35
Pov. Brian
Era bellissima fasciata in quell'abito rosso. Una visione celestiale per i miei occhi che sembravano melma alla sua vista. Era imbarazzata dal mio complimento. Lo vedevo dalle sue guance tingersi di un rosa acceso. Il che la rendeva ancora più bella se possibile.
Guardai Jasmine, acconsentire con la testa, mentre era accanto a mio fratello Carl. Sporco bugiardo. Aveva tradito la mia fiducia. Ma sorrisi finti riusciva a farli benissimo.
Il prete cominciò la sua funzione, chiedendo se ci fosse qualcuno contro questa unione, ricevendo un silenzio assoluto. Mi sembrava ovvio. Anthony era agitatissimo. Le mani lungo i fianchi gli tremavano, scostando il velo ad Anny guardandola con l'immenso amore che provava per lei.
"Se dunque è vostra intenzione di unirvi in matrimonio, datevi la mano destra ed esprimete davanti a Dio e alla sua Chiesa il vostro consenso" affermò risoluto il prete, guardando gli sposi, emozionati, che si scambiavano occhiate imbarazzati.
Anthony allungò la mano verso la fede, posata sul cuscinetto color crema ricamato, prendendo l'anulare di Anny.
"Io, Anthony Ferretti, accolgo te Annalisa Mancini, come mia sposa. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita." Rivelò con la voce tremolante e smorzata, infilando l'anello sul dito di Anny che tremava, guardandolo intensamente negli occhi, mentre lanciai un'occhiata a Maggie che ricambiò. Perdendomi in quelle gemme luccicanti, nel vedere la sua amica.
Anny fece lo stesso, prendendo la mano di Anthony.
"Io, Annalisa Mancini, accolgo te Anthony Ferretti, come mio sposo. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita." Portando la fede sull'anulare di Anthony.
Per poi riportare l'attenzione sul prete, che era emozionato anch'esso, vedendo il vero amore.
"Il Signore onnipotente e misericordioso confermi il consenso che avete manifestato davanti alla Chiesa e si degni di ricolmarvi della sua benedizione. L'uomo non osi separare, ciò che Dio unisce." Affermò limpido, scrutando gli sposi per sorridergli.
"Puoi baciare la sposa" confermò ad Anthony vedendolo impaziente, premendo un palmo aperto sulla schiena di Anny, facendole fare un caschè per poi baciarla, mentre scoppiammo tutti a ridere ricevendo applausi, che li commuovevano ulteriormente.
Andammo a mettere le firme, come gli sposi, per scattarci qualche foto nella chiesa, per poi uscire, andando a prendere il riso che veniva distribuito, racchiudendolo nel pugno.
Quando uscirono dalla chiesa mano nella mano, alzammo il pugno, venendo sommersi da un mare di riso, che s'impigliava anche tra i capelli, vedendoli ridere e ripararsi con le mani.
Quando Anny raccolse tutte le ragazze dietro di se, compresa Maggie che mi lanciò uno sguardo carezzevole.
"Siete pronte?" Le comunicò girandosi di spalle, facendo oscillare il bouquet, vedendo le spose acconsentire per poi lanciarlo all'indietro, finendo in mano ad una damigella, che lo sventolò in aria saltellando. Vedendo Maggie alzare le spalle e ridere verso i miei occhi che non la lasciavano neanche un secondo.
Finché non le andai incontro, mentre si stava avviando nella macchina dei genitori di Anny.
La presi delicatamente per il polso, vedendola fermarsi e girarsi lentamente verso di me.
"Bella cerimonia, non trovi?" Chiese raggiante, vedendo gli sposi avviarsi, per andare a fare il servizio fotografico.
"Non ci crederai ma mi sono commosso" rivelai, portandola a farla ridere, vedendola annuire quasi sbalordita.
"Senti Maggie devo dirti una cosa" ammisi secco, allentandomi la cravatta che sembrava mi stringesse la giugulare.
Vedendola annuire, ed alzare una spalla, come per invitarmi a parlare.
Quando sentii la mano di Jasmine sulla mia spalla.
"Andiamo?" Domandò facendomi cenno con la testa, verso la macchina. Mentre Maggie la guardò fingendo un sorriso. Ormai riconoscevo le sue espressioni. Anche quelle più buffe e strane.
"Me la dici dopo" mi sussurrò, intimandomi il gesto con le dita, avviandosi verso la macchina, facendo cenno di aspettarla, infilandosi dentro per richiudere lo sportello.
"Per quale cazzo di motivo sei venuta?" Le chiesi irruente, imprecando per non aver detto nulla a Maggie. Anche se sapevo che dopo non mi avrebbe neanche più rivolto mezza parola. Ma avevo rischiato comunque e tanto valeva perderla facendo uscire quelle parole dalla mia bocca che pesavano come macigni opprimendo le vie respiratorie.
"Per salvarti dall'irreparabile" rispose, continuando a camminare verso la macchina, per poi scambiarci un'occhiata rimanendo in silenzio, avviandoci al ristorante con Carl.
Pov. Maggie
Lo ammetto? Non riuscivo a capire gli sguardi che ci eravamo lanciati durante la cerimonia. Guardavo più lui che gli sposi, e che dio mi benedica, sarei voluta essere su quell'altare insieme a quell'insolente. Per quanto fosse difficile capirlo per la mia mente, il mio cuore lo voleva. Mia madre me lo diceva sempre. Che ero testarda e finché non ci sbattevo la testa forte tanto da farmi male non capivo. Ed infatti era così. Forse ero masochista, o forse mi ero solo persa in quell'oceano che creava maremoti.
Arrivai al ristorante, vedendo la gente già avviarsi al rinfresco, e sinceramente anche il
Mio stomaco richiedeva attenzioni, essendo stato in agitazione tutto quel tempo, cibandomi solo dei suoi sguardi lascivi che lasciava sul mio corpo.
Controllo Maggie, per cortesia.
Alzai di poco il vestito, prendendo il lembo con la mano, per non strisciarlo a terra. Chiacchierai animatamente con la gente, salutando anche il cugino di Anthony che era in compagnia di una ragazza dai capelli castani, molto bella, ed anche lui non peccava d'eleganza. Ovvio che ci fosse un certo feeling.
Quando vidii apparire Brian con Jasmine e Carl, perdendo uno dei miei battiti ritmatici, portandomi il flûte di champagne sulle labbra improvvisamente disidratate.
Finché non sentii una voce fastidiosa, che non sentivo da molto tempo.
"Ma guarda chi ho il dispiacere d'incontrare" scherzò beffeggiatore, scontrando il flûte con il mio, per sgolarlo.
"Il dispiacere è tutto mio Mark" lo rimbeccai, vedendolo ridere, poggiando il flûte vuoto sul tavolino, sbottonandosi la giacca.
"È tanto che non ci vediamo. Come vanno le cose? Ho visto il tuo manuale nelle librerie e per quanto detesto ammetterlo. Hai fatto un ottimo lavoro" canzonò rivelatore e sincero. Non aveva peli sulla lingua ed era l'unico lato del suo carattere che mi piaceva.
Mi misi a sedere, prendendo una tartina.
"In effetti sta andando abbastanza bene" confermai, gettando un'occhiata dietro le sue spalle, vedendo Brian ridere insieme a Jasmine. Sentendo una rabbia montarmi, necessitando di altro champagne.
Vidii Mark capirmi con un solo sguardo, voltandosi annuendo, alzando per porgermi un altro flûte, riscontrandolo con il suo.
"Ti piace?" Più che una domanda era una affermazione, o comunque suonava come tale poiché era così. Maledizione. Mi picchiai mentalmente la fronte.
"Lui?...tze no. Si" mi lasciai cadere, ammettendolo, poggiando i bracci sul tavolo affondandoci la testa, sentendolo ridere di gusto subito dopo, scuotendo la testa.
"Sei sempre stata una tipa strana" si beffeggiò bonariamente.
"Tu qualche donna?" Gli chiesi, rialzando la testa, vedendolo sorseggiare lo champagne per poi rispondermi, scuotendo la testa come per dissentire.
"Mi conosci Maggie. In fondo siamo simili. Solo che forse dovresti rivedere qualche tua regola. Questi occhioni non mentono" ammise l'ovvio, per poi scusarsi alzandosi per andare a salutare gli sposi.
Aveva già capito tutto anche lui. E cavolo se odiavo che fosse così evidente. Lasciandomi cullare dalla musica in sottofondo poggiando il gomito sul tavolo, ed una mano stretta a pugno sotto il mento, sfiorando con l'indice il bordo del bicchiere in cristallo, come quando ero piccola. Per ammazzare il tempo o solo per evitare qualcosa e qualcuno.
Quando il mio sguardo si spostò inevitabilmente su loro, assistendo al loro discorso che improvvisamente mi sembrava interessante ma al contempo non avrei voluto udire. Una parola può far male più di un gesto. In questo caso ambedue le cose.
"Quindi siete tornati insieme. L'amore vero vince sempre" affermò ridendo il padre di Anthony, tirando una pacca a Brian. Evidente lo conoscesse da tempo. Evidente che adesso odiavo anche quel povero uomo. Un corno povero. Se solo avesse saputo.
"Già. Ci siamo voluti dare una seconda...chance" confermò trovando la parola adatta, Jasmine, che teneva la sua mano stretta intorno al braccio di Brian che rimaneva in silenzio, sfoggiando solo sorrisi, senza però mai scivolare nella mia direzione, sentendomi persa e confusa. E l'ammissione era sempre più evidente.
Quando Jasmine si girò, dandogli un bacio su le labbra, quelle labbra che prima erano mie, a Brian, che si scostò subito dopo, sorridendo debolmente al padre di Anthony che sembrava contento, mentre le mie speranze crollavano come un castello di carte. Si frantumavano come pezzi di vetro che scheggiavano e ti tagliavano, rimanendo le cicatrici profonde.
Spostai lo sguardo altrove, con il rischio di cadere in lacrime. Ma dovevo essere forte. Era il giorno più bello della mia amica e non l'avrei rovinato per uno stronzo, ecco cos'era. Quei sorrisi che ci eravamo scambiati erano finti, come lo era lui. Sapeva essere un bravo attore, forse lo era sempre stato.
"Tutta sola?" Udii la voce della strega, passandomi la mano a massaggiare le tempi esasperata, sentendola avvicinarsi, facendo una smorfia con il viso girato per poi alzare lo sguardo su di lei, sorridendogli falsamente come lei e il bugiardo.
"Cosa te lo fa pensare?" Le chiesi elargendo un sorriso smagliante, piegando la testa lateralmente, sorseggiando altro champagne. Di questo passo sarei arrivata a ballare su i tavoli.
"Beh...non ved..." Si bloccò, nel momento esatto, in cui fece la sua apparizione il mio salvatore, il mio guru. Che adesso mi sembrava un dio benedetto sceso per darmi una grazia ed una soddisfazione immensa.
"Tesoro" irruppe Paul sgargiante, vestito in modo sublime. E cavolo se era bello. L'ho sempre pensato che se non fosse stato attratto dagli uomini sarebbe stato un bocconcino appetibile.
"Lui è?" Chiese Jasmine voltandosi di poco nella mia direzione guardando affascinata Paul che si stava avvicinando, riducendo gli occhi a due fessure, evidentemente interessata. Traditrice pure. E se solo avesse saputo avrei riso.
"Il ragazzo che frequento da poco, siamo già al tesoro, come puoi vedere" ammisi sorridente, alzandomi per andare incontro a Paul e presentarlo alla mia falsa rivale.
"Piacere Jasmine. Tu sei il compagno, possiamo dire di Maggie?" Allungò un braccio verso di lui, mentre Paul sgranò gli occhi guardandomi mentre mi morsi il labbro.
Accettando la stretta.
"Sono cos...ahi, si, si sono io" affermò, vedendolo stringere i denti per il calcio ricevuto sulla caviglia da parte mia, mostrando un sorriso a Jasmine, per poi poggiare il mio palmo sulla spalla di Paul, che mi guardò truce. E sapevo che dopo me l'avrebbe fatta pagare. Ma intanto ci sarebbe stato da divertirsi.
Almeno lo speravo.
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