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Capitolo 32: ancora più unite

MODIFICATO

<<Come sarebbe a dire una colica spastica?!>> esclamai alterata. Luca mi mise le mani sulle spalle per trattenermi, ma fremevo di rabbia.
<<Sarebbe a dire che ha una colica spastica>>ribatté Mauro. <<Probabilmente avrà preso freddo>>
<<Hai chiamato il veterinario?>>
Annuì.
<<Gli hai spiegato cos'ha?>>
Annuì di nuovo.
<<Hai...>>
<<Ho fatto tutto quello che dovevo e potevo fare>> mi bloccò.
Sospirai e mi massaggiai le tempie.
Mauro mi mise una mano sulla testa. <<Non preoccuparti, le coliche spastiche sono tra le più dolorose, ma non tra le più gravi>>
<<Ma come può averla presa?>> mi chiesi a mezza voce.
Il mio istruttore ci pensò su. <<Come ho detto, potrebbe aver preso freddo; magari gli si è asciugato il sudore addosso. Ma non capisco, fino alla gara stava bene...>>
In un lampo di comprensione capii. <<Matteo>> ringhiai. <<È stato lui>>
Luca strinse i pugni. <<Questa non la passerà liscia>>
<<Prima però dobbiamo pensare a Dorinne>> lo feci ragionare. Annuì ed entrai nuovamente nel box.
La cavalla era ancora stesa a terra col respiro pesante. <<Ehi piccola>> sussurrai, accarezzandole il muso. <<Non è niente di grave, sta tranquilla; farà solo un po' male, ma presto passerà. Il veterinario sta arrivando, così ti farà passare il dolore, va bene?>>
Continuai a parlarle ininterrottamente, sperando di distrarla, quando finalmente udii la voce del veterinario fuori dal box. Feci un'ultima carezza a Dorinne ed uscii, trovando rifugio nelle braccia forti del mio ragazzo.
Mi baciò sui capelli, rassicurandomi. <<Vedrai che starà bene>>
Annuii, non del tutto convinta, e mi rassegnai ad aspettare che uscisse il veterinario.

~

Quando l'uomo uscì dal box quasi lo aggredii. <<Come sta Dorinne?>>
Mi sorrise rassicurante. <<Le ho dato un sedativo e un antidolorifico, per alleviare il dolore; si sveglierà tra circa un'ora. Se la caverà, ma avrà bisogno di riposo. Quando sarà guarita, non metterla subito sotto pressione: allenala gradatamente e senza farla sforzare più di tanto. Vedrai che tornerà presto quella di prima>>
Annuii, sospirando per il sollievo. <<Grazie mille>>
Mi mise una mano sulla spalla e si allontanò, dirigendosi verso il mio istruttore per, supposi, prescrivergli le medicine da somministrare alla cavalla.
Mi affacciai all'interno del box e la vidi dormire tranquillamente, con il respiro calmo e regolare e questo fece cessare la mia preoccupazione, anche se non la mia rabbia: Matteo avrebbe pagato.
Due braccia forti mi cinsero i fianchi da dietro, facendomi socchiudere gli occhi. <<È andato tutto bene, alla fine>>
<<Non è ancora finita>> ringhiai.
Luca intuì al volo cosa mi passava per la testa. <<Chiama Rebecca, rassicurala e fatti dare l'indirizzo di casa sua. Io prendo la moto>>
Annuii, prendendo il telefono. Dopo alcuni minuti raggiunsi Lu nel parcheggio, non prima di aver fatto una carezza lieve a Dorinne.
Gli diedi l'indirizzo e gli riferii quello che Becca aveva detto a me: <<Matteo ha due anni più di te, lavora in un bar in centro e vive da solo con un suo amico... su questo siamo fortunati: non sarebbe il massimo affrontarlo quando ci sono anche i suoi genitori>>
Lu non poté che essere d'accordo con me.
Appena arrivati davanti alla casa di Matteo, Luca si precipitò davanti alla porta e ci sbatté la mano sopra.
<<Usare il campanello è fuori moda per te?>> chiesi affiancandolo.
Mi guadagnai un'occhiataccia. <<Non fare troppo la saputella, piccola. Sono talmente infuriato che la butterei giù anziché aspettate che quel coglione venga ad aprirci>> replicò stringendo i pugni.
Posai una mano sopra la sua e la accarezzai dolcemente col pollice. Anche io ero piena di rabbia, ma riuscivo a gestirla meglio. O questo era quello che credevo...
Matteo venne ad aprirci dopo un paio di minuti e, se anche fosse sorpreso di vederci li, non lo diede a vedere. Anzi, si poggiò sullo stipite della porta con la spalla, incrociando gambe e braccia con fare arrogante. <<Desiderate?>> chiese sfacciato.
Mollai la mano di Luca e gli puntai un dito contro. <<Sei stato tu! Tu non hai lavato Dorinne, l'hai semplicemente rimessa nel box tutta sudata, ed è per colpa tua se adesso ha una colica>> gli gridai contro.
L'unica cosa che fece su alzare un sopracciglio mentre ghignava divertito. <<Ops... non le ho fatto la doccia? Che sbadato!>>
"Eh no, idiota, questa non la passi liscia".
Prima che se ne accorgesse, l'avevo spinto all'interno e lo stavo letteralmente prendendo a schiaffi in faccia, aggiungendo anche qualche pugno nello stomaco, sebbene non potessi eguagliare la sua forza.
Luca entrò subito dopo di me, chiudendo la porta e guardandosi intorno. Notai di sfuggita che c'era anche un altro ragazzo, steso sul divano a guardare la TV.
Matteo mi spinse indietro e riuscì ad allontanarmi per qualche istante. <<Rob, maledizione non startene lì impalato>> urlò al ragazzo mentre io ritornavo all'attacco con più foga di prima.
Luca gli si avvicinò minaccioso, ma lui alzò le mani. <<Non voglio immischiarti in cose che non mi riguardano>> replicò.
Ancora Matteo mi allontanò da sé. <<Rob!>>
<<No fratello, stavolta l'hai fatta grossa, ed io non ho voglia di fare a pugni per salvarti il culo da una cosa del genere. Cavatela da solo>> dopodiché salì le scale che portavano al piano di sopra. Si fermò un secondo, voltandosi verso il mio ragazzo. <<Ah, solo un favore ti chiedo: non rompere niente>> e sparì alla vista.
Aggredii Matteo nuovamente, ma stavolta non si fece trovare impreparato e mi tirò uno schiaffo, tirandomi a terra per capelli. Strinsi i denti e mi rifiutai di emettere un solo suono, mentre rotolavo dolorosamente per terra.
<<Brutto bastardo>> Luca si gettò su di lui con un ringhio e iniziarono a picchiarsi violentemente. Matteo, sebbene più grande e muscoloso, non riusciva a tenere a bada la forza di Lu, amplificata dalla rabbia che stava provando in quel momento. <<Prova solo a sfiorarla di nuovo e non esci vivo da questa casa>> gli urlò.
Lo stava massacrando.
"Devo fermarlo, o stavolta lo ucciderà sul serio" pensai preoccupata.
Matteo adesso era a terra e il mio ragazzo lo sovrastava. Misi una mano sul suo braccio prima che gli tirasse l'ennesimo pugno. <<Lu basta, ha avuto quello che si meritava. Ora andiamo>>
Luca, una volta in piedi, si voltò verso di me con gli occhi rossi di rabbia. <<Ti ha fatto male?>> chiese a bassa voce, cercando di trattenersi.
<<Sto bene, non devi preoccuparti>>
Era scettico, lo vedevo. Allora gli presi piano il volto tra le mani, per non fargli male dopo i colpi (pochi per fortuna) che aveva ricevuto, e lo baciai dolcemente. <<Sto bene, amore mio>> ripetei.
Mi strinse a sé, prima di voltarsi verso Matteo, guardarlo con disprezzo e uscire dalla casa trascinandomi con sé. Quando si fermò vicino alla moto riuscii ad esaminare meglio il suo volto: fortunatamente aveva solo un labbro spaccato e una piccola ferita sullo zigomo destro.
Si accorse del mio sguardo indagatore e sorrise, prendendo le mie mani, che vagavano sul suo volto, tra le sue, baciandole. <<Smettila di guardarmi in quel modo, mi ha solo sfiorato>> sussurrò.
<<Mmh...>> feci poco convinta. <<Comunque questi tagli vanno disinfettati>>
Alzò gli occhi al cielo. <<D'accordo, lo farai una volta a casa; ora andiamo al maneggio per vedere come sta Dorinne. E poi voglio salutare Silver, è da un paio di giorni che non lo monto>>
Annuii sbuffando e tornammo in scuderia. Con mia sorpresa trovammo lì le nostre famiglie, Rebecca e Lisa.
<<Cosa ci fate qui?>> chiesi appena scesi dalla moto e mi tolsi il casco.
Mi rispose Lisa. <<Eravamo preoccupate per Dorinne>>
<<E poi... ci sarebbe una sorpresa>> mi sorrise Sof. Mi prese per mano e iniziò a trascinarmi. <<Dai muoviti!>>
<<Sof! Diamine, ma che stai facendo?!>> sbottai, faticando a seguirla. Mi spinse letteralmente dentro il box di Dorinne, dove fortunatamente la cavalla stava in piedi e leccava con gusto un blocco di sale. Nitrì appena mi vide e mi venne incontro piano, come se fosse stanca.
<<Buona piccola peste, non ti sforzare>> mormorai avvicinandomi ed accarezzandole il ciuffo. Mi girai verso l'esterno e notai Mauro che ci guardava assieme a tutti gli altri.
<<Come sta?>> chiesi.
<<Il dolore sembra essere passato; con le medicine che ha prescritto il veterinario dovrebbe passare presto. Comunque, ci ha raccomandato di tenerla a riposo almeno 3 settimane, dopodiché potremo ricominciare a farla lavorare>> mi rassicurò.
<<Bene>> commentai. <<Ora mi piegate cos'è questa sorpresa??>> chiesi impaziente.
Rebecca e Lisa scoccarono un'occhiataccia a Sofia, che alzò le spalle con fare innocente. Mia madre ridacchiò. <<Sofia avrebbe dovuto tenere la bocca chiusa, ma ora non si può più rimandare>> mi sorrise. <<Avremmo voluto fartela appena tornati qui, ma è successo questo trambusto, tra il braccio di Giacomo e la colica di Dorinne; però non si può aspettare>>
Stava facendo troppi giri di parole per i miei gusti.
<<Insomma>> prese la parola Lisa. <<Quello che stiamo cercando di dirti è che... Mauro ti ha fatto un regalo>> Ancora.
Mi voltai supplicante verso Mauro, pregandolo di dirmelo direttamente. <<Allora? In cosa consiste questo regalo?>>
Alzò le spalle. <<Dorinne>> disse soltanto.
"Okay, Dorinne... mi sta prendendo in giro..."
<<Non scherzare Mauro>> lo rimproverai.
<<Non sto scherzando>> replicò tranquillo.
"CHE COSA?!"
<<Piccola>> annunciò Lu. <<Sono felice di darti la notizia che il nostro caro istruttore ha 'venduto' Dorinne al prezzo di €0 alla tua famiglia, che poi l'ha regalata a te. Quindi, dopo tutto questo ragionamento, alla fine della giostra... adesso Dorinne appartiene a te>>
Lo guardai per un secondo, sbattendo le palpebre, poi passai a Mauro che mi stava sorridendo. E allora non potei fare a meno di gettargli le braccia al collo.
<<Non ci posso credere!>> esclamai mentre le lacrime lasciavano i miei occhi.
<<Credici ragazza>> replicò lui, accarezzandomi i capelli. <<Tu e Dorinne siete ormai una cosa sola. Non mi sembrava giusto tenervi separate, sebbene solo formalmente>>
Mi staccai e raggiunsi la cavalla, che alzò fiera la testa. <<No Mauro>> mormorai. <<Non siamo una cosa sola: lei è troppo unica e speciale per poter essere unita a chiunque. Siamo due metà che combaciano alla perfezione. E per questo non smetterò mai di ringraziarti per averci legate ancora di più>>

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