18
La Limousine mi riportò al punto di partenza, davanti all'hotel illuminato.
Mi sporsi con il busto verso Paul, dandogli un bacio sulla guancia.
"Mi raccomando, fai la cattiva ragazza" mi avvertì sorridendomi sornione, pizzicandomi la guancia, unendomi al suo sorriso contagioso.
"Ci vediamo presto Darlin" salutai anche Anny, che ancora rideva, piegata in due. Non credo sarebbe arrivata intera a casa, guardando Paul che fece spallucce, mentre scossi la testa, salutando le altre, uscendo dallo sportello.
Mi appoggiai alla parete di metallo nell'ascensore, chiudendo gli occhi, sentendo il fastidioso campanellino che segnava ogni numero.
Quando si fermò al mio piano, uscii con la testa che mi pesava, ma mi sentivo leggera, da ogni pensiero e inibizione.
Aprii la porta a fatica, poggiando la borsa a terra per trovare la serratura come se fosse un enigma, socchiudendo un occhio. Quando finalmente riuscii ad aprirla, esultai con le braccia in aria, raccattando la borsa, togliendomi la giacca di pelle, lanciandola sulla penisola della cucina, e togliendomi le scarpe per non fare rumore.
Camminavo in punta di piedi, avvicinandomi a Brian steso sul divano con la camicia sbottonata bianca addosso, e la cravatta slacciata. Dio quant'era bello, illuminato dai raggi della luna che riflettevano sul suo viso.
Quando mettendo male il piede inciampai, sulla zampa del tavolino, finendo dritta con la faccia sulla patta dei suoi pantaloni.
Perfetto Maggie. Non poteva andare meglio.
Lo sentii muoversi piano, mentre tentai di riprendermi, alzandomi, cercando di non scivolare di nuovo. credo che le guance mi stessero andando in fiamme, ed ero sicura che non era solo per la quantità di alcool assunta.
Quando mi rizzai in piedi, tentando di mantenere l'equilibrio, sentii il clic dell'abat-jour, e poi il bagliore fioco diffondersi.
Allungai di più il passo verso la stanza.
"Maggie" la sua voce potente m'immobilizzo sul posto, lasciando la mano sospesa sul pomello della porta scorrevole, imprecando dentro di me, girandomi lentamente verso la sua direzione, fingendo un sorriso.
"C...ciao" balbettai incerta. Se sapesse in che punto ero prima.
"Ma che ore sono?" Si coprii gli occhi, parandosi una mano difronte, guardando sul display, mentre rimanevo zitta.
Girò il viso nella mia direzione, gelandomi con il suo sguardo cristallino.
"Le 4 del mattino. Dove cazzo sei stata finora" asserì in tono freddo e per nulla calmo.
Risi amaramente, puntandogli un dito contro, mentre si alzò dal divano.
"Chiariamo una cosa, tu non sei nessuno per dirmi ciò che posso o non posso fare, quando tornare, con chi e come" lo avvisai, vedendolo avanzare verso di me annuendo per nulla convinto.
Le tempie iniziavano a pulsare, e l'alcool iniziava ad ingranare dentro di me, non rendendomi completamente partecipe.
"Hai bevuto?!" Più che una domanda era una constatazione. Si era avvicinato di più mentre tentavo di riprendere le mie facoltà rendendole nitide.
"Cosa te ne frega?" Chiesi guardandolo negli occhi. Cavolo se mi sarei voluta perdere lì dentro. Poi mi ricordai delle parole di Paul sul prendere le redini, di Rebecca, la mia regola di scappare o affrontarlo.
Decisi di non essere codarda, di lasciar perdere tutto quello che non avrei fatto, delle regole, e qualsiasi altra cosa, poco importante in quel momento, lui era lì, vedevo il suo luccichio argenteo negli occhi, e la mia voglia di lui crescere.
Mi avvicinai portando una mano sulla parte del suo petto scoperto, sentendo il rimbombo del suo cuore, mentre mi guardava confuso. I capelli spettinati all'indietro, e le labbra schiuse, dove ci passò la lingua sopra, facendomi fremere.
"Che ti prende?" Domandò ad un passo dal mio viso, mentre aprii la stanza senza staccare il mio sguardo dal suo, come se fossero incollati.
"Shh" sussurrai, vicino alle sue labbra, poggiando la bocca sul suo orecchio.
"Ti voglio Brian" ammisi sincera finalmente con me stessa. Forse era l'alcool o forse no, ciò che contava è che lo volevo sentire in ogni fibra del mio corpo.
"Non sei lucida Maggie" mi avvertì freddo, ma sentivo che sperava che non fosse così.
Mi avvicinai ancora di più, giocando con gli ultimi bottoni della sua camicia, tracciando i suoi pettorali con l'indice che andava in fiamme sotto il suo petto virile.
"Non sono mai stata più lucida di ora" rivelai, riportando i miei occhi lucidi e pieni di desiderio verso i suoi.
Mi fermò il tragitto, prendendomi per il polso, facendomi sbattere forte contro il muro, sussultando.
Pov.Brian
Avevo provato ad aspettarla sveglio, ma dopo poco mi addormentai. Non volevo pensare con chi fosse e con chi non fosse. Mi dava fastidio saperla a ballare con altri corpi che non erano il mio. La volevo cazzo, volevo sentirla muoversi su di me. Volevo assaggiare la sua pelle e assorbirmi il suo profumo che mi mandava in delirio.
La feci sbattere contro il muro, leggendo pura lussuria in quelle gemme.
Intrecciai le dita tra i suoi capelli morbidi, avvicinando il suo viso al mio.
"Sei sicura di volermi?" Sussurrai a fior di labbra. Mi fissò la bocca per poi spostarsi piano nei miei occhi lucidi, vedendola annuire convinta.
Sospirai pesantemente, poggiando il labbro inferiore sul suo superiore, assaporandola piano, quando schiuse le labbra ansimando, lascia scivolare la lingua che incontrò la sua, sentendola gemere di piacere, poggiando le mani sulle mie spalle, facendo scorrere la camicia a terra, portando le mani su i miei capelli tirandoli dolcemente verso di lei, perdendo ogni barlume di ragione.
Le abbassai le spalline del body, scoprendo i suoi seni perfetti e sodi, scendendo a leccargli un capezzolo turgido, vedendola inarcare la schiena, ansimando con le labbra schiuse e gli occhi chiusi lasciandosi immergere in quell'oceano che erano le nostre emozioni insieme, travolgenti come onde possenti.
Assaporavo il suo sapore, ed era la cosa più bella che avessi mai sentito. Sapeva di Maggie, di sesso, di sensualità, di sfrontatezza, esotico. Era un mix che mi fotteva il cervello.
M'interruppe un attimo, poggiando un palmo rovente sul mio petto che si alzava ed abbassava ad un ritmo irregolare.
Aveva gli occhi chiusi ed il respiro corto. Le labbra arrossate leggermente ed i capelli scomposti, ed era divina.
Poggiai la fronte contro la sua, assorbendo i suoi respiri irregolari come i miei.
"Aspetta...io ti odio" affermò incerta e titubante, premendo le unghia sul mio petto.
Mi accostai al suo orecchio, lasciandogli teneri baci sotto l'orecchio sentendola mugolare di piacere.
"Perfetto, perché anche io ti odio" replicai, sentendo un sorriso nascermi spontaneo.
Riportai l'attenzione su i suoi occhi, che si allacciarono subito ai miei, come un meccanismo. Prendendo di nuovo possesso delle sue labbra soffici e delicate.
Le abbassai la gonna, vedendola togliersela con i piedi per rimanere solo con un perizoma che metteva in mostra le sue curve sublimi.
L'attirai verso di me dalle natiche, poggiandola sul comò, spostando i vari oggetti che vi erano sopra, mentre tirava i miei capelli, per non staccarmi da lei, e non l'avrei fatto comunque.
Le tolsi anche il body, scendendo a leccare e mordere i suoi capezzoli, mentre tirò indietro la testa, sbattendola allo specchio posto sopra al comò e le mani si reggevano alle mie spalle.
"Ho bisogno di te Brian" irruppe con la voce smorzata dal desiderio. Non potevo continuare ad assaggiarla senza perdere la ragione.
Estrassi dal comodino un preservativo, mentre mi sganciò i pantaloni e prese la mia erezione in mano che premeva contro il suo bacino per tutto il tempo, con una delicatezza unica, capace di non farmi più pensare.
Ci odiavamo ma ci volevamo più di qualsiasi altra cosa.
Feci scivolare il preservativo, guardandola negli occhi per capire se lo volesse, quando annuii riprendendo a baciarmi in modo travolgente e bisognoso, entrai piano, facendomi strada dentro di lei, per assaporare ogni centimetro.
Quando la sentii rilasciare un ansimo grave, allacciando le gambe intorno al mio bacino.
La presi di peso, posandola sulle lenzuola che sapevano di lei, accarezzandogli i lineamenti che mi facevano impazzire.
Mi attirò verso di se, facendomi affondare maggiormente dentro di lei, mentre le mie spinte diventavano più audaci imparando a conoscere il suo corpo, che sognavo e bramavo dalla prima volta che l'avevo vista, dalla prima volta che mi aveva rivolto parola, senza peli sulla lingua, schietta e genuina.
Ed ora vederla persa, con la bocca schiusa, che ansimava sotto di me, era l'apice del piacere. I capelli a ventaglio sparsi sul lenzuolo e gli occhi verdi velati dal desiderio di avermi.
Ci muovevamo in modo sincronizzato, smorzando i respiri, con i baci affamati, e vogliosi.
Lasciando tutti i disguidi fuori.
Andavo sempre più affondo, sentendo le sue unghie solleticarmi le scapole senza farmi male, mischiando i nostri sudori, quando venni senza resistere, sentendo un sospiro di soddisfazione rilasciato dalle sue labbra perfette, mentre le luci della città si riflettevano su i nostri corpi nudi ed abbracciati.
Aprii a poco gli occhi guardandomi, sorridendo imbarazzata, quando la ribaltai, facendola finire sopra di me.
"È stato magnifico" rivelai, spostandogli una ciocca dietro l'orecchio, vedendola piegare la testa di lato, annuendo leggermente.
Scendendo a baciarmi le labbra, passandoci un dito sopra a quello inferiore.
"Si" confermò senza aggiungere altro, scendendo da me, poggiando la testa sul mio petto, disegnando cerchi immaginari con l'indice, solleticandomi la pelle in modo piacevole.
"Mi odi ancora?" Domandai, mordendomi un labbro per trattenere una risata.
Ci pensò su, guardando il soffitto come in attesa di una risposta, per poi guardarmi.
"Più di prima" affermò, prima di girarsi, attirandola contro il mio petto, lasciandogli un bacio sul collo, vedendola sistemarsi contro di me, sussurrandomi un "buonanotte".
Era perfetto. Speravo solo che il mattino dopo sarebbe rimasto uguale. Ma sapevo le regole di Maggie, sapevo della mia stupida scommessa, e nulla sarebbe potuto rimanere perfetto come in quel momento.
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