I nomadi
Kiara rimase tutta la mattina con il venditore di campane. Non sembrava avere fretta per quanto le avesse detto che i nomadi che conosceva erano sul punto di partire.
Solo dopo averle offerto il pranzo, il simpatico uomo della bancarella, la invitò a seguirlo. Dopo che ebbe riempito un sacco con tutta la merce e dopo aver lasciato un cartello dove prima era seduto, si avviò, seguito docilmente da Kiara che era impaziente di conoscere i suoi futuri compagni di viaggio.
La città era piena di vita, tutti sorridevano e salutavano, si vedeva che lo spettro della guerra non aveva nemmeno sfiorato quel luogo. Sorrise mentre si perdeva nelle voci e nei colori piena di meraviglia e curiosità.
Il mercante la richiamò, incitandola a raggiungerlo. Erano quasi giunti dall'altra parte della Città Sospesa; i ponti cominciavano a degradare verso il basso e la terra, con grande piacere della ragazza, si avvicinava sempre di più.
- Allora ragazzina...- esordì l'uomo -Non so se ti piacerà l'idea, ma conosco un gruppo di famiglie che viaggiano di regione in regione ogni anno. Li conosco bene e sono tutte delle brave persone. Se non hanno ancora lasciato la capitale, mi sentirei più tranquillo a vederti partire con loro. So che non ci conosciamo e mi stupisco della tua fiducia. Mi ricordi molto mia figlia e mi stai simpatica. Spero di aiutarti- di fronte a quelle parole si sentì quasi commossa. Era stata davvero fortunata a conoscere quell'uomo. Gli si era, in qualche modo, già affezionata.
- Non so davvero come ringraziare!- gli rispose sincera. Il mercante le sorrise e le fece l'occhiolino. Scesero un ultimo ponte e raggiunsero la strada maestra. La carovana di nomadi che si dirigeva a Oror-rok, per una delle grandi fiere annuali, era ferma sul ciglio della strada per riposare ma un certo fermento segnalava che la partenza era vicina.
Si avvicinarono insieme, Kiara sicura della compagnia dell'uomo delle campane.
Il mercante si avvicinò a uno degli uomini che stava posizionando una bardatura colorata su un bue peloso. Kiara lo seguì come un'ombra e lo ascoltò mentre chiedeva loro un passaggio per lei.
Fu concesso con grande gioia e si sentì subito molto sollevata.
Stava finalmente per ripartire e non vedeva l'ora.
I mercanti si rivelarono ottimi compagni, pazienti e festosi, dai ritmi tranquilli.
Organizzati dal primo bue all'ultimo carro.
La accolsero come se fosse stata parte della famiglia e, curiosi per natura, le fecero mille domande, soprattutto i bambini.
All'inizio trovò difficile comunicare, perché la loro lingua era un miscuglio di dialetti e accenti, ma una volta comprese le parole più complesse e averci fatto l'orecchio, non era impossibile fare lunghe chiacchierate.
Lei stessa si divertì un mondo cercando di apprendere parole diverse di diverse lingue.
Fu un ottimo passatempo, sebbene nelle Terre Verdi e doprattutto in quelle sotto il comando della Lega, si parlasse un'unica lingua.
Apprezzò molto i giochi e le serate intorno al fuoco e conobbe gente particolare, che proveniva da sud da est e da ovest.
Fece amicizia con un bambino dalla pelle scura dell'est e con un'anziana signora che veniva dell'ovest, poiché dormiva nello stesso carro.
Le faceva effetto non essere circondata da persone bionde e dagli occhi viola ma non ne era dispiaciuta, sebbene le mancasse moltissimo la compagnia di Zoe. A volte si chiedeva che cosa sarebbe successo, come sarebbe stato se le avesse chiesto di partire con lei.
Ma in realtà, sapeva già quale sarebbe stata la risposta ed era felice di essere partita da sola.
Il viaggio durò molto: due settimane.
Ma giunsero solamente il limitare della Foresta del Silenzio, un'enorme distesa boscosa dove abbondavano i briganti e non era mai sicuro vaggiare.
La carovana, come aveva scoperto, non era diretta alla capitale ma a nord-ovest, e aveva deviato fino a lì solo per farle un piacere.
Kiara non si lamentò e decise di lasciare la carovana per seguire un sentiero nascosto, che accorciava la strada e che le avevano indicato. Ringraziò quella gente che l'aveva aiutata e incoraggiata a proseguire nel suo viaggio e prima di dividersi fu chiamata in disparte dalla vecchia dell'ovest con cui aveva avuto modo di parlare durante il viaggio.
Questa le porse un involto con del cibo e un otre pieno di una sostanza vischiosa.
-Questa,- le disse -Ѐ Alishlait, la nostra bevanda. Ne facciamo uso poche volte: essa è infatti rara ma in grado di riscaldare anche nelle situazioni più difficili. Noi la utilizziamo durante il passaggio del Valico Tudos, giù a sud. Lì il clima è freddo e questa bevanda si rivela spesso una valida alleata. Se il tuo viaggio dovesse mai portarti là, allora mi ringrazierai. Ma ricorda, noi siamo abili viaggiatori e conosciamo queste terre molto bene, non inoltrarti mai nel Deserto Arduk e per nessuna ragione devi recarti alle Miniere di Sale. Per quanto riguarda gli altri regni non posso esserti utile. Sappi che un bravo viaggiatore non trascura neanche i più piccoli particolari e viaggia armato-, fece una pausa, - Per questo mi sono procurata questo arco e alcune frecce, trattali bene e ti serviranno a dovere. Il legno dell'arco proviene dal Bosco della Luna, è molto pregiato. Abbine cura e buona fortuna- le disse con un sorriso dolce e premuroso. Si voltò senza darle modo di chiedere il motivo di quei regali e scomparve dietro un carro.
Kiara rimase sgomenta per ciò che le aveva donato la vecchia e ringraziò che la donna l'avesse subito lasciata perché non avrebbe saputo come ringraziare; era rimasta senza parole.
Osservò attenta l'arco che stingeva in pugno: di un legno bianco, dall'impugnatura intagliata con motivi floreali e dalla corda finissima. Nel complesso era un'arma leggera e maneggevole grazie alle dimensioni ridotte mentre le frecce, tre in tutto, erano lunghe e terminavano con due piume di un verde brillante.
Sistemò le armi al sicuro e si sitemò la tracolla pronta a partire.
La carovana si rimise in movimento sotto il suo sguardo lucido.
Salutò con la mano quegli amici e compagni e riuscì a scorgere la vecchia seduta di fianco al bambino di colore, si guardarono per un attimo e le sorrise riconoscente inchinandosi, poi si voltò e si inoltrò nella foresta.
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