8
Pov.Brian
Non ero riuscito a chiudere occhio per quasi tutta la notte, giuro che un bollitore avrebbe fatto meno rumore di Maggie. Benché la porta scorrevole fosse chiusa la sentivo benissimo.
Eppure non riuscivo a non immaginare il suo corpo seducente avvolto nelle lenzuola candide che mi invitava ad avvicinarmi ed accarezzarlo.
Dannate fantasie!
Sentii un mugolio, ed ero sicuro fosse di lei, ricordandomi la volta che si appisolò in aereo, sulla mia spalla. Mi guardò stralunata con quegli occhi da gatta, investendomi con il suo profumo aggrumato e fresco, fin troppo vicino al mio viso.
Mi rigirai nel divano scomodo. Mai nessuna donna mi aveva trattato così, anzi erano solite a gettarsi ai miei piedi, e per qualche strano motivo mi dava noia che lei non mi desiderasse, avrebbe ceduto ne ero sicuro.
Decisi di animare la situazione, anche se con una come lei era difficile restare nella normalità.
Mi alzai dal divano, togliendomi i pantaloni e la maglia, poggiandoli sopra.
Mi diressi verso il telefono, chiamando la hall per farmi portare la colazione.
Nell'attesa accesi lo stereo a basso volume, finché non sentii bussare e presi il carrellino pieno di vivande.
Con il telecomando alzai lo stereo, mettendo una musica techno, fastidiosissima, ma quale miglior risveglio per Miss perfettina.
Mi dipinsi un sorriso sfacciato, fin quando non sentì dei versi, subito dopo un tonfo seguito da qualche imprecazione, al quanto raffinate per una ragazza.
Aprii la porta scorrevole, trascinando dentro il carrello, dando le spalle alla stanza, ridendo dentro di me.
Quando mi girai, vidii Maggie a terra, guardandomi con uno sguardo omicida. I capelli biondi mossi, erano una massa informe e spettinata, e dio, quelle gambe scoperte grazie alla vestaglia che si era alzata mostrandomi un po' della sua biancheria di pizzo, quanto bastava per farmela desiderare e possedere sotto di me.
Auto controllo Brian!
"Colazione in camera" esultai sardonico, quando vidii Maggie alzarsi da terra spazientita, buttandosi giù la vestaglia, dirigersi furente verso lo stereo spegnendolo, sbattendo il telecomando al lato di esso, sulla mensola.
Ritornai nel salone, trascinando il carrellino fuori, seguendo ogni suo movimento buffo e da psicotica, fin quando non tornò in camera chiudendo la porta.
Alzai le spalle, versandomi del caffè, mentre riaprì la stanza sottraendomi l'intero carrellino spingendoselo all'interno con un sorriso sfacciato, e subito dopo affacciarsi per dirmi
"Grazie" richiudendo la porta, lasciandomi interdetto.
Che caratterino, avrei dovuto lavorare molto, troppo, ma non mi sarei arreso.
Dopo circa venti minuti la vidii riapparire, in tutto il suo splendore. Aveva un vestito in pizzo bianco che segnava il punto vita, i capelli raccolti in uno chignon con alcune ciocche che fuoriuscivano, e un rossetto scarlatto a contornare quelle sue magnifiche labbra sottili.
Mi guardò per un'istante vedendola deglutire, fissandomi il torace, scendendo piano con lo sguardo, fermandosi sul mio membro, sorrisi.
Quando scosse la testa riprendendosi, assumendo un colorito roseo, finché non riapparì il suo sguardo stizzito.
"Allora precisiamo una cosa principe Erik.
1- la mattina non voglio essere rivolta la parola per nessun motivo al mondo. Qualcuno sta male? Chissene frega prima o poi si sentirà meglio.
2- odio la Techno, odio il pop, odio il rock, odio il rap, e qualsiasi altra musica." La interruppi un secondo vedendola alzare il terzo dito per elencarmi l'altro suo comando, guardandola ridendo.
"Preferisci la nona sinfonia di Beethoven?!" Ironizzai sotto il suo sguardo truce.
"3- non ti permettere più di entrare in stanza senza il mio permesso. Non ti hanno insegnato a bussare?!" Disse risentita, contorcendo la bocca, battendo un piede a terra come se attendesse una risposta.
Spostai lo sguardo dalla sua figura alla tenda verde, quando alzai le spalle.
"Potrei dire la stessa cosa di te ieri in bagno, ma forse ti piace sorprendermi nudo e bagnato" la rimbeccai soddisfatto, potendo sentire un suo colpo di tosse, ed immaginarmi le sue guance tipo Heidi.
"Io...tu...insomma...vai al diavolo" sbottò furiosa con la voce strozzata, prima di afferrare la borsa e dirigersi alla porta.
La presi per il polso facendola girare, mentre mi poggiò involontariamente un palmo aperto sul torace, fissandomi negli occhi, leggendo una punta di desiderio ed un luccichio, mordendosi il labbro dolcemente.
Dannata ragazza, mi farà diventare pazzo se mi guarda così.
"Dove vai?" Sussurrai ad un palmo dal suo naso, sentendo di nuovo quel profumo.
La vidii deglutire di nuovo, ritraendo la mano quando si accorse che era addosso a me, ridestandosi.
"Devo aiutare Anny a scegliere là lingerie per la sua prima notte di nozze, cosa vuoi capirne tu" alzò le spalle in modo diffidente, poggiando la mano sulla maniglia. Quando girai le spalle per dirigermi al bagno bloccandomi sentendo la sua voce, o meglio il suo ultimo comandamento.
"4- ciò che faccio o non faccio non ti riguarda" affermò prima di sbattere la porta, facendomi ridere di gusto.
Il mio unico pensiero ora era organizzare un addio al celibato degno di Anthony.
Pov.Maggie
Quel ragazzo, dio se mi mandava su tutte le furie. Eppure quel corpo, quell'addome, sentivo ancora il palmo pizzicarmi dalla scarica che avevo avvertito.
Uscii dalla Hall vedendo Anny suonare il clacson e salutarmi con la mano. Attraversai la strada aprendo lo sportello per entrare in macchina.
"Buongiorno bellezza" esultò alzandosi gli occhiali, apprezzando il mio vestito, per poi rimetterseli.
Mi girai dalla sua parte, ricordandomi ciò che aveva architettato alle mie spalle.
"Ora mi spieghi questa storia che io e 'Mr so tutto io', siamo in stanza insieme" la rimproverai fuori di me, per avermi cacciato in quella situazione imbarazzante.
La vidii stringere le labbra, chinando la testa e rimpicciolendo gli occhi come per scusarsi.
"Dai che sarà mai, era l'unico hotel più vicino, e poi è sexy da morire, ammettilo" mi tirò una gomitata, rivolgendogli un'occhiataccia.
"No. Non è sexy è irritante" affermai incrociando le braccia al petto sapendo che la bugia che avevo appena detto non convinceva neanche Pinocchio.
"D'accordo scusa, ma passeranno in fretta queste due settimane, d'altronde cercate almeno di andare in sintonia, siete i testimoni" mi toccò il braccio sorridendomi lieve, con voce dolce.
"Eh va bene" scrollai le spalle e l'abbracciai stretta, scostandomi subito dopo tirandogli una pacca sul braccio, scoppiando a ridere entrambe.
"Direzione Shopping" esultò urlando, mettendo la musica a tutto volume iniziando a scatenarci su i sedili, ridendo come un tempo.
Mi ero resa conto che fare shopping con Anny era demoralizzante. Per qualche strano motivo a me ignaro se lei avvistava una maglia la trovava lì da sola immacolata, senza nessuna pazza intorno.
Se una maglia piaceva a me trovavo il raduno rave e scazzottate per una maglia, ma non era una maglia era la maglia. Quella che avevo avvistato per i saldi, che non era della mia taglia e del colore che volevo io, ed ora era lì.
Vedevo che la guardavano scostandola dalle altre, la giravano, controllavano il cartellino.
Finalmente l'avevo in mano, la potevo annusare, potevo toccare la morbidezza del tessuto.
"Secondo te questo completino piacerà ad Anthony?" Mi girai verso Anny che faceva oscillare la gruccia con il completino, lasciando un'attimo la maglia appoggiata sull'asta di metallo.
Rimasi interdetta era bellissimo, di raso verde smeraldo, ed il reggiseno sembrava più un corpetto con delle rifiniture in pizzo nero.
"Anny, credo che apprezzerà" le strizzai l'occhio vedendola sorridere, e spostarsi i capelli di lato come per dire -lo so-
Mi ricordai un attimo dopo della maglia, quando non la trovai, vedendo una ragazza tenerla in mano avviarsi verso la cassa.
Sbuffai sbattendo un piede a terra, non me ne andava mai una giusta.
Tornai da Anny che aveva finito di pagare, aprendo il sacchetto, facendo uscire un altro completino.
Mi guardò con un luccichio complice, quando alzai un sopracciglio non capendo.
"Te l'ho preso per te, ti piace?" Esultò entusiasta, implorandomi con lo sguardo di non fargli una predica. Era uguale al suo solo di raso rosso, e dio se era sexy.
"Anny, non dovevi. Ma grazie my Darlin" Risi contenta prendendo il sacchetto.
Ci fermammo a prendere un caffè, quando presi una sorsata vedendo Anny fissarmi.
"Ho un favore da chiederti" mi fissò quasi risentita e dispiaciuta, la cosa iniziava a preoccuparmi. Si aggiustò meglio sulla sedia mentre spostai la tazzina davanti a me.
"Dimmi" chiesi intimorita, per il favore che sicuramente mi stava per chiedere.
La vidi deglutire, in difficoltà.
"Vedi domani sera, saremmo dovuti andare alla cena di prova al ristorante, ma siamo stati invitati a cena dai soci di Anthony, sono gente importante, e non possiamo rifiutare" cominciò vedendo come si attorcigliava le dita delle mani, prendendo una sorsata di succo di frutta.
"E...quindi?" La incitai ad andare avanti, anche se un pensiero si era formato nella mia testa, e pregavo che non fosse così.
Ma subito come non detto, confermò la mia teoria disastrosa.
"Devi andarci con Brian, lo so, lo so, che lo odi, ma ti prego è importante, ed io mi fido del tuo buon gusto sul cibo, ed Anthony di Brian, sul vino" mise le mani giunte, sbattendo le ciglia con occhi da cucciola.
Alzai gli occhi al cielo, visibilmente provata, sbuffando.
Chiusi gli occhi, toccandomi la fronte, speravo che mi venisse un febbrone da urlo, ma ero fresca, anzi un pezzo di ghiaccio.
La guardai, vedendo che aspettava la mia risposta. Un brivido mi percorse fino alla spina dorsale, al pensiero di me e Brian da soli, al ristorante, il cibo, il vino.
Un disastro no non potevo, sarebbe finita male, non riuscivo a controllarmi in sua presenza, era come essere ipnotizzata in quegli occhi color cielo, e dio se era bello, la sue labbra carnose.
Mi maledissi mentalmente, io e i miei pensieri.
"Va bene" affermai arrendendomi, vedendo brillare un luccichio nelle sue iridi ambrate.
Sarebbe bastato un po' di autocontrollo, e tutto avrebbe filato liscio. Ce la potevo fare.
La vidi alzarsi, gettandosi addosso a me.
"Grazie Maggie, sai la migliore, lo sapevo" mi stampò un bacio sulla guancia, quando la scostai.
La fissai con sguardo da perfida e maliziosa.
"Hai un favore in sospeso con me" la rimbeccai, sentendola ridere, annuendo.
Finché non ci avviamo verso la macchina, continuando a scherzare. Credo che mi fossero mancati più di qualsiasi cosa i pomeriggi con Anny, certi legami sono indissolubili, ed il nostro era così.
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