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Capitolo 1

Gli puntai l'arma contro, lo osservai attentamente, sincronizzandomi con il suo respiro lento. Mi trattenni dal ridacchiare, non volevo che il ragazzo che avevo davanti potesse scoprire la mia posizione. Premetti il grilletto, sentii i miei occhi diventare di fuoco, sapevo che si stavano illuminando di un rosso acceso. Il ragazzo venne colpito in pieno petto, e venne buttato fuori dalla piattaforma, colpendo un altro specialista. Uscii dal mio nascondiglio sull'albero, posizionando il mio prezioso fucile sulle spalle, nella fodera speciale che avevo creato apposta. - Adesso? adesso credi di potermi sconfiggere?- gli chiesi, porgendo una mano a lui e una al ragazzo che aveva colpito. Mi guardarono scettici, chiedendosi se potessi riuscire ad alzarli entrambi, e decisero di scoprirlo, afferrandomi le mani. Li tirai entrambi su, con un leggero sforzo. - Mi hai sconfitto solo perché ti sei nascosta, in un altro tipo di combattimento avresti perso- disse lui sbuffando. Con un gesto veloce della mano afferrai una pistola dalla cintura e gliela appoggiai sulla gola. - Tu dici?- chiesi sarcastica, dandogli un puffetto sulla guancia con la mano libera. Riposi la pistola e gli tesi la mano - mi chiamo Ashley per la cronaca. Tu?- il biondino mi strinse la mano - Sky. Scusa se mi sono comportato così, oggi non è giornata- ridacchiai - beato te, per me non è mai giornata!- esclamai, avviandomi per la stradina che conduceva ai dormitori. - Cosa? perché?- guardai storto il ragazzo, chiedendomi che cosa mai potesse importargliene, poi però capii - ah, vuoi distrarti dalla tua depressione...capisco. Diciamo solo che devo cercare di restare nell'ombra, non voglio espormi troppo, non voglio avere amici, non voglio essere guardata, non voglio essere messa sotto i riflettori, sarà complicato, ma non credo che qualcuno presterà attenzione ad una matricola- spiegai, gesticolando con le mani. Sky parve non capire - sei una matricola?- annuii divertita. - Che c'è, non credevi che una matricola potesse sconfiggere uno del tuo calibro?- scoppiai a ridere e gli diedi un pugno amichevole sulla spalla. Lui non disse niente e ne approfittai per investigare su cosa lo facesse stare male - hai litigato con la tua ragazza? hai litigato con il tuo migliore amico?- gli chiesi, cercando di non essere troppo invasiva. - Ho litigato con il mio migliore amico. Come fai a sapere che ho una ragazza?- lo guardai di traverso - mi sembra piuttosto ovvio. Per che cosa avete litigato?-  continuai, entrando nell'enorme edificio di pietra. - Per via della sua ragazza e del suo ragazzo, non posso mai stare nella nostra stanza perché loro devono stare sempre insieme lì, e non posso stare dalla mia ragazza perché le sue compagne hanno messo una regola sui fidanzati, e tutto questo mi rende molto rompi scatole- mi spiegò lui, cominciando ad innervosirsi. Mi fermai di colpo - tre, due, uno- mormorai. Silva passò davanti a noi, per poi fermarsi e trascinarci di nuovo fuori per farci allenare, giusto per il gusto di farci fare qualcosa che non fosse rilassarsi. - Allora Sky, sappiamo tutti che sei un po' carente nei tiri da lontano, che è esattamente ciò che abbiamo bisogno ultimamente e la matricola qui presente invece, è la migliore in questo, quindi tu, Ashley, dovrai insegnargli dei trucchetti- disse l'allenatore, passando a Sky un arco e indicando un bersaglio lontanissimo. Annuii, afferrando il mio fucile e sdraiandomi sull'erba fresca. Presi un respiro profondo e mi sistemai le due ingombranti code che avevo ai lati della testa, per poi premere il grilletto mentre i miei occhi si illuminavano di nuovo; colpii perfettamente il bersaglio. - Devi sempre stare calmo quando devi colpire un bersaglio da lontano, devi colpire solo quando sei sicuro di poter centrare il bersaglio, per non segnalare la tua posizione. Se invece il tuo bersaglio e mobile, veloce e reattivo, devi adattarti alla situazione, devi chiudere gli occhi, sentire e captare ogni singolo rumore prodotto dal tuo bersaglio e solo quando lui ti avrà attaccato, potrai colpire, solo quando crederà di poter colpire te- spiegai, rinfoderando l'arma e lasciando che il biondino, puntasse l'arco verso il suo bersaglio. Gli chiusi gli occhi con un gesto veloce e gli sistemai le mani in modo che potesse almeno centrare qualcosa che non fosse uno dei nostri compagni. - Quando ti senti pronto, scaglia la freccia- gli dissi, allontanandomi, sotto gli occhi vigili di Silva. Sky annuì e dopo pochi attimi, lanciò la freccia, mancando di poco il centro del bersaglio colorato. Quando aprì gli occhi, guardò il nostro allenatore sconfitto, ma lui sorrise e ci fece segno di continuare. - Non sei andato male, devo ammetterlo, ma in caso di vita o di morte, mi chiedo cosa faresti...- commentai, chiudendogli di nuovo gli occhi e puntando ancora una volta l'arco. - Cosa intendi?- mi chiese, dopo aver scagliato la seconda freccia, peggio della prima. Scossi la testa - sei quel tipo di ragazzo che in una situazione reale va in panico, perché vuole disperatamente proteggere i suoi amici e compagni. Tu devi sempre ricordarti che chi muore, muore. Non puoi restare a piangerti addosso, non puoi permettertelo, la vita delle persone che combattono con te dipende solo e solamene dalle tue mosse, se le sbagli o se le fai giuste, se vinci o se perdi; gli specialisti sono solo armi, capisci? armi per combattere contro il male e per proteggere le persone, è un peso che dobbiamo portare sulle nostre spalle, ogni singola persona da sola, e chi non sente quel peso, significa che ha troppa paura per affrontarlo. Senti il peso che grava sulla tua schiena, sentilo e sorridigli, perché se vuoi essere un vero specialista, devi accettare questo destino, a meno che tu non voglia mollare. Vuoi mollare?- dissi severa, osservandolo. Lui parve non capire il mio improvviso cambiamento di umore, però annuì, cominciando a tenere con più fermezza l'arco e le frecce, centrando sempre meglio il centro del bersaglio, migliorando notevolmente. Quando fu troppo stanco per continuare, sentii degli applausi provenire da dietro le mie spalle, dalla stradina che conduceva agli alloggi. Mi voltai e vidi una ragazza dai capelli rossi correre verso Sky e saltargli addosso, per poi baciarlo. - Ok, se volete un po' di intimità basta dirlo, eh!- esclamai, girandomi dalla parte opposta per non guardarli. - Ah, Bloom, lei è Ashley, una nuova matricola degli specialisti- porsi la mano alla ragazza con i capelli rossi, che a quanto pareva si chiamava Bloom, e probabilmente era una fata. - Sei una fata, giusto?- le chiesi, mentre lei annuiva e illuminava gli occhi di rosso, mentre faceva apparire delle fiammelle sulle punte delle dita di entrambe le mani. Sorrisi, mentre ripetevo lo stesso trucchetto della ragazza. - Cosa?! Sei una fata anche tu?! Non credevo che esistessero delle fate specialiste.. - commentò Sky, facendomi arrabbiare. - Non capisco questa cosa, le fate se non per la magia sono completamente inutili, in casi estremi non si saprebbero difendere adeguatamente se non con uno specialista affianco, è un'assurdità. Non importa, adesso vi lascio alle vostre smancerie, ci vediamo in giro- girai sui tacchi e mi diressi in fretta e furia verso la mia stanza. Durante il tragitto andai a sbattere contro qualcuno. Mormorai delle scuse, ma la persona contro cui ero andata a sbattere non ne voleva sapere, mi prese il fucile dalla schiena, puntandomelo contro. Alzai lo sguardo dal pavimento verso un ragazzo, gli lanciai delle occhiatacce. - Ridammelo, non sei capace di usarlo, potresti ferire qualcuno- dissi, allungando una mano verso di lui, aspettando che me lo restituisse. -Credevo che gli specialisti potessero usare solo le spade, voglio anche io un fucile del genere!- esclamò lui, senza ascoltarmi. Scoppiai a ridere - non te lo permetteranno mai, mi hanno dato il permesso di usare il fucile solo dopo aver compreso che con una spada in mano, ero decisamente troppo pericolosa- afferrai la canna dell'arma, tirandola poi verso di me. - Credi di spaventarmi? Non ci stai riuscendo- replicò il ragazzo, opponendo resistenza. - Oh no, non sto cercando di spaventarti, sto solo cercando dia fruttare a mio vantaggio quei due poveri neuroni che ti ritrovi nel cervello- afferrai il fucile anche con l'altra mano. - Credi di essere divertente per caso? Domani, all'alba, ti faccio vedere come si usa una spada, stupida matricola- lasciò il fucile, voltandosi per poi dirigersi all'esterno. Ridacchiai, pensando che forse, restare nell'ombra non mi sarebbe servito a molto, se non a rendermi una codarda, è io non ero per niente una codarda.

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