Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Cap 10• Ricerca su Google e gridolino di felicità

Please don't judge me - Chris Brown

Elèna

Nor non è ancora tornata e la noia mortale unita alla stanchezza mi stauccidendo, così mi siedo sul divano e apro il pc. Senza che il mio cervello abbia dato alcun tipo di impulso digito il suo nome sulla tastiera,Henry Evans, sperando che Googlefedelestalker svolga il suo compito.Detto, fatto. In meno di pochi millesimi di secondi, il sito di stalkingautorizzato per eccellenza sputa fuori come primo risultato la sua biografia su Wikipedia. 

Henry Evans, figlio del magnate Evans ed erede della seconda casa discografica più importante al mondo (vedi Evans Productions). Nato nel 1994a Holmes Chapel, una piccola cittadina dell'Inghilterra centrale,situata nella contea del Cheshire, a sud di Manchester. Laureato ad Oxford nel 2015in Marketing Management si presta a diventare successore del padre e a seguirne le orme. 

1994? Ecco! Mi sono fatta mettere i piedi in testa da uno più piccolodi me di quasi due anni. Certo, un genietto miliardario, ma questo pococonta. Vado avanti nelle ricerche dato che sembra essere pieno di notiziesu Henry. Tra tutti i vari titoli uno in particolare mi colpisce: Riuscirà ilpiccolo Evans a gestire la casa discografica tra un flirt e l'altro?Spinta dalla curiosità, clicco e mi trovo davanti una serie interminabiledi foto di Henry con modelle, cantanti (che tra l'altro ascolto nel mioiPod), attrici e chi più ne ha ne metta. Resto con gli occhisbarrati a fissarelo schermo.

Sono così immersa nello sfogliare l'infinita gallery fotografica che non sento neanche la porta aprirsi e sussulto quando mi ritrovo Eleonora accanto che cerca di svegliarmi dal mio stato temporaneo di trance.

«Elèna? Al mio tre ti sveglierai... O santa polenta, ma chi è questo bel maschione?» mi chiede iniziando a sfogliare le foto togliendomi il computer dalle mani.

«Se la spassa, eh?» afferma tra una foto e l'altra.
«Ne ha una per ogni giorno dell'anno. E che cos'è?» continua scioccata.
«Guarda poi che figo quando ha i capelli legati e quei tatuaggi... Oh! Wò wò aspetta... Non sarà mica?» mi chiede fissandomi.

Mi giro verso di lei e con la bocca ancora spalancata per lo shock, annuisco.

«Il tipo della metro? Non ci credo! Ma come hai fatto a scoprire che fosse lui? Come facevi a sapere il suo nome?» mi chiede super eccitata.

Giustamente, lei non sa ancora nulla del messaggio su Facebook e dell'incontro al colloquio. Le racconto tutto quello che avevo omesso nell'ultima settimana e del colloquio della mattina. Lei stranamente non si arrabbia, avevo paura reagisse come JJ e invece è stata ad ascoltarmi per tutto il tempo.

«E stamattina quando Adam si è proposto di darmi un passaggio, lui ha detto di no liquidandomi con un "abbiamo fretta" ed è entrato nella limousine per non girarsi più verso di me. Poi sono tornata a casa e ho iniziato a cercare informazioni su di lui. Il resto lo sai» termino sospirando.
Passano alcuni minuti di silenzio.

«Ma porca merda! Possibile che le cose più allucinanti capitino tutte a te che non riesci neanche a godertele per un fottuto millesimo di secondo? Elèna, sveglia!!! Hai avuto la possibilità di flirtare con un figo da paura, pieno di soldi che sembra essere interessato a te e tu che cazzo fai? Ti dilegui come una gazzella intimorita davanti a un leone?» mi rimprovera puntandomi un dito in faccia.

Glielo prendo e lo abbasso guardandola male per la ramanzina che sapevo non avrebbe tardato ad arrivare.

«Un ventiduenne che è stato a letto con più donne di quante ce ne siano sulla faccia della Terra. E non donne qualunque, ma quelle donne» indico lo schermo del pc dove c'è ancora una sua foto con una modella di cui non ricordo il nome.
«Perdonami, ma non è di certo il tipo di uomo che cercherei di avere al mio fianco e poi neanche lo conosco e per quel poco che ci siamo detti, credimi non fa per me! Sarà anche bello da paura lo ammetto, ma non potrei mai innamorarmi di uno come lui! Ah e poi piccola comunicazione di servizio per te e JJ che sembrate averlo scordato: ho già un fidanzato!» concludo.

Con fare teatrale, resta in silenzio mentre si alza e si risiede poggiandosi sulle ginocchia prendendomi le mani.

«Elèna per quanto riguarda Leo puoi continuare a prendere in giro te stessa, ma non me! Ho visto la faccia che fai ogni volta che ti chiama o quante volte litigate. Questi sono i segnali che la relazione sta diventando a senso unico e che da te la freccia sta diventando un enoooorme divieto che presto diventerà uno stop. Ti serve solo tempo per capirlo. E forse questo Henry è arrivato al momento giusto. Magari non è la persona giusta, ma il momento sì. E per una volta, diamine, pensa a te. Goditi la vita. Hai ventitré anni. Che cazzo!» mi dice con gli occhi pieni di determinazione.

«Lo so, la mia storia è in un momento di crisi, questo però non vuol dire che stia finendo» ribatto sbuffando.

«Ok, pensa quello che vuoi! Poi però non incazzarti quando un giorno ti dirò che te l'avevo detto!» dice lei con voce solenne.

Mi fa ridere la sua faccia seria che poco le si addice e così anche lei scoppia a ridere.
Adoro parlare con lei perché non ha peli sulla lingua e mi sbatte in faccia qualsiasi cosa pensi. Non voglio ammetterlo, ma forse non ha tutti i torti su tutta questa storia. Sì, insomma, con Leo le cose non vanno per niente bene e nonostante mi ostini a far finta di nulla, non sono brava a fingere le emozioni. E le mie amiche mi conoscono fin troppo bene.

Di una delle cose che ho detto però sono assolutamente certa: Henry Evans non è l'uomo per me e non lo sarà mai. Né lui, né nessun tipo di uomo con quel caratteraccio e un album di donne pieno di doppioni.
Più tardi Leo mi scrive un messaggio dicendomi che passerà la serata con quei due esseri poco raccomandabili.

Ah, quasi dimenticavo! Com'è andata stamattina?

Beh, meglio tardi che mai.

Bene, penso sia andata bene. Le cose hanno preso una piega un po' particolare, ma poi sono riuscita a cavarmela. Mi faranno sapere in settimana.

Lui mi risponde come se non gli importasse ed io evito di scrivergli ancora, metto la testa sul cuscino e crollo in un sonno profondo pensando a tutto quello che è successo.

La mattina ricevo una chiamata durante la lezione di inglese ed esco dall'aula per rispondere.

«Pronto?»

«Elèna Costa?» chiede la voce per accertarsi che sia io.

«Sì, sono io» confermo.

«Oh Elèna! Ottimo. Data l'età che avanza temevo di aver sbagliato numero. Sono Jackson Wilson. Ci siamo visti martedì per il colloquio» dice lui.

Merda. Ti prego, ti prego, ti prego fa che sia una chiamata positiva!

«Sì certo, mi dica. Come è andata?» chiedo timidamente per sondare il terreno.

«Come è andata? E me lo chiedi pure?» dice lui con un tono che non riesco a decifrare.
Ecco, lo sapevo. È andata una merda, mannaggia.

«Ah, mi dispiace che non sia andata bene! Sarà per un'altra occasione... Io ho fatto del mio meg...» non riesco a concludere la frase che il signor Wilson inizia a urlare dall'altro capo del telefono, tanto che devo allontanarlo dall'orecchio o rischio di lasciarci l'udito.

«Ti dispiace? Ma sei matta? È andata super bene! Sei riuscita a tenere testa pure alle domande fuori luogo di Henry, per cui tra l'altro mi scuso, te la sei cavata egregiamente. Era questo quello che stavo cercando. Inizi domani alle nove. Contratto in tutta regola e già ho parlato con la segreteria che mi ha dato l'ok. Sei ufficialmente la mia assistente. Ti sto dando del tu senza permesso, ma le formalità vanno bene ai colloqui, non a lavoro. Non qui almeno» e quasi me lo immagino tirare le bretelle e passarsi una mano tra i capelli.

Sto per svenire. Domani? Domani inizio a lavorare? Per Wilson? Non ci credo, deve essere un sogno.
Mi do un pizzicotto e dato che non mi sveglio deduco sia tutto reale e mi lascio scappare un gridolino di felicità.

«Lo prendo come un sì» lo sento ridere.

«Assolutamente sì! S-Sono contentissima e non vedo l'ora di iniziare a lavorare per lei!» dico tutto d'un fiato.

«Lei? Mi chiamo Jackson e non voglio mai più sentire lei, mi fa sentire vecchio» si lamenta lui.

«D'accordo. Ci proverò. Ci vediamo domani in ufficio!» esordisco eccitata, forse troppo.

«A domani, Elèna» mi saluta e cade la linea.
Corro in segreteria ad abbracciare Marika che mi fa un grosso in bocca al lupo per questo nuovo inizio e una volta tornata in classe lo dico subito a JJ.

«Sono contenta per te!» mi dice abbracciandomi.
La conosco e sento che c'è qualcosa che però non va.

«JJ, che c'è?» le chiedo.

«Niente, è solo che mi mancherai e resterò sola qui» dice lei abbassando gli occhi che posso vedere un po' lucidi.
JJ, la corazza umana che sta per piangere? Oggi è davvero un giorno da segnare sul calendario.

«Scema, non sarai sola. Ci sentiremo sempre e ogni sera potremo vederci e cenare insieme e puoi anche restare a dormire quando vuoi. Non cambierà nulla. Solo non dovrò più sorbirmi queste lezioni» le faccio la linguaccia.

«Grazie, tu sì che sai confortare chi è giù di morale» mi dà un leggero pugno sulla spalla e ride. Domani inizia la vita vera. Domani è il mio primo giorno di lavoro.
Scrivo a tutti per dare la bella notizia. Leo, i miei genitori, Eleonora.
Non chiamo nessuno perché ho bisogno di rilassarmi e voglio andare a letto presto nonostante la troppa adrenalina mi terrà sicuramente sveglia.


***

Pagina Instagram autricemartina.ingallinera

Playlist Spotify: Underground Love - La mia ancora di salvezza

Pagina Facebook: Redlipsers

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro