Una nuova compagna
Raggiunsero la locanda del maiale sorridente senza intoppi.
Era ormai l'imbrunire e tutti e tre erano esausti.
Horst li accolse con un grande sorriso, - Allora fanciulli, com'è andata la giornata? Vi siete divertiti? - chiese allegro.
Kiara annuì stancamente, imitata da Robin.
L'oste annuì soddisfatto, - Immagino che sarete affamati, avete mangiato qualcosa fuori? - domandò loro con sguardo critico.
Lo stomaco di Robin borbottò al momento giusto.
Horst rise di gusto, - Ottimo modo per rispondere! Andate a sedervi ad un tavolo che vi porto un piatto di passata e una bella pagnotta- disse entusiasta, saltellando, nonostante la sua grande mole, verso il bancone e la cucina.
Solo quando sparì, Anna fece capolino dal suo nascondiglio dietro la schiena di Robin.
Il ragazzo sospirò cercando di tranquillizzarla, - Quell'uomo non ti farà nulla di male, è un gigante buono. Non potrebbe nuocere a una mosca- le sussurrò incoraggiandola.
Kiara l'affiancò con un gran sorriso, - È un ottimo cuoco, il più grande rischio che potresti correre con lui è quello di ingrassare- le disse.
Si sedettero in un tavolo in una zona poco rumorosa del locale e attesero con impazienza la loro cena.
Horst incredibilmente, sebbene ci fossero moltissimi clienti, non li fece aspettare troppo.
- Allora, raccontatemi un po' cosa avete fatto. Ho sentito che al secondo livello c'è stata una rivolta, alcuni schiavi sono scappati e la città è un po' in tranbusto- disse con un sorriso.
Argomento sbagliato.
Anna ricominciò a tremare e tentò di fuggire, non facendo altro che attirare su di sé l'attenzione dell'oste.
- E tu chi sei?- domandò l'uomo che teneva in mano ancora i due piatti di minestra fumante per i suoi ospiti.
Di fronte alle occhiate eloquenti dei due giovani, capì da solo.
Fece l'occhiolino a tutti e tre e dopo aver appoggiato i piatti, si avviò per andare a recuperarne un terzo.
- Voi giovani siete davvero dei furbastri... - commentò, - scommetto che la dolce fanciulla qui presente è una dei giovani che non si trovano- disse con aria curiosa, - Avete fatto bene a portarla con voi, ora lei è in pericolo, se dovessero riacciuffarla...- si interruppe, perché non era necessario che continuasse.
Anna arrossì e si strinse di fianco a Kiara. Robin scosse la testa, - Horst, potremmo cambiare argomento? Oggi è stata una lunga giornata...- disse scuro in volto.
L'omone incrociò le braccia, - L'avete combinata grossa voi...- aggiunse poi infine.
I tre giovani cominciarono a mangiare con un silenzio pesante sul tavolo. Ma dopo i primi bocconi, che scaldarono lo stomaco e il cuore, il clima si risollevò.
Quando fu l'ora di andare a dormire, Kiara e Anna si ritrovarono finalmente tranquille e sole nella stessa stanza, libere di parlare.
Una non vedeva l'ora di andare a dormire, l'altra, di fare domande.
Kiara però non fu insistente.
Non iniziò con la sua parlantina ad indagare sulla sua vita. Aveva visto quanto fosse ancora scossa. Anna aveva tutte le ragioni per non volerle dire nulla, non conoscendola nemmeno da un giorno, ma lei sperava comunque, con la calma, di scoprire ancora qualcosa.
La giovane fuggitiva si spogliò degli stracci per la prima volta e rivelò il suo fisico: magro, ma non esile; e i suoi capelli: corti e di un biondo molto acceso, come quello del grano d'estate.
Kiara la guardò indossare gli abiti di ricambio che le aveva prestato e sorrise soddisfatta quando constatò la loro somiglianza nella taglia.
- Sono felice che tu sia qui- cominciò senza fretta, sinceramente.
Aveva una nuova amica, anche se fosse stato solo per quella notte; avere una compagna d'avventura era confortante, avrebbe significato avere qualcuno con cui parlare, con cui condividere le emozioni avendo la certezza di essere capita.
Anna annuì appena sedendosi sul materasso.
- Kiara...- iniziò quasi balbettando, - Vi devo la vita...- disse in un sussurro, - Grazie per avermi salvata-.
Kiara annuì con un sorriso, - Tranquilla, era il minimo. Non avremmo lasciato nessuno lì- le disse abbracciandola quando cominciò a singhiozzare.
La tenne stretta a lungo, mentre lavava via il dolore, la paura e la fatica con le lacrime che per troppo tempo aveva trattenuto.
La notte ormai era fonda e nessun suono, se non il canto dei gufi, attraversava il buio.
- che cosa farò ora? - domandò Anna al nulla.
Kiara le sorrise fissandola negli occhi.
- Vieni con noi- le propose, consapevole che quella avrebbe anche potuto non essere l'offerta migliore.
Il mattino successivo si ritrovarono tutti e tre per decidere come procedere.
Dovevano ancora visitare la guardia e fare le scorte per il viaggio, non avevano molto tempo da perdere.
La questione principale però, era Anna.
Che cosa avrebbe deciso di fare?
Robin e Kiara le illustrarono i loro programmi per il viaggio, le motivazioni di quella folle ricerca.
Lei ascoltò in silenzio, rossa, come se fosse stata imbarazzata.
- Scusatemi... vi sto creando molti problemi...- disse in un soffio ad un tratto.
Robin la squadrò con severità, - Non devi scusarti- le disse sicuro.
- Non devi scusarti con noi. Non abbiamo fatto nulla se non metterti ancora più in pericolo di prima... non ringraziarci- aggiunse guardandola negli occhi.
Anna scosse la testa, - Mi avete salvata, mi avete salvato la vita. Sono in debito- disse con una voce decisa che sembrava non appartenerle, poi tornò insicura.
- Ma ora... che cosa dovrei fare? Non vorrei essere un peso per voi. Posso andarmene oggi stesso- disse guardandoli con gli occhi appannati dall'indecisione e dalla confusione.
Robin scosse la testa, - Tu sarai con noi, almeno fino a quando non saremo fuori città, da lì, sarai libera- disse senza mezzi termini.
Kiara annuì concorde, sentendosi responsabile per quella ragazza.
- Da dove vieni? Non puoi tornare a casa?- le chiese.
Anna fece di no con la testa, - vengo da troppo lontano per potervi tornare. Inoltre, la guerra del signore di questa città ha distrutto la mia casa molto tempo fa...- ammise con la tristezza nello sguardo.
- Ormai non ho nessun posto in cui tornare... né una famiglia- aggiunse.
Robin le guardò mesto e con aria affranta.
Lui la capiva bene la vedeva anche così piccola e fragile, indifesa.
Si sentì impotente, consapevole che, nonostante l'esperienza e la maggiore età, anche lui non poteva far nulla.
In realtà, si rivedeva in quelle ragazzine, ma soprattutto in Anna perché avevano vissuto molte esperienze simili.
Ricordava con chiarezza la sua infanzia in catene, i mercati e i mercanti di tutte le Terre Verdi. Strinse i denti scacciando quei brutti ricordi.
Nessun umano avrebbe dovuto subire quello che lui, Anna e molti altri avevano passato.
Non voleva che quelle ragazze soffrissero quanto aveva dovuto soffrire lui.
Forse anche per quello aveva deciso di andare con Kiara per aiutarla, forse per quel motivo desiderava che la ragazzina timida dai capelli corti li seguisse.
- Noi siamo in viaggio, puoi venire con noi o andartene, deciderai quando vorrai- le disse Kiara con un sorriso.
- Ora dobbiamo andare, la Guardia ci aspetta- disse poi balzando giù dal letto, - Forza! In piedi!- li esortò, riempiendoli di energia.
- Arriviamo- disse Robin nascondendo le preoccupazioni per un altro momento, pronto a godersi quella nuova giornata.
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