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Capitolo 16

Virginia.
Perché....perché quel demente è così cretino!?

Mi ha disegnato una faccina che fa la linguaccia e degli omini, sui miei appunti di storia....con una penna!

Che nervi! Voglio prenderlo a ginocchiate e a capocciate!

-Ehi ragazza strana, perché sei più incazzata del solito?- mi chiede il deficiente in questione.

-Sai, qualcuno mi ha appena rovinato un lavoro di due ore senza sosta e pensa un po', quel qualcuno sei proprio te!- gli rispondo, alzandomi dalla sedia e puntandogli un dito contro.

-Dai non essere arrabbiata, almeno non dovrai decifrare la tua orribile calligrafia...-.

Se trovate il corpo di questo mongoloide, steso per terra, senza vita e con 50 coltellate sul petto...non sono stata io.

-Senti già oggi è brutta giornata, non ti ci mettere pure te!- lo rimprovero, avvicinandomi sempre di più e fulminandolo con lo sguardo.

-Ok, ok...che oggi è periodo?-.

-Ahhhhh che nervi!- urlo, per poi andarmene.

Preferisco studiare in biblioteca, che vicino a lui...almeno non ho i suoi occhi che mi fissano mentre studio.

Non so il perché, ma ogni volta che leggo un libro o ripasso qualcosa, lui si mette a braccia conserte sul banco, appoggiandoci la testa e osservandomi.
Un giorno gli ho chiesto il motivo, ma lui ha subito cambiato argomento...è proprio un tipo strano.

-Nooo non andare!- mi supplica, con occhi da cerbiatto.

-e perché? Dimmi il motivo?-.

Non so il perché oggi io sia così scontrosa...
È da quando ho visto Alex scherzare di prima mattina, con una ragazza a me sconosciuta, che provo un profondo odio per lui.

Sei gelosa...
Non sono gelosa, non è la prima volta che vedo Aleaxander flirtare, con un'altra persona...

-Perché...- inizia a dire, ma viene subito interrotto.

-Ragazzi, mettetevi seduti, inizia la lezione. Oggi devo interrogare delle persone, quindi ripassate mentre mi appunto qualcosa- dice il professore di latino.

Merda, non ho avuto il tempo di ripassare alla perfezione!
Ma se è da due settimane che lo stai ripassando!
Si, però sono ansiosa, questa è l'ultima interrogazione.

-Bene, bene...interroghiamo la signorina Morgan!- annuncia, sorridendomi.

Cazzo ridi...

-Sei preparata?- mi bisbiglia Alex.

-Non lo so...ho paura di sbagliare-.

-Inizi?- mi chiede il professore.

-Si, ehm gli esponenti più importanti del Rinascimento sono ehm...mh...-.

Oddio lo sapevo mi sono impanicata!
Mi sto torturando le mani sotto il banco...aspetta.

Perché sento qualcosa di caldo sfiorarmele?!
No, ora sento qualcosa che mi prende la mano...

Abbasso lo sguardo velocemente e vedo una cosa stranissima: Alex mi sta tenendo la mano.

Lo guardo con la coda dell'occhio e vedo che si trova nella stessa posizione in cui mi stava fissando prima, ma questa volta ha lo sguardo verso la finestra.

Ha le gote leggermente rosse.

Ho il cuore che batte a mille(più di prima) e tantissimi brividi lungo la schiena.

Si avvicina un po' di più con la sedia, senza distogliere lo sguardo dal panorama e intreccia le sue dita con le mie.

Ok...mi si è fermato il cuore.
Questa sensazione, però, non è male.
Non mi sento insicura o ansiosa, ora so di potercela fare.

Ricomincio a parlare, senza fermarmi un attimo, dicendo tutto ciò che ho studiato e senza alcun esitazione.

Durante tutta l'interrogazione ho stretto la mano di Alex e...non sapete quanto io sia felice in questo momento.

È calda e un pochino più grande della mia, la stretta è molto forte e non mi ha lasciato nemmeno un secondo.

-Perfetto Morgan, non so il perché abbia tentennato un po' all'inizio, ma è andata abbastanza bene. Ora apriti il libro a pagina 367, iniziamo la colonizzazione...- dice il professore.

Meno male è andata bene...forse è meglio che gli lascio la mano.

-No...ferma- mi sussura Alex, stringendomi ancora di più la mano.

Sta ancora guardando fuori dalla finestra.
Io non dico niente, ho il cuore che batte a mille. Vorrei prendere appunti, ma la mia mano destra è bloccata e non ho ancora acquistato la dote di scrivere anche con la mano sinistra.

Quando l'ora finisce, suona la ricreazione...non voglio lasciargli la mano.

-Ehi amico, andiamo fuori?- chiede Giorgio ad Alex.

Ma questi sono inseparabili, se deve fumare uno fuma pure l'altro e se deve andare in bagno uno l'altro lo segue a ruota...neanche io e Mary facciamo così.

-Si...- risponde alzandosi e...lasciandomi la mano.

La sento fredda e vuota.

-Vivviiiii andiamo a bere un cappuccinooo?-mi chiede Martina, venendomi incontro.

-Si certo-.

-Come mai eri un po' spaesata prima, durante la ricreazione?- mi chiede, prendendomi sotto braccio.

-Le solite cose: ansia, paura...-.

-Alex?-.

-Alex...Alex? Che centra lui?- le chiedo guardandola.

Riecco il suo sorrisino malizioso.

-Lui non centra niente questa volta- mi continua a chidere, senza cambiare espressione.

-Ehm...no-.

-Se lo dici tu! Ora andiamo, che ci aspetta la nostra dose di caffeina quotidiana!-.

Ci incamminiamo verso il bar e vediamo la puttana strusciarsi su un ragazzo, purtroppo molto carino.

-Ehi Virginia ti sei vendicata alla fine?- mi chiede, continuando a guardarla.

-Non ancora...anzi, lo faccio adesso-

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