38.
Si era fatto tardi e ho deciso di tornante a casa m.
ora è mattina e il cielo non è molto limpido. infatti ho pensato che un'altra giornata di merda mi stava aspettando.
Sento un rumore acustico e sono più che sicura che provenga dal mio cellulare.
logan.
'ciao, come è il tuo primo giorno?'
Ma sta scherzando?
'hai ancora coraggio di scrivermi? sei una merda'
'Si, volevo solo sapere'
'Se ci tieni tanto.. sono stata di merda ieri, di merda'
'anche io'
'sinceramente non mi interessa. vai a spassartela con il tuo modo di pensare, poi fammi sapere fin dove sei arrivato'
'Se lo dici tu'
'Si lo dico io'
'cosa fai?'
Si sarà fatto qualcosa o qualcuno. È scemo?
'ma per favore. non scrivermi, immagino che tu abbia di meglio da fare nella vita che pensare a me'
'ma noi abbiamo finito questa storia per cosa?'
Giuro che lo odio alla follia.
appunto idiota, per cosa? sei tu che hai fatto finire tutto senza neanche spiegarmi il motivo'
'ah giusto'
'Sei uno stronzo'
'calma'
Calma cosa?
'certo, sono calmissima'
Sono calmissima mentre la rabbia mi sale ancora di più e sento di voler vomitare.
'si devi stare calma'
'Ma vaffanculo'
'ok'
perché? vorrei capire il motivo di tutto questo. io sono sicura che colpa mia non è, vorrei di nuovo stare insieme a lui ma no. Io lo odio contemporaneamente ma lo amo.
anche i muri potrebbero dirmi che è solo un insensibile.
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