13. Chiarirsi
Louis rimase fermo nella stessa posizione per parecchio tempo, mentre gli altri clienti del negozio passavano e lo guardavano con un misto di compassione e di indifferenza.
Era ormai sul punto di prendere il suo cellulare e chiamare a casa, per farsi venire a prendere, quando Harry e Pongo tornarono.
Il cane gli saltò in grembo, ma lo sguardo che gli rivolse era carico di canino rimprovero.
" Quale pallina è più adatta a Pongo?" sussurrò Louis a disagio.
" È uguale, a lui piace tutto..." rispose atono Harry.
Il conte, allora, con enorme fatica, cercò di prendere una palla azzurra, ma, a causa del suo handicap, non ci riuscì.
Lasciò quindi ricadere il braccio e, cosa che non gli era mai capitata prima, cominciò a piangere silenziosamente.
Pianse per la sua vita rovinata, per la sua solitudine e per sentirsi così inutile.
Harry, allora, si inginocchiò vicino alla sedia a rotelle e disse:
" Louis, lascia che il tuo cuore torni a palpitare di gioia, non essere così scostante e cattivo con chi ti è vicino e ti vuole aiutare "
" Chi mi sta vicino lo fa solo perché viene pagato da me " rispose Louis con occhi tristi.
" Pongo non riceve alcun soldo da te e io...io ti aiuterei anche gratis, certo....povero come sono ho bisogno di una casa e di qualcosa da mangiare..." sussurrò il riccio, in imbarazzo.
Il conte sorrise e si asciugò gli occhi, dicendo:
" Grazie, ora l'ho capito. Quando abbiamo finito qui, voglio andare a comprarti un cellulare e anche qualche vestito...quelli che indossi sono fuori moda "
Harry fu sul punto di protestare, ma poi capì che quello era il modo di Louis per chiedergli perdono.
Allora si rialzò ed esclamò:
" Va bene, come vuoi e per Pongo desideri la palla azzurra?"
" Sì " rispose Louis felice " e anche il maialino, il pollo e la bistecca di gomma e anche un bel po' di ossa da rosicchiare "
Alla fine uscirono dal negozio con sei sacchetti pieni di roba, compresi croccantini e biscotti.
Harry mise a Pongo il guinzaglio nuovo e, dopo aver fatto sedere Louis sul sedile, gli pose in braccio il cane e caricò la sedia a rotelle nel bagagliaio.
" Allora, signore, dove dobbiamo andare?" chiese Harry, tornando a dare del lei al conte e avviando la macchina.
" Dammi pure del tu e chiamami per nome, riccio. Ti do io le indicazioni, andiamo nei negozi dove mi recavo di solito, quando stavo...stavo bene..." rispose Louis.
" Cosa ti è successo alle gambe? Se...se posso chiedere " sussurrò il riccio.
Il conte rimase zitto e volse lo sguardo al paesaggio fuori dal finestrino.
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