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Purtroppo, quel caso al San Mungo non fu isolato. Invano furono i tentativi di sperare che fossero solo coincidenze, ma più i giorni passarono e più Elisabeth si convinse che Alexandra avesse ragione e che ci fosse qualcuno che li minacciasse. Il problema era: chi era così malato da volerci riprovare?

Ebbe ancora qualche giorno , ma arrivò il momento in cui dovette arrendersi: doveva parlare con Antheo. Lui conosceva tutte le reclute, doveva sapere qualcosa per forza. Era stato il generale di Lord Voldemort, doveva aver avuto a che fare con le nuove reclute o almeno aver addestrato qualcuno. Voleva però evitare di farlo sentire accusato e minacciato, e poteva capire che la materia non gli sarebbe piaciuta.

"Sei sicura di volerlo fare? La prenderà molto male".

"Tyler, Antheo è l'unico che può aiutarmi a capirci qualcosa, in tutti i casi. Lui ha conoscenze di Magia Oscura, Ma chi era nel suo fronte, può individuare il responsabile se non dovesse essere lui, cosa molto probabile, anzi certa".

"Come fai a saperlo?"

"Io... l'ho fatto vedere a mia sorella, e lei ha chiesto al suo nuovo dipendente. Un ex Mangiamorte".

A Tyler vennero quasi i capelli bianchi, ed Elisabeth sospirò. Non era possibile che qualcuno avesse ancora pregiudizi dopo anni di prove che fosse tutto a posto. Cedric era competente e molto rispettabile, e nessuno aveva il diritto di contestare questa decisione. Se anche Alexandra aveva pensato a lui per una verifica, voleva dire che Droca era affidabile. Lo aveva visto, aveva assistito a tutto. Ma Tyler questo non lo avrebbe capito, un po' con ragione, un po' con torto: l'idea di doversi affidare ai maghi oscuri quando potevano essere i colpevoli era assurdo, ma davanti a numerosi casi di fatture in cui i pazienti hanno rischiato la pelle, c'era poco da fare.

"Va bene... ma spero che non dovremo pentirci di questa trovata".

Elisabeth tuttavia non poteva sapere cosa sarebbe successo di lì a poco nelle vie di Diagon Alley. Antheo, sapendo il periodo sotto Natale, si era recato in uno dei migliori negozi per farle una sorpresa: lo aveva scelto con attenzione, pensato e riflettuto anche davanti agli scaffali per trovare quello che più si addiceva. Alla fine aveva optato per farselo commissionare lì sul posto.

Una palla di neve con il piedistallo dorato e decorato da tante margherite in rilievo, i cui petali erano anche al posto dei fiocchi di neve. All'interno era incastonata la loro dimora in cristallo che cambiava colore a seconda della luce, e sul vetro sarebbero apparse delle frasi rappresentanti il loro rapporto e il loro amore. Non era stato molto presente e non si erano visti molto in quei giorni, l'aveva anche vista un po' strana, quindi aveva pensato che un pensierino l'avrebbe tirata su di morale.

Imboccò una via poco frequentata, era nelle sue abitudini per poter raggiungere prima la loro casa e per non doversi imbattere nelle numerose folle di maghi e streghe alle prese con gli ultimi acquisti. Erano vicoletti buo e stretti,ideali per sgusciare via veloci, e anche per nascondersi quando era il caso.

Sentì un rumore dietro di sé, svoltato l'angolo, e arrestò il passo di colpo. Non si voltò subito, avrebbe fatto capire l'allerta ma avvertì una presenza che normalmente lì non si sarebbe presentata. Non sapevo nemmeno quale fosse il suo intento, di norma maghi come lui nelle strade accanto a Nocturn Alley non si muovevano.

"Pessimo tempismo per dedicarsi alla vita di coppia".

"Vorresti farmi credere che ci sia un momento giusto e uno sbagliato? Si vede che non sei esperto".

Sentì ridere dietro di sé, ma ancora non volle voltarsi. Si rese conto della situazione, di quanto tutto avrebbe potuto essere manipolabile e a suo svantaggio, ma mise lo stesso mano alla bacchetta.

"Fossi in te non sprecherei fiato con le provocazioni, non sei più nella tua bella posizione da invincibile mago".

"Ed io fossi in te non mi alzerei ad un livello tale da fare il superiore".

La voce dell'individuo era camuffata da qualcosa, quasi sicuramente la maschera che in un lontano anno aveva contribuito a renderlo iconico. Ora sarebbe stato difficile riconoscerlo, e Antheo ancora si rifiutava di voltarsi.

"Sei incredibile, sarcastico e superficiale... anche in punto di morte"

"Mmh... non la chiamerei superficialità!" a quel punto Antheo tirò fuori la bacchetta e colpì con un movimento unico, voltandosi per il tempo necessario ad individuare il bersaglio.

Elisabeth entrò in casa e si sorprese di non trovare nessuno. Eppure l'orario che aveva deciso per rincasare combaciava con quello di Antheo, ma che lui fosse ancora assente era davvero strano. Di solito la visione che si trovava davanti era il marito seduto sulla poltrona ad attenderla leggendo un giornale, oppure a contemplare il fuoco. Ma sta volta niente.

Passeggiò per il salone, la sala dapranzo e nelle stanze al piano di sopra, la villa era deserta salvo per la presenza di Kalien e Boby che l'avevano accolta come sempre. Nessuno dei due aveva notizie di Antheo, suo marito pareva essere scomparso nel nulla. Forse era dai genitori o da qualche collega, non poteva essersi trattenuto con i ragazzi.

"Non sapete proprio niente?"

"Boby si dispiace padrona, Padron Antheo non è ancora tornato. Boby non sa dove sia, Padron Antheo non ha dato spiegazioni".

Elisabeth iniziò a preoccuparsi, com'era possibile che suo marito non avesse lasciato detto nulla? Non poteva essere come dicevano gli altri,che fosse davvero in giro ad affatturare poveri civili senza una ragione.

Ma ci pensò il tempo a rispondere per lei: subito dopo sentì un rumore dal camino e un grandenuvolone di fuliggine annunciò il ritorno del marito.

"Antheo! Grazie al cielo!"

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