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Capitolo 5

Alex.
Quando entro nell'infermieria non trovo nessuno.
È deserta.
Mi siedo su una delle tante poltroncine e mi metto ad aspettare l'infermiera.
Perché, quando ho visto Virginia ridere con quello, ho reagito così?
Che cosa mi è successo?
Il dolore è insopportabile e la ferita è un pò profonda.
Quando vedo la porta aprirsi, mi ritrovo davanti la persona che mi ha procurato questa ferita, Virginia.
-Ehi secchiona, come mai qui?- chiedo ghignando.
-Sono venuta a prendere un pacchetto di ceretti per una ragazza di atletica, babbano.- mi dice dirigendosi ad un armadietto.
Infatti, dopo qualche secondo, mi accorgo che è in legins corti neri e un giacchetto aperto bianco.
-E tu?-.
-Niente di che, ho tirato un pugno al muro e mi sono tagliato, ma non fa male anzi.- mento, per farle vedere quanto sono forte.
-Ti sei fatto male? Fammi vedere.- dice e si avvicina a me con acqua ossigenata e garza.
Prende uno sgabbello e si posiziona davanti a me.
Mi prende delicatamente la mano e si mette a contemplarla.
In modo in cui appoggia le sue lunghe dita sotto la mia mano, sul polso, non mi da fastidio, è rilassante.
Mentre i suoi occhi celesti abbassati, da cui si possono vedere le lunghe ciglia senza mascara, sono molto graziosi, quasi mi usce una risatina per quanto mi pare innocente.
-Ehi mi hai sentito?- mi chiede delicatamente guardandomi negli occhi.
Ero a pochi centimetri...ma cosa vado a pensare?
Non posso immaginare certe cose su un tipo come Virginia!
-Eh scusa non ti stavo sentendo- rispondo allontanandomi.
- Devo disinfettarla prima che si infetti, l'infermiera non farà in tempo, sta ad una riunione-.
- Ok, basta che non fai qualche stupidaggine delle tue.- dico prendendola in giro.
A quelle parole si irrita, mette un pezzo di ovatta sotto e mi getta sulla ferita tanta acqua ossiggenata, provocandomi così un urlo tra i denti.
-Ehehe meno male che non ti faceva male, idiota- mi dice ghignando.
Cazzo quanto odio quando fa quel sorrisino compiaciuto.
Dopo aver tamponato un pò di volte, mi avvolge la mano con della garza e l'appoggia sulla mia gamba.
-Ecco fatto, la prossima volta vedi di non farti così male quando combatti, va bene?- mi dice.
-va bene, mammina- rispondo sghignazzando.
Quando si alza e si avvia verso l'uscita, mi alzo pure io.
-È meglio che esci un pò più tardi, altrimenti penseranno che te la sia spassata con una secchiona- mi dice, girandosi dalla mia parte.
-e pure se fosse?- chiedo, per poi prenderla per mano, con quella ferita.
Lei me la prende e facendo pressione sulla ferita me la toglie, provocandomi un leggero dolore.
- Non montarti troppo la testa, bambinone troppo cresciuto. Ora se non ti dispiace devo allenarmi per la staffetta.- mi risponde e se ne va dalla stanza schiaffeggiandomi la faccia con la coda alta dei suoi capelli.
-Che precisina...- .

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