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Una parte di me che non avevo mai visto

Mentre leggete se volete vi consigliamo di ascoltare la canzone ALL I WANT dei KODALINE
Ci si legge a fine capitolo




-Quindi quanto dovrebbe rimanere qui?- In quel momento non si riusciva a capire se lo sceriffo fosse irritato o incuriosito, forse era entrambe le cose in quanto non gli era mai passato per la testa di ospitare Derek Hale nella propria casa.
I due Stilinski si erano spostati in cucina dopo che il padre era tornato, su richiesta del figlio, al piano di sotto in modo da spiegargli il motivo per cui avrebbero ospitato il mannaro: il loft necessitava alcuni lavori prima di essere nuovamente abitabile.
Almeno questa era la scusa che avevano deciso di rifilargli per giustificare la permanenza di Derek a casa loro.
Jhon aveva esaminato la situazione da buon sceriffo qual era, aveva esaminato i lati positivi e negativi di quella convivenza forzata e, a conti fatti, dichiarò che non era una brutta idea anche se doveva ammettere che quel comportamento da parte del figlio lo rendeva dubbioso, dubbioso che i due fossero in combutta per nascondergli qualcosa... ma decise di sorvolare su questo fattore in quanto era consapevole che, se Derek rimaneva al fianco del suo logorroico e iperattivo figlio con quelle chimere in circolazione allora questo era al sicuro.
-Non so di preciso per quanto tempo dovrà rimanere qui con noi almeno fino a che il suo loft non sarà pronto-
Gli occhi color ambra di Stiles erano puntati sul padre, il suo sguardo era ansioso e speranzoso in attesa di una risposta dal padre, non aveva mai amato mentirgli però alcune volte era necessario per l'incolumità di tutti quanti.
-Va bene, può rimanere-
Il liceale si fermò per un istante a pensare, avrebbero dormito nella stessa stanza, magari nello stesso letto quindi si limitò ad annuire confuso e imbarazzato, mentre lasciava vagare una mano sul retro della nuca fingendo di lisciarsi quei capelli ribelli.
-Okay. Mi raccomando-
Detto ciò lo sceriffo se ne andò dalla stanza lasciando lì il figlio con un'espressione persa in viso, che diavolo intendeva con quella frase suo padre? 
-Papà! Cosa intendevi?! Papà!-
Non ricevendo risposta Stiles sbuffò lasciando cadere le braccia vicino alle gambe, producendo così un rumore leggero accompagnato da uno sbuffo prima di muovere i piedi per andare degli altri due uomini che, al momento, si trovavano in salotto. Dalla cucina Stiles poté osservare il divano che era stato occupato dai due, la scena che gli si presentò gli scaldò il cuore: lo sceriffo parlava animatamente e Derek rimaneva in silenzio mentre annuiva alle domande dell'altro con interesse.
Una volta entrato nella stanza, Stiles decise di rimanere in silenzio consapevole che il lupo lo avrebbe sentito subito, ma lo sceriffo fu più veloce dell'altro spostando lo sguardo da Derek a lui sorridendogli in modo caldo ed invitante.
-Gli ho già detto che va bene se si ferma da noi-
Stiles, era ancora fermo e in silenzio alternando lo sguardo da uno all'altro annuendo felice, non aveva bisogno di parole in quel momento bastavano i suoi grandi occhi pieni di gratitudine e dolcezza. Lo stomaco del giovane attirò l'attenzione ricordandogli di guardare l'orario, era ora di pranzo e lui doveva ancora iniziare a preparare qualcosa di commestibile.
-Derek, che ne dici di darmi una mano con il pranzo? Così almeno vedi dove si trovano i vari attrezzi del mestiere.-
Il mannaro si alzò dal divano seguendo il ragazzo in cucina senza aprire bocca, non voleva rimanere nuovamente da solo con lo sceriffo il quale aveva frainteso il motivo per cui il  lupo aveva deciso di restare a casa del ragazzo e non da altri.

Derek non fece a tempo ad entrare nella cucina spaziosa che venne subito assillato di domande da parte dell'umano che lo seguirono anche quando andò a sedersi su una delle sedie poste attorno al tavolo.
Derek aveva imparato a conoscere la testardaggine del ragazzo, non avrebbe smesso sino a quando non gli avrebbe detto per filo e per segno ciò di cui aveva appena dialogato con il padre... il lupo sospirò affranto, aveva sentito perfettamente le parole che lo sceriffo aveva detto al figlio quindi si decise di guardare male l'altro per farlo zittire così da radunare i pensieri e poter finalmente parlare anche lui senza la voce dell'altro come sottofondo.
-Allora cosa ti ha detto mio padre prima? Dalla sua espressione mentre ti parlava dubito che abbia solo confermato il fatto che puoi rimanere da noi-
Stiles si zittì sbattendo in modo continuo il piede a terra, incapace di rimanere fermo per più di cinque secondi.
-...Per fartela breve tuo padre pensa che noi ci stiamo frequentando ed è per questo secondo lui che ho chiesto proprio a te di ospitarmi, di conseguenza ha detto che se ti nuocerò in qualsiasi modo mi ha avvertito di aver caricato la sua pistola con proiettili d'argento-.
Stiles nell'ascoltare quelle parole sentì le guance imporporarsi e strabuzzò gli occhi incredulo di fronte a ciò che aveva appena sentito uscire dalla bocca di Derek.
Suo padre non poteva seriamente pensare che loro due si stessero frequentando in QUEL senso, di certo Derek avrebe potuto frequentarsi con una persona qualsiasi migliore di lui, come gli era venuto in mente che quel lupo musone potesse interessarsi in quel senso a lui.
Il fatto che la cosa non gli desse fastidio dato che, in quel breve periodo di convivenza con il moro, aveva iniziato ad osservarlo sotto una nuova luce con un rinnovato interesse nei suoi confronti non c'entrava assolutamente niente.
Derek percependo e vedendo l'imbarazzo del ragazzo si girò a guardarlo notando come le guance si fossero leggermente tinte in una delicata sfumatura di rosso, decise di cambiare argomento, in fondo la cosa metteva in imbarazzo pure lui.
–Allora...Cosa prepariamo per pranzo? Sento lo stomaco di tuo padre brontolare da qui-
Stiles a quelle parole sembrò tornare in sé uscendo da quello stato di trance in cui sembrava caduto e rispose
-Fammi vedere cosa c'è in frigo... Da quando mi sono "trasferito" nel tuo loft non ho più fatto caso a quali alimenti mancassero e quali no. Vediamo cosa riesco ad utilizzare...-
Nel mentre che il castano rovistava nell'elettrodomestico semivuoto, Derek si ritrovò a fissare come il corpo del ragazzo nel muoversi fosse cambiato diventando tonico e flessuoso, partendo dalle spalle ora più robuste e larghe che guizzavano ad ogni suo movimento, scendendo per la schiena all'apparenza robusta coperta come al solito da una delle sue immancabili camicie, quel giorno, a scacchi bianca e rossa, per arrivare poi ai glutei, fasciati alla perfezione dai pantaloni della tuta, che davano l'impressione di essere sodi, giungendo alla conclusione che sarebbe stato interessante vederlo muoversi per altri motivi, assai più piacevoli che cercare gli ingredienti per il pranzo.
Quando ebbe realizzato tali pensieri si diede dell'idiota per aver pensato a Stiles in quel senso, non che il ragazzo fosse da scartare data la sua precedente analisi ma si stava pur sempre parlando di Stiles, il ragazzino logorroico che con la sua parlantina gli faceva venire la maggior parte delle volte terribili mal di testa.
Quando il figlio dello sceriffo riemerse dal frigo reggeva in mano un contenitore, che all'interno custodiva verdure già tagliate a pezzetti dall'aspetto buonissimo.
-Bene lupone, oggi si mangerà pasta con verdure grigliate, che ne dici?-
-Per me va bene, basta che dopo ci sia della carne-
-Ok, vedrò che posso fare con quello che abbiamo-
Il lupo guardò il giovane che abbassò lo sguardo su quel contenitore mentre se lo rigirava imbarazzato tra le mani, così allungò una mano verso il giovane aprendo la mano in attesa
-Dammi quelle verdure, di certo non si grigliano da sole...-
Così dicendo i due iniziarono a cucinare in un'atmosfera leggera e delicata mentre lo sceriffo, che stava guardando una partita di baseball, ogni tanto dalla sua posizione sul divano sbirciava curioso cosa combinassero quei due da soli in cucina.

Il pranzo si era concluso abbastanza bene, John aveva fatto qualche domanda riguardo ai lavori del loft a cui Derek rispose in modo sicuro senza insospettire lo sceriffo, parlarono di come il branco stesse cerando di organizzare un piano per salvare Lydia da Eichen House e John si propose di parlare con la madre della Banshee se poteva essere d'aiuto a loro.
Vennero anche a sapere che John, l'indomani prima di pranzo, sarebbe tornato in servizio dato che stava meglio, notizia che venne ben accolta dai due ragazzi visto che avrebbero potuto sfruttare il pomeriggio per trovare un modo per fermare le chimere dato che il sorbo con loro come avevano già avuto modo di testare non funzionava.


                                                                           ***

Nel pomeriggio, Derek e Stiles si erano diretti nvuovamente al loft per prendere altri oggetti personali per la permanenza del mannaro in casa Stilinski.
Jhon ne avrbbe approfittato per andare in centrale e farsi aggiornare da Parrish su quello che lo attendeva il giorno dopo a lavoro.
Durante il viaggio di ritorno Stiles non poteva fare altro se non pensare ai motivi che potessero aver portato il padre a pensare che i due si frequentassero... inconsciamente non voleva dare peso a quelle parole eppure non riusciva a smettere di pensarci.
Cosa aveva fatto credere al padre che tra lui e Derek ci fosse del tenero?
Il lupo, notando l'insolito mutismo del ragazzo, capì subito che il liceale aveva la testa altrove.
-Stiles, cosa c'è che non va?-
Il ragazzo si ripresosi dal suo mutismo scuotendo la testa, girò lo sguardo verso l'altro e soppesò cosa rispondergli.
-Cosa? No, niente, niente... -
Derek lo guardò alzando un sopracciglio rimanendo serio di fronte a quella bugia mal detta.
-Stiles... sono un lupo mannaro e tu sei seduto a pochi centimetri da me... sento che c'è qualcosa che non va e che, di conseguenza, mi stai mentendo.-
Il ragazzo si massaggiò le mani visibilmente agitato, sapeva che non doveva mentire ad un lupo mannaro ma era più forte di lui.
-Niente di importante, davvero. Stavo pensando a quello che ha detto prima mio padre...-
Derek rimase in silenzio consapevole che il ragazzo avesse bisogno di sfogarsi, non aveva bisogno di parlare con lui, bastava la sua sola presenza
-Ma a te non va di sapere perché mio padre la pensa così?-
Al lupo non importava ciò che pensavano gli altri, aveva smesso di interessarsi di quello anni e anni prima così negò con la testa tornando ad ascoltare la voce agitata dell'altro che però si tranquillizzò di fronte alla sua calma
-Hai ragione forse dovrei lasciar perdere... e poi  abbiamo cose più importanti adesso a cui pensare, ad esempio Lydia e a come tenere il più possibile lontano Theo e il suo seguito da casa mia.-
-Appunto. Comunque non ti devi preoccupare, non permetterò a Theo di avvicinarsi ancora a casa tua-
Stiles si girò per guardare in viso Derek che non distolse gli occhi dalla strada, la sua espressione era diventata ora seria e fredda mentre le mani si erano strette, ferme, attorno al volante dell'auto.
Il figlio dello sceriffo era contento che ci fosse anche Derek ad aiutarli, quell'ultima frase gli aveva scaldato il petto, anche se non lo avrebbe mai ammesso nemmeno sotto tortura.
Il moro aveva notato che a quelle parole il castano si era un pochino rilassato, era felice di essere di nuovo lì con il branco ed era felice al pensiero che Stiles si fidasse di lui.
Anche se di certo non aveva intenzione di dirlo ad alta voce e non capiva perché poi gli importasse in particolar modo la fiducia del ragazzo.
Ancora si meravigliava, solo al pensiero, dell'effetto calmante che le sue parole avevano avuto su Stiles, avendo percepito come i battiti del cuore di lui si fossero calmati a tal punto da essere un suono leggero e gradito alle orecchie del lupo.

                                                                              ***

Arrivati a casa Stilinski e saliti in camera di Stiles, il moro sistemò ciò che aveva recuperato dal loft nella camera che avrebbe condiviso con il castano.
Accanto al letto di Stiles, dato che la stanza era abbastanza capiente, era stata posta una brandina abbastanza grande da accogliere il corpo ben piazzato del mannaro con sopra degli asciugamani.
-Quelli sono tuoi Derek. Se te ne servono altri poi chiedi pure a Stiles- disse lo sceriffo che era sulla soglia della porta della camera seguendo ogni movimento di Derek e del figlio.
-Grazie Sceriffo- disse a sua volta Derek, John fece un cenno d'assenso con la testa, rivolgendogli anche l'accenno di un lieve sorriso.
Stiles che era rimasto seduto sul suo letto ad osservare quella piccola scena tra il lupo e il padre per tutto il tempo, pensò che da quando era tornato Derek erano cambiate un po' di cose.
Prima il moro aveva avuto a che fare con lo sceriffo solo perché ricercato per l'omicidio della sorella e in gran parte quella era stata colpa sua e di Scott avendolo accusato ritenendolo morto dopo che erano stati attaccati da Peter ma quelli erano particolari, Derek alla fine era stato rilasciato dato che le prove non portavano a lui.
Se Stiles voleva essere proprio sincero con se stesso, Derek lo aveva sempre incuriosito ma a tratti lo aveva anche un po' spaventato... più che altro lo avevano spaventato le sue entrate ad effetto che quasi ogni volta gli facevano prendere dei colpi al cuore dato che lo coglievano di sorpresa. Però, dato che questa volta voleva essere sincero con se stesso, doveva anche ammettere che delle volte in cui il lupo aveva seriamente rischiato la vita si era preoccupato per lui nonostante non lo avrebbe mai ammesso.
Venne riportato velocemente alla realtà dalla voce del padre
-Figliolo, io tra poco esco e non ci sarò per cena-
-Perché? Dove vai?- rispose incuriosito e un attimo spaesato.
-Mi vedo con Natalie. Mentre eravate al loft l'ho chiamata per cenare fuori insieme e fare due chiacchere, così guardo se posso fare qualcosa per convincerla a portare Lydia via da Eichen House-
-Ah, okay. Va bene. Grazie, serve davvero tutto l'aiuto possibile perché deve uscire di lì al più presto-
Stiles rabbrividì solo al ricordo di quando era stato in quel posto con una volpe millenaria che gli frugava in testa.
-Si, e senza il permesso della Sig. Martin non sarà facile- s'intromise nella conversazione Derek, che nel frattempo aveva finito di sistemare le sue cose e si era seduto sopra a quello che d'ora in avanti sarebbe stato il suo letto, avendo notato il breve cambiamento d'umore di Stiles
-Allora spero di convincerla. A dopo ragazzi-
Detto questo lo sceriffo scese al piano di sotto recuperando telefono e chiavi della macchina per poi uscire di casa seguito da un "Ciao e buona fortuna!" gridato dal figlio prima di chiudersi la porta alle spalle con un sorriso sulle labbra.

                                                                              ***

La serata, dopo che Jhon se ne fu andato per incontrarsi con la madre di Lydia, passò abbastanza tranquillamente a casa Stilinki.
I due ragazzi rimasti soli in camera del castano si divisero, Derek decise di farsi una doccia per liberarsi la mente da tutto quello stress accumulatosi in quei giorni, mentre Stiles si diresse al piano di sotto, più precisamente in cucina per preparare qualcosa da mettere sotto i denti, in fondo orami era ora di cena pure per loro.
Una volta in cucina, intento rovistare nel caricare di assemblare qualcosa per cena, si rese conto che sarebbe passato ancora un po' di tempo prima che il suo ospite se ne andasse da lì e se da una parte voleva tornare il prima possibile alla normalità da l'altra era contento di passare del tempo con il lupo, anche se questa cosa lo tormentava perché non ne capiva il motivo. Non capiva perché si sentisse così al sicuro con Derek al suo fianco però era la verità. Il più giovane scacciò via quel pensiero e tornò alla realtà, non doveva pensarci.
Uscendo dalla cucina salì le scale per avvisare il Lupo che la cena fosse pronta. Nel mentre Derek si era già cambiato e stava raggiungendo il castano che aveva iniziato a scendere le scale all'indietro per aver la possibilità di guardare in faccia Derek mentre parlavano.
-Dici che Theo si presenterà qua?-
-Non credo sia così stupido da volermi affrontare. Ti preoccupa di quello che potrebbe farti?-  
-Non a me, a mio padre...- si rabbuiò per un attimo il ragazzo
-Non ci pensare adesso.... STILES!- il figlio dello sceriffo inciampò sui suoi stessi piedi, stava per cadere dalle scale quando l'ex-Alpha lo prese al volo da un braccio e lo tirò a se mettendogli poi un braccio dietro alla schiena per tenerlo ben saldo ed assicurarsi che non cadesse.
I due si trovarono così faccia a faccia una lontana pochi centimetri dall'altra. Gli occhi terrorizzati color ambra di Stiles si scontrarono contro quelli sicuri color smeraldo di Derek. Il cuore del più giovane iniziò a battere all'impazzata, il più grande continuava a guardare quegli occhi, sembrava come incantato dal loro particolare colore ambrato.
Stiles iniziò a pensare "Perché? Perché ogni volta che mi guarda o mi tocca il mio cuore impazzisce così?"
Derek riuscì a distogliere lo sguardo e così aiutò Stiles a mettersi in una posizione tale da non cadere appena avesse mollato la presa su di lui.
-Grazie- il lupo fece un cenno con la testa e si limitò a dire
-Stai più attento la prossima volta-.
Una volta che ebbero cenato si spostarono in sala a vedere un partita di baseball in TV che servì ad entrambi per tenere le loro menti libere dai mille pensieri che le occupavano in quel momento, come, ad esempio la sensazione di benessere provata prima in quel semi abbraccio sulle scale.
Quando ormai data l'ora tarda si apprestavano ad andare a letto rientrò Jhon che diede un breve resoconto della serata ai due ragazzi per poi andare a dormire pure lui.

                                                                         ***

Era mattina e in casa Stilinski erano già tutti svegli, in cucina si sentiva l'aroma forte del caffè mescolato all'odore leggero e dolce delle brioche appena sfornate, Derek e Stiles erano intenti a fare colazione mentre lo sceriffo era appena uscito per riprendere a lavorare.
La sera prima era tornato a casa abbastanza tardi, aveva trovato solo il tempo per dire ai ragazzi che purtroppo non era riuscito a convincere Natalie a far uscire Lydia da Eichen House ma che aveva visto sul volto di lei un piccolo dubbio dopo la loro conversazione. Sfortunatamente per loro quello non era abbastanza anche esse era comunque un inizio.

                                                                          ***

Theo stava macchinando questa cosa fin da quando aveva visto il modo in cui si erano guardati Stiles e Derek a casa del primo, quando era andato a sincerarsi delle condizioni emotive del castano, così con l'aiuto di Hayden era riuscito a trovare il numero del Lupo per poterlo contattare. La ragazza era andata in centrale da sua sorella e quando la sorella si era temporaneamente allontanata dalla scrivania, la chimera era entrata nel computer e aveva cercato i vecchi dati schedati di Derek dove c'era il numero ed ottenerlo era solo l'inizio del piano.
Theo aveva ben chiaro che non si sarebbe mai avvicinato a Stiles se c'era anche Derek con lui, voleva toglierlo di mezzo dato che era un grosso ostacolo nel prendersi Stiles e non aveva intenzione di giocare pulito.
Dopo tutto non lo aveva mai fatto.
Aveva persino ingannato Hayden dicendogli che il numero serviva solo perché voleva comunicare una cosa all'ex-Alpha, probabilmente perché se le avesse detto la verità lei non lo avrebbe aiutato o avrebbe potuto parlarne con Liam.
Lei e Corey erano quelli meno fedeli a Raeken, perché avevano entrambi un legame con due dei ragazzi del branco di Scott. Per sua fortuna aveva dalla sua parte la fedelissima Tracy che lo seguiva come un cagnolino e Josh, che ascoltavano tutto quello che diceva.
Deciso a mettere in atto quello che aveva pianificato, prese il telefono dalla tasca posteriore dei pantaloni e dopo aver composto il numero iniziò a scrivere il messaggio

"Ciao Derek,
So che non nutri molta simpatia nei miei confronti e la cosa è reciproca ma dobbiamo vederci per parlare.
Solo io e Te, questo pomeriggio.
So già che starai pensando che non vuoi ne vedermi ne parlarmi ma o te vieni dove ti dirò o io verrò da te e so che ultimamente sei sempre insieme a Stiles.
Quindi vediamoci dopo pranzo nel bosco dove la tua vecchia casa, se non verrai sai che cosa succederà.
In ogni caso ci vediamo presto. Non serve che sprechi tempo a rispondere.
Theo"

Sembrava quasi di sentire quel tono spavaldo che aveva sempre la chimera in situazioni come questa, a confermarlo, il sorrisino che aveva stampato in faccia e che non prometteva nulla di buono pregustando già di vincere contro Derek.

Nel frattempo invece sul viso di Derek si leggeva chiaramente la rabbia che avrebbe volentieri sfogato sulla chimera che da tempo infastidiva Stiles.
Cercava di non darlo a vedere ma era impossibile, non serviva nessun tipo di potere per capire che qualcosa non andava.
-Derek, tutto bene?-
-Si- rispose a fatica il moro
-Da quando hai preso il telefono sembri aver cambiato umore-
-Non è niente- il moro mise il telefono nella tasca dei pantaloni, senza guardare Stiles.
-Mmh, okay- il liceale decise di lasciar stare e non infastidire ancor di più l'umore del lupo.
Il moro non aveva molta scelta; se non andava Theo prima o poi si sarebbe presentato alla porta di casa Stilinski, se andava all'incontro lasciando allo scuro Stiles,sarebbe stato al sicuro lontano da Theo.
Ovviamente scelse la seconda opzione, andava da solo a quella specie di incontro così Stiles sarebbe rimasto a casa, il più lontano possibile da quella chimera pazza.
Doveva solo trovare una scusa buona da dare al figlio dello sceriffo, doveva essere davvero buona perché altrimenti il più piccolo lo avrebbe riempito di domande, o forse doveva trovarne una semplicissima, così non destava sospetto, perché anche se sprovvisto di poteri lupeschi il ragazzo era un asso nell'individuare le bugie.


                                                                          ***

Theo mandò un messaggio a Stiles dicendogli di raggiungere lui e Derek nel bosco.
Convinto che essere una chimera gli dia una forza superiore a quella delle normali creature sovrannaturali, Theo pensa di poter battere Derek e di farlo davanti a gli occhi impotenti dell'umano facendogli capire di essere una scelta migliore rispetto al NatoLupo.
Stiles, arrivato con crescente ansia nel luogo indicatogli da Theo, sentendo delle voci in lontananza capì di essere vicino a dove si trovano Theo e Derek, dunque decise di nascondersi dietro a un tronco d'albero abbastanza grande da celare il suo copro, in modo da non farsi scoprire ma abbastanza vicino da sentire ciò che si stavano praticamente urlando, venendogli così confermato da quella accesa discussione ciò che pensava il mannaro provasse per lui.
-Devi lasciare in pace Stiles!-
-Perché ti interessa così tanto, Derek, visto come l'hai sempre trattato?!-
-Non sono affari tuoi!!!- Rispose Derek ringhiando facendo scintillare i suoi occhi.
-Oh sì invece che lo sono! Perché vedi... Stiles merita qualcuno di meglio che uno come te!-
-E tu saresti quel qualcuno? Ma non prendermi in giro! Hai ferito in un modo o nell'altro le persone a cui tiene di più solo per raggiungere i tuoi subdoli scopi, io non potrei mai fargli una cosa del genere!-
Ancora non si capacitava di come si potesse arrivare a tanto pur di aver qualcuno che non ricambia i tuoi sentimenti, ammesso che quella chimera provasse davvero qualcosa per il castano e non fosse solo un'ossessione.
-Con questo cosa vorresti dire? Che provi per lui quello che provo io? Ma non farmi ridere! So che sei andato a letto con altre donne anche dopo averlo conosciuto, non mi pare il comportamento di una persona interessata a lui!-
A queste parole Derek non ci vide più dalla collera.
-Un conto è andarci a letto per via dell'attrazione fisica e un altro è provare anche qualcosa di profondo per loro! E poi dubito che i nostri sentimenti per Stiles siano gli stessi!- ruggì in faccia a Theo.
-Dunque non neghi di provare qualcosa per Stiles alla fine!- Replicò con quel sorrisino arrogante, urtando ulteriormente il sistema nervoso di Derek.
-E se anche fosse!?-
-Beh, non vivrai tanto a lungo da confessarti a lui!- Disse sogghignando la chimera.

Dopo questo scambio di battute, Theo, avendo distratto Derek lo colpì in pieno petto squarciandoglielo, anche se, non in modo grave come avrebbe voluto e fuggì via sperando che quella ferita lo uccidesse ugualmente e lentamente, insieme a quelle che gli aveva procurato in altre parti del corpo quando avevano lottato prima.
Stiles, che fino a quel momento non sapendo cosa fare era rimasto nascosto dietro al tronco dell'albero, avendo assimilato ciò che aveva udito, con il cuore in gola corse verso Derek che nel frattempo si era accasciato al suolo quasi incosciente dopo l'estenuante lotta con la chimera e il suo ultimo colpo.
Stiles arrivato davanti al corpo dell'Ex-Alpha ed inginocchiatoglisi davanti, ne prese il viso fra le mani mal ferme per guardarlo dritto negli occhi e assicurarsi che stesse bene nonostante le evidenti ferite.
Derek sentendo il suo viso venir sollevato aprì gli occhi per vedere chi fosse la persona che era con lui in quel momento, dato che aveva visto Theo fuggire prima di crollare, trovandosi davanti il viso preoccupato di Stiles che lo scrutava per sincerarsi delle sue condizioni.
-Hey Stiles, tranquillo sto bene non ti preoccupare- disse cercando di tranquillizzare il ragazzo.
-Derek stai sanguinando e hai una brutta ferita nel petto, non posso stare tranquillo!- il tono di voce sempre più ansioso.
-Hey, hey, guardami... non è la prima volta che sanguino e le ferite non sono poi così gravi, tra qualche minuto saranno guarite e non ne rimarrà traccia-
-Pensavo di averti perso di nuovo, di non rivederti mai più!-
Derek inarcò le sopracciglia guardandolo un attimo confuso non capendo ora a cosa si stesse riferendo ma Stiles continuò dicendo.
-Quando sei andato via con Breaden pensavo ti fossi scordato di me, del branco... e adesso questa lotta nel bosco con Theo...-
Derek credendo di aver capito cosa volesse dire Stiles rispose.
-Non potrei mai sparire per sempre senza rivederti, non ti abbandonerei mai... nemmeno il branco. In quel momento dovevo andare via per cercare di controllare al meglio la mia nuova trasformazione in lupo completo, ma sarei tornato. Tornerei sempre per te. Per quanto riguarda la lotta di prima, con quel folle, puoi stare tranquillo, la prossima volta non avrà scampo, non permetterò che si avvicini nuovamente a te.-

Tutta quella premura nei sui confronti scaldò il cuore di Stiles, in una maniera piacevolmente dolorosa, spingendolo a compiere un'azione, alla quale molto probabilmente, se conosceva bene il lupo come credeva, non avrebbe reagito bene.
Raccogliendo tutto il coraggio di cui disponeva in quel momento prese il viso di Derek tra le mani e lo baciò tremando di aspettativa.
All'inizio il moro credette di stare sognando il contatto con quei morbidi cuscinetti, che solo qualche sera prima aveva contemplato sotto i raggi lunari, ma il calore provato contro di essi e il profumo dolciastro emanato da Stiles gli fecero realizzare che era tutto reale e ciò lo indusse a rispondere al bacio con la stessa passione del castano.
Dopo essersi separati a corto di fiato e con le guance imporporate, con un'occhiata di comune accordo senza bisogno di parole, si diressero verso il velivolo del figlio dello sceriffo per dirigersi al loft del mannaro in modo da curare la ferita al petto quella più grave, decidendo di ignorare temporaneamente quanto appena accaduto.


                                                                                 ***

Arrivati al loft i due scesero dalla macchina, entrarono nell'appartamento del lupo e una volta dentro Stiles recuperò il kit del pronto soccorso per curare Derek che nel frattempo si era sistemato sul divano togliendosi quel che ne rimaneva della maglietta stracciata da Theo.
Quando il castano vide quei muscoli contratti dal dolore e imperlati di sudore e sangue per via della lotta, si incantò a fissarlo con il kit ancora tra le mani, osservando in particolare come una goccia di sudore stesse percorrendo il collo in tensione per poi scendere sui pettorali che si muovevano abbastanza rapidamente venendo colorata di un rosa pallido per via del sangue incontrato sul suo percorso ed infine sparire nei pantaloni.
Deglutì a fatica e venne riscosso dal lamento di dolore del moro che lo riportò alla realtà. Raggiunto il lupo si sedette al suo fianco ed iniziò a tamponare la ferita senza incontrare il suo sguardo ancora imbarazzato dal precedente bacio.
Una volta finito di medicare le ferite dell'ex-Alpha il figlio dello sceriffo prese coraggio, si mise in piedi ed alzò lo sguardo verso il viso di Derek
-Dobbiamo parlare di quello che è successo prima-
-Non c'è niente di cui parlare- rispose il Lupo ricambiando lo sguardo
-Invece si! Non possiamo fare finta di niente-
-Possiamo eccome, perché non c'è niente da dire!-
Il più grande si alzò dal divano, sembrava diretto alla porta del bagno, forse per farsi una doccia, quando il più piccolo lo fermò con una presa al polso
-Io voglio parlarne- Derek con uno strattone si divincolò dalla presa -Io no!- la voce era diventata più forte, più alta e più seria.
Quel bacio... le emozioni che aveva provato... lo avevano per un attimo terrorizzato e adesso come difesa personale stava respingendo il ragazzo.
Stiles rimase fermo ad osservare il volto serio di Derek per qualche secondo poi quasi urlò
-Va bene!- poi passando al fianco del lupo, che dava le spalle alla porta d'entrata, si diresse veloce verso l'uscita
-Che fai?- disse l'ex-Alpha girandosi verso il liceale
-Non lo vedi?! Me ne vado!- rispose con rabbia
-Come te ne vai?- Derek di certo non voleva far andare via il castano
-Sì. Me ne vado a casa mia, da solo- il moro rimase di stucco ma senza perdere tempo disse mosso dalla collera -Bene! Vai!- il castano senza nemmeno dare un'ultima occhiata dietro di se uscì dal loft.
Il moro rimase fermo lì a guardare la porta come in trance, sembrava quasi sperasse di vedere quel ragazzino logorroico rientrare subito da essa ma pochi secondi dopo capì che non sarebbe rientrato.
Dal nervoso diede un pugno contro il muro rendendosi conto di aver fatto una cazzata e per cercare di calmarsi accese lo stereo che era sopra ad uno scalino della scala a chiocciola che portava al tetto.
Quando lo accese stava giusto iniziando una canzone, Derek si fermò ad ascoltarla perché attirato dalle sue parole, il cui inizio era proprio ciò che adesso desiderava di più:

"All I want is nothing more,
to hear you knocking at my door,
'cause if i could see your face once more,
I could die as a happy man i'm sure."


Stiles ormai dentro l'auto per non sentire tutti quei pensieri che gli frullavano nella testa e non pensare al dolore che sentiva nel petto per la reazione di Derek, decise di accendere la radio, lasciando la stazione di prima sentendo le note di una canzone che aveva già ascoltato altre volte.
Sentendo le parole di uno dei versi si rivide a qualche mese fa quando Derek era andato via con Breaden da Beacon Hills.


"When you said your last goodbye,
i died a little bit inside.
I lay in tears in bed all night,
Alone without you by my side."


Lui si era sentito come abbandonato dal moro che ormai riteneva una presenza importante e persistente nel suo quotidiano, cosa che non aveva mai confessato a nessuno, nemmeno a Scott, suo fratello.

Finito quel pezzo della canzone il liceale scese dalla macchina con una sicurezza che non aveva mai avuto, non voleva mollare e non lo avrebbe fatto.
Quella canzone aveva smosso dei sentimenti in lui che non pensava di provare per Derek, sentimenti che forse erano rimasti nascosti anche a se stesso.
Si diresse nuovamente verso la porta del loft con rinnovata determinazione.
All'interno il lupo stava pensando alle stesse cose e senza perdere altro tempo si incamminò verso l'uscita per cercare di raggiungere il ragazzo, non potendo più ignorare il fatto di provare qualcosa per lui.
Con la mano destra aprì la porta trovandosi davanti due occhi ambra che lo guardarono pieni di emozioni contrastanti accompagnati da un battito di cuore fuori controllo, i due ragazzi rimasero qualche attimo fermi a guardarsi senza dire una parola.
Ad interrompere quel momento di stasi, fu il castano che fece un passo avanti ritrovandosi così dentro al loft faccia a faccia con Derek che era indietreggiato per farlo entrare.
L'ex-Alpha ridusse ancora un po' la distanza tra i due volti poi fece la stessa cosa anche l'umano.
Erano ad un palmo di distanza l'uno dall'altro quando il più grande decise di cancellare anche quel poco di distanza che rimaneva. Il moro inclinò leggermente la testa verso la sua sinistra poi avvicinò il suo viso a quello dell'altro, mise la mano destra dietro la nuca intrecciando così le sue dita tra i capelli soffici del castano invece la sinistra aveva trovato il suo posto sulla guancia destra del figlio dello sceriffo.
Quest'ultimo aveva gli occhi attenti su i movimenti che stava compiendo il maggiore, il suo corpo era immobile e il cuore gli batteva fortissimo non migliorando al pensiero di non poter nasconderlo e forse, ormai, nemmeno lo voleva.
Quando sentì la mano stranamente delicata del lupo sulla sua guancia, posò senza quasi accorgersene le sue dietro alla schiena dell'altro.
Alla fine le labbra morbide di Stiles accolsero quelle di Derek.
Un bacio semplice che si trasformò velocemente in un bacio travolgente, saturo dei sentimenti provati dai due ragazzi che avevano provato a nasconderli per tutto quel tempo sia a se stessi che agli altri.
In quell'istante la radio suonava ancora un pezzo della canzone che senza volverlo avevano ascoltato entrambi:


"Cause you brought out the best of me,
a part of me I've never seen."


Ed era vero, dio solo sapeva quanto fossero vere quelle parole.
Derek grazie a Stiles aveva ridotto in gran parte se non del tutto la corazza di ghiaccio che avvolgeva il suo cuore facendolo tornare a fidarsi degli altri e dimostrargli che con delle persone disposte ad aiutarti al tuo fianco il peso da portare fosse più leggero. Per certi aspetti era quasi tornato il Derek prima dell'incendio grazie al castano.
Stiles invece ritrovatosi catapultato nel mondo del soprannaturale con Scott, grazie a Derek era diventato più sicuro delle sue capacità, di se stesso, si sentiva più consapevole di ciò che accedeva in giro e si sentiva come se avesse trovato il suo posto nel mondo tra tutte quelle creature.

Lentamente le labbra si staccarono e lasciarono spazio agli occhi di incontrarsi essendo stati precedentemente chiusi, il lupo sentiva una felicità che non provava da tanto troppo tempo e il liceale sentiva una completezza che non aveva provato con nessun altro nemmeno con Malia quando credeva di esserne pazzamente innamorato.
Si scambiarono un sorriso imbarazzato ma anche felice, Stiles pensò che fosse giusto dire qualcosa ma non sapeva bene cosa dire in quella situazione avendo anche paura di rovinare quel momento bellissimo, così guardò Derek scendendo con lo sguardo verso il suo petto notando che non aveva ancora messo una maglietta pulita così sorridendo disse -Forse è il momento di metterti una maglia- e con un gesto della mano destra toccò il petto del moro trovandolo caldissimo, cosa del tutto normale per un licantropo.
-Sei sempre il solito, non riesci a stare zitto nemmeno in un momento come questo-
-Lo prendo come un complimento lupone-.
Detto questo Derek prese una maglia dalla cassettiera vicino al letto e nel frattempo Stiles si sedette sul divano perdendosi nell'osservare i movimenti delle spalle possenti del moro, guizzare mentre infilava la maglia, ponderando ciò che si accingeva a dire
-Derek, non che me ne vergogni o che non mi sia piaciuto o cose del genere ma credo che...-
-Non sia il momento di farlo sapere agli altri-
Stiles rimase un attimo in silenzio ma poi continuò
-Esatto. Ma solo perché con tutto quello che sta ancora succedendo...-
-Tranquillo. Lo penso anche io-
Il figlio dello sceriffo fece un sospiro di sollievo, non voleva rovinare tutto proprio adesso. Con un sorriso rimase fermo lì a guardare Derek che spegneva lo stereo dato che ormai la canzone che aveva fatto da sfondo al loro bacio era finita per avvicinarsi al divano e sedersi accanto a lui.







Angolo di Blossommymusic:
Dopo due mesi siamo riemerse, speriamo che il capitolo vi piaccia.
Ci abbiamo lavorato tanto xD
A presto :3

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