Nell'alveare
Un nuovo labirinto si aprì davanti a loro. Usama li aveva condotti alla bocca del sentiero che li avrebbe portati al deserto, come promesso.
Il sole era alto nel cielo, la temperatura era fredda e secca, la terra era rossa e arida.
Si fermarono incerti, il loro passo meno convinto, la loro determinazione fragile. Anche Kiara aveva paura.
Robin con il suo sguardo, solitamente acceso e allegro, offuscato dalla preoccupazione fissava davanti a sé pensieroso.
Anna era immobile di fianco a lui.
Usama stava davanti a tutti con uno sguardo greve e interrogativo.
- Volete andare avanti? - indagò.
Il silenzio calò su di loro di fronte alla domanda, pesante.
Kiara prese un respiro profondo, era arrivato il suo momento...
- Ragazzi...- richiamò, tutti la guardarono.
Improvvisamente si sentì insicura, intimorita dalla responsabilità che aveva deciso di prendersi.
Sospirò.
- Io andrò avanti. Se c'è anche una sola possibilità che mio padre sia dall'altra parte del deserto, ho intenzione di sfruttarla. Non mi fermerò- disse poi, sorrise e si strinse nelle spalle.
- Ho iniziato questo viaggio quando la stagione era appena agli inizi... vi ho incontrato sulla via e uno per uno, avete deciso di seguirmi...- disse e annuì riconoscente tuttavia con una nota di tristezza.
- Non voglio che vi sentiate obbligati a seguirmi...- confessò infine.
Spostò lo sguardo lontano e aspettò con timore una risposta.
I tre ragazzi rimasero immobili, non avevano nessun motivo per andare con lei. Stavano considerando seriamente la sua proposta e li capiva.
- Pensateci su... Non ho fretta. Me ne andrò domani mattina- disse lei poi si allontanò verso il bordo di uno squarcio, l'ingresso alle gole dei calabroni.
Si sedette su una pietra e si perse a guardare l'orizzonte. Le sembrò di tornare indietro nel tempo.
Robin si voltò verso i compagni con un sorriso incerto ma sereno. Tutti avevano lo stesso dubbio negli occhi.
Era partito con Kiara, con l'idea di andare poi per la sua strada.
Aveva lasciato la sua vecchia vita nel bosco, non era più un brigante, non era più uno schiavo.
Aveva considerato di fermarsi nella capitale, ma ormai si era affezionato alla sua piccola amica avventurosa... poi era arrivata Anna.
Si era ritrovato a fare da guida e da spalla a due ragazze fragili e allo stesso tempo incredibilmente resistenti.
Gli ricordavano la sua sorellina... tanto tempo prima.
Sospirò, non avrebbe potuto lasciarle ma era certo che Anna avrebbe giocato un ruolo fondamentale nella sua decisone. Tanto era cambiato da quando l'aveva salvata. Aveva degli obblighi verso di lei, ora.
Aveva imparato a conoscerla.
La sua diffidenza, le sue paure, i suoi occhi celesti e trasparenti come specchi, i suoi capelli biondi, corti e selvaggi. Piccola tenera e fragile come un germoglio, aveva sopportato le sue stesse catene.
Sospirò...
Anna li aveva seguiti perché altrimenti per lei non ci sarebbe più stato un futuro.
Aveva fatto amicizia, si era affezionata, ma non amava viaggiare, non amava rischiare, di questo se n'era accorto.
Lei aveva più bisogno di lui, avrebbe deciso in base alla sua scelta.
Guardò Usama, quel ragazzo così diverso da loro, così oscuro e sapiente. Per qualche motivo aveva l'impressione che in lui ci fosse molto più di quello che avevano avuto modo di conoscere.
Non ci aveva parlato molto, ma aveva visto come Kiara avesse imparato a fidarsi di lui.
Usama era diventato il nuovo insegnato della sua piccola amica. Lui aveva avuto il suo tempo e ora era solo un amico se ne era reso conto. Sapeva che anche lei ne era consapevole, sapeva di lui e Anna.
Avrebbe accettato qualunque fosse stata la sua decisione.
Sorrise.
- Io andrò con lei...- disse Usama fissando il piccolo fuoco che aveva acceso.
Non lo stupì, Kiara non sarebbe stata sola.
- Ne sono contento, non ne avrei dubitato...- commentò scambiando uno sguardo complice con il giovane uomo.
Si voltò verso Anna e le sorrise.
Lei si stava mordendo il labbro nervosamente.
Era evidente quanto l'idea di cambiare sentiero la tentasse.
- Non temere di scegliere, io verrò con te. Kiara non sarà sola e non permetterò che tu lo sia. Verrò con te se è questo che vuoi...- le disse appoggiandole una mano sulla spalla.
- Potremmo andare a cercare la tua famiglia...- le propose e lei sussultò.
Lo fissò con i suoi occhi innocenti e insicuri e scosse la testa.
La scelta non era facile...
Anna sospirò.
- Io non ho più una famiglia dove tornare...- disse.
- Io so cosa si prova a perdere persone care, lo sappiamo tutti...- aggiunse.
- Sono amica di Kiara e se lei ha la possibilità di recuperare ciò che io ho perduto... beh... ho intenzione di aiutarla...- disse e sorrise timidamente.
- Non che la cosa non mi terrorizzi...- confessò e lo fece ridere.
Sorrise e le strinse una mano.
- Siamo tutti daccordo allora...- commentò con calma, sorridente.
Tutti annuirono.
- Vado a dirglielo- annunciò Usama.
Anna vide Kiara balzare in piedi per la felicità e il suo cuore si gonfiò di orgoglio e coraggio.
Era felice di aver fatto quella scelta, sebbene le spaventasse a morte.
Sapeva che alle sue spalle non si trovavano altro che macerie.
Doveva andare avanti e tentare la sorte, insieme ai suoi amici.
Quelle settimane passate insieme erano state settimane preziose.
Kiara l'aveva sorretta e consolata, le aveva fatto provare un calore che aveva creduto di aver perso da tempo. L'aveva sempre trattata da amica, prendendosi cura di lei e facendola sentire a suo agio.
Non poteva negare di aver stretto un forte legame con lei, la ammirava per ciò che stava affrontando, per la sua determinazione. La invidiava per la forza e la vitalità che le aveva dimostrato. Voleva imparare da lei.
Avrebbe fatto la sua parte in quella piccola compagnia.
Kiara e Usama li raggiunsero.
La ragazza con le lacrime agli occhi e un sorriso scintillante le saltò al collo cogliendola di sorpresa.
- Grazie!- le disse nell'orecchio tra un singhiozzo e l'altro.
Lei sorrise imbarazzata e annuì, - Verremo con te- le confermò e sospirò.
- Sono così felice...- sussurrò Kiara.
La strinse in un abbraccio e poi Robin le circondò entrambe con un gran sorriso divertito.
- Molto bene, quand'è che avreste intenzione di finire con le vostre smancerie? - chiese e scoppiò a ridere.
Usama scosse la testa e sorrise.
Kiara si asciugò le lacrime e lei rise.
Erano di nuovo in pista.
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