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13


Pov.Brian

Ero arrabbiato?! Cazzo se lo ero. Si stava prendendo gioco di me. Si divertiva a provocarmi e a fare la finta tonta il secondo dopo. Non la reggevo.

Cavolo la possibilità di farmi la ragazza rossa che ci serviva ai tavoli era sfumata del tutto ormai.

Uscimmo fuori dalla pasticceria, entrando in macchina. Ciò significava, finalmente una dormita, che mi facesse passare tutte le voglie.

Quando Anny ebbe la brillante idea di proporci lo spasso totale.
"Ragazzi, che dite se andiamo a ballare? Vi prego è presto e siamo ancora giovani no? Dai, vi prego" si girò con il busto dalla nostra parte, sporgendo la testa dal sedile anteriore, poggiando le mani sul poggiatesta, supplicandoci, mettendo il broncio. Cazzo era perfino peggio di Maggie. Pregavo mentalmente per il futuro di Anthony.

Poi in me si accese improvvisamente un'idea brillante.
"Si dai andiamo" guardai Maggie che sgranò le sue gemme verdi, in cui mi sarei voluto perdere. Ad Anthony gettarmi un'occhiata sorpresa dallo specchietto, corrugando il sopracciglio.
"Infondo a ragione Anny, siamo giovani" aggiunsi, vedendo Anny sorridere.

"Cavolo Brian, dammi il cinque" mi porse il palmo che accettai, battendolo.

Maggie inspirò profondamente, vedendo la sua gamba muoversi agitata.
"Ma io sono stanca" esultò, massaggiandosi la testa. Eh no mia cara, non l'avrai vinta.

Anny si rigirò fulminandola.
"Maggie non fare la guasta feste, sei sempre stata l'anima di quelle, non dirmi che sei cambiata" la stuzzicò, vedendo prendere colore nel viso di Maggie.

"Ovvio che no. Andremo, berremo, balleremo, si" gridò euforica. Dire che era lunatica era un eufemismo. Forse non voleva darle vinta. Trattenni una risata di soddisfazione. Non sapeva cosa gli aspettava.

Il tragitto per fortuna non durò molto, non sarei resistito a lungo. Maggie era più stonata delle campane a cantare ed Anny non era da meno, Anthony apprezzava, accarezzando ogni tanto la coscia scoperta della sua amata, mentre io se mi avessero avvertito prima mi sarei comprato dei tappi, ma comunque vederla muoversi su quel sedile, strusciando la gamba contro la mia, cazzo se mi piaceva, trasudava sensualità da tutti i pori, facendomi scordare anche della sua voce, concentrandomi solo su i suoi movimenti. Non cedere Brian, attieniti al normale flusso delle cose.

Facile dirlo per chi non aveva una come Maggie vicino, che ti faceva uscire di senno in tutti i sensi.

Quando arrivammo davanti alla discoteca, Anthony parcheggiò la macchina nello spiazzato ghiaioso, sentendo stridere le ruote.
Uscendo subito fuori. Non feci in tempo ad aprire la portiera di Maggie che già si era avviata all'entrata con Anny, contenta come una bambina in mezzo ai giocattoli.

Anthony mi tirò una pacca sulla spalla.
"Ci sarà da divertirsi amico" mi avvisò strizzandomi l'occhio, mentre io annuii. Non sapeva quanto mi sarei divertito io.

La fila per fortuna scorreva veloce, quando arrivò il nostro turno, il buttafuori ci prese i polsi, girandoli, lasciandoci un timbro sopra, ed un cartellino per una bevuta gratuita. Grazie al cielo potevo bere finalmente.

Quando entrammo, venni colpito dalle luci forti, che si alternavano. C'era una luce soffusa ed intima. Le pareti nere. Infondo alla sala un rialzo con la console, dove il dj metteva le canzoni. Sul lato sinistro un bancone per le bevute, e sul destro dei divanetti in pelle neri con i tavolini quadrati bianchi.

Prendemmo postazione ad un tavolino, sedendoci su i divani. Maggie si alzò dirigendosi verso il bancone delle bevute, mentre Anny ed Anthony si scatenavano in pista, beh più che altro ci davano dentro. Rimasi a fissare Maggie che scherzava con il barista, cazzo se mi dava fastidio, e non doveva.

Mi stavo per alzare e andare da lei, quando una ragazza si avvicinò a me. I capelli neri lunghi lisci che sembravano seta, occhi da cerbiatta, una bocca contornata da un rossetto rosso vivo, un top bianco corto, e dei mini shorts in pelle.

"Ti va di ballare?" Mi chiese con voce suadente, piegandosi verso di me, poggiando i palmi sul tavolino
La squadrai, cazzo non era niente male, mi sarei preso la mia rivincita per la serata. Fanculo a Maggie, poteva anche sgolarsi 20 cocktail di fila.

Non mi presi la briga di rispondere, mi alzai, prendendola per il polso attirandola nella pista.
La musica riecheggiava, amplificando il tutto. Attirai la sua schiena contro il
Mio petto, poggiandogli le mani su i fianchi scoperti, facendogli allacciare le braccia intorno al mio collo. Si strusciava contro di me in modo talmente sexy che se non ci fosse stato nessuno, l'avrei già portata in albergo per scoparla.
Si voltò con le braccia ancora intorno al mio collo, cantando la canzone vicino alle mie labbra, ero tanto vicino a baciarla e forse a concludere in bellezza, quando il mio sguardo guizzò nella direzione di Maggie.

Un'impeto di rabbia si propagò dentro di me, strinsi i pugni, contraendo la mascella. Era avvinghiata ad un ragazzo, vicino al bancone, strusciandosi contro di lui, tenendo in mano un cocktail. Si lasciava toccare da quelle mani, lungo il corpo, lasciando che il vestito si alzasse, mostrando le gambe. Quelle gambe che volevo vedere avvolte intorno al mio bacino, e quegli occhi famelici sotto di me, ad implorarmi ancora.

La ragazza di cui non sapevo il nome, non si era accorta di nulla, ballando ancora contro di me. Ma non sentivo più nulla, vedevo solo lei, e la rabbia che mi accecava ad ogni sua mossa contro quel ragazzo.

Mi staccai in modo brusco dalla ragazza, scostandola.

"Ehi dove vai?" La sentii dire in tono offeso, lasciando cadere le braccia lungo i fianchi.

Mi voltai verso il suo viso.
"Mi dispiace, ho da fare" rivelai, vedendola fare spallucce, avvicinandosi ad un altro ragazzo. Le solite ragazze. Ed invece Maggie non era così. Lei era diversa, e per me non doveva essere nulla di più di una scommessa, ma la mia mente era in contrasto.

Mi avviai a passo spedito verso di lei, afferrandola per il polso, facendola staccare da lui.

"Ehi" esclamò scioccata, mordendosi il labbro. Dio se era bella.

"Problemi amico?" Domandò il ragazzo a cui poco prima era avvinghiata. Alzando il mento in segno di sfida.

"No ma tra poco li avrai te, se non te ne vai" andai a muso duro, sentendo l'adrenalina scorrermi nelle vene, e una voglia irrazionale di sferzargli un pugno in pieno viso.

"Chi sei per portarmi via la conquista della sera?" Chiese di nuovo, non avendo recepito il messaggio, mentre Maggie rideva.
Con lei avrei fatto i conti dopo.

A quelle parole, lo presi per il colletto della maglia, facendolo scontrare contro il bancone, vedendo la gente intorno, spostarsi.
"Che cazzo hai detto?" Digrignai i denti. Le nocche erano diventate bianche da quanto lo stringevo, vedendolo affaticato.
"Conquista? Come cazzo ti permetti. Sono il suo ragazzo sei contento? E ora levati dal cazzo se non vuoi ritrovarti con un occhio nero" gridai fuori di me, mentre Maggie mi tocco una spalla, facendomi rilassare, lasciando la presa sul ragazzo.

"Scusa amico, non lo sapevo" si scusò alzando le mani in aria arreso, uscendo dalla mia visuale.

Presi un respiro profondo, chiudendo gli occhi, sbattendo un pugno sul bancone, per cercare di tranquillizzarmi.
Quando mi voltai verso Maggie.
La strattonai per il polso, portandola nel retro fuori, facendole sbattere la schiena contro il muro.

"Ahia stronzo. Mi hai fatta male" canzonò massaggiandosi il polso fragile, mentre i miei occhi erano concentrati su il suo viso.

"Che cazzo volevi fare lì dentro?" Gl'indicai la pista, mentre i suoi occhi si alzarono verso di me, assumendo un espressione contratta ed arrabbiata.

"Cosa vuoi? Chi ti dà il diritto di venirmi a dire cosa devo fare? Non eri a ballare con Betty spaghetti?" Mi rinfacciò quelle parole, come se fossero veleno, che aumentava la mia voglia di baciarla, cazzo se volevo assaggiare quelle labbra. Da quando mi aveva baciato su quell'aereo avevo ancora il suo sapore magnifico, che mi annebbiava completamente.

Un sorriso mi venne naturale, mordendomi il labbro, andandogli più vicino, sentendo il suo respiro farsi irregolare. Lo sapevo che gli facevo effetto, non poteva mentirmi, sopratutto con la dose di alcool.

"Cosa c'è sei gelosa per caso?" Le chiesi, vedendola spalancare gli occhi sorpresa, per poi scoppiare a ridere.

"Di te? Ma perfavore" mi scansò poggiandomi un palmo sul petto, sentendo una scossa. Sapevo che stava mentendo spudoratamente. Glielo leggevo in quelle gemme, e me lo diceva il suo corpo agitato contro il mio.

Le ripresi il polso, bloccandola di nuovo.
"Ma insomma che diavolo vuoi?" Sbottò fuori di se, scuotendo la testa.

Stavo per cedere, ma non potevo cazzo.
"Lo vuoi sapere? Lo vuoi davvero sapere Maggie?" Calcai la domanda, vedendola spostarsi una ciocca ribelle dietro l'orecchio.

Alzò di nuovo gli occhi contro di me, spostandoli su di un punto dietro le mie spalle, come se stesse pensando alla risposta da darmi, per poi incastrarli di nuovo nei miei.

"Si" replicò, poggiandosi di nuovo contro il muro.

Le andai più vicino, scontrando il suo corpo con il mio, premendogli un palmo sul fondoschiena, vedendola irrigidirsi, anche se in quelle gemme leggevo desiderio. Ardevano contro i miei.
Le sfiorai le labbra con le mie, vedendola chiudere gli occhi. Cazzo il suo alito, mi mandava in puttane il cervello.
Mi spostai, accostandomi contro il suo orecchio.
"Questo è per quello che mi hai fatto in pasticceria" le sussurrai, sentendo un sorriso di soddisfazione spuntarmi sul volto.

Quando mi scansò, gettandomi un'occhiataccia ridestandosi, sistemandosi le pieghe del vestito, rientrando dentro senza replicare.

Mia cara, dolce, bellissima Maggie. Dai a Cesare quel che è di Cesare. Prima o poi cadrai, come le tue regole.
Speravo solo di non cadere anche io in quegli occhi che mi fottevano.

Un Pov. Tutto di Brian. Non so come sia venuto, però spero apprezziate.
E come loro ho ballato anche io ascoltando la canzone che ho postato.
Un bacio.

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