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Cap 32• Mr cucchiaio...o dovrà vedersela con me

Little do you know - Alex and Sierra

Elèna

«Henry, tutto bene?» sussurro mentre gli altri sono intenti ad ascoltare JJ che sta raccontando una delle tante figuracce fatte insieme durante qualche lezione del professor Sassi.

«Mmm?» alza la testa di scatto.

«Ti ho chiesto se va tutto bene. Sei... taciturno, ecco» gli spiego.

«Sì, va tutto bene! Sono solo un po' stanco. La scorsa notte non ho dormito proprio comodissimo» e mi fa l'occhiolino.
Ripenso che effettivamente quella notte, dopo avermi accompagnata a casa, è rimasto a dormire seduto sulla sedia appoggiato al letto.

«Mi dispiace» mi mortifico io.

«L'ho fatto perché mi andava, quindi non dispiacerti»dice lui bevendo un altro po' di vino.
Gli altri ridono per una battuta fatta da Eleonora e noto che Brian sembramostrare interesse verso di lei. L'idea di loro due insieme mi spaventasinceramente, ma chi sono io per fermarli. E poi quei due, almeno parlo perEleonora, quando vogliono una cosa è difficile che si fermino. Staremo a vedereche succederà.
Nel frattempo ci viene servito il dolce. Una coppa di gelato con del topping alcioccolato.
Noto che Adam a differenza nostra che ci siamo subito fiondati sul gelato èrimasto a fissare il cucchiaio senza toccarlo.

«Adam? Non ti piace?» gli chiedo portando alla bocca un po' di gelato.

«Oh sì, è solo che...» e viene interrotto da Henry che ferma il cameriere chiedendogli una forchettina.

«Non vado molto d'accordo con i cucchiai» dice prendendo la forchetta che il cameriere gli porge.

«Ha paura» lo schernisce Henry.

«Non ho paura! È solo che... È un trauma infantile, sono terrorizzato dai germi che si annidano nei cucchiai» dice imbarazzato grattando il gelato con la forchetta.

«Quindi non mangi mai zuppe o cose liquide?» chiede JJ stranita.

«Ehm no. Cioè al ristorante o comunque fuori casa no, ma a casa con il mio cucchiaio sì» risponde lui.

«Che cosa strana» affermo io e lui alza le spalle e sospira.

«Sono Mr. Cucchiaio e sono qui per avere la mia vendetta» tuona Brian avvicinando pericolosamente il suo cucchiaio al viso di Adam che sbianca solo a vederlo.

«S-stai lontano con quel coso, ti avverto» arretra Adam spostandosi sempre di più verso Henry.
La scena è così buffa che tutte quante scoppiamo a ridere e Brian viene richiamato all'ordine da Henry.

«Cugino, sei diventato noioso. La lontananza da Londra non ti fa bene» si lamenta Brian.

«E io che pensavo di essere diventato più simpatico e irresistibile» risponde Henry.
Il mio cellulare riprende a suonare interrompendo il momento e così alla fine decido di alzarmi da tavola per andare a rispondere.

«Scusate, torno subito» mi alzo mentre sento gli occhi di Henry puntati addosso. Mi avvio all'uscita e rispondo.

«Elèèèna» mi chiama una voce maschile senza dubbio su di giri.

«Chi è?» chiedo. È il numero di Leo, ma la voce non è la sua.

«Sono Gab. Ne è passato di tempo dall'ultima volta che ti ho vista, eh?»

Il sangue mi si gela all'istante. Non mi è mai piaciuto Gabriele, o Gab come cavolo lo chiamano. Frequenta da sempre brutti giri e bazzicando con Joshua è finito nel giro dello spaccio, delle lotte clandestine e delle risse notturne nei locali. Quei due sono dei veri e propri piantagrane.

«Perché hai il cellulare di Leo?» gli chiedo.

«Oh Leo. Sai, da quando è tornato è diventato noioso. Non ha fatto altro che lagnarsi e parlare di te, della vostra rottura, di come abbia fatto una cazzata e bla bla bla. Roba da diabete» risponde Gab.

«Passamelo» sibilo.

«Oh, non così in fretta mia cara Elèna. Sai, prima devo dirti delle cosucce che non ti piaceranno, ma ora che non state più insieme posso finalmente togliermi questo sassolino dalla scarpa. Sei una grandissima stronza. Anzi, sei proprio una puttanella. Sempre con la puzza sotto al naso, guardi storto me e chiunque mi stia intorno. Hai cercato di allontanare Leo da me e sai... Chi cerca di allontanare gli amici da me non fa una bella fine» sputa con una punta di odio nella voce.
Non mi aveva mai minacciata fino ad ora e non pensavo l'avrebbe mai fatto per il rispetto che ha di Leo, ma ora io e lui non stiamo più insieme. È temuto nella mia città e ha le spalle coperte dal padre di Joshua, un pezzo grosso della malavita. Gab è uno dei suoi tirapiedi più fidati e fa qualsiasi cosa gli ordini di fare. È già stato dentro qualche volta, ma per poco, troppo poco per i miei gusti.

«Dovresti stare attenta a chi ti metti contro e fare soffrire Leo non è stata una mossa molto astuta da parte tua. Ti terrò d'occhio, mia cara» continua lui.

«Gab, non sono affari tuoi e non voglio avere niente a che fare con voi. Né ora né mai. Passami Leo. So che è lì» dico cercando di tenere calma la voce quando in realtà sono terrorizzata a morte.

«Stai calma, amica. Non sei una principessa. O forse sì. Ecco, sì: la principessa sul pisello. Ti si addice» inizia a ridere e per poco non si soffoca.
Sento che sto per piangere, ma ora non di paura, di rabbia piuttosto.
Una voce interrompe la risata di Gab e lo sento litigare con quest'ultimo.

«Dammi questo maledetto telefono» la voce di Leo che urla a Gab.

«Elèna» ansima Leo «Elèna, cazzo. Ho dimenticato il cellulare a lavoro e questo stronzo ha pensato di poterlo prendere senza permesso. Oddio, perdonami. Cazzo, non ne va giusta una» impreca.

«Leo, lascia stare. Spiegami solo perché sei ancora con loro? Quante volte ti ho detto di stargli lontano? È gentaglia, come fai a non rendertene conto?» sto urlando contro il telefono e me ne accorgo solo perché alcune persone uscite dal ristorante mi guardano male.

«Lo so, ma sono miei amici e sai che non farei mai nulla di male. È solo che... Sono solo, Elèna. Cosa dovrei fare? Deprimermi, chiudermi in casa?» dice esasperato.

«No, ma non esistono solo loro in quella merda di città, Leo!» questa volta cerco di parlare più
a bassa voce.

«Sai che non è facile e che mi manchi. Così tanto che non pensavo fosse possibile. Farei di tutto per te» continua lui.

«Non la pensavi così però quando mi hai scagliata contro il muro» gli sbatto in faccia il rancore che provo per quel gesto ancora vivido nei miei ricordi.

«Elèna, tutto bene?» è la voce di Henry dietro di me. Mi giro e lo vedo fissarmi con gli occhi socchiusi mentre studia la situazione.
Gli faccio cenno di sì con la testa.

«Di chi è quella voce? Ti sei consolata presto! Chi è lo stronzo? Voglio saperlo, Elèna!» urla Leo dall'altra parte del telefono.

«Nessuno! Devo andare. Stai attento» dico.

«Elèna non ti azzardare a stacc...» ma non lo lascio finire che ho già staccato la chiamata. Prendo un bel respiro prima di girarmi a guardare Henry che mi osserva in silenzio.

«Chi era che ti stava urlando contro al telefono?» mi chiede teso.

«Leo» rispondo sospirando.

«Ti ha alzato le mani?» mi chiede e io non rispondo. «Ti ho sentita. Elèna, dimmelo» sibila avvicinandosi sempre di più.
Una lacrima riga il mio viso quando, ormai, non riesco più a trattenerla.
Ho cercato in tutti i modi di non farlo saltare fuori, ma ormai a che pro? Mi ha sentita, è inutile mentire e così faccio un lieve cenno della testa.

«Cazzo, dovevi dirmelo subito!» tuona mettendosi le mani tra i capelli e tirando le punte.

«Cosa avresti potuto fare? Ormai era successo. L'ho cacciato di casa» rispondo avvicinandomi e togliendogli le mani dai capelli.

I suoi occhi sono di un verde scuro adesso, come se il solito verde si fosse mischiato al nero dell'ira che vedo saettare nei suoi occhi.

«Prima quei tizi e ora lui. Non arrivo mai in tempo!» urla frustrato e io gli prendo il viso tra le mani.

«Nessuno. Deve. Toccarti» ringhia poggiando la sua fronte sulla mia respirando affannosamente. Mi asciuga la lacrima con il pollice e restiamo fermi così per un po'.

«Non lo aveva mai fatto. È stata la prima volta» lo rassicuro io.

«E anche l'ultima. Se solo quel pezzo di merda prova ad avvicinarsi ancora a te, dovrà vedersela con me» e detto ciò mi stampa un bacio sulla fronte accarezzandomi i capelli.

«Ehm-ehm» sento qualcuno schiarirsi la voce alle nostre spalle.
Per fortuna è Eleonora.
«Scusate l'interruzione. Sono uscita per vedere che fine avessi fatto, ma come vedo sei in ottima compagnia. Ad ogni modo, abbiamo deciso di andare a ballare per concludere la serata. Voi che fate?» ci chiede.
Nel frattempo ci siamo allontanati dalla posizione in cui eravamo, ma Henry è ancora accanto a me.

«Io passo, Nor. Penso che andrò a casa. Tu tranquilla vai pure» le sorrido.

«Neanche io vengo» risponde Henry lasciandomi di stucco.
Pensavo sarebbe andato. Non si sarebbe mai perso una serata in discoteca per fare baldoria e da quello che avevo potuto vedere al TwentyTwo si divertiva e anche parecchio.

«Dovrei rientrare per pagare» dico avviandomi all'ingresso.

«Non serve. Questa sera eravate mie ospiti» dice Henry. Sia io che Eleonora sbarriamo gli occhi.

«Henry, ma sei matto? Non esiste. Pagheremo la nostra parte» rispondo io appoggiata da Eleonora che muove la testa in segno di approvazione.

«Mi offendo. Ripeto che eravate mie ospiti» afferma lui.

«Oh beh, grazie allora. Ci sdebiteremo» risponde Eleonora per me.

«Di nulla» risponde lui. «Vai a recuperare la giacca, ti accompagno a casa. Ti aspetto qui» dice Henry rivolto a me.
Un po' confusa, annuisco e rientro insieme a Eleonora la quale, non appena Henry non può più vederci, lancia uno strillo e fa un sorriso largo trentadue denti.

«Mio Dio, mio Dioooo! Non sta venendo per stare con te! Ti rendi conto?» dice agitata.

«Non sta venendo perché magari non gli va. Non saltare a conclusioni affrettate» la contengo io.

«Vai a recuperare la giacca, ti accompagno a casa» imita la voce di Henry.
«Sorella, quello vuole passare del tempo con te, altro che!» dice dandomi un pugno sulla spalla. Io sorrido e roteo gli occhi mentre recuperiamo i cappotti e gli altri e ci avviamo all'uscita.
Henry intanto era andato a prendere la macchina e ora mi sta aspettando appoggiato al cofano. E se avesse ragione Eleonora? In che guaio mi sto cacciando?

***

Ciao bellezze! Come state? Come state trascorrendo questa quarantena?
Spero a casa! Io sono a casa, ma lavoro da qui e quindi sono abbastanza impegnata, ma sto avendo tempo per scrivere (una nuova storia) e per dedicarmi un po' alle serie tv che avevo lasciato indietro e a leggere.
E' un sacrificio che dobbiamo fare e tutto sommato non è un così grande sacrificio, dobbiamo stare a casa al caldo, in pigiama e voi avrete anche la fortuna di essere con i vostri genitori per cui dai, stringiamo i denti!


Volevo anche avvisarvi, come anticipato a inizio storia, che mancano solo 10 capitoli alla fine all'incirca.
Nella versione cartacea invece troverete tutto il resto con i 20 capitoli restanti, purtroppo non ho avuto l'ok a pubblicare tutto quanto, ma meglio poco che niente no?

Spero che la storia vi stia piacendo e vi ricordo che sono già stati pubblicati tutti e tre i volumi della serie "Underground love" che potete trovare su tutti gli store online e in libreria (quando finirà la quarantena).

Spero poi di darvi presto notizie della nuova storia che sarà sicuramente pubblicata su Amazon, per cui seguitemi sia qui che su IG per avere news.

All the love, M

***

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