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27

Pov.Cristy

Forse era un sogno. Ed a forza di vedere "Vento di passione" non mi sarei stupita. Ma l'odore che inalavo era la pura realtà. Le scene della serata passata erano vere. Le sue mani sul mio corpo, ed i suoi baci famelici lungo tutta la mia figura trepidante e febbricitante, mi davano la conferma che non stavo sognando. Avevamo fatto l'amore insieme. Quante volte ho atteso questo momento, lo assaporavo per gustarmi ogni dettaglio, e così è stato. Potevo dire di essere al settimo cielo, speravo solo di non cadere per non farmi male.

Mi stiracchiai piano, la luce che filtrava dalla finestra mi dava noia alla vista, rigirandomi piano verso di lui.
Aveva gli occhi spalancati, quel suo miele che infondeva calore. Puntellando un gomito sul cuscino, a reggersi la testa.
"Buongiorno. Ha dormito bene?" Domandò con voce rauca, passandomi il suo indice, sul contorno delle mie labbra, lasciandomele schiudere e bearmi di quel gesto.

"Benissimo" affermai con voce impastata, tra la sonnolenza e l'emozione di averlo qui, di sentire che la sua gamba tonica che sfiorava la mia fresca, intrecciandola con la sua.

"Vado a fare una corsa, sono ancora le 6:00 e dormono tutti. Ti voglio trovare qui quando torno" asserì squadrandomi lungo il corpo da sotto le lenzuola, accarezzandomi la natica, portandomi sopra di lui, prendendo delicatamente il mio labbro inferiore, baciandomi, lasciando scivolare le nostre lingue insieme, muovendomi su di lui, avvertendo il suo membro indurirsi.
"Se fai così, non ci riesco" proruppe, sfoggiando un sorriso impertinente.

"Così come?" Feci la voce innocente, scorrendo con l'indice sul suo petto tonico, scendendo a dargli baci, mentre la sue dita s'intrecciavano ai miei capelli, per poi ritirarmi su dalle braccia.

"Vado, ma dopo sei mia" affermò, scostando le lenzuola, mostrandosi in tutto il suo splendore. I glutei tonici insieme alle gambe, le spalle larghe e la schiena massiccia, per non parlare del resto. Era bellissimo.
Lo guardai infilarsi la maglia, i boxer ed i pantaloni neri larghi, lunghi fin sopra il ginocchio.

Mentre mi sistemai meglio sotto le coperte, chinandosi su di me, accarezzandomi la guancia, lasciandomi un lieve bacio.
"A dopo Cristhina" mi salutò melenso prima di chiudere la porta, sentendo i suoi passi sulle scale, diventare sempre più sordi al mio udito.

Mi rigirai più volte nel letto. Era tutto così surreale. L'odore che emanavano le coperte della sua colonia.
Dio quanto mi piaceva, quanto era bello.
Scesi piano le scale, per andare a prendere un sorso d'acqua, mettendomi una vestaglia. Quando trovai la madre di Anny, infornare una delle sue torte, ed un leggero profumo di crema.
"Buongiorno" la salutai, sentendomi a disagio, mentre chiuse il forno, girandosi per sorridermi con uno di quegli sguardi che infondono dolcezza.

"Buongiorno Cara. Dormito bene?" Chiese, con lo sguardo di chi sapeva che non avevo dormito nella stanza di Ilaria.

Strinsi le labbra, rilasciandole, annuendo.
"Si, grazie" mi spostai una ciocca di capelli, intimidita, mentre mi porse un bicchiere con del succo d'ananas.

"Prima o poi doveva succedere" elargì fievole, facendomi un occhiolino. Sorrisi debolmente, poggiando il bicchiere vuoto sul tavolo.

"Credo di sì" sussurrai ancora scossa, tornando di sopra, buttandomi sul letto, crogiolandomi ancora un po'. Quando sentii la vibrazione di un cellulare. Cercai il mio, frugando dentro la borsa, con la paura che fosse Trevor. E sinceramente avrei dovuto parlargli, che ormai un vaso rotto non si può rimettere insieme come prima. Sentivo un sentimento più grande per Mark. L'avevo sempre provato, e pensavo di odiarlo, che lo stare a stretto contatto non avrebbe influenzato, ed invece mi sbagliavo. Puoi mentire al tuo cuore fino ad un certo punto.

Quando mi accorsi che era quello di Mark, il display che illuminava l'arrivo di un messaggio. Non l'aveva portato dietro per la corsa. Riposai la borsa a terra, sapendo che non era giusto leggere un suo messaggio. Ma qualcosa di più forte, come una calamita, mi attraeva a prenderlo tra le mani, e scorrere con il dito, per leggere.
Non aveva la password il che sembrava un bene. Mi sarei maledetta subito dopo, nell'aver scoperto che poteva essere un messaggio di lavoro, per qualche causa.

Quando viii un numero che non aveva salvato nella rubrica, leggendolo, ormai presa dalla curiosità.

Grazie lupo solitario, per i consigli di ieri sera. Quando vuoi dispensarne altri...questo è il mio numero.
Ps: sono la cornuta troppo bella per un coglione.

Presi un respiro profondo, ridendo amaramente, spegnendo il display, riposando il cellulare sul comodino di legno.
Che stupida, per la seconda volta. Quanto si può essere ceche e andare incontro al dolore che avevi provato e cancellare per anni senza farlo passare del tutto e ricascarci.
Sarei potuta tornare in camera, fare le valigie e partire. Ma decisi di rimanere. Ero stufa di scappare dai problemi e sicuramente non era così che li potevo risolvere.

Stupida, stupida, stupida Cristy. E non imparerai mai.
La mia vocina mi dava pienamente ragione. Mi sentivo Rosalinda senza dubbio. Presa a pugnalate nel cuore troppe volte, senza mai imparare la lezione. Teodoldo aveva ricommesso lo stesso errore dopo aver fatto l'amore nel pagliaio. Ritornando da sua moglie, lasciando Rosalinda da sola. Era questo che voleva. Un'amante che lo appagasse. Mentre Mark cosa voleva?! Una finta fidanzata per i suoi comodi. E magari qualche scopata per soddisfarsi.

Ero già stata presa in giro da troppi uomini. A partire da mio padre, che lasciò mia madre, per ricostruirsi una vita. Subito dopo da Trevor, ero l'amante oscura. E adesso di nuovo da quel ragazzo-uomo, stronzo, di cui ero ancora infatuata perdutamente.

Quando lo sentii rientrare in camera, sfoggiandomi un sorriso, per poi corrucciarsi guardando il mio azzurro gelido e glaciale, come una lastra di ghiaccio su cui scivoli e ti fai male.
"È successo qualcosa?" Chiese preoccupato, togliendosi la maglia, gettandola ai piedi del letto. E adesso neanche il suo petto virile, imperlato dal sudore mi faceva effetto.

"Non lo so Mark. Dimmelo tu" affermai asettica, svuotata di ogni emozione.

"Non capisco. Se puoi spiegarti meglio forse. Sono andato a fare una cazzo di corsa, eri felice ed ora ritorno e sembri...non lo so. Quindi aspetto delle spiegazioni, quanto meno plausibili per il tuo cambio d'umore" ribatté furioso. La faccia tosta che aveva ne era la prova.

Gli presi il cellulare, scorrendo sul messaggio, della bella cornuta.
"Devo aggiungere altro? Vuoi dispensarmi qualche consiglio anche a me? Forse di non andare a letto con dei perfetti coglioni che ti regalano il mondo e poi te li distruggono. Volevi forse aggiungermi alla lista delle segretarie che ti sei scopato? Beh, notizia dell'ultima ora. Mark Tomson è riuscito a portarsi a letto Cristhina la sfigata" esultai ispida, guardandolo con sdegno, scuotendo la testa con le labbra sigillate in una riga dura e stretta. Vedendolo passarsi una mano tra i capelli bagnati, fissando il cellulare, come se non capisse.

Si portò il medio e il pollice tra gli occhi, cacciando un sospiro.
"Posso spiegarti" aveva l'affanno per la corsa, gettando il cellulare sul lenzuolo.

"Credo che sia chiaro. Aspetta i tuoi consigli, da magico Guru. Hai molte doti Mark. L'essere bugiardo non rientra tra questi. Riprovaci sarai più fortunato" mi alzai dal letto, scalciando le lenzuola che all'improvviso sembravano un'ostacolo difficile da superare. Balzando giù, andando verso la porta, mentre mi afferrò per il polso, facendomi sbattere la schiena contro il muro di fianco, guardandomi furioso.

"È solo una che ho incontrato ieri sera, prima che arrivaste. Mi ha visto da solo al bancone, le ho solo detto che il ragazzo che L'aveva cornificata era un coglione, e forse era troppo bella per lui. Le ho lasciato il numero per gentilezza. Non con l'intento di rivederla. Credi che sarei venuto a letto con te altrimenti?" Mi fissava intensamente, e riuscivo a leggere verità, senza mai lasciare la presa sul mio polso ma solo allentandola per non farmi male.
"Ti prego, mi credi?" Mi supplicò, accarezzandomi la guancia. Mentre sospiravo, e pensavo a cosa avrei dovuto fare.

Cedere ancora? Ero confusa, lo volevo, volevo credergli. E comunque non avevo altro da perdere, visto che forse la mia testa si era presa una vacanza.
Annuii, mentre mi slacciò la vestaglia, scoprendo il mio corpo nudo, scendendo a baciarmi il collo, sfilandomela, per poi prendermi per mano, ed aprire la porta del bagno, vedendolo sfilarsi i pantaloni ed i boxer, lasciandomi morire con quella visuale, inspirando.

Entrò dentro il box doccia con me, chiudendo la vetrata, vedendo i nostri corpi compressi e il getto d'acqua azionarsi, venendo colta da un brivido di freddo.
Quando si avventò sulle mie labbra, bagnate come le sua, baciandoci appassionatamente, sentendo la sua lingua giocare con la mia, tirandogli indietro i capelli.

Le sue mani scorrevano sul mio corpo, massaggiandomi un seno, prendendo il capezzolo tra l'indice ed il pollice, facendomi ansimare, e bagnare per la voglia che avevo.
Scesi in basso, poggiando le ginocchia sulle piastrelle, mentre l'acqua scorreva sulla mia schiena, assaporando il suo membro eretto, riempiendomi del suo gusto, andando sempre più affondo, mentre la sua mano mi spingeva verso di lui, vedendolo chiudere le palpebre in piena estasi, sentendomi sempre più eccitata, leccandolo più che potevo, roteando la lingua intorno. Ed era così che volevo vederlo.

La sua vista mentre godeva era la cosa che mi faceva fremere più di tutto, desiderando di dargli sempre di più, sentendo il suo liquido caldo scivolarmi dentro la bocca, senza mai fermarmi. Finché non mi tirò su, attaccandomi alle piastrelle, vedendo il suo pomo d'Adamo salire e scendere.
"Cazzo Cristhina" portai l'indice sulle sue labbra, prendendogli la mano, facendola scorrere lungo il mio corpo, per fermarsi sulla mia intimità, vedendolo mordersi le labbra ed un sorriso sfacciato, mostrandomi la sua fossetta, lasciandomi buttare la testa all'indietro, sulle piastrelle.

Scivolò con due dita dentro la mia intimità che pulsava ed era già bagnata, roteandole dolcemente, portandomi ad ansimare forte, mentre con la lingua, stuzzicava il mio capezzolo, facendomi tremare e muovere sotto il suo tocco, per arrivare all'apice.
"Soddisfatta la mia segretaria?" Sussurrò seducente sul mio lobo.

"Da morire" affermai ridendo, vedendolo prendere il bagnoschiuma, spargendomelo con la spugna sul corpo.

"Non voglio che dubiti di me Cristhina" rivelò serio, girandomi per lavarmi la schiena, lasciandomi coccolare.

Mi girai con la testa verso i suoi occhi, fissandolo intensamente.
"Non lo farò" affermai sicura, avvicinandosi per baciarmi. Sperando di rimanere a lungo, avvolti da quel vapore.

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