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Sola e lontana

Anna cadde a terra privata delle ultime energie che aveva.
Kiara la vide accasciarsi al suolo e per un istante rimase impietrita.
Per l'ennesima volta era stata responsabile di un incidente che avrebbe potuto costare la vita della sua amica.
Se fosse riuscita a colpire il calabrone piuttosto  che a schivarlo, forse Anna sarebbe stata salva.
Sentì il senso di colpa e di impotenza sbocciare in furia.
Si gettò contro l'insetto che le aveva attaccate, cieca di rabbia, mossa dal senso di responsabilità che aveva nei confronti della compagna.
Seguì l'insetto senza distogliere gli occhi dalla sua sagoma.
Avrebbe vendicato la sua amica.
Il calabrone volava zigzagando tra i compagni, cercava di lasciarla indietro ma non ci riuscì.
Kiara lo seguì con la spada in pugno, pronta.
La sua occasione stava per arrivare, sentiva il sangue nelle orecchie, il suo fiato affrettato.
Era pronta.
Colpì il calabrone con violenza, senza sapere bene se il colpo fosse arrivato nel punto giusto o meno.
Non le interessava la tecnica ma il risultato.
Il calabrone cadde ai suoi piedi e la rabbia sfumò.
Tuttavia intorno a lei non c'era più niente, solo roccia.
Sentiva il ronzio furioso dei calabroni nelle vicinanze ma non li vedeva.
Si era spostata, aveva lasciato la gola in cui si trovavano.
Il calabrone l'aveva portata lontana dai suoi compagni.
Dov'era finita?
Doveva tornare indietro...
Non poteva perdersi e lasciare gli altri da soli.
Sentì il panico salire man mano che, quasi incespicando ad ogni passo, cercava la via perduta.
Era stata una stupida, per l'ennesima volta.
Sentì alcune lacrime mischiarsi alla polvere che la ricopriva.
Tirò su con il naso e le asciugò con un gesto brusco.
Non era tempo di disperarsi.
Doveva concentrarsi e tornare indietro.

Robin vide Anna cadere e perse ogni controllo.
Non poteva permettere che i calabroni la prendessero.
Kiara non era stata capace di salvarla, loro non erano stati in grado di aiutarla.
Finì le frecce colpendo con ognuna di esse i suoi bersagli.
Non sbagliò nemmeno una volta.
La sua precisione non faceva che migliorare man mano che la sua determinazione aumentava.
Vide Kiara poco lontano da lui combattere attraverso gli insetti volanti, dirigersi verso un punto che non riuscì ad identificare.
Si fermò per un secondo per recuperare un dardo mentre Usama lo copriva.
L'attimo che sollevò lo sguardo, Kiara era sparita.
Dov'era finita?
Scoccò la sua freccia e scacciò un nuovo senso di preoccupazione.
Doveva pensare una cosa alla volta.
Recuperare Anna e allontanarsi da quel posto maledetto era la priorità.
Si gettò verso la compagna senza badare ai calabroni e la raggiunse.
Usama lo seguì a ruota come se avesse intuito il suo piano, banale e scontato, e lo difese dai pungiglioni.
- Dobbiamo andarcene- urlò al ragazzo.
Gli occhi neri di Usama corsero alla ricerca di Kiara.
- Dov'è?- gli chiese.
Lui si strinse nelle spalle.
- Non lo so... ma prima di tutto dobbiamo mettere Anna al sicuro...- disse.
Usama annuì, un'ombra di preoccupazione gli velò il volto alla vista di Anna.
- Andiamo- lo incitò.
Strinse la ragazza tra le braccia e cominciò a correre.
Dovevano trovare un modo per sfuggire a quello sciame arrabbiato.
Non avevano altre speranze che sparire alla loro vista.
Ma come potevano fare?
Usama lo guidò mentre gli insetti li inseguivano e attaccavano senza sosta.
Avanzavano lentamente, troppo.
Ad un tratto però scorsero una strettoia abbastanza nascosta che avrebbe potuto dar loro rifugio.
Si gettarono in quella fenditura e l'atraversarono.
Una volta dall'altra parte di nascosero e attesero.
Non molti calabroni furono abbastanza svegli da passare di lì e Robin li abbattè con l'arco e le frecce che aveva recuperato.
Tirarono un respiro di sollievo e si accasciarono per riprendere fiato.
- Dobbiamo occuparci di lei- disse Usama dopo qualche minuto.
Lui annuì.
- Lo so. Dobbiamo curare il veleno...- disse osservando la ferita della ragazza.
Per fortuna non aveva perso troppo sangue.
- Credi che si possa trovare quello che ti serve in questo posto?- chiese al giovane eremita e lui annuì.
- Ho quasi tutto nella bisaccia...- disse.
- Tuttavia ci sono un paio di ingredienti per l'antidoto che dobbiamo trovare qui...- aggiunse.
- Come facciamo? Non abbiamo molti tempo- commentò scuro in volto.
Usama sospirò.
- Potremmo cercare in due...- propose.
Lo guardò incredulo.
- Non possiamo lasciare Anna qui da sola!- esclamò.
- Il tempo è prezioso, in due possiamo farcela in meno...- suggerì il ragazzo.
Anche a lui non piaceva l'idea di lasciare la loro compagna da sola ma aveva ragione: non avevano tempo da perdere.
Robin sospirò.
- Va bene... allora spiegami cosa stiamo cercando- disse.
Usama tirò fuori la bisaccia e cominciò ad elencare gli ingredienti.

#angolo autrice

Capitolo super corto! Lo so lo so... probabilmente ai coraggiosi che sono arrivati fino a qui non interesserà molto ma comunque chiedo perdono:') :)
Spero che fin qui non vi sia pesato troppo leggere xD non è la storia migliore che abbia mai scritto ma beh.. dai... ero piccola quando l'ho scritta xD
Grazie per essere arrivati fin qui.

Buona lettura,

Backtowherewebelong:3

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