15. È solo uno stupido ballo
Quando mi sveglio mi sembra di aver dormito un'eternità.
Impiego diversi minuti a capire dove sono, chi sono e che ora è.
La tempia pulsa a ritmo col mio cuore e il mio stomaco è squarciato dai crampi.
Ancora con gli occhi chiusi cerco di ricordare qualcosa della serata trascorsa ma non è così semplice.
Il mio cervello annebbiato dal dolore del doposbronza lavora a rilento.
La sola immagine che si dipinge nella mia mente è quella di Avan che bacia un'altra e Josh che mi offre da bere... nient'altro. Aprendo gli occhi e mettendo a fuoco ciò che mi circonda capisco di essere a casa mia, ma non ho idea di come ci sono arrivata.
Allungo una mano sul comodino per recuperare il mio telefono, le mie dita sfiorano qualcosa che non riesco ad identificare come mio.
Volto il viso e noto che poggiato sul legno chiaro del tavolino ci sono una rosa rossa e un sacchettino di carta posati sopra una lettera scritta con inchiostro blu su un foglio strappato da un qualche quaderno.
Incuriosita mi metto a sedere sul materasso con la schiena appoggiata al muro e avvicino i tre oggetti sistemandoli sul piumone.
Per prima decido di leggere la lettera e mentre scorro con lo sguardo riga per riga le parole non resisto all'avvicinare la rosa al naso per deliziarmi del suo profumo dolciastro.
Ben svegliata Elizabeth,
So come ci si sente dopo una sbronza colossale e cercherò quindi di essere rapido e coinciso in quello che voglio dirti. Ieri hai fatto una stronzata a bere così tanto, non farlo mai più. Comunque non scrivo per farti la predica, ma per darti dei consigli:
-bevi tanta acqua
-fai una colazione leggera
-copriti con una coperta e non fare niente
-evita i farmaci
Ecco, questo ti aiuterà a riprenderti meglio. Sul comodino ti ho lasciato una colazione, magari mangiala ad intervalli per non affaticare il fegato che ne ha già tante da smaltire con l'alcool.
Scritto questo spero che la tua prima post-sbornia non sia così terribile, cercherò di passare nel pomeriggio.
A.J.
A. J.? Avan Jogia. Rileggo quelle due lettere scritte in bella grafia, non ha senso: Avan alla festa era con una ragazza, per quale motivo avrebbe dovuto lasciarla per accompagnarmi a casa?
Eppure non mi vengono in mente altre interpretazioni per quei segni.
Poi mi ricordo di avere un fratello minore estremamente simpatico, certamente sarà un suo scherzo di cattivo gusto.
Eli: -Geo! Vieni subito in camera mia!- lo chiamo, nessuna risposta. Ritento nuovamente e ancora nulla.
Poso lo sguardo sul telefono e mi accorgo che è mezzogiorno passato, dovrei essere a scuola da un bel pezzo. Beh, ormai non posso farci tanto, resto stesa a letto a mangiucchiare la colazione lasciata da "A.J." che ha azzeccato i miei gusti con torta di mele e una cioccolata calda da Starbucks.
Così passo il venerdì, alla fine non si fa vedere nessuno nel pomeriggio il che è un bene dato che ad ogni minimo rumore mi scoppia la testa, anche se la curiosità mi rode. Non riesco a scacciare dalla mente l'idea che possa essere Avan.
Il sabato pomeriggio accompagno Jenette a comprare l'abito per la sera stessa.
Giriamo almeno una ventina di negozi prima di trovare il vestito nero dai dettagli dell'azzurro giusto per intonarsi allo smoking di Nathan, subito dopo passo da Matt per consigliargli la cravatta giusta e sistemargli i ricci in maniera quasi decente; così quando torno a casa sono le otto della sera e sono sfinita.
George è già uscito per accompagnare Ally al ballo e non tornerà questa sera, ergo sono a casa da sola. Faccio i tre giri di chiave e tiro i due chiavistelli, in cucina metto a scaldare le fette di pizza avanzate dalla cena di ieri sera e vado a mettermi qualcosa di comodo.
Recupero il piatto di pizza e mi sdraio in divano a guardare la TV con Otis che sonnecchia sulle mie gambe.
Il mio telefono vibra:
Jenette McCurdy💘:
Che ne dici?
Dovevo prendere l'altro.
A Nathan non piacerà, lo so.
Sospiro, è una favola, di cosa si preoccupa? Nathan rimarrà a bocca aperta. Digito veloce una risposta che possa tranquillizzarla:
Vai tranquilla, è stracotto vedrai che andrà tutto benone💘
Divertiti
Blocco il cellulare e lo butto sul tavolino.
Per un istante mi sono illusa fosse Avan che mi chiedeva di aprirgli e lasciarlo salire per passare la serata assieme... che illusa.
Giro canale, non mi vanno le soap-opera romantiche ora.
Il mio cellulare vibra ancora, sarà Jenette che mi manda un selfie con Nathan o Matt che mi scrive come va con Ariana. Non voglio sapere quanto sono felici in questo momento a quel ballo di merda.
Altro polpettone romantico.
Chiudo la TV, che merda di serata.
Eli: -Fortuna che ci sei tu.- borbotto grattando l'orecchio del cane addormentato, inizia a scodinzolare.
Il cellulare vibra ancora, tento di ignorarlo ma non resisto alla curiosità e vado a leggere la chat:
Brother💪:
Pensavo non ti interessasse del ballo...
A che scopo dire che non vieni se poi fai questo?
Cos'ho fatto adesso?
Ti sei candidata come reginetta del ballo... sui cartoncini di voto c'è il tuo nome, Liz.
Non è possibile, sai che non farei mai una cosa del genere...
E chi dovrebbe farlo se non tu?
Non ne ho idea, sarà uno scherzo di Jenette o di Matt.
Non so, a che scopo?
Suona il campanello, lascio momentaneamente perdere la chat per rispondere al citofono.
Eli: -Si?- sbuffo annoiata, chi mai dovrebbe venire a suonare la sera del ballo invece di andare a scuola?
Ava: -Ciao Elizabeth, posso salire?- chiede, la riconosco all'istante dallo strana sensazione che mi stringe lo stomaco: è Avan.
Ma che ci fa qui a quest'ora? Non dovrebbe essere con una qualche cheerleader a ballare in palestra sperando di essere eletto re della scuola?
Eli: -Che ci fai qui?- domando premendo il pulsante che apre il portone.
Ava: -Come che ci faccio qui? Son venuto a prenderti per andare al ballo.- risponde tranquillo, resto pietrificata. Sento il portone giù chiudersi.
C
erco quantomeno di togliere i segni del pomodoro dagli angoli della bocca e di sistemare minimamente i capelli mentre aspetto sulla soglia Avan, Otis prende ad abbaiare percependo che qualcuno sta salendo.
L'ascensore si apre sul piano ed Avan vestito in smoking nero esce con un mazzo di rose rosse in mano e un sorriso stampato sulle labbra che si allarga quando vede le mie condizioni; abbasso lo sguardo sul mio outfit composto da una felpa enorme, una delle vecchie magliette di quando George giocava a football, leggins e calzini al ginocchio tirati sopra.
Ava: -Outfit insolito per un ballo del liceo...- commenta una volta davanti la porta, io sento le guance bruciare mentre mi faccio da parte per farlo entrare.
Eli: -Pensavo d'averti detto che non ci vengo a questo ballo.- borbotto chiudendo la porta, lui fa uno sbuffo.
Ava: -Pensavo d'averti detto che avrei lavorato su quel credo.- risponde porgendomi le rose con un sorrisino.
Eli: -No dico davvero, non voglio venire.- ripeto accettando però il bouquet, lo avvicino al naso e annusandolo mi viene in mente la rosa trovata ieri sul comodino.
Ava: -Giovedì sera mi hai detto il contrario...- continua, mi mordicchio il labbro inferiore: giovedì sera non ero in me.
Eli: -Beh, comunque se anche volessi venire non avrei di che indossare.- osservo con un sorriso vittorioso.
Ava: -Sei bellissima anche così.-
Abbasso lo sguardo sui calzini antiscivolo con le stelline e i cuoricini... mi sento parecchio presa in giro.
Eli: -Dico davvero, non credo di avere neanche un abito... non mi piace indossarli quindi non ha senso tenerli in armadio.- dico seria, lui si stringe nelle spalle.
Ava: -Vieni così.- propone, mi sfugge una risatina che si blocca quando vedo la sua espressione dannatamente seria.
Eli: -Non puoi dire davvero!-
Ava: -Perché? Non è scritto da nessuna parte che tu debba venire al ballo vestita da principessa o chicchessia, a me piaci anche così.-
Eli: -Oh, ti prego! Sei abituato ad uscire con ragazze molto più carine in mini e scarpe alte, portare con te al ballo una ragazza in calzini antiscivolo e leggins ti farà sfigurare!-
Ava: -O meglio, farà sfigurare le altre che per essere belle devono mettersi la mini.- ribatte, lo ammetto, dentro di me inizio a cedere.
Eli: -Ma che figura ci fare?!? Io conciata così e tu in smoking!-
Ava: -Ho il borsone da calcio in macchina, mi cambio e ti faccio compagnia.-
Mi mordicchio il labbro inferiore cercando disperatamente altre scuse per non affrontare la serata.
Eli: -Non voglio venire... ogni ballo è la stessa storia, cheerleaders e atleti che vengono eletti come...-
Ava: -Per questo ti ho scritta nella lista delle candidate reginette.- confessa tranquillo zittendomi, se prima ero paonazza ora credo di aver raggiunto il colore del fuoco.
Eli: -Tu cosa?!?- balbetto incredula.
Ava: -Ti ho proposta come reginetta, se vuoi cambiare le cose non basta che le critichi ma devi metterti in gioco.-
Eli: -Sei un idiota Avan! Che figura di merda vuoi farmi fare davanti a tutta la scuola?!?-
Ava: -Figura di merda perché? La maggior parte dei ragazzi non sopporta più Victoria e il suo regime dittatoriale del terrore e, tra tutte le ragazze candidate, sei l'unica che può tenerle testa!- si giustifica; io scuoto la testa, posso già sentire il coro di tutti gli studenti ridere di me.
Eli: -La gente non mi conosce come mi conosci tu, per loro sono solo quella strana di quarta...- sospiro con un velo di lacrime, lui con un passo copre la breve distanza tra di noi e mi accarezza il viso. Tengo lo sguardo basso.
Ava: -Se c'è una cosa che nessuno pensa è questa, sei una ragazza straordinaria e dovresti credere un po' più in te stessa.- mormora girandosi tra le dita una ciocca dei miei capelli.
Eli: -Io...-
Ava: -Dai, vieni con me... chissene frega degli altri, la sola cosa che potranno pensare è "Guarda che bella la ragazza di Jogia".- sussurra, abbasso lo sguardo e mi mordicchio il labbro inferiore.
Eli: -Ci vengo.-
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