostanze.<<Se qualcuno prova anche solo a sfiorarti, usa la tecnica del roundhouse kick.>>le dice ancora, prima di chiudere la chiamata e sfrecciare via dal parcheggio del circuito.
Scarlett è costretta a farsi un breve tour mentale dei loro allenamenti di arti marziali per decifrare il significato di roundhouse kick, e quando riesce a capirlo sbarra gli occhi. E' una mossa molto difficile, basata fondamentalmente sull'equilibrio e sull'agilità, e non crede di riuscire a metterla in pratica, specialmente con questo freddo e con le gambe pressoché congelate.
Però inizia ugualmente a camminare, in direzione del bar dove ha dato appuntamento a Lewis, rimanendo con lo sguardo incollato al display del suo cellulare, sebbene non stia guardando niente di così importante. Il dispositivo rimane il suo principale passatempo mentre continua a camminare, finché, quasi giunta al bar, non viene fermata da qualcosa, o meglio da qualcuno.
Va a sbattere dapprima contro un ampio oggetto metallico, poi contro il petto di qualcuno, il quale si è indubbiamente trovato nel posto sbagliato, faccia a faccia con la persona sbagliata. Infatti, poco dopo, a Scarlett viene immediato liberare una mano dalla presa del cellulare e sferrare un pugno in pieno stomaco alla persona con cui si è scontrata, per pura reazione istintiva di difesa.
Ma quando scopre chi è in realtà questa persona, il senso di colpa la divora.
Il ragazzo in rosso con cui ha parlato prima della gara è piegato in due davanti a lei, e si tiene la pancia con entrambe le mani, mentre il trofeo che probabilmente reggeva fino a poco fa è ora rotolato ai suoi piedi, per terra. Vedendolo, a Scarlett basta un microsecondo per collegare tutti i pezzi, e capire che il ragazzo classificatosi terzo nella gara di oggi è in realtà il giovane dai magnetici occhi verdi con cui ha parlato poco prima della partenza. Lec, le pare di ricordare.
<<Cazzo>>mormora intanto lui, accovacciandosi per terra con la pancia dolorante.<<Per essere il nostro secondo incontro, direi che siamo un po' troppo violenti, non ti pare?>>
<<Scusami, scusami tanto. Non volevo farti del male, non sapevo che fossi tu.>>blatera Scarlett, tentando disperatamente di farsi perdonare e offrendo una mano al pilota come aiuto per rimettersi in piedi.
<<Scuse accettate. L'importante è che d'ora in poi deponiamo le armi, calci e pugni compresi.>>scherza lui, afferrando la mano di Scarlett e tirandosi su dopo aver raccolto da terra il trofeo di bronzo.
<<Che ci fai a quest'ora qui? Non dovresti essere su qualche volo per tornare a casa in questo momento?>>cerca di avviare conversazione Scarlett, ritirando il telefono nella borsa e sorridendo al pilota.
<<Punto primo, non mi conviene tornare a casa dato che tra una settimana si correrà di nuovo a Silverstone. Punto secondo, sono qui perché il mio hotel è da queste parti, e vorrei tornarci prima di congelare di freddo, per giunta senza cena.>>spiega pazientemente lui, e Scarlett ridacchia.<<Tu invece? Ti serve un passaggio fino a, non so, qualche posto?>>
<<No grazie, sto aspettando Lewis per tornare a casa.>>
<<Okay beh, vedo una Mercedes arrivare ad una velocità spropositata quindi è meglio che mi dilegui prima che il tuo fidanzato mi prenda sotto per averti parlato.>>commenta il ragazzo, sporgendosi oltre la spalla di lei per vedere meglio i fari dell'auto che si avvicinano sempre di più.
<<Non è quel tipo di persona.>>lo riprende Scarlett, mantenendo sempre il tono di voce scherzoso. Decide appositamente di non commentare quel il tuo fidanzato, allo scopo di non negare ma nemmeno confermare la loro relazione, anche se, evidentemente, Charles ha già capito che c'è qualcosa tra di loro.
Il vero problema, è che ci ha azzeccato in pieno.
<<Credimi, per te lo diventerebbe. Ho notato come ti guarda.>>chiude il discorso lui, attraversando la strada mentre rivolge a Scarlett un occhiolino e un cenno di saluto, prima di scomparire oltre le porte vetrate dell'hotel.
Meno di un secondo dopo, due fari arrivano ad illuminare la figura di Scarlett, e dall'auto scura scende Lewis Hamilton, tutto trafelato per il viaggio. Si precipita immediatamente ad abbracciare la ragazza, la quale sorride contro la spalla di Lewis e appoggia le sue mani fredde al cappotto di lui.
La differenza di temperatura tra i due corpi è sostanziale, così come tutto tra di loro, del resto. Lui è caldo, lei è gelida. Lui è scuro di carnagione, lei chiara come la neve. Sono diversi, eppure paradossalmente complementari.
Dopo essere saliti in macchina, Lewis mette in moto e intrattiene Scarlett per tutto il viaggio, della durata di poco più di un'ora e mezza, tra canzoni che passano alla radio sulle quali i due sfoggiano le loro migliori prestazioni canore e commenti sul paesaggio circostante, coronati anche da una spruzzata di patriottismo da parte del ragazzo, che non può fare a meno di vantarsi della bellezza della sua amata Inghilterra.
Scarlett, invece, ride per tutto il viaggio. Ride per le battute di Lewis, ma soprattutto perché non avrebbe mai pensato di ritrovarsi così, in viaggio verso casa di Lewis con il diretto interessato al proprio fianco, che scherza insieme a lei, come una comune coppia farebbe.
Ma la cosa più incredibile, per lei, è pensare che, se soltanto un anno fa le avessero detto che avrebbe vissuto i momenti più felici della sua vita in compagnia di Lewis, sarebbe scoppiata a piangere di gioia. Poi, ovviamente, avrebbe mandato a quel paese chiunque avesse detto una cosa simile.
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