Capitolo 3
Virginia.
Dopo una quindicina di minuti sono arrivata alla mia meta: il liceo Scientifico Brown.
La struttura è molto grande, ed è circondata da un enorme giardino, ricco di panchine e alberi.
-Virgiiii- sento urlare alle mie spalle e voltandomi vido la mia migliore amica venirmi incontro a braccia aperte.
Si chiama Martina, è più bassa di me (mi arriva alle spalle) ed è molto solare.
I suoi capelli sono biondi ramati e gli occhi marroni.
I suoi capelli sono biondi, mentre i suoi occhi sono marroni.
È molto popolare tra i ragazzi per la sua timidezza e quindi molte nostre compagne la odiano, ma io so che è una persona dal cuore d'oro.
La lezione sarebbe suonata tra circa 10 minuti, allora decido di dirigermi verso la classe, con lei.
Come al solito per i corridoi della scuola è sempre pieno di gente, suddivisi in gradi di popolarità:
-I sovrani, composti da un festaiolo del quinto anno e da un'oca, bionda ossigenata;
-i principi, tra questi guarda caso c'è Alex;
-i sudditi, i tirapiedi dei primi;
- i giullari di corte, quelli che fanno ridere i sovrani con le loro scemate;
-i normali;
-i secchioni, che, da quello che ho capito, ne faccio parte pure io.
Questa è la mia scuola!
Dopo qualche minuto siamo riuscite a entrare in classe, che è per metà piena.
Mi sono seduta al mio amato primo banco vicino la finestra e mi sono messa a leggere un libro per passare il tempo.
Quandi entra la professoressa di storia, la campanella si mette a suonare, e tutti i bianchi sono stati riempiti....tranne due.
Durante l'appello entra in classe il quadretto mancante, composto da Nathaniel, Luca, Giorgio...e Alex.
Questi dopo aver preso la solito ramanzina si vanno a sedere ai propri posti, che si trovano in ultima fila, naturalmente.
-Allora, iniziamo la lezione. Oggi ripasseremo un pò di trigonometria, visto che molti sul compito hanno preso un'insufficienza.-.
-Prof, il compito era difficilissimo!- dice un ragazzo insieme ad altri miei compagni.
-Non era difficile! Ad esempio chi mi sa dire come si calcola l'angolo, di un triangolo retto, sapendo solo quando misurano l'ipotenusa e il lato opposto?- chiede l'insegnante, speranzosa di qualche buona mente.
Alzo timidamente la mano e, dopo aver visto un segno di approvazione della professoressa, risposi:
-Si deve fare: il seno tra il rapporto del lato opposto e l'ipotenusa.- rispondo, ma era più una domanda che un'affermazione.
-Brava signorina Morgan- dice l'insegnante con un grosso sorriso.
La matematica è la mia materia preferita, lo so che molti (anzi tutto il mondo) la odiano, ma, grazie alle spiegazioni della professoressa, me ne sono innamorata.
-...*cof* secchiona *cof*...- sento dietro di me.
Già sapendo chi fosse, per abitudine risposi.
-...*cof*cavernicolo*cof*...- rispondo imitandolo, provocando delle risate contro Alex, mentre qualche suo amico gli dice che l'ho "affondato".
-Questa me la paghi Mogan- mi sfida ghignando, ma feccio finta di niente.
Al termine di cinque lezioni di fila, è ora ti pranzo e il corridoio si riempie subito.
Nella mio liceo c'è una caffetteria una sala mensa molto grande, ed entrambe si trovano nell'ala ovest, quindi per arrivare li ci devo impiegare minimo 10 minuti.
I tavoli come al solito sono tutti pieni e divisi secondo i gradi di popolarità, ma dopo aver fatto una lunga fila, per prendere la roba da mangiare, riesco ad intravere un tavolo libero e, insieme a Martina, mi sono diretta li.
Dopo aver fatto qualche passo mi imbatto con lo sguardo di qualcuno.
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