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17


Eravamo in macchina a ridere e scherzare, obbligando ad Anny d'indossare la fascia e
la corona con i genitali...che sorpresa, s'illuminavano al buio. Sentendosi immensamente ridicola, toccandosi la fronte, storcendo il naso imbarazzata, rivolgendoci occhiatacce, puntandoci il dito contro come per dire "me la pagherete cara".
Ciò che contava adesso era solo farla ridere.
Ci alzavamo uscendo la testa dal tetto della Limousine, cantando a squarciagola, urlando alla gente di passaggio, che inevitabilmente ci guardavano spaventati.

"Ragazze stasera siete più che presentabili" confessai vedendo le parenti di Anthony ringraziarmi. In effetti era merito mio, e devo ammettere che non avevo fallito nella mia missione " trasformiamo i brutti anatroccoli in cigni".

Mentre sorseggiavo il flûte colmo di spumante, Paul si girò verso di me, sistemandosi gli occhiali giallo fluorescente.
"L'hai visto il dio greco?" Mi diede una gomitata al braccio, vedendo che ero assorta dai miei pensieri che guarda caso riguardavano proprio quel prepotente.

"Brian? Si purtroppo. Pensa che ha avuto anche il coraggio di farmi il terzo grado ed aggredirmi su come fossi vestita" ammisi con voce amara, al ricordo. Bevendo tutto d'un sorso per versarmene ancora.

"Un tipo tosto. Ricorda...tieni il toro per le palle" i suoi consigli da Guru non mancavano neanche in questi momenti, mentre accavallò le gambe, facendo spallucce, scontrando il bicchiere con il mio.

La limousine si fermò, in un locale aperto, dove la musica rimbombava nelle casse, facendoci uscire, mentre già iniziavamo a ballare ed ancheggiare.
"Dove diavolo mi avete portata?" Asserì preoccupata ma nella voce una punta di divertimento, girandosi verso di noi Anny. Vedendo gente vestita da Hippie, sgolarsi birra, e farsi canne, stendendosi sul prato.

Sul palco c'era un cantante che suonava con la chitarra, accompagnato da uno con la batteria. E sotto un ammasso di gente, che alzavano le braccia al cielo, alcuni anche a sedere sulle spalle dei propri amici.
Radunai le ragazze all'insaputa di Anny, che acconsentirono alla mia idea che sicuramente l'avrebbe vista rossa come un pomodoro in volto.

La trasportammo proprio sotto al palco, con la scusa che si vedesse meglio. Quando l'alzammo di peso tutte insieme, vedendola gridare e implorarci di metterla giù, mentre Paul indicava con la mano Anny, al cantante che ci guardava cantando mentre ci lanciava sorrisi divertiti. Probabile che pensava che non eravamo molto normali, e chi poteva dargli torto.

Le porse la mano, mentre Anny titubante accettò, lasciandosi portare sul palco, scuotendo la testa, coprendosi il volto con le mani. Se avesse potuto sarebbe scomparsa dalla vergogna, mentre si spostava da un piede all'altro guardandoci dall'alto del parco, storcendo il viso, facendoci le linguacce, mentre noi le mandavamo baci, e il ragazzo cantava guardandola negli occhi, facendola divenire porpora sulle guance, sentendo la gente fischiare e battere le mani.

Quando finì la canzone, le porse il microfono, facendogli delle domande, togliendosi la chitarra dalla spalla, poggiandola a terra.
"Allora, come si chiama questa splendida ragazza?" Le chiese sorridendogli. Cavolo era davvero sexy. Capelli castani scuri e due occhi neri come la notte.

Anny gli sorrise, mordendosi il labbro.
"Annalisa, ma per le amiche...Anny" si fermò indicandoci, mentre la salutammo con la mano, divertite dalla situazione.

"Ho notato che ti sposi giusto?" Le toccò la fascia, per poi indicare la corona con i genitali, trattenendo una risata divertito.

Vidii Anny sbiancare, spalancando la bocca, sgranando gli occhi, sussurrando forse troppo vicino al microfono,
"Oh merda" togliendosela, buttandola a terra, vedendo una ragazza che la prese, più che soddisfatta, mettendosela in testa.

Paul mi guardò scioccato.
"La mia corona" canzonò imbronciandosi, mentre io non riuscivo proprio a trattenermi dalle risate.
Anny ci guardò male, riportando l'attenzione sul ragazzo.
"Si tra una settimana e mezzo" ammise impacciata, torturandosi le dita, mentre lui si rivolse al pubblico parlando al microfono.

"Un applauso per Anny che tra poco si sposa. Una sposa molto sexy aggiungerei" apprezzò il vestito, mettendola in soggezione, lanciandogli un'occhiolino, facendola scendere dal palco, salutandola con un abbraccio ed un bacio sulla guancia.

"Ehi lo volevo anche io un bacio da quello" si lamentò Paul, mentre Anny gli tirò una pacca sulla spalla.
"Ritenetevi morte" ci avvisò, ricevendo per tutta risposta una linguaccia da parte nostra.

Da lontano vidii la sorella di Anny, Ilaria, venirci incontro, scusandosi del ritardo. Aveva un bambino di un anno, con Giorgio o come lo chiamava lei George. Ed era spesso impegnata.
"Ti sei persa la parte migliore" le intimai, salutandola con un bacio sulla guancia.

"Non avevo dubbi con dei pazzi come voi. Qualche figura di merda fa sempre bene" rivelò, aggiustandosi la borsa sulla spalla, mentre Anny la fulminava con lo sguardo.
Un Rottweiler sarebbe stato più calmo.

Ricominciammo a ballare, comprando delle bottiglie di birra, portandole in aria.
Quando iniziò lo schiuma party, ci fiondiamo tutte sotto il cannone, che sparava sapone, scivolando anche a terra, battendo il sedere, senza riuscirci ad alzare, ridendo come delle matte.

Tornammo sulla limousine, che ci aspettò fuori. E l'autista vedendoci sgranò gli occhi, incredulo di come eravamo conciate ma poco c'importava.

Ormai aveva perso ogni pudore, ci schizzammo con lo spumante, ridendo di cuore.

"Ragazze era tanto che non mi sentivo così, cazzo" esclamò in piena enfasi Ilaria, schizzando Paul che gridava come una femminuccia. Mentre io aprivo la bocca facendomi versare il liquore da Anny, inzuppandomi le gambe scoperte, chiudendo la bocca, ridendo con il liquido che bruciava la bocca, che colava lungo il mio mento.
Era una serata magica.

Avevo affittato una stanza per continuare la serata, con la mia sorpresa.
Scendemmo, mentre aprii la porta con le chiavi, facendole entrare.

Era una stanza con un divano ad angolo bianco, un bancone con bibite e stuzzichini vari, ed un bagno. Avevo preparato anche dei vestiti puliti per tutte noi, porgendoglieli.
Facendo finta di sfilare, con i boa di piume, truccandoci pesantemente, bevendo tutto ciò che ci capitava a tiro, e tirando a turno una boccata di spinello che aveva portato Federica.
A dire il vero ero perplessa, non sembrava proprio il tipo da queste cose, ma mai giudicare un libro dalla copertina.

Ci mettemmo a sedere, a terra con le gambe incrociate sul tappeto, raccontandoci aneddoti del passato, girando a turno i bicchierini di con dentro il rum. Quando toccò alla sorella di Anthony, Rebecca, non crebbi alle mie orecchie.
Aveva raccontato della volta che andò a trovare suo fratello all'università. Aveva la stanza condivisa con Brian, era così che erano divenuti amici. Voleva fare una sorpresa ad Anthony, e quando entrò, avendo ricevuto la chiave da suo fratello, trovò Brian nudo.
Sorrise imbarazzata mentre i miei occhi rimanevano fissi sulle sue labbra come imbambolata, il cuore rimbombava nel petto, ed ogni risata delle ragazze arrivava ovattata, neanche le occhiate di Paul e di Anny riuscivano a scalfirmi o smuovermi, sembravo murata in quella posizione. Deglutii forte, cercando di sembrare indifferente mentre dentro esplodevo.

"E insomma ragazze, sapete...quello che poi succede no? Volete sentirlo?" Chiese divertita gesticolando, quando senza pensarci e senza connettere il cervello alla mia boccaccia urlai.

"No. Le porcate da puttanella con gli ormoni schizzati, tieniteli per te" asserii, quando la vidii spalancare la bocca, scuotendo la testa, richiudendola subito dopo, come se si fosse sentita risentita, e tutti gli occhi puntati su di me.

Mi alzai andando a prendere un po' di vodka, per calmarmi, anche se era difficile. Quando per fortuna il suono del campanello, mi tolse da quella situazione scomoda.

"Qualcuno mi ha detto che qui c'è qualcosa che sta andando a fuoco" rivelò il ragazzo che avevo affittato per Anny. Un bel moro di Cuba, con due occhi azzurri da mozzare il fiato, ed un culo che se poteva parlare, mio dio.

Con quella tuta da pompiere, era un bocconcino appetibile. Lo squadrai cercando di non pensare per un attimo a quello stronzo arrogante, facendogli spazio per accomodarsi, sussurrandogli all'orecchio chi fosse la sposa.

Tutte si voltarono vedendolo, facendo apprezzamenti, mentre andò dritto da Anny, prendendole la mano, facendola alzare da terra, premendo il torace contro il suo corpo.
"Mi hanno detto che sei molto infuocata" le sussurrò vicino, vedendo Anny abbassare lo sguardo imbarazzata annuendo, quando le prese la mano per sganciargli là zip davanti, facendogli percorrere il suo corpo virile con il palmo. Iniziammo tutte a fischiare, mentre lo guardavamo ballare con lei, strusciandosi addosso come un serpente.
Quando buttò a terra la divisa, mostrando quei glutei creati dal signore, mente Anny si copriva il viso con le mani. Sicuramente dopo mi avrebbe minacciata di morte.

Quando finii lo ringraziammo, accompagnandolo alla porta. Prima di andare via si girò verso di me, dandomi un bigliettino, avvicinandomi a lui, attirandomi con la mano, cingendomi la vita.
"Quando vuoi, io sono libero. Questo è il mio lavoro, ma ti assicuro che sono diverso." Asserii serio, lasciandomi un bacio sulla guancia, mentre lo salutai con la mano.

Non l'avrei chiamato già lo sapevo. Per qualche ragione lo avrei fatto in altri momenti ma ora nei miei pensieri non riuscivo a liberarmi di Brian e ciò mi dava noia.

Mentre ero a bere, e iniziavo ad essere allegra, vidii avvicinarsi Rebecca. Appoggiai il fondoschiena al tavolo, sospirando forte, vedendola mettersi davanti a me.
"Maggie non sapevo ti piacesse Brian. Scusami, e poi è stato tanto tempo fa, cose da ragazzi" ammise, con tono di scuse, mentre sgolai il bicchiere, poggiandolo rumorosamente sul tavolo, facendola sobbalzare.

"A me? Brian? Non mi piace, te lo puoi anche scopare per quel che m'importa" rivelai, venendo spezzata dal singhiozzo. Proprio in momenti meno inopportuni doveva Arrivare.

"Lo sai che sono sposata ed ho due figli. Parli da ragazza ferita. Brian è un bambino eterno, ma dovresti provarci, fidati di chi lo conosce da prima di te" mi rassicurò sincera, mentre annuii. Infondo era vero. Dava più fastidio a me la verità. Perché non volevo ammettere che nonostante tutto quell'insopportabile mi attraeva e mi piaceva.

Un pasticcio Maggie, ecco cosa sei.

Regola numero 26:
Quando ammetti che ti piace un ragazzo, è lì che sei fregata mia cara amica. Proverai ad odiarlo, ma non ci riuscirai mai. È l'ora di decidere se scappare, o affrontarlo di petto.

Lo so mi ucciderete. Ma ho voluto allungare la serata di Anny, mi sembrava giusto farvi vivere anche a voi il suo addio al nubilato.

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