47.
"mi accompagni a casa amore?" Dico sperando una risposta positiva.
"certo andiamo"
non avrei voluto andarmene ma si gela, si gela veramente.
mi pone la mano, gliela prendo e mi appoggio alla sua spalla sorridendo.
"mi mancherai" ho detto.
"pure tu da morire" ha detto.
arriviamo sotto casa mia e con disgrazia ci dobbiamo salutare.
"ti devo lasciare" gli dico leggendomisi in faccia che non avrei voluto farlo.
"ci vediamo domani, notte amore" mi dice avvicinandosi alla mia guancia, pronto per un bacio.
"che fai amore? in bocca" sorrido.
" Aha, la piccola lo vuole tra le labbra" sorride.
"sei scemo?" Mi scappa una risata.
"può essere"
"ritardato" dico spingendolo di lato.
"piccola"
"sei tu piccolo" dico sbuffando.
"dai amo che vado"
"dai a domani, notte tesoro"
"una buona volta che non mi chiami piccola"
sorridente si allontana e subito dopo grida "piccola" mandandomi un bacio in stile anni '80
"stronzo" gli sorrido contro.
È ora del il momento della giornata dove scarico tutta la stanchezza sfogandomi con i muri e la musica nelle orecchie.
posso sembrare strana, e lo sono. ma in fondo aiuta davvero.
la cosa bella è che posso contare su di chi ho al mio fianco.
non ho incontrato tante persone nella vita, ma a questo punto, me ne basta una per sapere che davvero tiene a me.
amore, si chiama amore.
a volte guardo quelle bellissime ballerine che si muovono adagiamente con le scarpette rosa, senza sbagliare un passo. Ma come fanno? ci riescono perché credono in sè stesse, perché ci mettono tutta la passione che hanno.
io faccio lo stesso o almeno ci provo. un po' diversamente, ma con l'amore.
l'amore non è un gioco, è un caso.
anche se la maggior parte delle volte mi sembra di dover giocare per forza.
senza neanche rendermene conto, mi sto sfogando.
E normalmente, mi esce spontaneo parlare a voce alta.
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