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30

Pov.Cristy

Passammo da casa di Anny, per prendere il piccolo Joshua, che aveva preferito non portarlo in chiesa, lasciandolo due ore con la tata che molto spesso guardava Carlotta quando i genitori di Anny non c'erano e loro dovevano lavorare.

Sapevo che prima faceva la Hostess come Maggie ma da quando avevano avuto i bambini, Maggie si era dedicata completamente a scrivere libri, per lo più romanzi d'amore, in cui descriveva sempre un principe Erik. Non mi veniva difficile da pensare chi fosse. Mentre Anny lavorava in un'agenzia di viaggi.

La vidii uscire di casa, aiutata da Brian a metterlo perfettamente sul seggiolino al nostro fianco, guardando gli occhioni azzurri come il padre. Sarebbe stato sicuramente un rubacuori da grande.

Gli presi la piccola mano, accarezzandogli le fossette deliziose sulle nocche, e dirgli cose dolci, vedendolo ridere sotto le mie facce buffe, quando mi girai vedendo Mark che faceva la linguaccia.

Non stava ridendo per le mie facce buffe, ma perché Mark si prendeva beffa di me, nascondendosi dietro la mia figura per poi riapparire mostrando la lingua.
"Mi verrà complessato, se continui così Mark" esordì Maggie, mentre scoppiai in una fragorosa risata, seguita da Mark che m'iniziò a solleticare debolmente i fianchi, eccitandomi e chiedendogli gentilmente di smetterla, sotto il suo sguardo malizioso.

"Non preoccuparti Miss. Joshua sarà un maschio Alpha. Ha preso tutto da me" si beffeggiò di Maggie, con un sorriso modesto e saccente, mentre lo guardò truce, borbottando un "si certo. Come no".

Quando finalmente arrivammo, uscendo dalla macchina, camminando lungo il vialetto in pietra costeggiato da faretti.
Guardando il ristorante difronte a noi. L'entrata adornata con palloncini rosa e bianchi, con il nome di Carlotta affisso sopra, una veranda con il buffet, prima del pranzo, è più in là un giardino con dei gonfiabili e giochi vari per far svagare i bambini. E ve ne erano parecchi.

"Se ti comporti bene, dopo ti porto ai gonfiabili" redarguii Mark, scherzando, incurvando le labbra all'insù, mentre innalzò un sopracciglio, scuotendo la testa con le mani in tasca.

"Come sei buona con me, mamma" si avvicinò al mio viso, tanto da venire avvolta dal suo profumo inconfondibile.
"Ma i gonfiabili non mi piacciono, come premio voglio ben altro" sussurrò roco sul mio orecchio, sfiorandomi come sempre il lobo. Sapeva l'effetto che mi procurava e si divertiva da matti. Rilasciai un sospiro debole, ridestandomi, vedendo arrivare Anny ed Anthony con Carlotta nel passeggino.

Facendoci cenno di accomodarci dentro.
L'entrata era a dir poco graziosa e festosa. I tavoli erano disposti a ferro di cavallo, con tovaglie bianche come le sedie rivestite, con attorno allo schienale un fiocco di seta fucsia.

Palloncini dal rosa cipria al rosa shocking, abbellivano tutte le pareti, e nel centro, un cuore grande affisso sulla parete rosa e bianco.

Nel lato opposto un tavolino lungo, con tovaglia rosa a striscia bianche, con vassoi a livello, su cui erano depositati Cupcake con la glassa al cioccolato bianco, colorata di rosa ed un cuoricino sopra Rosso.
Delle ciotole trasparenti in vetro, con vari confetti di tutti i gusti e colori. Sopra un vassoio di argento, cioccolatini e praline con i chicchi colorati che ricoprivano lo strato sotto. Biscotti di tutte le forme con sopra un "C", e spiedini di Mashmellow con un contenitore accanto per chi li volesse scaldare.

Dire che ero estasiata era dire poco. Mentre al lato destro un tavolo quadrato, con sopra la torta a strati, adornata con Ballerine di pasta colorata. E scatoline contenenti la bomboniera.

"Anny, è magnifico" mi avvicinai a lei, che mi sorrise emozionata.

"Già. Hanno fatto un ottimo lavoro davvero" acconsentì con la testa come incredula. Forse quando progetti ti fai un'idea ma quando vedi il lavoro finito davanti ai tuoi occhi ne rimani soddisfatto ed incantato. Come i suoi occhi ambrati in quel momento, mentre Anthony le cinse la vita da dietro, cullando insieme a lei Carlotta che dormiva beata sul passeggino abbassato, vestita con un abito bianco con la fascia in vita fucsia e le scarpine del medesimo colore. Dio com'era piccola. Mi emozionavo sempre alla vista dei bambini. Erano così piccoli ed innocenti e ti facevano scoppiare il cuore d'amore.

"Che guardi?" Mi girai verso Mark che stava dietro di me, sobbalzando e portandomi una mano sul cuore.
Gli tirai uno schiaffo debole sul braccio, vedendolo innalzare entrambe le sopracciglia.

"Non si arriva alle spalle di una signora" lo rimproverai bonariamente, prendendo posizione al tavolo.

"Una regola dei comandamenti?" Mi domandò scherzoso, una volta preso posto al tavolo, accanto a Maggie e Brian, che erano vicini ad Anny ed Anthony e dal lato di Mark Paul.

"Simpatico" affermai, riducendo gli occhi a due fessure, piegando la testa lateralmente, vedendolo togliersi la giacca, ed arrotolare i polsini della camicia, che sopra quel corpo stava divinamente. Potevo vedere i bicipiti tesi, sotto la camicia aderente, e la sua larghezza di spalle. Serrai le gambe sotto al tavolo, per non andare a chiamare i vigili del fuoco, anche se le mie parti basse sicuramente reclamavano.

Iniziarono a portarci gli antipasti. Uno sformatino di zucca e patate su crema di taleggio. I coccoli che non avevo mai assaggiato in vita mia, era pasta tipo pizza, fritta che si mangiava solitamente accompagnata da stracchino e prosciutto. Ovviamente mi spiegava Anny tutto ciò, io m'impegnavo a mangiare, come se fossi incinta. Non lo ero no, non fatevi certe idee.

Non che non sognassi una famiglia, ma non così su due piedi, racchiusi in delle decoltè che mi stavano strizzando il mignolo. E se fosse per il fatto che non parlassero, avrebbero urlato sicuramente pietà.

Mi girai con la testa verso destra, sentendomi osservata, vedendo la signora che era a messa dietro di noi, con il cappello piumato. Non che fosse un brutto cappello certo, ma sicuramente non peccava di originalità. Se non altro attirava l'attenzione, mentre in quel momento ero io ad attirare la sua, per qualche strano motivo a me ignaro.

Iniziai a tagliare lo sformatino, sentendo la voce della signora.
"Che bella coppia che siete. Davvero bella. la sua fidanzata è innamorata, l'ho sentita con le mie orecchie" si toccò le orecchie, mentre mi sgolai il flûte di champagne, che iniziava a bruciare la gola.

Mark si girò verso di me, come confuso ma seriamente divertito, mentre mi strinsi nelle spalle, mormorandogli all'orecchio che era solo una povera pazza.

"No non sono matta. L'ha detto a questo giovincello e a quella signora lì in corallo" Maggie si girò, con il boccone in bocca, ingoiandolo guardando truce la signora. Giuro che una tigre aveva un aspetto più docile.

"Signora a chi? Fortunatamente per sua informazione sono giovanissima, bellissima, tonica e pure soda. E si levi quella piuma almeno che non sia la nonna di peter pan" sbottò furiosa, tornando a mangiare, notando Brian guardarci preoccupato, facendogli cenno che era tutto apposto, vedendolo alzare le spalle.

Mentre il volto aggrinzito della signora sembrava assunto un'aria permalosa. Non potevo dargli torto ma sicuramente Maggie era davvero una bellissima ragazza.

"Così hai detto a Maggie e Paul, che sei innamorata persa, di me. Interessante" scherzò con tono seducente, mentre i camerieri portavano via i piatti vuoti, iniziando con i primi.

Mi girai cercando di tenere a freno l'immenso imbarazzo che stavo provando. E tutto per colpa di quella vecchia bisbetica.
"Ti lascerò il beneficio di crederle. Ma non potrei mai dire una simile fesseria" ribattei sicura, cercando di non far tremolare la voce o abbassare la tonalità per non venire scoperta. Che in realtà cavolini.

Cristy resta lucida. Altro che se sei fritta e rifritta.

Avevamo finito il pranzo in tutta tranquillità.
Mark era andato a fumarsi una sigaretta con Brian. Lo guardavo attraverso il vetro. Così bello e composto, mentre aspirava per rigettare il fumo, e la sigaretta tenuta tra quelle labbra carnose.

"Vuoi un fazzoletto?" Mi chiese Paul, prendendo posto sulla sedia in cui prima c'era Mark.

Mi girai con il volto verso di lui, mentre tenevo la mano stretta a pugno, poggiandoci la guancia.
"Per cosa?" Domandai, sospirando. Continuando a fissare quell'uomo così perfetto.

"Per la bava che ti sta cadendo dalla bocca" si beffeggiò risoluto, passandomi una mano sul
Viso.

"Dio sembro così disperata?" Mi stavo preoccupando seriamente per la mia sanità mentale, ridestandomi sullo schienale della sedia.

"No mia cara. Sembri solo innamorata" rivelò ciò che già sapevo ma temevo che apparisse agli occhi di tutti. Se non altro la signora ci aveva visto lungo.
E se prima c'era la signora piumata ora erano subentrati due piccoli marmocchi, figli della cugina di Anthony a tartassarmi con domande alquanto strano per dei bambini della loro età. 8 e 9 anni. Già erano svegli. La bambina aveva i capelli biondi e ricciolo mentre il maschio più piccolo di un anno era biondo cenere ed entrambi avevano gli occhi verdi e vispi.

"Lo sai che assomigli alla mia Barbie" si avvicinò a me la più grande dei due bambini, mostrandomi la sua Barbie con i capelli castani lisci ed un abito blu.

"Oh ma grazie, piccola" le accarezzai i capelli biondi vedendola storcere la bocca.

"Non mi piace è brutta, io voglio quella con i capelli Biondi" gettò la bambola dall'altra parte della sala, finendo scaraventata addosso al cameriere, che si girò fulminandomi mentre strinsi le labbra in segno di scuse.

"Non si fa" la ripresi, indicandola con il dito, vedendola sghignazzare. Piccola impertinente.

Mentre Mark tornò, guardandolo venire nella mia direzione, perdendomi su sul portamento fiero.
"Ti piace, quel ragazzo ti piace. Sei innamorata sei innamorata" canticchiarono in coro, tappandogli la bocca ad entrambi.

"State zitti. Da ora parte il gioco del silenzio" gli intimai vedendoli annuire, rilasciando le loro labbra, mentre Mark mi guardò alzando il sopracciglio scuro e delineato.

"Stiamo facendo il gioco del silenzio, vero bambini?" Digrignai i denti sull'ultima frase, ricalcandola come meglio potevo, guardandoli annuire, per poi riniziare a canticchiare saltellando.

"Sei innamorata sei innamorata" andando a giocare altrove. Dio mio. Quanto doveva durare ancora, questa festa si stava trasformando in una tortura. Avevano fatto comunella per darmi il tormento.

Mark rise di gusto, rimettendosi a sedere, avvicinandosi al mio orecchio, e già iniziavo a fremere.
"Sei innamorata, sei innamorata" canticchiò a bassa voce usando il suo tono sensuale, poggiando la mano sulla stoffa del vestito sopra la coscia, salendo su piano, mentre tentai di non perdere il controllo.
Finché non mi prese la mano intrecciandola con la sua.
Facendomi alzare dal mio posto.

"Andiamo a ballare, piccola stramba innamorata" si prendeva ancora beffa di me, mentre storsi le labbra, facendogli la linguaccia, lasciandomi trascinare in pista. Vedendo tutti ballare, e le occhiate complici di Anny e Maggie che ballavano con i rispettivi mariti e Paul che si scatenava da solo.

Risi di cuore, allacciando le braccia intorno a l'uomo più perfetto che poteva esistere e allo stesso tempo più imperfetto per il mio cuore.
Finché non mi guardò intensamente negli occhi, abbassando lo sguardo sulla mia bocca, passandosi la lingua sul labbro in quel gesto così sexy, accarezzandogli la nuca con le dita.

Mi sfiorò il naso con il suo, in modo delicato ma che risultava altamente sensuale, combaciando le nostre labbra, baciandoci. E non sapevo se essere felice oppure imbarazzata, direi che ero entrambe le cose. Quando la sua lingua scivolò nella mia bocca, delicatamente, portandomi ad ansimare. Staccandoci lentamente, poggiando la fronte contro la sua, ed ero sicura che le mie guance andavano a fuoco, finché non guardò i suoi amici che ballavano lentamente sul posto con la bocca spalancata, rigirandomi verso di lui, ridendo.

Successivamente ci mettemmo tutti in fila tranne gli uomini, ballando i balli di gruppo, sotto il suo sguardo divertito ed ammiccante, muovendo le anche in modo sensuale, vedendolo ridere. Ed era così, bello e gioioso. Una giornata che speravo non finisse mai. Anche con vari intoppi e canzoncine sul fatto che fossi innamorata. Ma a scherzare molto spesso si rivela la verità.

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