55.
"sai che cosa odio?" dico modestamente.
"che cosa bambola?"
"il fatto che tu mi conosci miglio di come io conosco me stessa"
"ovvio" dice diretto.
"no, non è affatto ovvia questa cosa" dico iniziando a incazzarmi con il sorriso stampato in faccia.
"invece si, tu neanche te ne accorgi quanto parli con me. lo sai cosa mi dici?"
"certo che lo so non sono drogata piccolo rimbambito"
"beh dalle apparenze..."
"stronzo" e sorrido.
siamo usciti per prendere aria.
mi prende le mani. le rifiuto. mi bacia. lo bacio.
sorridiamo insieme. si ferma tutto. ci sei solo tu e lui. circondati da quello che si può definire 'tutto'. ma siamo soli. vero amore.
a interrompere tutto, sono due ragazze.
"ciao" dice una arrotolandosi i capelli su un dito.
io e Justin ci diamo un'occhiatina veloce.
'puttane' penso.
"chi siete voi?" dico incazzata, e forse un po' spaventata.
"possiamo rubartelo per un attimo?" dice l'altra sensualmente con quel cazzo di sorriso.
"è mio, ora sparite dalle palle" dico cercando di portare via Justin per le braccia.
"te lo riportiamo subito"
"non me ne frega niente. andiamo" aggiungo.
"possiamo conoscervi?" borbottano dal quel becco.
"no" sorrisino. "vieni" faccia seria.
fanculo. il momento è mio, anzi, nostro.
"non spiaccichi parola tu eh?" rido.
"non potevo ero incantato"
"ma su cosa?" rido ancora.
"sui tuoi occhi" sorride lentamente.
"allora guardami in faccia e dimmi che mi ami"
lo obbligo.
"ti amo. tanto"
baci infiniti. adoro quesi momenti.
tornando nel discorso delle persone e l'idea di puttana su di me, non hanno niente da dire. potrei anche andare a letto ogni sera con un ragazzo diverso. ma non lo faccio. perché? perché l'amore lo ho trovato. questo è mio.
se qualcuno cercherebbe di rubarmelo? semplice. può già considerarsi morto.
che vita di merda. 'rido'
ma grazie per avermi fatto rivivere. 'amo'
tante persone che potrebbero sostenermi, o quelle ragazze che si invitano la sera per fare un pigiama party, io non le ho. ma ho lui. qualcuno di più speciale.
Cloe.
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