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Robin

La casa di Robin era piccola ma accogliente, sembrava una casa sull'albero, di quelle per i bambini, e forse in fin dei conti lo era.
Appena si era ripresa dallo stordimento causato dal fumo, dalla paura e dal sollievo per esser riuscita a uscire da una situazione drammatica, Kiara si era alzata. Aveva esplorato ogni anfratto ti quella stanza dalle pareti di legno e con curiosità aveva arrischiato un passo all'esterno.
Se non fosse stato per il giovane che la seguiva con lo sguardo vigile sarebbe finita giù; davanti alla casetta stava infatti solo un piccolo patio e poi si apriva il vuoto. La casa era stata costruita sul punto in cui tre grandi rami si dividevano dal tronco e l'albero era imponente e molto alto. L'ingresso dell'abitazione sarà stato a circa trenta piedi da terra e Kiara stava per cadere da quell'altezza. Robin l'aveva afferrata e l'aveva trascinata al sicuro.
- Sei troppo disattenta...mi chiedo come tu abbia fatto a sopravvivere da sola fino a qui..- le aveva detto in tono di rimprovero, lei imbarazzata si era scusata e con il cuore che batteva all'impazzata per l'ennesimo spavento era tornata a sedersi sul letto. - Fai attenzione...- l'aveva ammonita il ragazzo, - Non ti salverò una seconda volta-.
Lei aveva annuito convinta promettendo che non si sarebbe più avvicinata alla porta nemmeno se gliel'avesse chiesto.

- Eem Robin? Posso farti una domanda? - gli chiese mentre consumavano insieme una semplice colazione.
-Sì certamente- rispose lui, - Perché mi hai salvata? - chiese un po' titubante, non sapendo bene cosa aspettarsi. Robin non sembrò gradire la domanda, si fece serio e non rispose subito, - Era la cosa giusta da fare- disse dopo un po' come se potesse spiegare tutto.
Lei non chiese altro, trattenne la curiosità, già grata.
Il ragazzo finì di mangiare e la guardò con una scintilla di malizia nello sguardo, - Ora tocca a me farti una domanda- disse sorridendo e cogliendola di sorpresa - Perché eri da sola nella foresta?- le chiese.
Kiara incrociò le braccia indecisa se parlargli o meno. Ma per quanto non si conoscessero per niente non aveva nulla da perdere e nulla da nascondere e non le avrebbe creato problemi raccontargli del suo viaggio, né di suo padre, così gli raccontò tutto perdendosi nei ricordi. Si accorse di aver desiderato con molta più intensità di quello che aveva creduto di raccontare la sua storia. In qualche modo ricordare la faceva sentire più vicina a casa e il raccontare del suo viaggio lo rendeva incredibilmente vero. Fino a quel momento, che aveva viaggiato da sola, aveva vissuto quell'avventura come un sogno. Il rapimento e la fuga l'avevano svegliata e ora era più consapevole di quello che stava facendo. Infine Robin che l'aveva salvata, quel ragazzo biondo di cui non sapeva assolutamente niente se non il fatto che fosse stato un bandito, ora la ascoltava con attenzione. Sembrava a sua volta intento a ricordare e si accorse che i suoi non dovevano essere particolarmente piacevoli.
Aveva la fronte corrugata e gli occhi ghiacciati, sembrava molto più vecchio di quello che in realtà era. Non riteneva che potesse avere più di vent'anni, per lei era comunque giá grande, era già quasi un uomo.
Il suo volto era squadrato, aveva il naso grande e la bocca sottile e un filo di barba gli contornava la mascella.
Aveva un aspetto selvaggio mentre l'ascoltava, non mosse un muscolo.
Quando finì di raccontare, Kiara bevve un sorso di acqua fresca, - Ebbene... questa è la mia storia- disse un po' così, per concludere.
Robin si appoggiò allo schienale della sedia con uno sbuffo, -Certo che hai un gran bel coraggio ragazza-disse - Sei davvero giovane e il viaggio che hai deciso di fare è tutt'altro che facile- aggiunse. Kiara si indispose a quelle parole; non era piccola e conosceva i rischi del viaggio che aveva deciso di intraprendere. - Sì, va bene- disse atona trattenendosi dall'urlagli contro; era pur sempre un bandito, buono, ma comunque pericoloso.
- Ehi non ti offendere. Ti ammiro molto. Ci vogliono davvero grandi capacità per fare quel che stai facendo- le disse sorridendo e lei sentì sparire l'indignazione e il suo orgoglio risollevarsi. Sorrise anche lei - Tu non mi dirai niente di te vero?- gli chiese e lui non si adombrò, -Vero- le rispose facendola sbuffare.
- Prima o poi scoprirò qualcosa- disse e Robin annuì, - Forse- le concesse, poi si alzò.
-Allora...Che facciamo?- le chiese il ragazzo.
-Io devo ripartire- disse sicura.
-Meglio di no...Ora ci saranno ancora contadini impazziti in giro. Non è sicuro- la stroncò Robin.
- Chi erano quegli uomini? - chiese ripensando con un brivido alla sera precedente.
Il giovane guardò fuori dalla finestra, - Quegli uomini... erano fuori di testa. Li conosco tutti, se non altro di vista, e sono padri e fratelli delle ragazze che Stanrock ha rapito e venduto al mercato degli schiavi- disse stringendo i pugni, - La nostra non era una banda seria, non facevamo altro che spaventare e derubare i passanti ma non abbiamo mai fatto male a nessuno...Fino a poco tempo fa- aggiunse con rabbia ma poi si voltò a guardarla con uno sguardo triste, - Mi dispiace per quello che è successo...- disse affranto, - Avrei voluto liberarti prima...praticamente non mi sono accorto che stavi per morire bruciata...- sembrava di leggere nei suoi occhi un deja-vu. Chissà cosa aveva passato si chiese lei. Si alzò e gli andò vicino, -Non importa...va bene così. Se non ci fossi stato tu ora sarei morta, o peggio, schiava- gli sorrise cercando di confrontarlo e lui sembrò riprendersi.
- L'importante è che ora la banda è stata distrutta e che tu sei viva e libera. Ti accompagnerò fino alla fine della foresta e poi prenderemo strade diverse- stabilì lui deciso, -Tra un paio di giorni tu ti sarai ripresa completamente e io sarò pronto a partire...Mi lascerò tutto questo alle spalle- aggiunse e lei annuì. Era felice di scoprire che Robin era davvero un bravo ragazzo e che non avrebbe alzato un dito su di lei, e poi se l'avesse accompagnata sarebbe stato fantastico e si sarebbe sentita molto più tranquilla.
Passò il resto della giornata a riordinare la sua bisaccia, che Robin aveva recuperato per lei, e si riposó per davvero per la prima volta da quando era partita. Si ritrovò tra le mani la bussola che Zoe le aveva regalato e ripensó alla partenza; ne aveva passate già molte ed era solo all'inizio.
Sorrise chiedendosi che altro avrebbe dovuto affrontare.

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